{"id":323874,"date":"2022-12-15T01:05:00","date_gmt":"2022-12-15T00:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/diagnosi-precoce-della-demenza-opzioni-terapeutiche-e-prevenzione\/"},"modified":"2023-01-12T13:50:38","modified_gmt":"2023-01-12T12:50:38","slug":"diagnosi-precoce-della-demenza-opzioni-terapeutiche-e-prevenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/diagnosi-precoce-della-demenza-opzioni-terapeutiche-e-prevenzione\/","title":{"rendered":"Diagnosi precoce della demenza, opzioni terapeutiche e prevenzione"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>I disturbi cognitivi in et\u00e0 avanzata possono avere molte cause che devono essere chiarite prima di poter diagnosticare la demenza. Una volta escluse queste cause, \u00e8 necessario registrare l&#8217;intensit\u00e0 del disturbo cognitivo. Se questo \u00e8 abbastanza grave da diagnosticare una demenza (rispetto al lieve deterioramento cognitivo), sono necessarie ulteriori indagini per determinare il tipo di demenza, vascolare o neurodegenerativa (in particolare Alzheimer, demenza a corpi di Lewy o frontotemporale).<\/strong><\/p>\n\n<!--more-->\n\n<p>I disturbi cognitivi in et\u00e0 avanzata possono avere molte cause (soprattutto depressione senile, delirio), che devono essere chiarite prima di poter diagnosticare la demenza. Una volta escluse queste cause, \u00e8 necessario registrare l&#8217;intensit\u00e0 del disturbo cognitivo. Se questo \u00e8 abbastanza grave da diagnosticare una demenza (rispetto al lieve deterioramento cognitivo), sono necessarie ulteriori indagini per determinare il tipo di demenza, vascolare o neurodegenerativa (in particolare Alzheimer, demenza a corpi di Lewy o frontotemporale). Poi si pu\u00f2 iniziare una terapia anti-demenza specifica, composta da misure farmacologiche e non farmacologiche. Iniziare il trattamento il prima possibile aumenta le possibilit\u00e0 di stabilit\u00e0 a lungo termine per il paziente nel suo ambiente familiare.<\/p>\n\n<h2 id=\"disturbi-cognitivi-e-demenza\" class=\"wp-block-heading\">Disturbi cognitivi e demenza<\/h2>\n\n<p>Le demenze sono caratterizzate da disturbi delle prestazioni cognitive, da una limitazione della funzionalit\u00e0 quotidiana e dalla comparsa di sintomi comportamentali e psicologici, i cosiddetti sintomi secondari della demenza (BPSD), indipendentemente dalla causa sottostante del disturbo cognitivo. Pertanto, prima di tutto, se si sospetta una demenza, \u00e8 importante valutare la presenza e l&#8217;entit\u00e0 dei sintomi in queste tre aree (deterioramento cognitivo, funzionamento quotidiano, BPSD). In particolare, per quanto riguarda lo sviluppo della demenza, \u00e8 di grande importanza rilevare un disturbo cognitivo il pi\u00f9 precocemente possibile. Questo viene fatto principalmente con un esame neuropsicologico, che \u00e8 ancora considerato il gold standard della diagnosi di demenza. Tutte le cliniche della memoria utilizzano la batteria di test CERAD, che valuta le funzioni di apprendimento e di memoria, oltre ad altri domini cognitivi come la costruzione visiva e le funzioni linguistiche.<\/p>\n\n<p>Quando le persone anziane che riferiscono soggettivamente di disturbi cognitivi vengono esaminate con la batteria di test CERAD, ci sono sia risultati poco evidenti o che indicano gi\u00e0 un disturbo cognitivo significativo ma non sono accompagnati da una restrizione nella vita quotidiana, sia perdite cognitive significative con una restrizione della funzionalit\u00e0 quotidiana. Solo quando entrambe le aree sono significativamente colpite, si pu\u00f2 parlare di una sospetta demenza. Se i disturbi cognitivi oggettivamente verificabili non sono ancora presenti nella vita quotidiana, si parla di disturbo cognitivo lieve. Poco pi\u00f9 della met\u00e0 di questi pazienti sviluppa una demenza negli anni successivi, circa il 30-40% una demenza di Alzheimer <span style=\"font-family: franklin gothic demi;\">(Fig. 1) <\/span>[3,7].<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1100\" height=\"551\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb1_np6_s9.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20388\" srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb1_np6_s9.png 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb1_np6_s9-800x401.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb1_np6_s9-120x60.png 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb1_np6_s9-90x45.png 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb1_np6_s9-320x160.png 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb1_np6_s9-560x281.png 560w\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/figure>\n\n<p>Per questo motivo, si raccomanda vivamente di monitorare bene questi pazienti durante il decorso successivo. Indipendentemente dallo sviluppo incipiente della demenza, la depressione e i disturbi del sonno, cos\u00ec come i farmaci (tra vari altri fattori), possono anche indurre il quadro di un lieve disturbo cognitivo, che poi \u00e8 solitamente reversibile.<\/p>\n\n<p>Nel gruppo di persone anziane con prestazioni cognitive non degne di nota nell&#8217;esame neuropsicologico, c&#8217;\u00e8 circa il 12% che tuttavia lamenta un disturbo delle prestazioni cognitive (spesso della memoria e delle funzioni esecutive), cio\u00e8 dichiara un disturbo cognitivo soggettivo [11]. Recentemente, \u00e8 stata prestata maggiore attenzione a questo gruppo con deterioramento cognitivo soggettivo, poich\u00e9 la demenza si \u00e8 sviluppata anche da questo gruppo di persone nel corso del tempo. \u00c8 possibile, tra l&#8217;altro, che si tratti di individui con un&#8217;elevata capacit\u00e0 intellettuale che provengono da un livello iniziale elevato con un&#8217;alta riserva cognitiva e le cui prestazioni cognitive relativamente ridotte non sono ancora registrate in modo evidente dai test, sebbene il processo di progressione del declino cognitivo sia gi\u00e0 iniziato.  [12].<\/p>\n\n<h2 id=\"diagnosi-delle-demenze\" class=\"wp-block-heading\">Diagnosi delle demenze<\/h2>\n\n<p>Prima di tutto, \u00e8 importante individuare le persone con un possibile disturbo cognitivo (case finding). Un indizio per questo \u00e8 fornito dalle cosiddette bandiere rosse, sia per i parenti o l&#8217;ambiente sociale, sia per i medici di base, dove i pazienti con demenza incipiente spesso appaiono o vengono scoperti per la prima volta. Nella medicina generale, come procedura di screening si dovrebbe utilizzare un Mini Mental State Test combinato con un test dell&#8217;orologio o, per la sua maggiore sensibilit\u00e0, un test Montreal Cognitive Assessment (MoCA), e si dovrebbe eseguire un laboratorio di base e, se possibile, una diagnostica per immagini strutturale. Se ci sono indicazioni di un disturbo cognitivo e\/o di un disturbo comportamentale in base alle bandiere rosse, all&#8217;anamnesi e agli esami di screening, si devono effettuare ulteriori chiarimenti, preferibilmente in una clinica della memoria<span style=\"font-family: franklin gothic demi;\"> (Fig. 2)<\/span> [1,2,7].<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" width=\"1100\" height=\"1405\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb2_np6_s10.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20389 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb2_np6_s10.png 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb2_np6_s10-800x1022.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb2_np6_s10-120x153.png 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb2_np6_s10-90x115.png 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb2_np6_s10-320x409.png 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb2_np6_s10-560x715.png 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/1405;\" \/><\/figure>\n\n<p>Le attuali linee guida (linee guida S3 della DGPPN, Le raccomandazioni delle cliniche svizzere della memoria per la diagnosi di demenza) forniscono informazioni precise sugli esami diagnostici necessari e sul loro utilizzo quando si sospetta la presenza di demenza [3].<\/p>\n\n<p>Nella clinica della memoria, viene effettuata una valutazione interdisciplinare approfondita da parte di uno specialista (psichiatra geriatrico, geriatra, neurologo) e di un neuropsicologo; possono essere consultati altri specialisti formati in medicina geriatrica (gerontologo, consulente sociale, ecc.). In particolare, nelle cliniche della memoria, viene effettuata una registrazione esatta delle attivit\u00e0 quotidiane e possono essere formulate ed eseguite indicazioni per esami pi\u00f9 specifici, come la puntura del liquido cerebrospinale legata alla demenza o le procedure di imaging funzionale. Questa diagnosi approfondita nella clinica della memoria consente di valutare con precisione il livello di prestazione del paziente, nonch\u00e9 le possibili cause sottostanti al disturbo cognitivo rilevato, nel senso di una diagnosi differenziale esatta.<\/p>\n\n<p>Nell&#8217;ambito della valutazione del livello di prestazione e della registrazione di ulteriori sintomi, in particolare del BPSD, possono essere discusse anche questioni rilevanti per la vita quotidiana, come l&#8217;idoneit\u00e0 alla guida, il proseguimento di un&#8217;occupazione eventualmente ancora esistente o il pensionamento, l&#8217;ordine di assistenza preventiva e le strategie per affrontare la vita quotidiana.<\/p>\n\n<p><strong>Cattura BPSD<\/strong><\/p>\n\n<p>Per la valutazione del BPSD, \u00e8 necessario effettuare una caratterizzazione\/valutazione soggettiva del BPSD da parte del paziente e una valutazione esterna da parte di parenti o assistenti che conoscono bene il paziente, nonch\u00e9 una valutazione del carico legato al BPSD per i parenti\/assistenti. Se possibile, l&#8217;osservazione dell&#8217;interazione comportamentale tra il paziente e l&#8217;accompagnatore e la ponderazione delle informazioni devono avvenire nel contesto della diagnosi. Il paziente e i familiari devono essere informati del BPSD rilevato e, se necessario, deve essere fatto un rinvio a uno specialista (ad esempio, l&#8217;ambulatorio psichiatrico geriatrico, il servizio di consultazione e collegamento psichiatrico geriatrico) per un ulteriore trattamento del BPSD [2,5].<\/p>\n\n<p><strong>Diagnostica e diagnosi differenziale delle demenze<\/strong><\/p>\n\n<p>Se viene rilevato un disturbo cognitivo, l&#8217;obiettivo principale di un&#8217;ulteriore diagnosi dovrebbe sempre essere il chiarimento diagnostico con le domande:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La demenza \u00e8 presente?<\/li>\n<\/ul>\n\n<p>Se s\u00ec,<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Di che tipo di demenza si tratta?<\/li>\n<\/ul>\n\n<p>Prima di tutto, bisogna chiarire se una causa diversa dalla demenza \u00e8 responsabile del disturbo cognitivo <span style=\"font-family: franklin gothic demi;\">(Fig. 3)<\/span>.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" width=\"1100\" height=\"1039\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb3_np6_s10.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20390 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb3_np6_s10.png 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb3_np6_s10-800x756.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb3_np6_s10-120x113.png 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb3_np6_s10-90x85.png 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb3_np6_s10-320x302.png 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb3_np6_s10-560x529.png 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/1039;\" \/><\/figure>\n\n<p>La diagnosi differenziale pi\u00f9 comune rispetto alla demenza nei disturbi cognitivi dell&#8217;et\u00e0 avanzata \u00e8 la depressione senile, in quanto questi pazienti possono presentare anche marcati disturbi cognitivi simili a quelli della demenza in fase iniziale. D&#8217;altra parte, la comparsa di una sindrome depressiva in et\u00e0 avanzata pu\u00f2 anche essere vista come un sintomo psicologico (BPSD) di una demenza incipiente, in quanto i pazienti con disturbi cognitivi crescenti hanno difficolt\u00e0 a orientarsi nella vita quotidiana e la conseguenza pu\u00f2 essere un ritiro sociale con umore ansioso-depressivo.<\/p>\n\n<p>I pazienti con disturbo depressivo ricorrente noto da molto tempo possono anche sviluppare la demenza, soprattutto la demenza di Alzheimer, poich\u00e9 il disturbo depressivo ricorrente \u00e8 un fattore di rischio per lo sviluppo successivo della demenza di Alzheimer. Spesso questo quesito diagnostico non pu\u00f2 essere chiarito in una sezione trasversale, ma emerge solo da un determinato decorso della malattia e del trattamento (trattamento antidepressivo) [1].<\/p>\n\n<p>Un&#8217;altra importante diagnosi differenziale della demenza \u00e8 il delirio. Questa domanda spesso si pone solo nelle fasi avanzate della demenza, poich\u00e9, a parte l&#8217;et\u00e0, la presenza di demenza \u00e8 il fattore di rischio maggiore per lo sviluppo del delirio in et\u00e0 avanzata. Spesso, per\u00f2, questi pazienti si accorgono per la prima volta del delirio, in quanto il disturbo cognitivo e la sua entit\u00e0 spesso non sono stati riconosciuti prima dell&#8217;insorgenza del delirio. Tuttavia, il delirio pu\u00f2 anche verificarsi nelle prime fasi della demenza, cos\u00ec come indipendentemente da essa, e deve essere chiarito in base alle raccomandazioni di trattamento per il delirio della SGAP [9].<\/p>\n\n<p>Inoltre, ci sono altre cause somatiche che possono portare a sindromi di demenza, le cosiddette demenze secondarie. Questi includono l&#8217;idrocefalo, i disturbi cardiovascolari ed endocrini, l&#8217;infiammazione, l&#8217;uso di alcol e sostanze e anche i farmaci che compromettono la funzione cognitiva. Tutte queste (e altre possibili) cause devono essere chiarite con precisione attraverso la diagnosi differenziale.<\/p>\n\n<p>Una volta chiarite queste possibili cause ed escluse la depressione da vecchiaia, il delirio e altre cause somatiche come motivo del disturbo cognitivo, il passo successivo \u00e8 scoprire quale forma di demenza \u00e8 presente. Fondamentalmente, due diversi processi vengono chiamati in causa per la neurodegenerazione nelle demenze, la riduzione del flusso sanguigno cerebrale che porta alla demenza vascolare o un disturbo dei processi metabolici cerebrali associati a depositi di proteine (intra e\/o extracellulari) che portano alla neurodegenerazione nel senso delle demenze neurodegenerative. Naturalmente, i due processi possono anche verificarsi insieme (come demenza mista).<\/p>\n\n<p>Questi processi sono associati a diversi sintomi neuropsichiatrici che devono essere chiariti come parte del processo diagnostico. Se c&#8217;\u00e8 evidenza di una demenza neurodegenerativa (o mista), bisogna chiarire se si tratta di una demenza di Alzheimer, di una demenza delle sinnucleinopatie (malattia di Parkinson, demenza a corpi di Lewy) o delle demenze frontotemporali (spesso associate a sindromi di Parkinson atipiche) <span style=\"font-family: franklin gothic demi;\">(Fig. 3)<\/span>.<\/p>\n\n<p>Le cadute, le allucinazioni, il disturbo del comportamento nel sonno REM e l&#8217;aumento della sensibilit\u00e0 ai neurolettici sono indicazioni cliniche della demenza a corpi di Lewy o della demenza di Parkinson; le anomalie linguistiche nel senso di afasia motoria o semantica, cos\u00ec come le anomalie comportamentali possono indicare clinicamente la demenza frontotemporale. Questo chiarimento diagnostico differenziale \u00e8 importante per l&#8217;avvio di una terapia specifica che sia il pi\u00f9 ottimale possibile.<\/p>\n\n<h2 id=\"terapia\" class=\"wp-block-heading\">Terapia<\/h2>\n\n<p>Per il trattamento della demenza sono disponibili terapie farmacologiche e non farmacologiche. Bisogna anche fare una distinzione tra le terapie che hanno come obiettivo il disturbo cognitivo centrale e le terapie che vengono utilizzate per il trattamento del BPSD.  <span style=\"font-family: franklin gothic demi;\">(Fig. 4).<\/span>  A questo punto va sottolineato che la terapia farmacologica con farmaci anti-demenza \u00e8 approvata solo per il trattamento della malattia di Alzheimer, anche se ci sono indicazioni che anche i pazienti con demenza a corpi di Lewy o Parkinson in particolare, cos\u00ec come i pazienti con demenza vascolare, possono beneficiare della somministrazione di un inibitore della colinesterasi.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" width=\"1100\" height=\"743\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb4_np6_s11.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20391 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb4_np6_s11.png 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb4_np6_s11-800x540.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb4_np6_s11-120x81.png 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb4_np6_s11-90x61.png 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb4_np6_s11-320x216.png 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb4_np6_s11-560x378.png 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/743;\" \/><\/figure>\n\n<p><strong>Opzioni di terapia farmacologica<\/strong><\/p>\n\n<p>Per il trattamento del deterioramento cognitivo nella demenza, in particolare per l&#8217;indicazione demenza di Alzheimer, da molti anni sono stati approvati solo quattro farmaci, tre inibitori della colinesterasi (demenza lieve e moderata) e l&#8217;antagonista del glutammato memantina (demenza moderata e grave), che per\u00f2 hanno anche effetti positivi sui sintomi comportamentali e psicologici della demenza (BPSD).  [4,5].<\/p>\n\n<p>Mentre gli inibitori della colina sterasi e la memantina possono arrestare o ritardare (temporaneamente) la progressione del deterioramento cognitivo, la BPSD pu\u00f2 essere ben trattata in molti casi. L&#8217;obiettivo deve sempre essere quello di ridurre i sintomi, in modo che questi pazienti possano essere facilmente reintegrati nel loro ambiente originario (a casa, in una casa di cura).<\/p>\n\n<p>Per il trattamento del BPSD, sono disponibili antidepressivi e antipsicotici, che &#8211; se viene diagnosticata una demenza &#8211; dovrebbero essere somministrati insieme a un antidementivo. In linea di principio, quando si utilizzano antidepressivi e antipsicotici, si devono evitare le sostanze con effetti motori anticolinergici ed extrapiramidali. Bisogna anche prestare attenzione a un possibile aumento della conduzione (tempo QTc) e all&#8217;iponatriemia (SSRI), che pu\u00f2 portare a stati confusionali.<\/p>\n\n<p>L&#8217;uso specifico e sempre cauto di queste sostanze nei BPSD (in particolare deliri, depressione, ansia, irrequietezza, disturbi del sonno) pu\u00f2 &#8211; insieme alle terapie non farmacologiche &#8211; portare a un miglioramento significativo e alla stabilizzazione dei pazienti. Tuttavia, bisogna sempre tenere conto degli effetti collaterali, nonch\u00e9 delle comorbidit\u00e0 spesso presenti nelle persone anziane, che possono limitare l&#8217;uso delle sostanze.<\/p>\n\n<p><strong>Opzioni di terapia non farmacologica<\/strong><\/p>\n\n<p>Nel frattempo, sono disponibili numerose opzioni terapeutiche non farmacologiche, soprattutto per il trattamento del BPSD; una panoramica si trova in Savaskan et al 2014 <span style=\"font-family: franklin gothic demi;\">(Fig. 5)<\/span> [5]. Questi possono essere utilizzati per tutte le forme di demenza; il loro impiego dipende dalla disponibilit\u00e0, ma soprattutto dalla costellazione individuale del paziente, dalle sue risorse e possibilit\u00e0. Le procedure non farmacologiche possono in particolare portare a un miglioramento della BPSD, ma dovrebbero sempre essere utilizzate prima di una terapia farmacologica o almeno insieme a una terapia farmacologica.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" width=\"1100\" height=\"843\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb5_np6_s12.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20392 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb5_np6_s12.png 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb5_np6_s12-800x613.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb5_np6_s12-120x92.png 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb5_np6_s12-90x68.png 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb5_np6_s12-320x245.png 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/abb5_np6_s12-560x429.png 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/843;\" \/><\/figure>\n\n<p>Di particolare importanza \u00e8 la stabilizzazione del ritmo circadiano giorno-notte, con orari fissi e costanti per il sonno e la veglia, ma anche orari fissi per l&#8217;assunzione di cibo e le attivit\u00e0, che fungono anche da timer. Questa gestione del comportamento pu\u00f2 essere supportata dalla terapia della luce al mattino (per anticipare il ritmo circadiano, se il paziente non riesce a dormire la sera) o alla sera (quando il paziente dorme gi\u00e0 presto), in modo che la pressione del sonno venga consumata nel cuore della notte.<\/p>\n\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 fisica sotto forma di camminata o di esercizi di tonificazione e di equilibrio non porta a un miglioramento della cognizione di per s\u00e9, ma pu\u00f2 portare a un miglioramento del BPSD e soprattutto a una stabilizzazione del ritmo circadiano [8,10].<\/p>\n\n<p><strong>Compromissione cognitiva lieve e soggettiva &#8211; opzioni di trattamento<\/strong><\/p>\n\n<p>Poich\u00e9 i pazienti con un lieve deterioramento cognitivo non hanno ancora limitazioni quotidiane, non c&#8217;\u00e8 alcuna indicazione per una terapia farmacologica. Pertanto, in questo caso si possono applicare soprattutto terapie non farmacologiche, come l&#8217;allenamento della memoria, l&#8217;attivit\u00e0 fisica, la regolazione del sonno e l&#8217;allenamento nelle attivit\u00e0 quotidiane (abilit\u00e0). Tuttavia, occorre ricordare che un disturbo cognitivo lieve pu\u00f2 nascondere l&#8217;insorgenza di una demenza, cos\u00ec come altre malattie (somatiche e psicologiche, ad esempio la depressione); questi pazienti devono essere visitati e gestiti da un medico e i loro progressi devono essere monitorati. Un&#8217;opzione farmacologica in questa fase pu\u00f2 essere la somministrazione di Ginkgo biloba, che non ha alcuna indicazione per l&#8217;uso nella demenza, ma ci sono indicazioni da studi individuali che le prestazioni cognitive e i disturbi comportamentali possono essere migliorati. Lo stesso vale per il disturbo cognitivo soggettivo, in cui almeno in singoli casi pu\u00f2 essere presente un incipiente sviluppo di demenza progressiva.<\/p>\n\n<h2 id=\"prevenzione\" class=\"wp-block-heading\">Prevenzione<\/h2>\n\n<p>Sono stati individuati fattori di rischio influenzabili e non influenzabili per la demenza. L&#8217;et\u00e0, un&#8217;anamnesi familiare positiva, il sesso femminile e altri fattori genetici come l&#8217;apolipoproteina E non possono essere influenzati. D&#8217;altra parte, molti fattori di rischio possono essere influenzati e possono quindi servire come approccio per la prevenzione. Questi includono il consumo di alcol e nicotina, l&#8217;ipercolesterolemia, il diabete mellito, l&#8217;ipertensione arteriosa, la malattia coronarica, l&#8217;insufficienza cardiaca e l&#8217;obesit\u00e0, ma anche la bassa istruzione e la scarsa attivit\u00e0 cognitiva e fisica (non \u00e8 un elenco completo).<\/p>\n\n<p>L&#8217;astinenza da alcol e nicotina, l&#8217;attivit\u00e0 cognitiva in et\u00e0 avanzata e, in particolare, l&#8217;attivit\u00e0 fisica e lo sport, che possono anche ridurre i fattori di rischio cardiovascolare e metabolico, sono quindi elementi importanti con cui \u00e8 possibile ridurre il rischio di insorgenza successiva della demenza [6].<\/p>\n\n<h2 id=\"messaggi-da-portare-a-casa\" class=\"wp-block-heading\">Messaggi da portare a casa<\/h2>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>I disturbi cognitivi possono avere molte cause sottostanti, che coinvolgono malattie sia mentali che fisiche. Pertanto, un&#8217;ampia diagnosi differenziale \u00e8 di grande importanza.<\/li>\n\n\n\n<li>Il deterioramento cognitivo lieve, cos\u00ec come il deterioramento cognitivo soggettivo, pu\u00f2 evolvere progressivamente in demenza. Questi pazienti devono essere esaminati bene e il decorso deve essere seguito.<\/li>\n\n\n\n<li>Le diagnosi differenziali pi\u00f9 comuni della demenza sono la depressione senile e il delirio.<\/li>\n\n\n\n<li>La diagnosi di base della demenza pu\u00f2 essere fatta nell&#8217;ambulatorio del medico di famiglia; ulteriori esami per la diagnosi differenziale, in particolare per stabilire quale tipo di demenza \u00e8 presente, dovrebbero essere effettuati in una clinica della memoria.<\/li>\n\n\n\n<li>Per il trattamento della demenza sono disponibili terapie farmacologiche e non, che possono influenzare positivamente soprattutto la BPSD, ma anche ritardare la progressione della demenza neurodegenerativa.<\/li>\n\n\n\n<li>L&#8217;attivit\u00e0 fisica e mentale in et\u00e0 avanzata pu\u00f2 ridurre i fattori di rischio modificabili della demenza (come il diabete di tipo II e le malattie cardiovascolari).<\/li>\n<\/ul>\n\n<p>Letteratura:<\/p>\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Hatzinger M, Hemmeter U, Hirsbrunner T, et al.: Raccomandazioni per la diagnosi e la terapia della depressione nella terza et\u00e0. Praxis (Berna 1994). 2018 Jan;107(3): 127-144.<\/li>\n\n\n\n<li>B\u00fcrge M, Bieri G, Br\u00fchlmeier M, et al: Le raccomandazioni della Swiss Memory Clinics per la diagnosi di demenza Praxis 2018; 107(8): 435-451.<\/li>\n\n\n\n<li>Linea guida S3 Demenza &#8211; Versione lunga, DGPPN 2016. www.awmf.org\/uploads\/tx_szleitlinien\/038-013l_S3-Demenzen-2016-07.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>Frisoni G, Annoni JM, Becker St: Presa di posizione sui farmaci anti-demenza per la malattia di Alzheimer da parte degli stakeholder svizzeri. Clin Transl Neurosci 2021; 5: 14. https:\/\/doi.org\/10.3390\/ctn5020014<\/li>\n\n\n\n<li>Savaskan E, Bopp-Kistler I, Buerge M, et al: Raccomandazioni per la diagnosi e la terapia dei sintomi comportamentali e psicologici nella demenza (BPSD)]. Praxis, 2014; 103(3).<\/li>\n\n\n\n<li>Norton S, Matthews FE, Barnes DE, et al: Potenziale di prevenzione primaria della malattia di Alzheimer: un&#8217;analisi dei dati basati sulla popolazione. Lancet Neurol 2014;13(8): 788-794<\/li>\n\n\n\n<li>Hemmeter U, Strnad J, Decrey-Wick H: Ulteriore sviluppo delle raccomandazioni nelle aree della diagnosi precoce, della diagnosi e del trattamento per l&#8217;assistenza primaria, sottoprogetto 6.1. della Strategia Nazionale sulla Demenza, BAG, Link: www.bag.admin.ch\/bag\/de\/home\/themen\/strategien-politik\/nationale-gesundheitsstrategien\/nationale-demenzstrategie.html<\/li>\n\n\n\n<li>Hoffmann K, et al: Esercizio aerobico nella malattia di Alzheimer, Journal of Alzheimer&#8217;s Disease 2016; 50: 443-453.<\/li>\n\n\n\n<li>Savaskan E, Baumgartner M, Georgescu D, Hafner M, Hasemann W, Kressig RW, Popp J, Rohrbach E, Schmid R, Verloo H.: Raccomandazioni per la prevenzione, la diagnosi e la terapia del delirio nella terza et\u00e0. Praxis (Berna 1994). 2016 Aug; 105(16): 941-952.<\/li>\n\n\n\n<li>Hemmeter UM, Ngamsri T: Attivit\u00e0 fisica e salute mentale negli anziani. Praxis (Berna 1994): 2022; 110(4): 193-198.<\/li>\n\n\n\n<li>Il declino cognitivo soggettivo d Un problema di salute pubblica. Disponibile all&#8217;indirizzo: www.cdc.gov\/aging\/agingdata\/docs\/subjective-cognitive-decline-508.pdf. Accesso al 3 agosto 2020<\/li>\n\n\n\n<li>Mistridis P, Mata J, Neuner-Jehle S, et al: Usalo o perdilo! L&#8217;attivit\u00e0 cognitiva come fattore protettivo per il declino cognitivo associato alla malattia di Alzheimer. Swiss Med Wkly. 2017 Mar 1; 147: w14407.<\/li>\n<\/ol>\n\n<p><em>InFo NEUROLOGIA &amp; PSICHIATRIA 2022; 20(6): 8-13.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I disturbi cognitivi in et\u00e0 avanzata possono avere molte cause che devono essere chiarite prima di poter diagnosticare la demenza. 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