{"id":326056,"date":"2022-04-15T01:00:00","date_gmt":"2022-04-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/nomi-propri-in-ematologia-rintracciare-le-origini\/"},"modified":"2022-04-15T01:00:00","modified_gmt":"2022-04-14T23:00:00","slug":"nomi-propri-in-ematologia-rintracciare-le-origini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/nomi-propri-in-ematologia-rintracciare-le-origini\/","title":{"rendered":"Nomi propri in ematologia: rintracciare le origini"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fin dalla scuola di medicina, i nomi propri hanno plasmato il repertorio linguistico quotidiano della maggior parte dei medici. Eppure la loro origine rimane spesso nell&#8217;ombra. Ecco quindi una ricerca di due termini comuni di ematologia &#8211; per la prossima pausa caff\u00e8 o per il quiz in clinica.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>Auerst\u00e4bchen e proteinuria di Bence-Jones &#8211; cosa siano \u00e8 probabilmente chiaro alla maggior parte delle persone. Ma da dove derivano i nomi di questi fenomeni ematologici?<\/p>\n<h2 id=\"bastoncini-di-cappero-una-scoperta-americana\">Bastoncini di cappero: Una scoperta americana<\/h2>\n<p>I piccoli bastoncini azurofili, che si verificano nei mieloblasti e nei promielociti nel contesto della leucemia, sono stati chiamati &#8211; senza sorpresa &#8211; come il loro primo descrittore: John Auer [1]. Nel 1906, il medico e fisiologo statunitense pubblic\u00f2 il suo lavoro <em>&#8220;Some hitherto undescribed structures found in the large lymphocytes of a case of acute leukaemia&#8221; (Alcune strutture finora non descritte trovate nei grandi linfociti di un caso di leucemia acuta) <\/em>con la prima menzione di quegli organelli cellulari irregolari che in seguito divennero noti come &#8220;Auerst\u00e4bchen&#8221; [2,3]. Auer \u00e8 nato a Rochester, New York, nel 1875, figlio di un birraio tedesco. Nel corso della sua stellare carriera, iniziata alla <em>Johns Hopkins University Medical School <\/em>, ha pubblicato quasi 150 articoli. Oltre a descrivere l&#8217;Auerst\u00e4bchen, studi\u00f2 in particolare l&#8217;anafilassi e svolse un ruolo importante nello sviluppo dell&#8217;anestesia nella chirurgia toracica. Dopo soli due anni di lavoro clinico, \u00e8 passato alla ricerca in fisiologia e farmacologia presso il <em>Rockefeller Institute for Medical Research <\/em>. Presto insegn\u00f2 fisiologia alla <em>Harvard Medical School <\/em>e fece ricerche su argomenti legati alla guerra presso il <em>Rockefeller Institute <\/em>durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1921, segu\u00ec una cattedra di farmacologia presso la <em>Scuola di Medicina dell&#8217;Universit\u00e0 di St. Louis <\/em>, che Auer port\u00f2 avanti contemporaneamente alla carriera di farmacologo clinico &#8211; fino alla sua morte per infarto all&#8217;et\u00e0 di 73 anni. Ma non era solo il lavoro ad attirare la sua attenzione. Era un grande fan di Henri Matisse, amava la pittura e il giardinaggio. Nel 1903 spos\u00f2 la figlia del suo capo, che era anche ricercatrice presso l&#8217;istituto del padre. Insieme hanno avuto tre figli [1]. Tra l&#8217;altro, le cellule con aste auer multiple, disposte a fagotto, sono chiamate cellule Faggot. Ma questo \u00e8 per un&#8217;altra volta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-18631\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/auerstaebchen.jpg\" style=\"height:389px; width:400px\" width=\"945\" height=\"918\" srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/auerstaebchen.jpg 945w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/auerstaebchen-800x777.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/auerstaebchen-120x117.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/auerstaebchen-90x87.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/auerstaebchen-320x311.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/auerstaebchen-560x544.jpg 560w\" sizes=\"(max-width: 945px) 100vw, 945px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 id=\"protezioni-bence-jones-un-prete-impedito-al-lavoro\">Protezioni Bence Jones: Un prete impedito al lavoro<\/h2>\n<p>Un po&#8217; prima che John Auer descrivesse le barre di Auer, Henry Bence Jones scopr\u00ec la proteina di Bence Jones nel 1848 &#8211; nient&#8217;altro che catene leggere libere di immunoglobuline, che vengono espulse nelle urine quando vengono prodotte in eccesso e si depositano come amiloide in vari organi [1]. Di solito \u00e8 causata dal mieloma multiplo. Ma all&#8217;epoca di Bence Jones, non si parlava dei metodi di rilevamento che sono comuni oggi, e anche il vero carattere della proteina \u00e8 stato rivelato solo nel XX secolo. Insieme a due colleghi, Bence Jones tratt\u00f2 il paziente Thomas McBean, la cui malattia port\u00f2 alla prima descrizione della proteina di Bence Jones [1]. Il fattore decisivo fu l&#8217;affinit\u00e0 di Bence Jones con la chimica, che lo accompagn\u00f2 per tutta la vita. Ha anche insistito sull&#8217;esame delle urine in ogni caso, che ha utilizzato per caratterizzare pi\u00f9 dettagliatamente il diabete mellito e la gotta, tra le altre cose. E questo nonostante l&#8217;inglese, nato nel Suffolk nel 1813, volesse effettivamente diventare sacerdote &#8211; un pio desiderio che gli fu negato nonostante i numerosi sforzi. A vent&#8217;anni, sul punto di emigrare in Nuova Zelanda, un parente lo motiv\u00f2 finalmente a studiare medicina &#8211; con effetti duraturi sulla terminologia delle malattie ematologiche [1].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-18632 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/jones_oh1.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 741px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 741\/938;height:506px; width:400px\" width=\"741\" height=\"938\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre studiava al <em>St. George&#8217;s Hospital <\/em>di Londra, inizi\u00f2 anche una formazione chimica come allievo privato di Thomas Graham, che continu\u00f2 a Giessen con il chimico leader mondiale Justus von Liebig. Questo lo distingueva in modo significativo dai suoi colleghi e ha fatto s\u00ec che Bence Jones fosse in anticipo sui tempi con alcune intuizioni. Dopo il suo ritorno a Londra, fu attivo soprattutto dal punto di vista clinico e spos\u00f2 sua cugina &#8211; un matrimonio che gener\u00f2 sette figli, nonostante la tradizionale riluttanza iniziale di lei. Nel corso della sua carriera, Bence Jones divenne, tra l&#8217;altro, membro del rinomato College of <em>Chemistry <\/em>e del Royal <em>College of Physicians <\/em>e pubblic\u00f2 scoperte mediche per la popolazione generale nella sua funzione di segretario dell&#8217;istituzione reale. Ha trascorso molto tempo in famosi centri termali in patria e all&#8217;estero, sia per interesse scientifico che per piacere personale. Bence Jones mor\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 60 anni dopo una lunga storia di problemi cardiaci, che culminarono in un attacco di cuore nel 1873 [1].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>www.whonamedit.com (ultimo accesso il 14.12.2021).<\/li>\n<li>Auer J: ALCUNE STRUTTURE INESCRIVIBILI TROVATE NEI GRANDI LINFOCITI DI UN CASO DI LEUKAEMIA ACUTA. Am J Med Sci. 1906; 131: 1002-1015.<\/li>\n<li>Baum H: Aste di Auer. In: Gressner AM, Arndt T: Lexikon der Medizinischen Laboratoriumsdiagnostik. Springer Berlin Heidelberg; 2019. 231.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>InFo ONCOLOGIA ED EMATOLOGIA 2022; 10(1): 36<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin dalla scuola di medicina, i nomi propri hanno plasmato il repertorio linguistico quotidiano della maggior parte dei medici. Eppure la loro origine rimane spesso nell&#8217;ombra. 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