{"id":326438,"date":"2022-03-02T01:00:00","date_gmt":"2022-03-02T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/meccanismi-di-neurodegenerazione-nel-focus-della-sclerosi-multipla\/"},"modified":"2022-03-02T01:00:00","modified_gmt":"2022-03-02T00:00:00","slug":"meccanismi-di-neurodegenerazione-nel-focus-della-sclerosi-multipla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/meccanismi-di-neurodegenerazione-nel-focus-della-sclerosi-multipla\/","title":{"rendered":"Meccanismi di neurodegenerazione nel focus della sclerosi multipla"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ad oggi, non tutti i dettagli della fisiopatologia della sclerosi multipla sono stati completamente chiariti. Ma \u00e8 stata fatta una scoperta importante: quanto prima si interviene nella malattia, tanto meglio \u00e8. Uno dei punti focali della ricerca \u00e8 quindi la comprensione dei meccanismi della neurodegenerazione e quindi, nel corso di questa, lo sviluppo di strategie neuroprotettive.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>La sclerosi multipla (SM) \u00e8 una malattia autoimmune che inizia nella periferia, ad esempio nei linfonodi. In questo caso, si verifica una cattiva regolazione di diverse cellule immunitarie. Questa disregolazione porta all&#8217;infiltrazione delle cellule T attivate nel sistema nervoso centrale e, infine, all&#8217;insorgenza della SM [1]. Di conseguenza, alcune cellule immunitarie si insediano e i mediatori infiammatori vengono continuamente rilasciati, provocando danni alle cellule nervose. Pi\u00f9 avanti nel corso della malattia, il numero di cellule infiammatorie nel SNC diminuisce a favore di una risposta infiammatoria &#8220;organizzata&#8221;. Questo provoca ulteriormente la scomparsa delle cellule nervose e la demielinizzazione. Durante la malattia, il cervello mostra un&#8217;atrofia corticale, un&#8217;atrofia della materia bianca, della materia grigia e del cervelletto.<\/p>\n<p>Si presume che l&#8217;infiammazione cronica del sistema nervoso centrale sia presente all&#8217;inizio della SM. Questo rilascia diverse specie reattive, come azoto o ossigeno, glutammato o citochine. Oltre allo stress ossidativo, questo porta a danni ai mitocondri e alla demielinizzazione. Il risultato \u00e8 un deficit energetico e una ridistribuzione dei canali ionici. C&#8217;\u00e8 uno squilibrio ionico e un eccesso di calcio e sodio. L&#8217;attivazione degli enzimi degradativi e il rigonfiamento delle cellule contribuiscono poi, in ultima analisi, al danno neuroassonale [2]. In sintesi, si pu\u00f2 dire che l&#8217;attivit\u00e0 microgliale continua e l&#8217;infiammazione meningea sono associate al danno neuronale della materia bianca e grigia. C&#8217;\u00e8 uno squilibrio tra il carico di stress e la capacit\u00e0 tampone dei neuroni. La compensazione attraverso strategie terapeutiche antinfiammatorie e quindi la riduzione del carico di stress \u00e8 una possibilit\u00e0 che attualmente viene perseguita intensamente. Ma il rafforzamento delle vie di protezione non deve essere trascurato. Ora \u00e8 stato dimostrato che la modulazione della risposta immunitaria nelle fasi iniziali della SM \u00e8 benefica. Di conseguenza, esiste un&#8217;elevata necessit\u00e0 clinica di strategie neuroprotettive volte a rafforzare la resilienza neuronale alle sfide infiammatorie.<\/p>\n<h2 id=\"sulle-tracce-della-neurodegenerazione\">Sulle tracce della neurodegenerazione<\/h2>\n<p>Utilizzando il sequenziamento di singole cellule, \u00e8 stato osservato che la maggior parte dei geni differenzialmente espressi nei pazienti con SM si trova nei neuroni eccitatori [3]. Questo, a sua volta, innesca, tra le altre cose, la secrezione di neurotrasmettitori, il metabolismo energetico, la permeabilit\u00e0 mitocondriale e una reazione contro le proteine dispiegate. L&#8217;eccitotossicit\u00e0 da glutammato offre ora un punto di partenza per un possibile riequilibrio. Questo perch\u00e9 i geni del recettore del glutammato sono associati a decorsi pi\u00f9 gravi della SM [4]. In particolare, il GRM8 ha dimostrato di essere un potente modulatore dell&#8217;eccitotossicit\u00e0 del glutammato e quindi potenzialmente neuroprotettivo. Questo perch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 di GRM8 limita l&#8217;accumulo tossico di calcio citosolico e nucleare. Di conseguenza, l&#8217;attivazione di GRM8 potrebbe essere un approccio terapeutico efficace per aumentare la resistenza neuronale e contrastare la neurodegenerazione infiammatoria nella SM.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Dendrou CA, Fugger L, Friese MA: Nat Rev Immunol 2015; 15: 545-558.<\/li>\n<li>Friese MA, et al: Nat Rev Neurol. 2014; 10: 225-238.<\/li>\n<li>Schirmer L, et al: Nature 2019; 573: 75-82.<\/li>\n<li>Woo MS, et al: J Exp Med. 2021; 218(5): e20201290.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>InFo NEUROLOGIA &amp; PSICHIATRIA 2022; 20(1): 32<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad oggi, non tutti i dettagli della fisiopatologia della sclerosi multipla sono stati completamente chiariti. 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