{"id":327250,"date":"2021-12-06T14:00:00","date_gmt":"2021-12-06T13:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/ipertensione-resistente-alla-terapia-controllare-la-sindrome-di-conn\/"},"modified":"2021-12-06T14:00:00","modified_gmt":"2021-12-06T13:00:00","slug":"ipertensione-resistente-alla-terapia-controllare-la-sindrome-di-conn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/ipertensione-resistente-alla-terapia-controllare-la-sindrome-di-conn\/","title":{"rendered":"Ipertensione resistente alla terapia: controllare la sindrome di Conn!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Se la pressione alta non pu\u00f2 essere controllata adeguatamente nonostante i farmaci antipertensivi, \u00e8 possibile che alla base ci siano cause ormonali non individuate. L&#8217;ipertensione dovuta all&#8217;iperaldosteronismo primario, noto anche come &#8220;sindrome di Conn&#8221;, viene spesso trascurata per molto tempo, anche se esistono terapie efficaci contro questo disturbo ormonale, ha avvertito la Societ\u00e0 Tedesca di Endocrinologia in occasione della Giornata Mondiale del Cuore di quest&#8217;anno.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>La Societ\u00e0 tedesca di endocrinologia (DGE) consiglia che se la pressione arteriosa non pu\u00f2 essere mantenuta al di sotto di 140\/90&nbsp;mmHg a lungo termine, anche con tre diversi farmaci, si dovrebbe sempre verificare la presenza di una possibile sindrome di Conn [1]. L&#8217;ormone aldosterone viene prodotto nelle ghiandole surrenali e regola il contenuto di sale e liquidi dell&#8217;organismo. Nel caso di un eccesso di aldosterone, si verifica infine un aumento della pressione arteriosa come conseguenza dell&#8217;aumento del sodio e quindi del riassorbimento di acqua nel rene. &#8220;Normalmente, la produzione di aldosterone \u00e8 integrata in una rete ormonale che regola la pressione sanguigna e l&#8217;equilibrio dei liquidi&#8221;, spiega il Prof. Dr. med. Martin Reincke, specializzato nella ricerca sulle ghiandole surrenali presso l&#8217;Universit\u00e0 Ludwig Maximilian di Monaco [1]. Nelle piccole ghiandole che ricoprono i reni come piccoli cappucci vengono prodotti diversi ormoni, uno dei quali \u00e8 l&#8217;aldosterone. Il sospetto di iperaldosteronismo pu\u00f2 essere determinato dal cosiddetto quoziente aldosterone-renina (ARQ) [2].<\/p>\n<h2 id=\"un-iperteso-resistente-alla-terapia-su-tre-ne-e-affetto\">Un iperteso resistente alla terapia su tre ne \u00e8 affetto<\/h2>\n<p>Il Prof. Reincke fornisce i dati attuali sulla frequenza della sindrome di Conn [1]: Pertanto, il 6% dei pazienti ipertesi nella medicina generale ne soffre, il 10% dei pazienti nei centri specializzati per la pressione arteriosa e fino al 30% di quelli con ipertensione resistente alla terapia. Il primo passo verso la diagnosi sono gli esami di laboratorio. Oltre alla determinazione ormonale, questo include un test da carico salino, che di solito fa scendere il livello di aldosterone. Se questo non \u00e8 il caso, i pazienti devono essere indirizzati a una clinica specializzata per una diagnosi definitiva. In questo caso, si utilizza un catetere per determinare la concentrazione di aldosterone nelle vene di entrambe le ghiandole surrenali. Il risultato ha un impatto immediato sul trattamento. Se la concentrazione \u00e8 aumentata solo da un lato, la sindrome di Conn pu\u00f2 essere curata rimuovendo una ghiandola surrenale. Questo secondo il Porf. Reincke \u00e8 il caso di circa un terzo dei pazienti. Molti poi non hanno pi\u00f9 bisogno di farmaci per la pressione sanguigna dopo l&#8217;intervento. Se&nbsp;entrambe le ghiandole surrenali producono troppo aldosterone, l&#8217;intervento chirurgico non \u00e8 possibile. In seguito, gli antagonisti dell&#8217;aldosterone, che spengono l&#8217;ormone bloccando i recettori sulle cellule, aiutano. I farmaci sono stati approvati da tempo, ma sono raramente utilizzati per altre malattie ipertensive. I risultati del trattamento della sindrome di Conn sono migliorati in Germania negli ultimi anni, non da ultimo grazie a un registro di pazienti molto apprezzato che ha documentato tutti i casi provenienti dai principali centri di trattamento dal 2006 [3]. Finora, i dati di 1600 pazienti sono stati inseriti nel Registro Conn, fondato e diretto dal Prof. Reincke: &#8220;Il registro ci aiuta a migliorare la diagnosi, il trattamento e l&#8217;assistenza di questi pazienti, oltre a stabilire degli standard per il controllo della qualit\u00e0&#8221;. [1].<\/p>\n<h2 id=\"\">&nbsp;<\/h2>\n<h2 id=\"-2\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-17766\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/kasten_hp11_s39.png\" style=\"height:311px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"571\"><\/h2>\n<h2 id=\"-3\">&nbsp;<\/h2>\n<h2 id=\"lo-studio-mostra-la-probabilita-di-sindrome-di-conn-aumenta-con-laumento-del-grado-di-ipertensione\">Lo studio mostra: La probabilit\u00e0 di sindrome di Conn aumenta con l&#8217;aumento del grado di ipertensione.<\/h2>\n<p>Nello studio prospettico PATO (&#8220;Primary Aldosteronism in Torino&#8221;), a cui hanno partecipato nove studi medici di base, pi\u00f9 di 1600 pazienti ipertesi sono stati esaminati per la presenza di iperaldosteronismo in conformit\u00e0 alle linee guida tra il 2009 e il 2014 [4]. 569 dei partecipanti allo studio avevano un&#8217;ipertensione di recente manifestazione, 1103 avevano un&#8217;ipertensione nota. Se lo stato ormonale era anormale, sono state eseguite ulteriori diagnosi sotto forma di test di conferma, imaging e cateterismo della vena surrenale. Il 5,9% dei soggetti ha avuto una sindrome di Conn confermata, di cui 27 avevano un adenoma produttore di aldosterone (tumore benigno) e 64 avevano un&#8217;iperplasia bilaterale delle ghiandole surrenali. Il Prof. Reincke ha considerato un altro risultato interessante il fatto che la probabilit\u00e0 di Conn aumenta con l&#8217;aumentare del grado di ipertensione [2]. Per esempio, l&#8217;11,8% dei pazienti con ipertensione di grado 3, la forma pi\u00f9 grave di ipertensione (pressione arteriosa \u2265180\/110&nbsp;mmHg), \u00e8 risultato avere la sindrome di Conn, rispetto al 3,9% per l&#8217;ipertensione di grado&nbsp;1 (\u2265140\/90 mm Hg) e al 9,7% per il grado 2 (\u2265160\/100&nbsp;mmHg).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>&#8220;Giornata mondiale del cuore: l&#8217;ipertensione curabile nella sindrome di Conn \u00e8 spesso rilevata in ritardo&#8221;, Societ\u00e0 tedesca di endocrinologia, 29.09.2021<\/li>\n<li>&#8220;L&#8217;ipertensione ormonale \u00e8 curabile: Screening dei pazienti ipertesi per la sindrome di Conn&#8221;, Arbeitsgemeinschaft der Wissenschaftlichen Medizinischen Fachgesellschaften e.V., 10.05.2017.<br \/>\n  https:\/\/idw-online.de\/de\/news674361<\/li>\n<li>Registro Conn: Registro tedesco dell&#8217;iperaldosteronismo primario: http:\/\/www.conn-register.de\/register1.html, (ultimo accesso 22.10.2021)<\/li>\n<li>Monticone S, et al: Prevalenza e manifestazioni cliniche dell&#8217;aldosteronismo primario riscontrate nella pratica dell&#8217;assistenza primaria. J Am Coll Cardio 2017; 69(14): 1811-1820.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>PRATICA GP 2021; 16(11): 39<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la pressione alta non pu\u00f2 essere controllata adeguatamente nonostante i farmaci antipertensivi, \u00e8 possibile che alla base ci siano cause ormonali non individuate. 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