{"id":327562,"date":"2021-10-30T02:00:00","date_gmt":"2021-10-30T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/prevenire-la-perdita-ossea-evitare-la-carenza-di-vitamina-d\/"},"modified":"2021-10-30T02:00:00","modified_gmt":"2021-10-30T00:00:00","slug":"prevenire-la-perdita-ossea-evitare-la-carenza-di-vitamina-d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/prevenire-la-perdita-ossea-evitare-la-carenza-di-vitamina-d\/","title":{"rendered":"Prevenire la perdita ossea &#8211; evitare la carenza di vitamina D"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;osteoporosi e l&#8217;osteomalacia sono due malattie metaboliche delle ossa che riducono la massa ossea. Nell&#8217;osteoporosi, si verifica una diminuzione della massa ossea, ma il rapporto tra mineralizzazione ossea e matrice ossea \u00e8 normale. Nell&#8217;osteomalacia, il rapporto tra mineralizzazione ossea e matrice ossea \u00e8 ridotto. Un apporto insufficiente di calcio e vitamina D \u00e8 uno dei fattori di rischio modificabili e pu\u00f2 essere risolto con un&#8217;adeguata integrazione.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>L&#8217;osteomalacia \u00e8 dovuta a una ridotta mineralizzazione, di solito dovuta a una marcata carenza di vitamina D o a un alterato metabolismo della vitamina D. Le possibili cause sono disturbi che compromettono l&#8217;assorbimento della vitamina D (ad esempio, la celiachia) o l&#8217;assunzione di alcuni farmaci. L&#8217;osteoporosi \u00e8 caratterizzata da una bassa massa ossea e da cambiamenti microarchitettonici nel tessuto osseo. Questo comporta un aumento della fragilit\u00e0 ossea e una tendenza alla frattura.<\/p>\n<h2 id=\"la-densita-ossea-diminuisce-a-partire-dal-quarto-decennio-di-vita\">La densit\u00e0 ossea diminuisce a partire dal quarto decennio di vita.<\/h2>\n<p>L&#8217;osso viene rimodellato e rinnovato nel corso della vita; se questo rimodellamento non \u00e8 in equilibrio, si verifica una diminuzione della densit\u00e0 ossea correlata all&#8217;et\u00e0. Le cause di questo squilibrio sono multifattoriali. Sia la costituzione individuale, sia i fattori ormonali e lo stile di vita giocano un ruolo. Gli osteoblasti (cellule che formano la matrice ossea e mineralizzano l&#8217;osso) e gli osteoclasti (cellule che riassorbono l&#8217;osso) sono regolati principalmente da ormone paratiroideo, calcitonina, estrogeni e vitamina D. La massa ossea pi\u00f9 elevata si trova negli uomini e nelle donne intorno ai 30 anni, con gli uomini che hanno una massa ossea maggiore. In seguito, la massa ossea rimane su un plateau per circa 10 anni, durante i quali la formazione di nuovo osso e la perdita di osso si bilanciano a vicenda. Successivamente, si verifica una perdita ossea annuale di circa lo 0,3-0,5%. Con l&#8217;inizio della menopausa, la perdita ossea nelle donne progredisce al ritmo del 3-5% all&#8217;anno per circa 5-7 anni, prima che il tasso di perdita rallenti [1].<\/p>\n<h2 id=\"apporto-di-calcio-e-vitamina-d-fattori-di-rischio-influenzabili\">Apporto di calcio e vitamina D: fattori di rischio influenzabili<\/h2>\n<p>Periodi prolungati di inattivit\u00e0 fisica favoriscono la perdita ossea, perch\u00e9 lo stress \u00e8 necessario per la crescita ossea. Un basso indice di massa corporea predispone anche a una massa ossea ridotta. Ma anche un&#8217;assunzione insufficiente di calcio, fosforo, magnesio e vitamina D sono fattori di rischio per la perdita ossea. La vitamina D svolge un ruolo centrale nella costruzione e nel mantenimento di ossa sane, in quanto favorisce l&#8217;assorbimento del calcio dall&#8217;intestino e l&#8217;incorporazione del calcio nelle ossa <span style=\"font-family:franklin gothic demi\">(riquadro) <\/span>.  <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-17368\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/kasten1_hp9_s46.png\" style=\"height:429px; width:400px\" width=\"716\" height=\"768\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A differenza del calcio, la vitamina D \u00e8 presente in concentrazioni pi\u00f9 elevate solo in alcuni alimenti (ad esempio, salmone, olio di fegato di merluzzo, tuorlo d&#8217;uovo, burro, funghi). Il fabbisogno giornaliero \u00e8 quindi coperto solo in modo insufficiente dall&#8217;alimentazione. La maggior parte della vitamina D necessaria o i suoi precursori sono prodotti nella pelle dalla luce solare e convertiti in una forma biologicamente attiva nel fegato e nei reni. Per la produzione da parte dell&#8217;organismo di una quantit\u00e0 sufficiente di vitamina&nbsp;D, sono sufficienti 20 minuti di esposizione per 3 giorni alla settimana con avambracci e viso nudi nei mesi estivi [2]. Nei mesi invernali, i livelli di vitamina D nell&#8217;organismo spesso si abbassano perch\u00e9 la pelle \u00e8 coperta dai vestiti e la luce solare \u00e8 cos\u00ec scarsa che la pelle non pu\u00f2 produrre abbastanza vitamina&nbsp;D.<\/p>\n<h2 id=\"\">&nbsp;<\/h2>\n<h2 id=\"-2\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17369 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/kasten2_hp9_s46.png\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/418;height:228px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"418\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\"><\/h2>\n<h2 id=\"-3\">&nbsp;<\/h2>\n<h2 id=\"gli-anziani-in-particolare-sono-predisposti-alla-carenza-di-vitamina-d\">Gli anziani, in particolare, sono predisposti alla carenza di vitamina D.<\/h2>\n<p>La carenza di vitamina D \u00e8 generalmente pi\u00f9 comune nelle persone anziane che in quelle giovani: La sintesi di vitamina D della pelle invecchiata si riduce e le persone anziane sono solite esporsi meno spesso al sole. Pertanto, le carenze pronunciate si riscontrano relativamente spesso tra i residenti delle case di riposo e delle case di cura. Ma la carenza di vitamina D3 \u00e8 comune anche nelle persone con carnagione scura, nelle persone in sovrappeso e in quelle che trascorrono poco tempo all&#8217;aria aperta. Le autorit\u00e0 sanitarie e le societ\u00e0 professionali raccomandano un apporto adeguato di vitamina D come misura preventiva e terapeutica nei confronti dell&#8217;osteoporosi <span style=\"font-family:franklin gothic demi\">(riquadro)<\/span>. Viferol D3\u00ae 25 000 \u00e8 indicato per il trattamento della carenza di vitamina D negli adulti e negli adolescenti a partire dai 12 anni di et\u00e0, per la profilassi della carenza di vitamina D negli adulti di et\u00e0 superiore ai 60 anni e negli adulti con un rischio identificabile di malattia da carenza di vitamina D dovuta a malassorbimento [11].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Bolster MB: Osteoporosi, www.msdmanuals.com, ultima modifica Nov 2018 (ultimo accesso 10.09.21).<\/li>\n<li>Rheumaliga Schweiz: Osteoporosi, opuscolo, www.rheumaliga.ch (ultimo accesso 10.09.2021)<\/li>\n<li>Commissione federale per la nutrizione: Carenza di vitamina D: prove, sicurezza e raccomandazioni per la popolazione svizzera. Relazione di esperti della FCN. Zurigo: Ufficio federale della sanit\u00e0 pubblica, 2012.<\/li>\n<li>Bischoff-Ferrari HA, et al: JAMA Intern Med 2016; 176(2): 175-183.<\/li>\n<li>Ferrari S, et al.: Swiss Med Wkly 2020, 150: w20352<\/li>\n<li>Stute P, Meier C: Aggiornamento sull&#8217;osteoporosi. J Gynaecol Endocrinol 2021, https:\/\/doi.org\/10.1007\/s41975-021-00181-4<\/li>\n<li>DVO: Leitlinie des Dachverbands der Deutschsprachigen Wissenschaftlichen Osteologischen Gesellschaften e.V, 2017, www.awmf.org&nbsp;(ultimo accesso 10.09.2021)<\/li>\n<li>Bode LE, et al: J Am Med Dir Assoc 2020; 21(2): 164-171.<\/li>\n<li>Pfeifer M, et al: J Bone Miner Res. 2000; 15(6): 1113-1118.<\/li>\n<li>Pfeifer M et al: Osteoporos Int 2009; 20(2): 315-228.<\/li>\n<li>Informazioni tecniche Viferol D3\u00ae 25&#8217;000, www.swissmedicinfo.ch (ultimo accesso 10.09.2021)<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>PRATICA GP 2021; 16(9): 46<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;osteoporosi e l&#8217;osteomalacia sono due malattie metaboliche delle ossa che riducono la massa ossea. 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