{"id":327648,"date":"2021-10-19T01:00:00","date_gmt":"2021-10-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/terapia-hfpef-di-successo-per-la-prima-volta\/"},"modified":"2021-10-19T01:00:00","modified_gmt":"2021-10-18T23:00:00","slug":"terapia-hfpef-di-successo-per-la-prima-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/terapia-hfpef-di-successo-per-la-prima-volta\/","title":{"rendered":"Terapia HFpEF di successo per la prima volta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Prof. Dr. med. Stefan Anker fa un riassunto su&nbsp;dei risultati pi\u00f9 importanti dello studio EMPEROR-Preserved.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<table border=\"1\" cellpadding=\"10\" cellspacing=\"1\" style=\"width:373px\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width:357px\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-17230\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/anker_stefan_sw.png\" style=\"height:301px; width:200px\" width=\"1100\" height=\"1656\"><\/p>\n<p><strong>Prof. Dr. med.&nbsp;Stefan Anker<\/strong><\/p>\n<p>Centro di Berlino-Brandeburgo per le terapie rigenerative<br \/>\n  Charit\u00e9, Medicina Universitaria di Berlino (D)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ci pu\u00f2 dare una panoramica dei risultati pi\u00f9 importanti dello studio EMPEROR-Preserved?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family:franklin gothic demi\"><br \/>\n  <em>Prof. Anker, MD: <\/em><br \/>\n<\/span>Questo \u00e8 il primo successo che si pu\u00f2 registrare nella terapia dell&#8217;HFpEF. Per dirla in poche parole: Ora stiamo assistendo a un successo che non si \u00e8 verificato negli ultimi 18 anni, nonostante cinque diversi tentativi. Ha mostrato una differenza davvero significativa che \u00e8 anche statisticamente significativa &#8211; in un modo che non lascia dubbi. La riduzione del rischio del 21% \u00e8 una differenza che non solo pu\u00f2 essere misurata, ma anche percepita. Perch\u00e9 migliorano anche i sintomi e la qualit\u00e0 di vita dei pazienti. Ci sono due aspetti della qualit\u00e0 della vita: Da un lato, la qualit\u00e0 di vita misurabile con i questionari \u00e8 migliorata. Ma anche il fatto di non dover trascorrere parte della propria vita in ospedale favorisce notevolmente questo aspetto.<\/p>\n<p><strong>I risultati positivi sono dovuti principalmente alla riduzione delle degenze ospedaliere. Come deve essere classificato questo fatto?<\/strong><\/p>\n<p>Lo studio &#8211; e con esso anche tutti gli altri studi precursori &#8211; \u00e8 stato progettato per stabilire degli endpoint combinati. Quindi, mortalit\u00e0 per tutte le cause o mortalit\u00e0 cardiovascolare, nonch\u00e9 insufficienza cardiaca e tassi di ospedalizzazione. Quest&#8217;ultimo o come primo evento o come primo e ripetuto evento. La domanda \u00e8 quindi quanti ricoveri avvengono e in quanto tempo. Perch\u00e9 questi non sono pi\u00f9 inclusi nell&#8217;endpoint della mortalit\u00e0 cardiovascolare. Attualmente ci troviamo in una pandemia in cui la mortalit\u00e0 cardiovascolare si \u00e8 rivelata un po&#8217; pi\u00f9 alta del previsto. Circa un terzo di tutti gli endpoint primari sono i decessi per cause cardiovascolari. Il 21% determinato corrisponde all&#8217;endpoint combinato. Esaminando i singoli componenti, mentre la riduzione della mortalit\u00e0 cardiovascolare \u00e8 stata del 9%, il ricovero per insufficienza cardiaca \u00e8 stato superiore al 25% sia per il primo evento che per quello ripetuto, il che \u00e8 stato altamente significativo. Questo \u00e8 importante per i pazienti, perch\u00e9 il ricovero per insufficienza cardiaca influisce sulla prognosi. Per vedere gli effetti sulla mortalit\u00e0, lo studio forse non \u00e8 stato abbastanza lungo, con un follow-up di 26 mesi. Ma a parte le risorse necessarie per uno studio pi\u00f9 lungo, sarebbe anche poco etico continuare uno studio del genere anche se ha raggiunto l&#8217;endpoint combinato. I pazienti meritano di avere questa opportunit\u00e0 di trattamento.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;intervista \u00e8 stata condotta da Leoni Burggraf<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>CARDIOVASC 2021; 20(3): 38<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Prof. Dr. med. 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