{"id":327884,"date":"2021-09-29T14:00:00","date_gmt":"2021-09-29T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/cosa-e-ancora-possibile-fare-quando-apparentemente-non-funziona-piu-nulla\/"},"modified":"2021-09-29T14:00:00","modified_gmt":"2021-09-29T12:00:00","slug":"cosa-e-ancora-possibile-fare-quando-apparentemente-non-funziona-piu-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/cosa-e-ancora-possibile-fare-quando-apparentemente-non-funziona-piu-nulla\/","title":{"rendered":"Cosa \u00e8 ancora possibile fare quando apparentemente non funziona pi\u00f9 nulla?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una moderna terapia per il Parkinson \u00e8 multidisciplinare e si basa sulle esigenze individuali del paziente. Gli esperti presenti alla conferenza della dgp si sono trovati d&#8217;accordo su questa esigenza di una gestione moderna della terapia.<\/strong><strong>Il Congresso era d&#8217;accordo. La crescente comprensione del processo patologico consente un trattamento personalizzato, che non dovrebbe essere applicato solo nei decorsi tardivi della malattia.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>La malattia di Parkinson \u00e8 uno dei disturbi del movimento neurodegenerativi pi\u00f9 comuni. Le persone colpite in Svizzera sono pi\u00f9 di 15.000 e il numero \u00e8 in aumento. Soprattutto nei Paesi socio-economicamente benestanti, l&#8217;incidenza della malattia di Parkinson continua ad aumentare. Si prevede che il numero di pazienti affetti da Parkinson nel mondo raddoppier\u00e0 entro il 2030. La malattia comporta una riduzione dell&#8217;attivit\u00e0, spesso l&#8217;abbandono del lavoro e una grave disabilit\u00e0. Con l&#8217;aiuto dei moderni metodi di decodifica, \u00e8 stato possibile individuare ulteriormente i meccanismi molecolari dello sviluppo della malattia. Gli effetti neurorestitutivi dell&#8217;allenamento fisico sono stati osservati in modelli animali. Si sa anche che l&#8217;attivit\u00e0 fisica riduce gi\u00e0 il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson, per cui esiste una relazione dose-risposta tra attivit\u00e0 e rischio di Parkinson. Ad esempio, \u00e8 stato dimostrato che, rispetto alla fisioterapia convenzionale, la fisioterapia specializzata per i pazienti affetti da Parkinson porta a un minor numero di complicazioni, a una maggiore mobilit\u00e0 e anche a una migliore qualit\u00e0 di vita. L&#8217;armamentario di gestione del trattamento \u00e8 stato efficacemente ampliato nel corso degli anni. Un regime terapeutico completo \u00e8 ora multidisciplinare e adattato alle esigenze individuali del paziente. Ma il capolinea \u00e8 ben lontano dall&#8217;essere raggiunto.<\/p>\n<h2 id=\"concentrarsi-sul-futuro-con-lagenda-2030\">Concentrarsi sul futuro con l&#8217;Agenda 2030<\/h2>\n<p>Per far progredire ulteriormente lo sviluppo di nuove terapie, \u00e8 stata quindi lanciata l&#8217;Agenda 2030. L&#8217;attenzione principale sar\u00e0 rivolta all&#8217;approfondimento della ricerca sulla malattia, al fine di consentire un progresso medico verso una terapia causale. Ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato riconosciuto \u00e8 che i pazienti con Parkinson sono molto diversi. Diversi fattori genetici, come i geni Parkin, GBA o LRKK2 associati al Parkinson, contribuiscono a diversi decorsi della malattia. Inoltre, molti fattori di rischio influenzano la malattia. Le indagini neurogenetiche dovrebbero aiutare a individuare ulteriori percorsi di segnalazione molecolare e a identificare nuovi punti di partenza corrispondenti per una terapia personalizzata. Gli esperti sono convinti che con l&#8217;aiuto di nuove tecnologie, biomarcatori, stratificazione genetica e approcci molecolari, il panorama terapeutico potr\u00e0 essere ottimizzato ulteriormente nei prossimi anni.<\/p>\n<h2 id=\"assistenza-ottimizzata-per-lintero-decorso-della-malattia\">Assistenza ottimizzata per l&#8217;intero decorso della malattia<\/h2>\n<p>Finch\u00e9 non sar\u00e0 giunto il momento e il Parkinson non potr\u00e0 essere affrontato gi\u00e0 nelle sue cause, un trattamento multiprofessionale dovrebbe combinare diversi metodi in modo interdisciplinare &#8211; e idealmente durante l&#8217;intero decorso della malattia. A differenza del 2010, quando solo l&#8217;11% dei pazienti con Parkinson riceveva un trattamento multidisciplinare, la percentuale \u00e8 gi\u00e0 salita al 21% nel 2016. Tuttavia, una recente meta-analisi mostra che non esiste ancora uno standard uniforme. Sia la composizione dei team multidisciplinari che gli approcci concettuali sono ancora molto diversi. Pertanto, gli esperti invocano una migliore comunicazione e la promozione della qualificazione del personale infermieristico e di altri gruppi professionali.<\/p>\n<p>La gestione della terapia viene compilata, eseguita e monitorata da un team di medici, personale infermieristico specializzato, infermieri e terapisti Parkinson. Il piano di trattamento individuale, che mira a migliorare la qualit\u00e0 della vita e a mantenere l&#8217;indipendenza, pu\u00f2 includere una combinazione di terapia occupazionale, fisioterapia, logopedia, neuropsicologia e intervento farmacologico. Per compensare la mancanza di dopamina nel cervello, nelle prime fasi della malattia si utilizzano principalmente due gruppi di farmaci. La levodopa viene convertita in dopamina nel cervello e gli agonisti della dopamina aiutano i recettori ad assorbire la dopamina. La scelta del preparato da utilizzare dipende dallo stadio della malattia, dai sintomi, dall&#8217;et\u00e0 e dall&#8217;attivit\u00e0, nonch\u00e9 dall&#8217;efficacia e dalla tollerabilit\u00e0 del farmaco. Mentre la levodopa \u00e8 ben tollerata, soprattutto nelle persone anziane, gli agonisti della dopamina possono ritardare l&#8217;insorgenza dei disturbi del movimento.<\/p>\n<p>Tuttavia, con il progredire del Parkinson, l&#8217;effetto dei farmaci diminuisce in molti malati. Poi si possono combinare altri preparati come gli antagonisti NMDA, gli anticolinergici, gli inibitori della COMT o gli inibitori della MAO-B. Gli antagonisti NMDA e gli anticolinergici influenzano le sostanze messaggere a valle della dopamina, mentre gli inibitori COMT e gli inibitori MAO-B ritardano la scomposizione della levodopa e della dopamina rispettivamente nell&#8217;organismo. La monoaminoossidasi (MAO)-B, ad esempio, assicura che il neurotrasmettitore venga metabolizzato rapidamente dopo un rilascio di dopamina. Inibendo la sua attivit\u00e0, l&#8217;emivita della dopamina nel cervello viene prolungata &#8211; aumentando cos\u00ec l&#8217;effetto della levodopa. In un duplice meccanismo d&#8217;azione, oltre all&#8217;inibizione selettiva e reversibile della MAO-B, viene regolato anche l&#8217;aumento del rilascio di glutammato nella PD. L&#8217;obiettivo \u00e8 ottenere un controllo equilibrato e duraturo dei sintomi motori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Congresso:&nbsp;Congresso tedesco sulla malattia di Parkinson e i disturbi del movimento<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>InFo NEUROLOGIA &amp; PSICHIATRIA 2021; 19(2): 32<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una moderna terapia per il Parkinson \u00e8 multidisciplinare e si basa sulle esigenze individuali del paziente. 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