{"id":332315,"date":"2020-11-23T01:00:00","date_gmt":"2020-11-23T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/linibitore-sglt-2-rallenta-il-declino-della-velocita-di-filtrazione-glomerulare\/"},"modified":"2020-11-23T01:00:00","modified_gmt":"2020-11-23T00:00:00","slug":"linibitore-sglt-2-rallenta-il-declino-della-velocita-di-filtrazione-glomerulare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/linibitore-sglt-2-rallenta-il-declino-della-velocita-di-filtrazione-glomerulare\/","title":{"rendered":"L&#8217;inibitore SGLT-2 rallenta il declino della velocit\u00e0 di filtrazione glomerulare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Per la prima volta, \u00e8 disponibile una terapia mirata per la malattia renale diabetica. Nello studio CREDENCE, canagliflozin ha portato a una riduzione del rischio clinicamente rilevante e statisticamente significativa di insufficienza renale e di eventi cardiovascolari maggiori. Gli inibitori SGLT-2 inibiscono i trasportatori di glucosio sodio-dipendenti a livello renale e svolgono un ruolo importante nel meccanismo di feedback tubuloglomerulare.  <\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>Esiste una tendenza globale all&#8217;aumento della prevalenza del diabete di tipo 2 (T2DM) e dell&#8217;insufficienza renale cronica (CKD) [1,2]. La prevenzione e il trattamento della malattia renale diabetica nel T2DM sono essenziali, poich\u00e9 colpisce circa il 40% dei pazienti ed \u00e8 stato dimostrato che aumenta il rischio cardiovascolare e di mortalit\u00e0 generale [3\u20135]. Il tempo che porta all&#8217;insufficienza renale terminale \u00e8 variabile a livello individuale e pu\u00f2 essere ritardato da un trattamento adeguato. La malattia renale \u00e8 definita come un&#8217;alterazione della struttura e della funzione renale di durata superiore a 3&nbsp;mesi ed \u00e8 classificata secondo lo schema CGA: causa, GFR (G1-G5) e albuminuria (A1-A3). Dall&#8217;inizio degli anni 2000, fino a poco tempo fa \u00e8 successo poco in termini di nuove opzioni terapeutiche specifiche per i pazienti diabetici con nefropatia. \u00c8 noto da diversi decenni che l&#8217;ipertensione \u00e8 un fattore di rischio; negli anni &#8217;90, gli ACE-inibitori sono arrivati sul mercato come antipertensivi, seguiti pochi anni dopo dai bloccanti dei recettori dell&#8217;angiotensina, che sono diventati la pietra miliare del trattamento della nefropatia diabetica. Solo nel 2019 \u00e8 stata raggiunta un&#8217;altra svolta nella ricerca di nuove opzioni terapeutiche, spiega il PD Dr. med. Nilufar Mohebbi, internista e nefrologo, studio e centro dialisi di Zurigo [6].<\/p>\n<h2 id=\"canagliflozin-interferisce-con-il-meccanismo-di-feedback-tubuloglomerulare\">Canagliflozin interferisce con il meccanismo di feedback tubuloglomerulare<\/h2>\n<p>Nello studio CREDENCE (&#8220;The Canagliflozin and Renal Events in Diabetes with Established Nephropathy Clinical Evaluation study&#8221;), \u00e8 stato dimostrato empiricamente che l&#8217;inibitore SGLT-2 canagliflozin \u00e8 in grado di rallentare la progressione dell&#8217;insufficienza renale [7]. Il fatto che questo sia interessante non solo dal punto di vista diabetologico, ma anche da quello nefrologico, ha molto a che fare con il meccanismo d&#8217;azione di queste sostanze. Gli inibitori SGLT-2 inibiscono specificamente il trasportatore renale di glucosio sodio-dipendente SGLT-2 (&#8220;co-trasportatore di glucosio sodio-dipendente 2&#8221;) a livello renale, responsabile del riassorbimento del glucosio dalle urine al sangue, con conseguente aumento dell&#8217;escrezione di glucosio nelle urine. Questo \u00e8 accompagnato da diuresi osmotica (circa 300&nbsp;ml al giorno) e natriuresi passagenica [8]. La pressione arteriosa si riduce in media di circa 3&nbsp;mmHg, il livello di acido urico nel siero di circa 0,4&nbsp;mg\/dl. Si verifica un aumento dell&#8217;ematocrito, spiegabile con la stimolazione della produzione di eritropoietina nel rene e inizialmente in parte con la riduzione del volume plasmatico [9,10]. Nel rene, lo stress tubulare \u00e8 ridotto e l&#8217;ipertrofia dei tubuli prossimali diminuisce, il che pu\u00f2 essere spiegato dalla minore richiesta di ossigeno e di energia dovuta al ridotto riassorbimento del glucosio [11]. Tra l&#8217;altro, gli inibitori SGLT-2 influenzano anche il feedback tubuloglomerulare, cio\u00e8 il meccanismo di feedback del sistema tubulare renale che regola la velocit\u00e0 di filtrazione glomerulare (GFR) al riassorbimento tubulare. L&#8217;attivazione del meccanismo di feedback tubuloglomerulare nel rene, con conseguente diminuzione dell&#8217;iperfiltrazione e della pressione intraglomerulare, porta a una riduzione del 30% dell&#8217;albuminuria e ha un effetto protettivo sull&#8217;organo [12]. Di conseguenza, la progressione della malattia renale viene ritardata, il che si manifesta con un calo ridotto della GFR nel tempo [11]. Ci\u00f2 si riflette in una percentuale significativamente inferiore di pazienti che richiedono la dialisi [13,14].<\/p>\n<h2 id=\"effetto-nefroprotettivo-di-canagliflozin-basato-sullevidenza\">Effetto nefroprotettivo di canagliflozin basato sull&#8217;evidenza<\/h2>\n<p>Il trattamento con canagliflozin rispetto al placebo ha comportato una riduzione del rischio del 30% per l&#8217;endpoint primario composito (malattia renale allo stadio finale, raddoppio dei livelli di creatina sierica, morte per cause cardiovascolari o renali) nello studio randomizzato, in doppio cieco, multicentrico di fase III sull&#8217;esito renale CREDENCE (n=4401) <strong>(Figura 1 <\/strong>). Il rischio per l&#8217;endpoint composito specifico per i reni (malattia renale allo stadio finale, raddoppio dei livelli di creatina sierica e morte per cause renali) \u00e8 stato ridotto significativamente del 34% [7]. I dati sulla sicurezza erano comparabili in entrambi i gruppi di trattamento. Sulla base dei risultati del programma di studi CREDENCE, nel giugno di quest&#8217;anno Invokana\u00ae (canagliflozin) ha ricevuto un&#8217;estensione dell&#8217;autorizzazione all&#8217;immissione in commercio da parte di Swissmedic per ridurre il rischio di progressione verso la malattia renale diabetica nei pazienti adulti con diabete mellito di tipo 2 e albuminuria (ACR &gt;300 mg\/g). Finora \u00e8 l&#8217;unico inibitore SGLT-2 con tripla approvazione per la riduzione della glicemia, la prevenzione degli eventi cardiovascolari e la protezione della funzione renale nei pazienti con T2DM [15].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-14539\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/abb1_hp9_s34.png\" style=\"height:280px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"513\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 id=\"raccomandazioni-kdigo-per-la-terapia-con-gli-inibitori-sglt-2\">Raccomandazioni KDIGO per la terapia con gli inibitori SGLT-2<\/h2>\n<p>Secondo la KDIGO (&#8220;Kidney Diseases Improving Global Outcomes&#8221;) 2019, devono essere considerati i seguenti principi terapeutici [16]: Nei diabetici di tipo 2 con malattia renale e un eGFR \u226530 ml\/min\/1,73&nbsp;<sup>m2 , la<\/sup> terapia del diabete deve includere un inibitore SGLT2. Se esiste un rischio di ipovolemia, prima di iniziare la terapia con un inibitore SGLT-2 si deve prendere in considerazione una riduzione della dose di diuretici tiazidici o dell&#8217;ansa e i pazienti devono essere istruiti a controllare il loro peso. Una diminuzione reversibile della velocit\u00e0 di filtrazione glomerulare pu\u00f2 verificarsi all&#8217;inizio della terapia, ma non deve essere un motivo per interrompere la terapia. Dopo aver iniziato la terapia, si raccomanda di continuarla &#8211; anche se l&#8217;eGFR scende al di sotto di 30&nbsp;ml\/min\/1,73&nbsp;<sup>m2<\/sup> e finch\u00e9 non si verificano sintomi uremici.<\/p>\n<p><em>Fonte: FOMF (WebUp) 27.8.20  <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Collaborazione sui fattori di rischio delle MNT: Lancet 2016; 387: 1513-1530.<\/li>\n<li>Fu H, et al: Mol Metab 2019; 30: 250-263.<\/li>\n<li>Alicic RC, et al: Clin J Am Soc Nephrol 2017; 12(12): 2032-2045.<\/li>\n<li>Afkarian M, et al: J Am Soc Nephrol 2013 ; 24(2): 302-308.<\/li>\n<li>Liu M, et al: Eur Rev Med Pharmacol Sci 2014; 18(19): 2918-2926.<\/li>\n<li>Mohebbi N: Nuove possibilit\u00e0 per il trattamento della nefropatia diabetica &#8211; &#8220;il nuovo arrivato&#8221;, PD Dr med. Nilufar Mohebbi, Internista e Nefrologo, Praxis und Dialysezentrum Z\u00fcrich-City AG, FomF (WebUp), 27.8.2020.<\/li>\n<li>Perkovic V, et al: N Engl J Med 2019; 380 (24): 2295-2306.<\/li>\n<li>Cherney DZ, Kanbay M, Lovshin JA: Nephrol Dial Transplant 2020; 35: i1-2.<\/li>\n<li>Van Raalte DH, Bjornstad P: Nephrol Dial Transplant 2020; 35: i24-32.<\/li>\n<li>Gorriz JL, et al: L&#8217;inibizione del cotrasportatore 2 di sodio-glucosio verso un&#8217;indicazione per il trattamento della malattia renale diabetica. Nephrol Dial Transplant 2020; 35: i13-23.<\/li>\n<li>Wanner C, Lopau K: Dtsch Arztebl 2020; 117(20): DOI: 10.3238\/PersDia.2020.05.15.01,<\/li>\n<li>Vallon V, Thomson SC: Diabetologia 2017; 60: 215-225.<\/li>\n<li>Shivakumar O, Sattar N, Wheeler DC: Nephrol Dial Transplant 2020; 35: i43-47.<\/li>\n<li>Neuen Bl, Jardine MJ, Perdovic V: Nephrol Dial Transplant 2020; 35: i48-55.<\/li>\n<li>Swissmedicinfo: <sup>Invokana\u00ae<\/sup>, informazioni aggiornate degli esperti, www.swissmedicinfo.ch<\/li>\n<li>Malattie renali che migliorano i risultati globali (KDIGO): Linea guida di pratica clinica KDIGO sulla gestione del diabete nella malattia renale cronica. Bozza di revisione pubblica dicembre 2019. https:\/\/kdigo.org<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>HAUSARZT PRAXIS 2020; 15(9): 34-36 (pubblicato il 19.9.20, prima della stampa).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta, \u00e8 disponibile una terapia mirata per la malattia renale diabetica. 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