{"id":332325,"date":"2020-12-04T01:00:00","date_gmt":"2020-12-04T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/molti-coperchi-per-molte-pentole\/"},"modified":"2020-12-04T01:00:00","modified_gmt":"2020-12-04T00:00:00","slug":"molti-coperchi-per-molte-pentole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/molti-coperchi-per-molte-pentole\/","title":{"rendered":"Molti coperchi per molte pentole"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nel trattamento del tumore al polmone non a piccole cellule, sono stati raggiunti molti risultati in breve tempo. Tenere traccia di cos\u00ec tante e rapide innovazioni pu\u00f2 essere piuttosto difficile, ma ne vale la pena. Perch\u00e9 i pazienti possono gi\u00e0 trarre enormi benefici dai nuovi approcci terapeutici.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>Classicamente, esistevano chiare linee guida per la terapia del carcinoma polmonare non a piccole cellule, in base allo stadio TNM. Attualmente sono sempre pi\u00f9 messi in discussione dallo sviluppo di nuove terapie mirate&nbsp;, come gli inibitori della tirosin-chinasi di terza generazione o gli immunoterapici. Un esempio \u00e8 la nuova raccomandazione di eseguire una terapia di mantenimento con un inibitore del checkpoint per un anno dopo la radiochemioterapia, in caso di espressione di PD-L1 nello stadio III [1].<\/p>\n<h2 id=\"novita-nella-terapia-neoadiuvante\">Novit\u00e0 nella terapia neoadiuvante<\/h2>\n<p>Non solo ci sono nuovi approcci terapeutici per la terapia di mantenimento nello stadio III, ma ci sono anche nuove opzioni interessanti in cantiere per la terapia neoadiuvante. Ad esempio, \u00e8 stato recentemente scoperto che dopo solo due dosi neoadiuvanti di un inibitore di PD-L1, molti pazienti mostrano una percentuale considerevole di cellule tumorali morte nella resezione, anche se una risposta non \u00e8 necessariamente rilevabile radiologicamente [2]. Poich\u00e9 il rischio di recidiva aumenta in modo significativo con la proporzione di cellule tumorali vive nel tessuto rimosso&nbsp;[3], questa scoperta \u00e8 di grande importanza per la terapia e dimostra che il blocco del checkpoint potrebbe essere una valida alternativa alla chemioterapia anche nella terapia neoadiuvante. Attualmente si stanno sperimentando diversi farmaci per questa area di applicazione, con risultati finora promettenti. Anche nello stadio IIIA, \u00e8 stato possibile dimostrare gli effetti positivi dell&#8217;immunoterapia perioperatoria in aggiunta alla chemioterapia neoadiuvante [4].<\/p>\n<h2 id=\"diagnostica-molecolare\">Diagnostica molecolare<\/h2>\n<p>Considerando il potenziale beneficio dell&#8217;inibitore della tirosin-chinasi o dell&#8217;immunoterapia anche negli stadi precoci del tumore, le attuali linee guida per la diagnostica molecolare appaiono piuttosto caute. L&#8217;analisi dell&#8217;espressione di PD-L1 \u00e8 raccomandata negli stadi III e IV, mentre il test delle mutazioni comuni per le quali esistono terapie mirate approvate, solo nello stadio IV.  <strong>(Tab.&nbsp;1). <\/strong>Questo concetto deve essere certamente messo in discussione nella situazione attuale dei dati, in cui, ad esempio, l&#8217;uso di inibitori della tirosin-chinasi come osimertinib come terapia adiuvante per i tumori mutati EGFR di stadio inferiore suscita speranze giustificate [5, 6].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-14611\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab1_oh4_s30.png\" style=\"height:250px; width:400px\" width=\"714\" height=\"447\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche se le nuove opzioni per il trattamento del NSCLC mutante, in particolare, suscitano una certa euforia e i test molecolari saranno probabilmente ampliati nel prossimo futuro, \u00e8 importante tenere presente che l&#8217;80% dei NSCLC non presenta una mutazione driver trattabile. Tuttavia, per i pazienti in cui \u00e8 possibile individuare una mutazione bersagliabile, la terapia mirata \u00e8 la scelta migliore, almeno nello stadio IV. Di conseguenza, negli ultimi mesi si \u00e8 fatto molto in questo settore, con le nuove approvazioni degli inibitori ALK brigatinib e lorlatinib, tra gli altri.<\/p>\n<h2 id=\"cosa-fare-se-non-ce-una-mutazione-driver\">Cosa fare se non c&#8217;\u00e8 una mutazione driver?<\/h2>\n<p>Nel caso pi\u00f9 comune in cui non sia possibile individuare alcuna mutazione driver nel NSCLC in stadio IV, le opzioni terapeutiche sono purtroppo meno numerose. Tuttavia, anche gli immunoterapici sono sempre pi\u00f9 utilizzati per questi tumori. In caso di espressione di PD-L1 superiore al 50%, sono stati utilizzati soprattutto gli inibitori del checkpoint, che sono chiaramente superiori alla chemioterapia in questo gruppo di pazienti. Indipendentemente dall&#8217;espressione di PD-L1, \u00e8 stato dimostrato che la combinazione di immunoterapia e chemioterapia \u00e8 pi\u00f9 efficace della sola chemioterapia [7].<\/p>\n<p>Recentemente, sono emersi anche altri concetti per il trattamento del NSCLC avanzato senza una mutazione driver trattabile, come la combinazione di due immunoterapie indipendenti dal livello di espressione di PD-L1 [8]. Questo approccio sembra essere chiaramente superiore alla sola chemioterapia, ma non \u00e8 ancora stato confrontato con la combinazione di immunoterapia e chemioterapia. Dai dati finora disponibili, sembra che l&#8217;espressione di PD-L1 non sia un requisito obbligatorio per la risposta all&#8217;immunoterapia, in particolare all&#8217;immunoterapia intensificata con diverse classi di farmaci.<\/p>\n<p>Oltre ad altre combinazioni terapeutiche, di recente sono stati resi noti nuovi bersagli. Questi includono TIGIT (immunorecettore delle cellule T con dominio immunoglobulinico e ITIM), che \u00e8 spesso espresso insieme a PD-L1. Uno studio che ha combinato un inibitore corrispondente con il blocco di PD-L1 ha dato i primi risultati promettenti [9].<\/p>\n<h2 id=\"il-coperchio-giusto-per-la-pentola-giusta\">Il coperchio giusto per la pentola giusta<\/h2>\n<p>La selezione corretta e pi\u00f9 efficiente dei pazienti per la moltitudine di terapie disponibili rimane un punto dolente. Terapie sempre pi\u00f9 specifiche e gruppi target pi\u00f9 piccoli contribuiscono all&#8217;importanza dei marcatori predittivi e della diagnostica genetica molecolare affidabile. Anche se la pipeline \u00e8 in fermento, mancano ancora dati a lungo termine per molte delle nuove sostanze e combinazioni. Quindi, ad ogni passo emergono nuove domande, ostacoli, ma anche molte altre possibilit\u00e0. In breve, c&#8217;\u00e8 solo una cosa che aiuta: rimanere sintonizzati!<\/p>\n<p><em>Fonte: Forum per la Formazione Medica Continua (FOMF), Aggiornamento, Immunoncologici e Terapie Mirate&nbsp;&#8211; Presentazione su &#8220;Cancro al polmone non a piccole cellule&#8221;, Livestream 20.06.2020, PD Dr. Niels Reinmuth, Medico Responsabile Oncologia presso la Clinica Asklepios<br \/>\na Monaco-Gauting (D).<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Antonia SJ, Villegas A, Daniel D, et al: Durvalumab dopo la chemioterapia nel carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio III. New England Journal of Medicine 2017;377(20): 1919-1929.<\/li>\n<li>Forde PM, Chaft JE, Smith KN, et al: Blocco PD-1 neoadiuvante nel carcinoma polmonare resecabile. N Engl J Med. 2018;378(21): 1976-1986.<\/li>\n<li>Hellmann MD, Chaft JE, William WN, Jr, et al: Risposta patologica dopo la chemioterapia neoadiuvante nei tumori polmonari non a piccole cellule resecabili: proposta per l&#8217;uso della risposta patologica maggiore come endpoint surrogato. Lancet Oncol. 2014; 15(1): e42-50.<\/li>\n<li>Rothschild S, Zippelius A, Savic S, et al.: SAKK 16\/14: L&#8217;anticorpo anti-PD-L1 durvalumab (MEDI4736) in aggiunta alla chemioterapia neoadiuvante nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio IIIA(N2) &#8211; Studio multicentrico a braccio singolo di fase II. Giornale di Oncologia Clinica. 2016;34(15_suppl): TPS8573-TPS.<\/li>\n<li>Zhong WZ, Wang Q, Mao WM, et al: Gefitinib versus vinorelbina pi\u00f9 cisplatino come trattamento adiuvante per l&#8217;NSCLC EGFR-mutante di stadio II-IIIA (N1-N2) (ADJUVANT\/CTONG1104): uno studio randomizzato, in aperto, di fase 3. Lancet Oncol. 2018;19(1): 139-148.<\/li>\n<li>Wu YL, Herbst RS, Mann H, et al: ADAURA: Studio di Fase III, in doppio cieco, randomizzato di Osimertinib rispetto al placebo nel NSCLC in stadio precoce positivo alla mutazione EGFR dopo resezione chirurgica completa. Clinica del cancro del polmone. 2018;19(4): e533-e536.<\/li>\n<li>Jotte RM, editore IMpower131: Analisi primaria della PFS e della sicurezza di uno studio randomizzato di fase III di atezolizumab + carboplatino + paclitaxel o nab-paclitaxel vs carboplatino + nab-paclitaxel come terapia 1L nel NSCLC squamoso avanzato2018; Riunione annuale ASCO: American Society of Clinical Oncology.<\/li>\n<li>Hellmann MD, Paz-Ares L, Bernabe Caro R, et al: Nivolumab pi\u00f9 ipilimumab nel carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato. New England Journal of Medicine 2019;381(21): 2020-2031.<\/li>\n<li>Rodriguez-Abreu D, Johnson ML, Hussein MA, et al: Analisi primaria di uno studio randomizzato, in doppio cieco, di fase II dell&#8217;anticorpo anti-TIGIT tiragolumab (tira) pi\u00f9 atezolizumab (atezo) rispetto a placebo pi\u00f9 atezo come trattamento di prima linea (1L) nei pazienti con NSCLC selezionato per PD-L1 (CITYSCAPE). Giornale di Oncologia Clinica. 2020;38(15_suppl): 9503.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>InFo ONCOLOGIA &amp; EMATOLOGIA 2020; 8(4): 30-31 (pubblicato il 20.9.20, prima della stampa).<br \/>\nInFo PNEUMOLOGIA &amp; ALLERGOLOGIA 2020, 2(3): 34-35<\/em><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel trattamento del tumore al polmone non a piccole cellule, sono stati raggiunti molti risultati in breve tempo. 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