{"id":332472,"date":"2020-12-01T01:00:00","date_gmt":"2020-12-01T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/liperalgesia-viscerale-come-importante-patomeccanismo\/"},"modified":"2020-12-01T01:00:00","modified_gmt":"2020-12-01T00:00:00","slug":"liperalgesia-viscerale-come-importante-patomeccanismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/liperalgesia-viscerale-come-importante-patomeccanismo\/","title":{"rendered":"L&#8217;iperalgesia viscerale come importante patomeccanismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;ipersensibilit\u00e0 viscerale e i disturbi della motilit\u00e0 sono sospettati come fattori centrali per i disturbi gastrointestinali ricorrenti senza evidenza di una causa patologica d&#8217;organo. Il tratto gastrointestinale \u00e8 altamente innervato e presenta un gran numero di fibre nervose afferenti e circuiti riflessi. Le interazioni tra il sistema nervoso periferico e quello centrale sono descritte nel concetto di &#8220;asse cervello-intestino&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>Se i sintomi come flatulenza, dolore o crampi addominali, gonfiore, diarrea o costipazione si verificano per un periodo di almeno 6 mesi, la diagnosi di disturbo gastrointestinale funzionale pu\u00f2 essere fatta secondo i criteri ROM IV.&nbsp;[1,2]. Questi sintomi del tratto gastrointestinale superiore e inferiore, che causano una notevole sofferenza alle persone colpite, spesso si sovrappongono. I disturbi gastrointestinali pi\u00f9 comuni sono la dispepsia funzionale e la sindrome dell&#8217;intestino irritabile&nbsp;[3]. Secondo le attuali conoscenze, si tratta di malattie multifattoriali, per cui l&#8217;esatto meccanismo eziologico non \u00e8 ancora stato completamente chiarito. Il tratto digestivo umano \u00e8 un sistema altamente innervato, con una moltitudine di fibre nervose afferenti che generano informazioni sul contenuto intestinale e sui processi regolatori della digestione, dell&#8217;assorbimento e della difesa immunitaria&nbsp;[4]. Queste connessioni sono descritte nel modello esplicativo dell&#8217;asse intestino-cervello<span style=\"font-family:franklin gothic demi\"> (riquadro)<\/span>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellpadding=\"5\" cellspacing=\"1\" style=\"width:575px\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width:559px\">\n<p><strong>Asse intestino-cervello (&#8220;Brain-Gut-Axis&#8221;)<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;asse intestino-cervello \u00e8 un concetto di interazione tra i sistemi nervoso periferico e centrale che coinvolge i processi neuroendocrini e neuroimmunologici [16]. Ci\u00f2 influisce anche sui fattori psicosociali (ad esempio, la gestione dello stress) e fornisce una spiegazione parziale del fatto che i problemi psicologici si verificano pi\u00f9 frequentemente nei pazienti con dispepsia funzionale o sindrome dell&#8217;intestino irritabile [17]. Un altro fattore patogenetico che sta diventando sempre pi\u00f9 importante secondo le recenti scoperte \u00e8 il microbioma e il micobioma [7,18].<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 id=\"laumento-della-vigilanza-sugli-stimoli-intestinali-nocicettivi-e-caratteristico\">L&#8217;aumento della vigilanza sugli stimoli intestinali nocicettivi \u00e8 caratteristico.<\/h2>\n<p>Il meccanismo dell&#8217;ipersensibilit\u00e0 viscerale si riferisce a un&#8217;aumentata vigilanza su sensazioni specifiche nel tratto gastrointestinale ed \u00e8 stato a lungo discusso come un importante fattore patogenetico per i disturbi digestivi funzionali [5]. Si pensa che una soglia percettiva e dolorifica pi\u00f9 bassa agli stimoli intestinali contribuisca alla sensibilizzazione nervosa centrale. L&#8217;ipersensibilit\u00e0 viscerale \u00e8 un meccanismo nocicettivo essenziale sia nella SII che nella dispepsia funzionale [6]. La dispepsia funzionale \u00e8 caratterizzata, tra l&#8217;altro, dal dolore epigastrico. La sindrome dell&#8217;intestino irritabile \u00e8 associata a un&#8217;alterazione della microflora gastrointestinale e a una bassa soglia del dolore quando la parete intestinale si dilata. Secondo il consenso ROM-IV, dopo aver escluso le cause organiche, si dovrebbe effettuare una terapia orientata ai sintomi, individuale e limitata nel tempo. L&#8217;obiettivo primario del trattamento \u00e8 ridurre i sintomi e migliorare la qualit\u00e0 della vita [1].<\/p>\n<h2 id=\"la-combinazione-di-menta-piperita-e-olio-di-cumino-ha-effetti-analgesici-e-antimicrobici\">La combinazione di menta piperita e olio di cumino ha effetti analgesici e antimicrobici.<\/h2>\n<p>La menta piperita (Mentha\u00d7piperita L.) e il carvi (Carum carvi L.) sono piante medicinali con una lunga tradizione. L&#8217;efficacia analgesica dell&#8217;olio di menta piperita e i suoi effetti rilassanti sui muscoli del tratto gastrointestinale sono dovuti al legame dell&#8217;ingrediente mentolo con il recettore del freddo (TRPM8) [8]. L&#8217;olio di cumino ha un effetto carminativo e antispasmodico, allevia la sensazione di pienezza e ha propriet\u00e0 antimicrobiche e antiossidanti. La crescita dei germi patogeni viene inibita senza esercitare effetti negativi sui batteri intestinali desiderabili. <sup>Carmenthin\u00ae<\/sup> (principio attivo: menthacarin) \u00e8 un preparato fitofarmacologico basato su una miscela ad alto dosaggio di olio di menta piperita e cumino. Questo medicinale, ben tollerato, \u00e8 autorizzato dal sistema di assicurazione sanitaria svizzero per adulti e adolescenti a partire dai 12&nbsp;anni di et\u00e0 per il trattamento di crampi lievi, gonfiore, dolore epigastrico e flatulenza [9,10]. Grazie all&#8217;effetto sinergico della combinazione ad alto dosaggio dei due oli essenziali, la mentacarina riduce l&#8217;iperalgesia viscerale post-infiammatoria fino al 50% in un confronto con placebo [11]. Grazie alle propriet\u00e0 antimicotiche e antibatteriche, il preparato fitofarmacologico contrasta la soglia del dolore profondo spesso associata all&#8217;iperalgesia viscerale.<\/p>\n<h2 id=\"efficacia-comprovata-per-i-disturbi-funzionali-gastrointestinali\">Efficacia comprovata per i disturbi funzionali gastrointestinali<\/h2>\n<p>Uno studio multicentrico randomizzato in doppio cieco controllato con placebo (n=114) ha dimostrato l&#8217;efficacia della mentacarina (2x\/d&nbsp;1&nbsp;capsula) nei pazienti con dispepsia funzionale cronica o ricorrente [12]. L&#8217;alleviamento del dolore e del disagio \u00e8 stato un fattore importante. Ai punti temporali di misurazione 2&nbsp;settimane e 4 settimane dopo il basale, la riduzione dei sintomi \u00e8 stata significativamente maggiore nel braccio di trattamento rispetto alla condizione placebo (p&lt;0,001). Esistono anche prove empiriche sulla sindrome dell&#8217;intestino irritabile. Per esempio, una meta-analisi basata sulla valutazione di cinque studi sperimentali randomizzati e controllati con placebo sull&#8217;uomo ha dimostrato che l&#8217;olio di menta piperita \u00e8 efficace per alleviare i sintomi della sindrome dell&#8217;intestino irritabile e del dolore addominale [13]. Nella linea guida S3 Sindrome dell&#8217;intestino irritabile della Societ\u00e0 tedesca per le malattie digestive e metaboliche c&#8217;\u00e8 una raccomandazione per la mentacarina [14]. Studi recenti si occupano anche dell&#8217;efficacia di questo trattamento combinato fitofarmacologico. Tra l&#8217;altro, \u00e8 stato dimostrato in modelli animali che la mentacarina riduce in modo dimostrabile l&#8217;ipersensibilit\u00e0 viscerale [15].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Cremonini F: Neurogastroenterol Motil 2014; 26: 893-900<\/li>\n<li>Drossman DA: Gastroenterologia 2016; 150: 1262-1279.<\/li>\n<li>Stanghellini V: Dig Dis 2017; 35(suppl 1): 14-17.<\/li>\n<li>Brookes SJH, et al: Nat Rev Gastroenterol Hepatol 2013; 10(5): 286-296.<\/li>\n<li>Madisch A, et al: Dtsch Arztebl Int 2018; 115: 222-232.<\/li>\n<li>Madisch A, et al: Wiener Medizinische Wochenschrift 2019; 169: 149-155.<\/li>\n<li>van Thiel IAM, et al: Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol 2020; 318(6): G1034-G1041.<\/li>\n<li>Deutsche Apothekerzeitung (DAZ): DAZ 2018 (9): 73, 01.03.2018.<\/li>\n<li>Informazioni sul soggetto: www.compendium.ch<\/li>\n<li>Madisch A, et al: Internist 2015; 56, (Suppl. 1): 28.<\/li>\n<li>Adam B, et al: Scandinavian Journal of Gastroenterology 2006; 41: 155-160.<\/li>\n<li>Rich G, et al: Neurogastroenterol Motil 2017; 29(11).<\/li>\n<li>Khanna R, MacDonald JK, Levesque BG: J Clin Gastroenterol 2014; 48: 505-512.<\/li>\n<li>Layer P, et al.: Numero di registro AWMF: 021\/016. Z Gastroenterol 2011; 49: 237-293.<\/li>\n<li>Botschuijver S, et al: Neurogastroenterol Motil 2018; 30(6): e13299.<\/li>\n<li>Matricon J, et al: Aliment Pharmacol Ther 2012; 36(11-12): 1009-1031.<\/li>\n<li>Koloski NA, Jones M, Talley NJ: Aliment Pharmacol Ther 2016; 44: 592-600.<\/li>\n<li>Linea guida DGVS, attualmente in fase di revisione, www.dgvs.de\/wissen-kompakt\/leitlinien\/dgvs-leitlinien\/reizdarmsyndrom<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>PRATICA GP 2020; 15(11): 43<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ipersensibilit\u00e0 viscerale e i disturbi della motilit\u00e0 sono sospettati come fattori centrali per i disturbi gastrointestinali ricorrenti senza evidenza di una causa patologica d&#8217;organo. 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