{"id":333377,"date":"2020-09-18T16:20:59","date_gmt":"2020-09-18T14:20:59","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/empagliflozin-riduce-il-rischio-di-morte-cardiovascolare-e-il-tasso-di-ospedalizzazione-nellinsufficienza-cardiaca\/"},"modified":"2020-09-18T16:20:59","modified_gmt":"2020-09-18T14:20:59","slug":"empagliflozin-riduce-il-rischio-di-morte-cardiovascolare-e-il-tasso-di-ospedalizzazione-nellinsufficienza-cardiaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/empagliflozin-riduce-il-rischio-di-morte-cardiovascolare-e-il-tasso-di-ospedalizzazione-nellinsufficienza-cardiaca\/","title":{"rendered":"Empagliflozin riduce il rischio di morte cardiovascolare e il tasso di ospedalizzazione nell&#8217;insufficienza cardiaca"},"content":{"rendered":"<p>Ingelheim, Germania e Indianapolis, USA &#8211; I risultati dello studio di fase III EMPEROR-Reduced negli adulti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta (con e senza diabete) hanno dimostrato che empagliflozin \u00e8 stato associato a una riduzione significativa del rischio relativo del 25% nell&#8217;endpoint primario del tempo alla morte cardiovascolare o all&#8217;ospedalizzazione per insufficienza cardiaca.<sup>1<\/sup> Lo studio ha analizzato l&#8217;effetto dell&#8217;aggiunta di empagliflozin (10 mg) rispetto al placebo al trattamento standard.<sup>1<\/sup> I risultati sono stati presentati al Congresso ESC 2020, il meeting annuale della Societ\u00e0 Europea di Cardiologia<sup>,3<\/sup> e pubblicati su The New England Journal of Medicine.<sup>1<\/sup><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>I risultati dell&#8217;endpoint primario erano coerenti nei sottogruppi con e senza diabete di tipo 2.<sup>1<\/sup> Le analisi degli endpoint secondari chiave dello studio hanno dimostrato che empagliflozin ha ridotto del 30% il rischio relativo di primo ricovero e di ricovero ricorrente per insufficienza cardiaca.<sup>1<\/sup> Inoltre, il declino dell&#8217;eGFR, un indicatore del declino della funzione renale, \u00e8 stato pi\u00f9 lento con empagliflozin rispetto al placebo.<sup>1<\/sup><\/p>\n<table border=\"1\" style=\"background-color:rgb(190, 207, 254); border-color:rgb(255, 255, 255); height:100px; width:600px\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width:500px\">\n<ul>\n<li>Empagliflozin ha ridotto significativamente il rischio relativo di prima e ricorrente ospedalizzazione per insufficienza cardiaca del 30 percento e ha rallentato in modo significativo il declino della funzione renale<sup>.1<\/sup><\/li>\n<li>I risultati sono stati coerenti nei sottogruppi con e senza diabete di tipo 2<sup>.1<\/sup><\/li>\n<li>L&#8217;insufficienza cardiaca \u00e8 la principale causa di ospedalizzazione negli Stati Uniti e in Europa<sup>.2<\/sup><\/li>\n<li>I risultati dello studio di fase III EMPEROR-Reduced sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine1.<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In un&#8217;analisi esplorativa, la riduzione del rischio assoluto osservata nell&#8217;endpoint primario dello studio EMPEROR-Reduced corrispondeva a un <em>numero necessario da trattare di<\/em> 19 pazienti in 16 mesi per prevenire la morte cardiovascolare o l&#8217;ospedalizzazione per insufficienza cardiaca.<sup>1<\/sup> Un&#8217;ulteriore analisi esplorativa ha mostrato che empagliflozin ha ridotto il rischio relativo di un endpoint renale composito*, tra cui la malattia renale allo stadio finale e la perdita profonda della funzione renale, del 50%.<sup>1<\/sup><\/p>\n<p>Con EMPEROR-Reduced, i risultati di efficacia sono stati raggiunti con un regime di dosaggio semplice, con somministrazione una volta al giorno e senza necessit\u00e0 di titolazione.<sup>1<\/sup> Il profilo di sicurezza era simile a quello ben consolidato di empagliflozin.<sup>1<\/sup> Non ci sono state differenze clinicamente significative negli eventi avversi come ipovolemia (diminuzione del volume sanguigno), ipotensione (bassa pressione sanguigna), deplezione di volume (perdita di liquidi), insufficienza renale (scarsa funzionalit\u00e0 renale), iperkaliemia (alto livello di potassio) o ipoglicemia (bassa glicemia) rispetto al placebo.<sup>1<\/sup><\/p>\n<p>L&#8217;insufficienza cardiaca colpisce oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo<sup>,4<\/sup> con pi\u00f9 di un milione di persone ricoverate ogni anno negli Stati Uniti e in Europa a causa di questa condizione.<sup>2<\/sup> L&#8217;insufficienza cardiaca si verifica quando il cuore non \u00e8 in grado di pompare abbastanza sangue al resto del corpo ed \u00e8 la complicazione pi\u00f9 comune e grave di un attacco cardiaco.<sup>5,6<\/sup> Le persone con insufficienza cardiaca spesso soffrono di dispnea e affaticamento, che possono influire notevolmente sulla loro qualit\u00e0 di vita.<sup>7,8<\/sup> Le persone con insufficienza cardiaca spesso hanno anche una funzione renale compromessa, che pu\u00f2 influenzare significativamente la prognosi.<sup>9<\/sup><\/p>\n<p>*La frazione di eiezione \u00e8 una misura della percentuale di sangue che il ventricolo sinistro pompa fuori ad ogni contrazione. Quando il cuore si rilassa, il ventricolo si riempie di nuovo di sangue.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>\n<div>Ponikowski P, Anker SD, AlHabib KF: Insufficienza cardiaca: prevenire la malattia e la morte nel mondo. ESC Heart Fail. 2014;1(1): 4-25.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Ambrosy A, Fonarow G, Butler J, et al: L&#8217;onere economico e sanitario globale dei ricoveri per insufficienza cardiaca. Lezioni apprese dai registri di insufficienza cardiaca ospedalizzati. J Am Coll Cardiol. 2014; 63(12): 1123-1133.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Solomon S, Dobson J, Pocock S, et al: Influenza dell&#8217;ospedalizzazione non fatale per insufficienza cardiaca sulla successiva mortalit\u00e0 nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica. Circolazione. 2007;116(13): 1482-1487.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Associazione Americana del Cuore. Misurazione della frazione di eiezione dello scompenso cardiaco. Disponibile all&#8217;indirizzo: www.heart.org\/en\/health-topics\/heart-failure\/diagnosing-heart-failure\/ejection-fraction-heart-failure-measurement. Ultimo esame: luglio 2020.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Associazione Americana del Cuore. I segni di allarme dell&#8217;insufficienza cardiaca. Disponibile all&#8217;indirizzo: www.heart.org\/en\/health-topics\/heart-failure\/warning-signs-of-heart-failure. Ultimo esame: luglio 2020.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>ClinicalTrials.gov. Studio sull&#8217;esito di Empagliflozin nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica con frazione di eiezione conservata (EMPEROR-Preserved). Disponibile all&#8217;indirizzo: https:\/\/clinicaltrials.gov\/ct2\/show\/NCT03057951. Ultimo controllo: luglio 2020.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Harper A, Patel H, Lyon A: Insufficienza cardiaca con frazione di eiezione conservata. Clin Med (Lond). 2018;18(Suppl 2): s24-s29.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>ClinicalTrials.gov. Studio sull&#8217;esito di Empagliflozin nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica con frazione di eiezione ridotta (EMPEROR-Reduced). Disponibile all&#8217;indirizzo: https:\/\/clinicaltrials.gov\/ct2\/show\/NCT03057977. Ultimo controllo: luglio 2020.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Collaboratori del GBD 2015 per la mortalit\u00e0 e le cause di morte. Aspettativa di vita globale, regionale e nazionale, mortalit\u00e0 per tutte le cause e mortalit\u00e0 specifica per 249 cause di morte, 1980-2015: un&#8217;analisi sistematica per il Global Burden of Disease Study 2015. The Lancet. 2016; 388(10053): 1459-1544.<\/div>\n<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ingelheim, Germania e Indianapolis, USA &#8211; I risultati dello studio di fase III EMPEROR-Reduced negli adulti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta (con e senza diabete) hanno dimostrato&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":99327,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"pmpro_default_level":"","cat_1_feature_home_top":false,"cat_2_editor_pick":false,"csco_eyebrow_text":"Insufficienza cardiaca","footnotes":""},"category":[11366,11522,11550,11515],"tags":[],"powerkit_post_featured":[],"class_list":["post-333377","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cardiologia-it","category-rapporti-del-congresso","category-rx-it","category-studi","pmpro-has-access"],"acf":[],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-04-12 16:24:01","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"wpml_current_locale":"it_IT","wpml_translations":{"pt_PT":{"locale":"pt_PT","id":333385,"slug":"a-empagliflozina-reduz-o-risco-de-morte-cardiovascular-e-a-taxa-de-hospitalizacao-na-insuficiencia-cardiaca","post_title":"A empagliflozina reduz o risco de morte cardiovascular e a taxa de hospitaliza\u00e7\u00e3o na insufici\u00eancia card\u00edaca","href":"https:\/\/medizinonline.com\/pt-pt\/a-empagliflozina-reduz-o-risco-de-morte-cardiovascular-e-a-taxa-de-hospitalizacao-na-insuficiencia-cardiaca\/"},"es_ES":{"locale":"es_ES","id":333391,"slug":"la-empagliflozina-reduce-el-riesgo-de-muerte-cardiovascular-y-la-tasa-de-hospitalizacion-en-la-insuficiencia-cardiaca","post_title":"La empagliflozina reduce el riesgo de muerte cardiovascular y la tasa de hospitalizaci\u00f3n en la insuficiencia cardiaca","href":"https:\/\/medizinonline.com\/es\/la-empagliflozina-reduce-el-riesgo-de-muerte-cardiovascular-y-la-tasa-de-hospitalizacion-en-la-insuficiencia-cardiaca\/"}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/333377","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=333377"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/333377\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99327"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=333377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category?post=333377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=333377"},{"taxonomy":"powerkit_post_featured","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/powerkit_post_featured?post=333377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}