{"id":334139,"date":"2020-05-28T02:00:00","date_gmt":"2020-05-28T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/un-uso-piu-ampio-del-trattamento-con-cellule-car-t-e-possibile-in-futuro\/"},"modified":"2020-05-28T02:00:00","modified_gmt":"2020-05-28T00:00:00","slug":"un-uso-piu-ampio-del-trattamento-con-cellule-car-t-e-possibile-in-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/un-uso-piu-ampio-del-trattamento-con-cellule-car-t-e-possibile-in-futuro\/","title":{"rendered":"Un uso pi\u00f9 ampio del trattamento con cellule CAR-T \u00e8 possibile in futuro?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le cellule CAR-T hanno risolto un problema centrale nella terapia del cancro: rendono i tumori nuovamente visibili al sistema immunitario. I successi iniziali nei linfomi a cellule B stanno ora attirando un pi\u00f9 ampio spettro di utilizzo. I risultati degli studi iniziali sono promettenti.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>L&#8217;immunoterapia con cellule CAR-T (cellule T con recettore antigenico chimerico) ha ricevuto molta attenzione negli ultimi anni. Sono stati ottenuti successi spettacolari in pazienti con malattia tumorale molto avanzata.&nbsp;  Le cellule CAR-T sono prodotte in laboratorio a partire dai linfociti T del paziente. Utilizzando virus innocui, questi sono dotati del gene per un recettore che &#8211; simile ad un anticorpo &#8211; pu\u00f2 riconoscere una molecola di superficie selezionata delle cellule tumorali. Questi vengono poi reinfusi nella persona interessata. Finora sono stati approvati i preparati di cellule T CAR tisagenlecleucel e axicabtagene ciloleucel diretti contro l&#8217;antigene CD19. Entrambi i preparati sono utilizzati per i linfomi diffusi a grandi cellule B (DLBCL) recidivati. Il 40% dei pazienti \u00e8 riuscito a ottenere una remissione completa negli studi pivotali, nonostante la situazione difficile. La recidiva chemioterapica era solo del 7% in una popolazione di pazienti simile. Anche due anni dopo il trattamento con l&#8217;immunoterapia, circa il 40% dei pazienti era ancora senza progressione. Il PD Dr. med. Bastian von Tresckow, Colonia (D), ritiene che una percentuale rilevante di questa clientela possa essere considerata guarita a lungo termine. I primi dati di registro confermano l&#8217;effetto efficace del trattamento anche in condizioni di vita reale. Gli effetti collaterali, come le sindromi da rilascio di citochine (CRS) e le neurotossicit\u00e0, tendono a verificarsi meno frequentemente rispetto agli studi pivotal e sono ben gestibili con un&#8217;esperienza adeguata. Attualmente sono in corso diversi studi di fase III che stanno studiando un uso precoce della terapia con cellule CAR T nel DLBCL, gi\u00e0 nella prima recidiva,<br \/>\nesplorare.<\/p>\n<h2 id=\"trattamento-precoce-per-lall\">Trattamento precoce per l&#8217;ALL<\/h2>\n<p>In ematologia pediatrica, le cellule CAR-T svolgono un ruolo importante nella leucemia linfoblastica acuta (ALL) recidivata. Oltre al tisagenlecleucel, sono in fase di sperimentazione anche l&#8217;anticorpo CD22 inotuzumab e il costrutto anticorpale bispecifico blinatumomab diretto contro gli antigeni CD3 e CD19. Sono disponibili anche i dati iniziali del registro per l&#8217;anticorpo CD19 gi\u00e0 approvato, in cui circa il 40% dei pazienti \u00e8 rimasto senza progressione anche a lungo termine. Una gran parte di loro non ha subito un successivo trapianto di cellule staminali. Anche l&#8217;uso precedente viene preso in considerazione in questo caso. Secondo la Prof. Dr. med. Claudia Roessig, M\u00fcnster (D), le cellule CAR-T tandem con specificit\u00e0 simultanea CD19 e CD22 potrebbero essere particolarmente adatte a questo scopo, per ridurre la frequenza delle ricadute CD19-negative.<\/p>\n<h2 id=\"focus-sullottimizzazione-della-terapia\">Focus sull&#8217;ottimizzazione della terapia<\/h2>\n<p>La ricerca sulle cellule CAR-T si \u00e8 accelerata. Il Prof. Dr. med. Michael Schmitt, Heidelberg (D), prevede che la prima terapia CAR T-cell diretta all&#8217;antigene del mieloma BMCA sar\u00e0 approvata entro la fine dell&#8217;anno. Inoltre, sono in fase di sviluppo altri target come CD33, CD123, FLT3 e SLAMf7. In futuro, dovrebbe essere possibile trattare anche i tumori solidi nel carcinoma bronchiale o mammario con i corrispondenti ROR1 CAR.<\/p>\n<p>Inoltre, si presta molta attenzione all&#8217;ottimizzazione della terapia. Ad esempio, la produzione locale dovrebbe essere resa possibile per evitare lunghi percorsi di trasporto e tempi di produzione. Si stanno esplorando anche le questioni relative al miglioramento della coltura delle cellule T, al condizionamento ottimale e alla linfodeplezione. Quindi rimane eccitante.<\/p>\n<p><em>Fonte: 34\u00b0 Congresso tedesco sul cancro (DKK)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>InFo ONCOLOGIA ED EMATOLOGIA 2020; 8(2): 29<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le cellule CAR-T hanno risolto un problema centrale nella terapia del cancro: rendono i tumori nuovamente visibili al sistema immunitario. 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