{"id":334229,"date":"2020-05-15T02:00:00","date_gmt":"2020-05-15T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/locchio-rosso-nello-studio-di-famiglia\/"},"modified":"2020-05-15T02:00:00","modified_gmt":"2020-05-15T00:00:00","slug":"locchio-rosso-nello-studio-di-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/locchio-rosso-nello-studio-di-famiglia\/","title":{"rendered":"L&#8217;occhio rosso nello studio di famiglia"},"content":{"rendered":"<p><strong>I sintomi d&#8217;allarme che devono essere richiesti sono la perdita visiva, il dolore bulbare acuto e la fotofobia acuta. Traumi, sospetto coinvolgimento corneale, perdita visiva acuta\/fotofobia e dolore bulbare acuto richiedono una valutazione oftalmologica di emergenza immediata. Quando si utilizzano farmaci oftalmologici, \u00e8 importante valutare attentamente i benefici rispetto ai rischi di effetti collaterali.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>Circa il 2-3% delle consultazioni del medico di famiglia e delle emergenze generali riguardano gli occhi o le strutture perioculari [1]. Un&#8217;alta percentuale di questi pu\u00f2 essere trattata dal medico internista o dal medico di base. Tuttavia, una certa percentuale richiede una co-valutazione oftalmologica. L&#8217;obiettivo di questo articolo \u00e8, da un lato, di evidenziare le diagnosi differenziali pi\u00f9 importanti dell&#8217;occhio rosso e, dall&#8217;altro, di sensibilizzare sulle emergenze oftalmologiche.<\/p>\n<h2 id=\"anamnesi-medica\">Anamnesi medica<\/h2>\n<p>L&#8217;anamnesi fornisce gi\u00e0 indizi importanti sull&#8217;eziologia dell&#8217;occhio rosso. Se i disturbi si sono verificati in modo acuto, ma senza traumi, si deve considerare innanzitutto la causa infiammatoria (infettiva o non infettiva). Inoltre, la fistola seno carotideo-cavernoso e il glaucoma acuto devono sempre essere considerati come diagnosi differenziali.<\/p>\n<p>L&#8217;anamnesi del dolore pu\u00f2 fornire ulteriori indizi. Quindi, in relazione a un occhio rosso, \u00e8 indicato un <em>dolore da pressione<\/em>, eventualmente accompagnato da <em>cefalea<\/em> (per lo pi\u00f9 unilaterale), soprattutto in caso di deragliamento da pressione (glaucoma acuto). Tuttavia, il dolore da pressione pu\u00f2 essere segnalato anche nella fistola del seno carotideo cavernoso o in condizioni infiammatorie che esercitano una pressione sul bulbo oculare, come il flemmone palpebrale o l&#8217;orbitopatia endocrina esacerbata.<\/p>\n<p>La congiuntivite, invece, tende a causare <em>bruciore <\/em>e<em> prurito<\/em>, nonch\u00e9 un aumento della lacrimazione <em>(epifora) <\/em>. Il dolore acuto e la <em> fotofobia <\/em>, invece, sono spesso descritti nei casi di coinvolgimento corneale. Nel caso di occhi rossi senza dolore, si deve considerare una componente neurotrofica, ad esempio le infiammazioni erpetiche virali o la rara ma grave scleromalacia perforans (una forma di sclerite). Nell&#8217;occhio secco (cheratocongiuntivite sicca), in genere vengono segnalati bruciori agli occhi di lunga durata che aumentano nel corso della giornata, talvolta anche prurito e <em>pesantezza<\/em> agli occhi, <em>occhi stanchi<\/em> o <em>sensazione di corpo estraneo<\/em>. Una <em>riduzione dell&#8217;acuit\u00e0 visiva<\/em> deve sempre essere interpretata come un segnale di allarme.<\/p>\n<p>Anche il corso del tempo \u00e8 fondamentale. Se il problema \u00e8 presente da pi\u00f9 di una settimana, pu\u00f2 essere considerato un problema <em>cronico<\/em>. Queste includono, ad esempio, le malposizioni delle palpebre (entropion ed ectropion, trichiasi, laroftalmo), che possono irritare l&#8217;occhio. Anche questi dovrebbero essere valutati da un oftalmologo nel corso del trattamento, per evitare danni alla cornea. Anche l&#8217;occhio secco e l&#8217;orbitopatia endocrina non acuta appartengono all&#8217;occhio rosso cronico.<\/p>\n<h2 id=\"indagine\">Indagine<\/h2>\n<p>Il tipo di arrossamento da solo pu\u00f2 essere molto rivelatore, anche se la vista macroscopica spesso non \u00e8 sufficiente. \u00c8 importante ectropionare le palpebre o almeno sollevare le palpebre superiori per valutare meglio il rossore e per poter differenziare tra il rossore delle palpebre o delle appendici palpebrali con una possibile reazione di accompagnamento della congiuntiva, da un lato, e un&#8217;affezione primaria del bulbo oculare, dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>L&#8217;iperaemia si distingue in <em>ciliare, congiuntivale <\/em>e <em>mista<\/em>. In caso di iniezione ciliare, si deve considerare un arrossamento immediatamente confinante con il bordo corneale, un coinvolgimento della cornea o di strutture pi\u00f9 profonde (ad esempio, nell&#8217;uveite). L&#8217;iniezione congiuntivale indica un&#8217;iperemia dei vasi superficiali, anche se pu\u00f2 essere difficile distinguerla dai vasi episclerali pi\u00f9 profondi. L&#8217;anamnesi del dolore per qualsiasi coinvolgimento dei vasi episclerali nell&#8217;epi\/sclerite deve essere inclusa nella valutazione.<\/p>\n<p>L&#8217;arrossamento <em>settoriale<\/em> pu\u00f2 verificarsi nell&#8217;episclerite e nella sclerite, nell&#8217;iposfagia o nella pi\u00f9 rara cheratocongiuntivite limbale superiore. L&#8217;arrossamento <em>diffuso<\/em> si osserva nella congiuntivite (batterica, virale o allergica), in molte forme di uveite, nell&#8217;occhio secco, nell&#8217;interessamento corneale o nei traumi.<\/p>\n<p>Il gonfiore concomitante della congiuntiva (chemosi), dovuto all&#8217;aumento della permeabilit\u00e0 capillare, \u00e8 causato da noxae o infiammazioni locali, da disturbi del deflusso sanguigno linfatico o venoso, da fluttuazioni ormonali o da tumori, ed \u00e8 quindi abbastanza aspecifico. Tuttavia, \u00e8 pi\u00f9 comune nelle reazioni allergiche.<\/p>\n<p>Oltre all&#8217;iperemia generale, la forma dell&#8217;arrossamento pu\u00f2 essere ulteriormente classificata ad un esame pi\u00f9 attento. Per esempio, il <em>&#8220;fango&#8221;<\/em> \u00e8 un fenomeno che si riscontra nelle malattie sistemiche di base, come le macroglobulinaemie o la malattia a cellule falciformi. L&#8217;arrossamento della congiuntiva con <em>teleangectasie<\/em> della pelle palpebrale circostante pu\u00f2 indicare una blefarite nella rosacea.<\/p>\n<p>La valutazione della <em>secrezione oculare<\/em> aiuta anche dal punto di vista eziologico.<\/p>\n<p>Nella congiuntivite di origine batterica, la secrezione \u00e8 da gialla a verdastra. Eventualmente, in caso di coinvolgimento dei dotti lacrimali (canalicolite), si pu\u00f2 osservare o provocare la fuoriuscita di pus dai punti lacrimali. La fuoriuscita spontanea o l&#8217;esprimibilit\u00e0 del pus dai punti lacrimali porta alla diagnosi. Nella congiuntivite virale, si riscontrano secrezioni da acquose a muco-gialle.<\/p>\n<p>Un segno non specifico di irritazione della superficie oculare \u00e8 l&#8217;aumento della lacrimazione <em>(epifora)<\/em>. In caso di alterazioni infiammatorie della ghiandola lacrimale, ad esempio nella sindrome di Sj\u00f6gren, questo pu\u00f2 essere ridotto o completamente assente.<\/p>\n<h2 id=\"unilaterale-o-bilaterale\">Unilaterale o bilaterale<\/h2>\n<p>L&#8217;orbitopatia endocrina, la secchezza oculare, la congiuntivite (se non \u00e8 allergica, pu\u00f2 verificarsi sul lato destro e sinistro in momenti diversi) e la fotocheratopatia (accecamento) sono tipicamente presenti su entrambi i lati, ma non sempre sullo stesso lato. In particolare, la malattia corneale, la fistola seno carotideo-cavernoso, il glaucoma, il trauma\/cauterizzazione e l&#8217;infiammazione delle strutture perioculari devono essere considerati come diagnosi differenziali nei casi di unilateralit\u00e0 grave.<\/p>\n<h2 id=\"palpazione\">Palpazione<\/h2>\n<p>La stima della pressione intraoculare con gli indici sulla palpebra mentre il paziente guarda verso il basso, quando si sospetta un glaucoma, \u00e8 essenziale, sempre con un confronto laterale. In caso di aumento della pressione oculare, la fistola carotideo-sinusale deve essere considerata come diagnosi differenziale.<\/p>\n<p><em>Come regola generale<\/em>, i pazienti con lesioni da corpo estraneo, perdita visiva acuta, sospetto coinvolgimento corneale o problemi di pressione oculare devono essere visitati da un oftalmologo d&#8217;urgenza.<\/p>\n<h2 id=\"quadri-clinici-extraoculari\">Quadri clinici extraoculari<\/h2>\n<p>La <strong>dacrioadenite<\/strong> \u00e8 un&#8217;infiammazione circoscritta e dolorosa della ghiandola lacrimale situata sotto la palpebra esterna superiore. Oltre all&#8217;arrossamento della regione palpebrale colpita in particolare, \u00e8 caratteristico il cosiddetto segno del paragrafo, in quanto la formazione palpebrale appare come un &#8220;\u00a7&#8221; inclinato di 90\u00b0. I patogeni tipici sono gli stafilococchi e gli streptococchi, nonch\u00e9 i batteri gram-negativi [2]. La diagnosi differenziale deve includere il flemmone palpebrale. \u00c8 indicata la somministrazione sistemica di antibiotici.<br \/>\nLa dacriocistite si riferisce a un&#8217;infezione del saccus lacrimalis che porta a un gonfiore pressato e arrossato inferonasale all&#8217;angolo interno della palpebra. I patogeni Gram-positivi sono pi\u00f9 frequentemente rilevabili, ma i batteri Gram-negativi aumentano in caso di immunosoppressione o diabete mellito. In caso di reperti avanzati, pu\u00f2 essere necessario un intervento chirurgico, ma la terapia antibiotica sistemica \u00e8 solitamente sufficiente.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>orzaiolo (styling) <\/strong>\u00e8 un&#8217;infiammazione per lo pi\u00f9 batterica delle ghiandole sebacee o sudoripare sul bordo della palpebra e provoca un gonfiore rosso localizzato nell&#8217;area interessata della palpebra. Dopo una terapia appropriata con l&#8217;applicazione di calore, ad esempio con la luce a infrarossi, e una terapia antibiotica locale sotto forma di unguenti oculari, i risultati di solito guariscono bene [3], ma a volte pu\u00f2 rimanere una calezione come conseguenza. Se i reperti persistono, \u00e8 necessario effettuare un consulto oftalmologico e, se necessario, un esame istologico [3]. D&#8217;altra parte, se i reperti sono piuttosto diffusi, si deve escludere il flemmone palpebrale, che richiede anche una presentazione d&#8217;emergenza a un oculista e un trattamento antibiotico sistemico <strong>(Fig.&nbsp;1)<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-13817\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb1_hp5_s10.jpg\" style=\"height:219px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb1_hp5_s10.jpg 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb1_hp5_s10-800x292.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb1_hp5_s10-120x44.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb1_hp5_s10-90x33.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb1_hp5_s10-320x117.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb1_hp5_s10-560x204.jpg 560w\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La <strong>calazio (pietra della grandine)<\/strong> \u00e8 un&#8217;infiammazione granulomatosa localizzata non infettiva e non dolorosa, a differenza dell&#8217;ordiolo. Pu\u00f2 persistere come conseguenza dell&#8217;ordiolo guarito o essere primaria alle ghiandole ostruite. In genere, i pazienti sono principalmente disturbati dal punto di vista estetico. Ma non solo, anche la differenziazione istologica dall&#8217;adenocarcinoma pu\u00f2 indicare un intervento chirurgico minore con esame patoistologico in caso di persistenza e aumento delle dimensioni.<\/p>\n<p>Un pericolo delle <strong>malposizioni palpebrali<\/strong> \u00e8 l&#8217;inaridimento della superficie con danni alla cornea e conseguenti disturbi visivi. Questo vale soprattutto per il lagofalmo, cio\u00e8 un difetto nella chiusura delle palpebre che pu\u00f2 verificarsi dopo una paresi del nervo facciale, e per l&#8217;entropion, in quanto il bordo sporgente verso l&#8217;interno della palpebra fa s\u00ec che le ciglia sfreghino contro la cornea, cosa che nel peggiore dei casi pu\u00f2 portare a un&#8217;ulcera corneale.  <strong>(Fig.&nbsp;2).  <\/strong>Un controllo oftalmologico \u00e8 quindi sempre indicato. La situazione \u00e8 meno drammatica con l&#8217;ectropion, un&#8217;apertura delle palpebre verso l&#8217;esterno. I pazienti di solito lamentano epifora (aumento della lacrimazione). Tuttavia, nei casi avanzati, questo pu\u00f2 anche portare a un&#8217;umidificazione insufficiente della superficie oculare e, in casi estremi, a un lagofalmo con pericolo per la cornea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13818 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb2_hp5_s10.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 893px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 893\/999;height:447px; width:400px\" width=\"893\" height=\"999\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb2_hp5_s10.jpg 893w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb2_hp5_s10-800x895.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb2_hp5_s10-120x134.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb2_hp5_s10-90x101.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb2_hp5_s10-320x358.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb2_hp5_s10-560x626.jpg 560w\" data-sizes=\"(max-width: 893px) 100vw, 893px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il caso di formazione di una fistola tra il seno cavernoso e l&#8217;arteria carotidea interna<strong> (fistola seno carotideo-cavernosa) <\/strong>\u00e8 solitamente preceduto da un trauma, ma pu\u00f2 anche svilupparsi spontaneamente. I disturbi possono includere una sensazione di pressione, un peggioramento dell&#8217;acuit\u00e0 visiva, visione doppia e mal di testa. I segni evidenti sono vasi episclerali chiaramente dilatati e configurati in modo tortuoso, un esoftalmo pi\u00f9 o meno pronunciato, una restrizione della motilit\u00e0 e un mormorio auscultabile sopra la palpebra chiusa. L&#8217;ulteriore imaging e la gestione da parte di un centro interdisciplinare sono obbligatori, poich\u00e9 a seconda del sottotipo di fistola, l&#8217;intervento neuroradiologico \u00e8 inevitabile [4].<\/p>\n<p>La <strong>blefarite<\/strong> \u00e8 un&#8217;infiammazione acuta o, pi\u00f9 comunemente, cronica della giunzione pelle-congiuntiva che coinvolge le appendici (ghiandole di Meibomio, Zeiss e Moll). Pu\u00f2 essere isolata, raggruppata nella popolazione anziana o in alcuni gruppi di pazienti (ad esempio, con diabete o rosacea). Esistono associazioni con la colonizzazione dell&#8217;acaro demodex e la secchezza oculare. Le opzioni di trattamento consistono nell&#8217;igiene del margine palpebrale, nei casi di sospetta infestazione da demodex con l&#8217;applicazione aggiuntiva, ad esempio, di prodotti per la cura contenenti olio di tea tree, nei casi pi\u00f9 gravi antibiotici locali o addirittura tetracicline sistemiche. Gli approcci terapeutici combinati a lungo termine sono comuni e la collaborazione interdisciplinare con la dermatologia pu\u00f2 essere utile [5].<\/p>\n<h2 id=\"malattie-della-congiuntiva\">Malattie della congiuntiva<\/h2>\n<p>La congiuntivite viene in gran parte trattata nella medicina generale e non direttamente dall&#8217;oftalmologo [6]. Tra le cause non infettive, la congiuntivite allergica svolge il ruolo pi\u00f9 importante; tra le cause infettive, la congiuntivite virale \u00e8 la principale. In generale, \u00e8 importante separare questi pazienti potenzialmente molto contagiosi dagli altri, ad esempio in aree di attesa separate, e disinfettare accuratamente le superfici contaminate.<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei casi, la congiuntivite \u00e8 innocua e autolimitante, ma alcune forme possono portare a un coinvolgimento della cornea e a una riduzione della vista. I portatori di lenti a contatto rappresentano un gruppo di rischio speciale.<\/p>\n<p>I sintomi sono diagnostici. Ci\u00f2 che tutti hanno in comune \u00e8 l&#8217;iniezione congiuntivale con un gonfiore pi\u00f9 o meno pronunciato delle palpebre. La congiuntivite virale provoca principalmente secrezioni acquose e prurito, ma la gravit\u00e0 dei sintomi pu\u00f2 variare notevolmente e in alcune forme pu\u00f2 essere presente anche una sensibilit\u00e0 all&#8217;abbagliamento (fotofobia).<\/p>\n<p>La congiuntivite batterica comporta palpebre appiccicose con secrezioni purulente o mucopurulente, chemosi ed \u00e8 meno probabile che presenti prurito. La congiuntivite allergica \u00e8 caratterizzata da prurito, chemosi ed epifora.<\/p>\n<p>La <strong>congiuntivite batterica <\/strong>alle nostre latitudini \u00e8 causata principalmente da stafilococchi e streptococchi, e nell&#8217;infanzia principalmente da Haemophilus influenzae, pneumococchi o specie di Moraxella [5]. Uno striscio congiuntivale pu\u00f2 spesso essere falsamente negativo e quindi \u00e8 indicato solo nei casi complicati, ricorrenti o nei pazienti immunocompromessi e nei neonati [7]. Una buona parte ha un decorso autolimitante. Tuttavia, gli antibiotici portano a una riduzione della durata della malattia. Vengono utilizzati antibiotici ad ampio spettro applicabili localmente, ad esempio gentamicina, tobramicina o ofloxacina come colliri. L&#8217;uso dell&#8217;unguento oculare \u00e8 controindicato nei bambini a causa del rischio di ambliopia. La congiuntivite indotta da agenti patogeni a trasmissione sessuale occupa una posizione speciale nella terapia. Questi richiedono una terapia sistemica e di coppia. Allo stesso modo, l&#8217;anamnesi relativa all&#8217;uso di lenti a contatto \u00e8 importante, poich\u00e9 in questo caso l&#8217;indicazione per la terapia antibiotica e per la co-valutazione oftalmologica \u00e8 pi\u00f9 generosa [7]. L&#8217;astinenza immediata dalle lenti a contatto \u00e8 obbligatoria.<\/p>\n<p>La maggior parte dei casi di congiuntivite \u00e8 di origine <strong>virale<\/strong> e di questi, la maggior parte \u00e8 causata dagli adenovirus epidemici, altamente contagiosi. In questo caso, la febbre faringocongiuntivale con ingrossamento dei linfonodi preauricolari, faringite, febbre e congiuntivite si distingue dalla <strong>cheratocojuntivite epidemica<\/strong>, che pu\u00f2 anche essere associata a ingrossamento dei linfonodi. Il rischio principale di complicazioni oftalmologiche \u00e8 il coinvolgimento corneale con i cosiddetti nummuli (infiltrati corneali subepiteliali immunologicamente indotti) o pseudomembrane (depositi fibrinosi biancastri nel fornice). Il controllo oftalmologico \u00e8 indicato se i sintomi persistono per pi\u00f9 di 5 giorni [3].<\/p>\n<p>Allo stesso modo, se si sospetta un coinvolgimento oculare nell&#8217;herpes, \u00e8 sempre indicato il rinvio all&#8217;oftalmologo, poich\u00e9 oltre alle complicanze corneali, pu\u00f2 verificarsi anche un&#8217;uveite come complicanza<strong> (Fig.&nbsp;3).<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13819 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb3_hp5_s11.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 873px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 873\/963;height:441px; width:400px\" width=\"873\" height=\"963\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb3_hp5_s11.jpg 873w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb3_hp5_s11-800x882.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb3_hp5_s11-120x132.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb3_hp5_s11-90x99.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb3_hp5_s11-320x353.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb3_hp5_s11-560x618.jpg 560w\" data-sizes=\"(max-width: 873px) 100vw, 873px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le <strong>infezioni erpetiche<\/strong> devono essere trattate sistemicamente e\/o localmente con una terapia antivirale, mentre le altre congiuntiviti virali vengono trattate solo in modo sintomatico e non causale. Soprattutto, \u00e8 importante l&#8217;educazione alle misure igieniche (rigorose). I certificati di incapacit\u00e0 devono essere emessi per limitare l&#8217;epidemia, e quando i pazienti vengono indirizzati allo studio oculistico per confermare la diagnosi di cheratocongiuntivite epidemica, i pazienti devono essere annunciati in loco, in modo che possano essere prese le precauzioni appropriate per proteggere gli altri pazienti e il personale.<\/p>\n<p>Le <strong>infezioni fungine o protozoarie<\/strong> sono fattori scatenanti molto rari della cheratocongiuntivite, ma rappresentano un&#8217;importante diagnosi differenziale in relazione a traumi causati da materiale organico estraneo (soprattutto funghi) e nei portatori di lenti a contatto (soprattutto acanthamoebae). Soprattutto in relazione all&#8217;uso di lenti a contatto durante il bagno, \u00e8 importante pensare all&#8217;infezione da acanthamide. Le infezioni fungine e protozoarie devono essere chiarite oftalmologicamente a causa del rischio acuto per l&#8217;acuit\u00e0 visiva [3].<\/p>\n<p>Tra le <strong>congiuntiviti<\/strong> non infettive <strong>, la congiuntivite allergica (rino)<\/strong> \u00e8 la pi\u00f9 importante. In questo caso, le reazioni di tipo I rappresentano la percentuale maggiore, mentre le allergie di tipo IV di tipo ritardato (cellulo-mediato) sono responsabili dei decorsi cronici pi\u00f9 gravi [8].<\/p>\n<p>Gli agenti scatenanti delle allergie di tipo I sono per lo pi\u00f9 allergeni stagionali. I risultati includono gonfiore palpebrale, chemosi, iperaemia congiuntivale, epifora, prurito e bruciore. Le allergie di tipo IV comprendono la congiuntivite atopica e la cheratocongiuntivite vernalis, che, oltre ai sintomi allergici tipici, possono presentare anche formazione di muco, fotofobia e visione offuscata. La congiuntivite atopica \u00e8 associata all&#8217;atopia sistemica e colpisce soprattutto i giovani adulti. La cheratocongiuntivite vernalis colpisce i bambini (pi\u00f9 spesso i maschi) con una storia positiva (familiare) di atopia. Questi quadri clinici devono essere gestiti anche dal punto di vista oftalmologico, in quanto possono avere un decorso minaccioso per la vista [8].<\/p>\n<p>Le opzioni terapeutiche comprendono l&#8217;evitamento degli allergeni, gli impacchi freddi, gli antistaminici locali e sistemici, i sostituti lacrimali, la terapia della blefarite (cura del margine palpebrale), l&#8217;iposensibilizzazione e gli stabilizzatori dei mastociti (ad esempio, l&#8217;acido cromoglicico) e, a breve termine, gli steroidi locali se necessario (non senza assistenza oftalmologica) [8].<\/p>\n<p>A causa di un&#8217;estesa emorragia sotto la congiuntiva bulbare, il riscontro dell&#8217;<strong>iposfagmia<\/strong> \u00e8 spesso drammatico per il paziente, ma oggettivamente innocuo. La cosa principale \u00e8 educare e rassicurare il paziente, escludere un disturbo ipertensivo e, se necessario, controllare l&#8217;anticoagulazione.<\/p>\n<p>L&#8217;occhio secco<strong> (cheratocongiuntivite sicca)<\/strong> \u00e8 probabilmente una delle cause pi\u00f9 comuni di arrossamento oculare bilaterale. I reclami includono sensazione di bruciore, sensazione di corpo estraneo fino a una sensazione di pressione e fluttuazioni dell&#8217;acuit\u00e0 visiva a causa della scarsa bagnatura della superficie oculare, compresa la cornea. Le misure terapeutiche comprendono i sostituti lacrimali e, se necessario, la terapia della blefarite (vedere sopra). Se c&#8217;\u00e8 una sensazione pronunciata di corpo estraneo, una lacrimazione ridotta e una storia di produzione ridotta di saliva, la sindrome di Sj\u00f6gren deve essere considerata come diagnosi differenziale.<\/p>\n<p>L&#8217;arrossamento della congiuntiva pu\u00f2 essere fastidioso dal punto di vista estetico per i pazienti, come nel caso della congiuntivite, per cui c&#8217;\u00e8 il desiderio di sostanze &#8220;sbiancanti&#8221;. In questo caso, vengono utilizzati colliri vasocostrittori, ad esempio la nafazolina o la tetrizolina, che per\u00f2 possono portare alla tachifilassi e, a loro volta, ad un aumento della cheratokoinjunkitivis sicca e, raramente, anche ad un aumento della pressione nella disposizione ad angolo stretto e quindi non possono essere raccomandati senza riserve [3]. La terapia sostitutiva lacrimale costante, preferibilmente senza conservanti, l&#8217;ottimizzazione delle influenze ambientali modificabili (ad esempio, l&#8217;uso dell&#8217;aria condizionata) e il trattamento di eventuali patologie di base (ad esempio, la rosacea) sono l&#8217;obiettivo principale.<\/p>\n<h2 id=\"malattie-orbitali\">Malattie orbitali<\/h2>\n<p>Nella malattia di Graves con manifestazione oculare <strong>(orbitopatia endocrina) <\/strong>, l&#8217;alterazione infiammatoria dei muscoli oculari e del tessuto adiposo orbitale porta a gonfiore e arrossamento doloroso delle palpebre, esoftalmo, retrazione palpebrale e limitazione della mobilit\u00e0, soprattutto durante lo sguardo verso l&#8217;alto, in quanto il muscolo retto inferiore dell&#8217;occhio \u00e8 solitamente il primo ad essere colpito <strong>(Fig.&nbsp;4)<\/strong> [9].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13820 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb4_hp5_s12.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/322;height:176px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"322\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb4_hp5_s12.jpg 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb4_hp5_s12-800x234.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb4_hp5_s12-120x35.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb4_hp5_s12-90x26.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb4_hp5_s12-320x94.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb4_hp5_s12-560x164.jpg 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La diagnosi viene fatta clinicamente e laboratoristicamente determinando gli anticorpi del recettore del TSH. I fattori di rischio sono uno stato metabolico distiroideo e l&#8217;abuso di nicotina [9]. Ci sono diverse fasi che determinano la procedura. La cooperazione interdisciplinare \u00e8 essenziale per questo. Mentre la terapia idratante superficiale pu\u00f2 essere sufficiente per la forma pi\u00f9 lieve, la terapia steroidea sistemica e\/o l&#8217;intervento chirurgico oftalmico devono essere presi in considerazione se il decorso \u00e8 visivamente minaccioso (vedere lo schema del Gruppo Europeo sull&#8217;Orbitopatia di Graves: www.eugogo.eu). La diagnosi differenziale deve includere la pi\u00f9 rara<strong> orbitopatia infiammatoria idiopatica<\/strong>, che \u00e8 pi\u00f9 spesso unilaterale ma principalmente di natura acuta.<\/p>\n<h2 id=\"malattie-della-cornea\">Malattie della cornea<\/h2>\n<p>La cornea \u00e8 l&#8217;organo pi\u00f9 sensibile del corpo. Le lesioni superficiali della cornea, che interessano solo l&#8217;epitelio, causano <strong>erosioni cornee <\/strong>molto dolorose. Altri sintomi includono epifora, arrossamento marcato ed eventualmente chemosi della congiuntiva. Per valutare l&#8217;entit\u00e0 della lesione, si pu\u00f2 utilizzare la fluoresceina e la luce rossa libera. I meccanismi comuni di incidente sono le lesioni causate da corpi estranei, di cui un residuo pu\u00f2 ancora trovarsi sulla superficie dell&#8217;occhio. Tuttavia, nella cheratopatia neurotrofica, nel diabete mellito o nell&#8217;et\u00e0 avanzata del paziente, il dolore pu\u00f2 essere assente e, in assenza di un trauma adeguato, possono verificarsi erosioni o addirittura ulcerazioni (ulcera corneale) se sono colpiti gli strati pi\u00f9 profondi. Anche i pazienti intubati presentano un rischio maggiore. Da un lato, c&#8217;\u00e8 il rischio che si formi una cheratite non appena l&#8217;epitelio corneale viene danneggiato; dall&#8217;altro, pu\u00f2 anche svilupparsi un&#8217;ulcera sulla base della cheratite. Se l&#8217;anamnesi \u00e8 positiva per i corpi estranei, il controllo oftalmologico deve essere eseguito tempestivamente per escludere corpi estranei esistenti e una lesione penetrante che richiede un intervento chirurgico. Le misure terapeutiche comprendono la terapia sostitutiva lacrimale e gli antibiotici locali, in particolare le pomate, e un&#8217;adeguata terapia del dolore.<\/p>\n<p>Un&#8217;infezione della cornea <strong>(cheratite)<\/strong> di solito si verifica dopo una precedente lesione epiteliale. Oltre alla lesione da corpo estraneo, l&#8217;anamnesi relativa alle lenti a contatto \u00e8 particolarmente rilevante in questo caso. In Svizzera, circa il 46% delle cheratiti \u00e8 associato alle lenti a contatto [10].<\/p>\n<p>Tuttavia, ci sono anche alcuni agenti patogeni che possono penetrare nell&#8217;epitelio intatto, ad esempio l&#8217;haemophilus influenzae o i corinebatteri. A causa del rischio visivo acuto, \u00e8 indicata con urgenza una valutazione oftalmologica; se necessario, a seconda dell&#8217;estensione dell&#8217;infiltrato corneale, pu\u00f2 essere necessario un prelievo di striscio e il ricovero in ospedale per una terapia intensiva con flebo. Se possibile, le lenti a contatto che possono essere contaminate devono essere conservate per l&#8217;esame microbiologico. Nei casi lievi, si pu\u00f2 somministrare una terapia antibiotica ambulatoriale con flebo. Tuttavia, i decorsi particolarmente gravi devono essere trattati come pazienti ricoverati, in quanto potrebbe essere necessario un intervento di emergenza con trapianto di cornea (PKP \u00e0 chaud) in caso di fusione corneale.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione non protetta ai raggi UV (ad esempio, il sole ad alta quota, la saldatura) provoca l&#8217;<strong>accecamento (cheratopatia fotoelettrica), la <\/strong>cheratite punctata superficialis, che porta a rossore congiuntivale, dolore, fotofobia, sensazione di corpo estraneo ed epifora, in genere dopo un periodo di latenza di diverse ore [9]. La guarigione relativamente rapida pu\u00f2 essere supportata (negli adulti) da un bendaggio oculare e da antidolorifici, mentre vengono applicate pomate antibiotiche per gli occhi a causa dell&#8217;aumento del rischio di infezione. Questo non vale per i bambini, nei quali le pomate e le medicazioni oculari devono essere evitate il pi\u00f9 possibile, a causa del rischio di ambliopia.<\/p>\n<h2 id=\"malattie-acute-della-sclera-delluvea-e-del-nervo-ottico-tra-le-altre\">Malattie acute della sclera, dell&#8217;uvea e del nervo ottico, tra le altre.<\/h2>\n<p>La <strong>sclerite<\/strong> (infiammazione del derma) e l&#8217;episclerite possono apparire macroscopicamente simili: iniezione mista diffusa o settoriale. Tuttavia, la sclerite \u00e8 in genere molto pi\u00f9 dolorosa, i pazienti sentono una pressione sorda e sono estremamente sensibili anche a un&#8217;attenta palpazione. L&#8217;<strong>episclerite <\/strong>pu\u00f2 anche essere leggermente dolorosa, ma i movimenti oculari e la palpazione sono molto meglio tollerati. Il rossore regredisce con l&#8217;applicazione locale di fenilefrina (vasocostrizione dei vasi superficiali da parte degli agonisti del recettore alfa1). La diagnosi deve essere fatta da un oculista, che decider\u00e0 le terapie sistemiche e locali (FANS, preparati steroidei se necessario) a seconda della forma della malattia e, se necessario, avvier\u00e0 ulteriori diagnosi infettive e\/o reumatologiche. A volte la sclerite pu\u00f2 essere il primo segno clinico di una vasculite sistemica pericolosa per la vita <strong>(Fig.&nbsp;5)<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13821 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb5_hp5_s13.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/513;height:280px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"513\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb5_hp5_s13.jpg 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb5_hp5_s13-800x373.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb5_hp5_s13-120x56.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb5_hp5_s13-90x42.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb5_hp5_s13-320x149.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abb5_hp5_s13-560x261.jpg 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oltre alla sclerite e all&#8217;episclerite, esistono altre forme di infiammazione intraoculare, sia infettive che non infettive, per cui ogni parte dell&#8217;occhio, dalla cornea alla retina, pu\u00f2 essere colpita e spesso non \u00e8 evidente al medico di base. Se sono colpiti i segmenti anteriori dell&#8217;occhio, l&#8217;arrossamento dell&#8217;occhio pu\u00f2 essere un dato fondamentale, ma la sua assenza non esclude l&#8217;uveite. I sintomi possono variare da estremamente dolorosi con perdita della vista e fotofobia a soggettivamente poco fastidiosi. L&#8217;uveite del segmento anteriore e mediale dell&#8217;occhio deve sempre essere considerata come diagnosi differenziale nei casi di fotofobia, dolore bulbare, nuove mouches volantes o riduzione dell&#8217;acuit\u00e0 visiva, soprattutto se l&#8217;anamnesi non consente di trarre altre conclusioni e\/o se sono gi\u00e0 presenti malattie reumatologiche. L&#8217;uveite posteriore pu\u00f2 essere indolore, ma con una forte riduzione della vista.<\/p>\n<p>Un <strong>attacco di glaucoma <\/strong>\u00e8 causato da un disturbo del deflusso dell&#8217;umore acqueo (blocco angolare o pupillare acuto) con un forte aumento della pressione intraoculare, che pu\u00f2 portare a danni irreversibili al nervo ottico con compromissione del campo visivo. Ci\u00f2 comporta un dolore bulbare e cranico unilaterale, eventualmente irradiato, iniezione mista della congiuntiva, edema epiteliale e stromale pi\u00f9 o meno pronunciato della cornea, pupilla rigida e ampia e visione arcobaleno (le fonti luminose appaiono con anelli colorati circostanti). I sintomi vegetativi di accompagnamento con vomito e nausea possono complicare la diagnosi [9].<\/p>\n<p>La diagnosi viene fatta misurando la pressione. Questo pu\u00f2 essere fatto anche da personale medico non oftalmologico, se c&#8217;\u00e8 un marcato aumento della pressione tramite la palpazione del bulbo sopra la palpebra quando si guarda verso il basso. L&#8217;occhio colpito palpa come se fosse duro come un sasso. In caso di dubbio, si pu\u00f2 palpare l&#8217;occhio opposto per un confronto; una differenza conferma il sospetto diagnostico.<\/p>\n<p>Se c&#8217;\u00e8 un sospetto clinico e nessuna controindicazione interna, il medico di base o l&#8217;internista pu\u00f2 gi\u00e0 iniziare la somministrazione sistemica di inibitori dell&#8217;anidrasi carbonica, al massimo per via endovenosa, se necessario per via perorale, che abbassa la pressione riducendo la produzione di umore acqueo. In assenza di una controindicazione e di una riduzione insufficiente della pressione da parte dell&#8217;acetazolamide, si pu\u00f2 prendere in considerazione la somministrazione di mannitolo. Si possono usare anche dei colliri per ridurre la pressione, ma sono meno efficaci rispetto alla terapia sistemica.<\/p>\n<p>Tutte le <strong>lesioni oculari traumatiche<\/strong> devono essere valutate oftalmologicamente. Nel caso di lesioni superficiali da corpo estraneo, si pu\u00f2 tentare di rimuovere i corpi estranei sciacquando ed eventualmente pulendo con un tampone di cotone. Tuttavia, se il meccanismo dell&#8217;incidente indica una possibile penetrazione o perforazione, si deve evitare qualsiasi manipolazione, si deve fare riferimento in emergenza a una clinica oculistica con servizi chirurgici appropriati e si deve applicare una medicazione oculare allentata, idealmente con una medicazione capsulare di protezione, per il trasporto. In caso di ustioni chimiche, \u00e8 necessario iniziare il risciacquo degli occhi prima del trasporto. Va notato che gli alcali possono causare danni pi\u00f9 profondi rispetto agli acidi.<\/p>\n<h2 id=\"messaggi-da-portare-a-casa\">Messaggi da portare a casa<\/h2>\n<ul>\n<li>Le diagnosi oftalmologiche di emergenza evitabili sono: Glaucoma, cheratite (attenzione: lenti a contatto), sclerite, fistola carotideo-sinusale, orbitopatia endocrina, lesioni oculari traumatiche e congiuntivite potenzialmente complicata come la cheratocongiuntivite epidemica.<\/li>\n<li>I sintomi di avviso che devono essere interrogati sono: Perdita visiva, dolore bulbare acuto, fotofobia acuta.<\/li>\n<li>Farmaci oftalmici con particolare cautela nell&#8217;uso: la terapia locale contenente steroidi non deve essere utilizzata per pi\u00f9 di 2 settimane senza controllo oftalmologico (rischi pi\u00f9 importanti: aumento della pressione intraoculare, sviluppo di cataratta); le pomate o le medicazioni oculari non devono essere utilizzate nei bambini o solo in determinate condizioni (rischio di ambliopia); l&#8217;ossibucoina o altri colliri anestetici locali non devono mai essere somministrati ai pazienti a causa di gravi effetti collaterali indesiderati.<\/li>\n<li>Una valutazione oftalmologica d&#8217;emergenza immediata \u00e8 necessaria in caso di: Trauma (in caso di ustioni chimiche, tuttavia, il trasporto deve avvenire solo dopo un primo risciacquo estensivo dell&#8217;occhio), sospetto coinvolgimento corneale, perdita visiva acuta\/fotofobia e dolore bulbare acuto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Shields T, Sloane PD: Un confronto dei problemi oculistici negli studi di assistenza primaria e di oftalmologia. Fam Med 1991; 23(7): 544-546.<\/li>\n<li>Carlisle RT, Digiovanni J: Diagnosi differenziale della palpebra rossa gonfia. Am Fam Physician 2015; 92(2): 106-112.<\/li>\n<li>Frings A, Geerling G, Schargus M: Occhi rossi: una guida per i non specialisti. Dtsch Arztebl Int 2017; 114(17): 302-312.<\/li>\n<li>Henderson AD, Miller NR: Fistola cavernosa carotidea: concetti attuali di eziologia, indagine e gestione. Eye (Lond) 2018; 32(2): 164-172.<\/li>\n<li>Cronau H, Kankanala RR, Mauger T: Diagnosi e gestione degli occhi rossi nell&#8217;assistenza primaria. Am Fam Physician 2010; 81(2): 137-144.<\/li>\n<li>Kilduff C, Lois C: Occhi rossi e bandiere rosse: Migliorare la valutazione e il rinvio oftalmico nelle cure primarie. BMJ Qual Improv Rep 2016; 5(1).<\/li>\n<li>Messmer EM: Congiuntivite batterica &#8211; Aggiornamento su diagnosi e terapia. Clin Monbl Ophthalmology 2012; 229(5): 529-533.<\/li>\n<li>Messmer EM: Allergie oculari. Oftalmologo 2005; 102(5): 527-543; quiz 544.<\/li>\n<li>Gorsch I, Haritoglou C: Oftalmologia nella medicina generale. MMW Fortschr Med 2017; 159(Suppl 3): 61-70.<\/li>\n<li>Bograd A, et al: Cheratite batterica e fungina: un&#8217;analisi retrospettiva in un ospedale universitario in Svizzera. Clin Monbl Ophthalmology 2019; 236(4): 358-365.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>PRATICA GP 2020; 15(5): 8-14<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I sintomi d&#8217;allarme che devono essere richiesti sono la perdita visiva, il dolore bulbare acuto e la fotofobia acuta. 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