{"id":334320,"date":"2020-05-08T01:00:00","date_gmt":"2020-05-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/rilassamento-delle-misure-dal-punto-di-vista-infettivologico\/"},"modified":"2020-05-08T01:00:00","modified_gmt":"2020-05-07T23:00:00","slug":"rilassamento-delle-misure-dal-punto-di-vista-infettivologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/rilassamento-delle-misure-dal-punto-di-vista-infettivologico\/","title":{"rendered":"Rilassamento delle misure dal punto di vista infettivologico"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cosa bisogna considerare nel periodo successivo al &#8220;blocco&#8221;? Come si pu\u00f2 minimizzare il rischio di una seconda ondata? Questi e altri argomenti sono stati discussi durante una videoconferenza WebUp.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>L&#8217;allentamento delle misure \u00e8 una passeggiata funambolica dal punto di vista infettivologico. Il numero di casi sta diminuendo, ma d&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 il rischio di una seconda ondata. Secondo la valutazione del Prof. Dr. med. Philip Tarr, specialista in infettivologia presso l&#8217;Ospedale Cantonale di Basilea, \u00e8 piuttosto irrealistico che ormai gran parte della popolazione in Svizzera sia immune; gli anticorpi contro il SARS CoV-2 probabilmente hanno al massimo circa il 5-10%, dice l&#8217;infettivologo.<\/p>\n<h2 id=\"le-regole-delligiene-hanno-ancora-senso\">Le regole dell&#8217;igiene hanno ancora senso<\/h2>\n<p>A suo avviso, una strategia di immunit\u00e0 di gregge costa troppe vite e pu\u00f2 portare a un sovraccarico del sistema sanitario. D&#8217;altra parte, sappiamo anche che le misure di protezione sono efficaci e possono ridurre al minimo il rischio di infezione. &#8220;Il SARS-CoV-2 \u00e8 pi\u00f9 contagioso dell&#8217;influenza, ma non quanto la varicella o il morbillo&#8221;, spiega l&#8217;infettivologo. Era necessaria una certa durata dell&#8217;esposizione, motivo per cui l&#8217;UFSP aveva definito 15 minuti come periodo critico. Un aspetto complicato del nuovo coronavirus \u00e8 che la trasmissione pu\u00f2 avvenire gi\u00e0 1-2 giorni prima della comparsa dei sintomi. &#8220;C&#8217;\u00e8 un&#8217;analisi solida che dice che il 44% delle nuove infezioni proviene da persone cosiddette pre-sintomatiche&#8221;, sostiene il Prof. Tarr. A questo proposito, \u00e8 ancora consigliabile l&#8217;osservanza delle misure igieniche. L&#8217;infettivologo ritiene che l&#8217;uso di maschere sia parte integrante di tutte le strategie di apertura e normalizzazione. Una questione difficile \u00e8 se sia opportuno sottoporre a test le persone asintomatiche. Testare il maggior numero possibile di persone fa parte di una strategia di apertura di successo, ma la fattibilit\u00e0 di un test ad ampio raggio \u00e8 piuttosto difficile. Per quanto riguarda i test anticorpali, sottolinea l&#8217;importanza di utilizzare solo test sierologici empiricamente validati.<\/p>\n<h2 id=\"continuare-a-testare-solo-gli-individui-sintomatici\">Continuare a testare solo gli individui sintomatici<\/h2>\n<p>Oltre all&#8217;uso di maschere, all&#8217;igiene delle mani e alle regole di distanza, anche i test fanno parte delle misure di protezione. Fino a poco tempo fa, la domanda di test superava la disponibilit\u00e0 in Svizzera. Nel frattempo, per\u00f2, le capacit\u00e0 di analisi sono aumentate di nuovo in questo Paese, per cui sembra logico effettuare pi\u00f9 test ora. Tuttavia, rimane il motto che solo le persone sintomatiche dovrebbero essere sottoposte a test, anche nel contesto clinico, dove a volte si chiede di sottoporre a test tutti i pazienti pre-operatori. Per il de-isolamento dopo la malattia COVID-19, l&#8217;UFSP afferma ancora che non \u00e8 necessario un rilevamento PCR negativo, ma che sono sufficienti 48 ore di assenza di sintomi e che devono trascorrere almeno 10 giorni dall&#8217;inizio dei sintomi.<\/p>\n<h2 id=\"valutare-il-rischio-dei-pazienti-immunosoppressi-in-modo-individuale\">Valutare il rischio dei pazienti immunosoppressi in modo individuale.<\/h2>\n<p>Per esempio, se una persona \u00e8 sottoposta a terapie immunosoppressive in relazione al trattamento di un tumore, il rischio di COVID-19 \u00e8 aumentato. Tuttavia, le implicazioni concrete devono essere valutate caso per caso. Se non c&#8217;\u00e8 stata chemioterapia negli ultimi 5-6 mesi, probabilmente non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 un aumento del rischio perch\u00e9 il corpo si \u00e8 ripreso, spiega il Prof. Tarr. \u00c8 importante valutare questo aspetto nel contesto di una valutazione clinica complessiva e includere lo stato d&#8217;animo del paziente. Per quanto riguarda il caso di una madre con figli in et\u00e0 scolare, la cui ultima sessione di chemioterapia risale a pi\u00f9 di sei mesi fa, consiglierebbe di inviare nuovamente i bambini dopo l&#8217;apertura delle scuole. Se necessario, si pu\u00f2 prendere in considerazione una dispensa dalle lezioni di ginnastica. In ogni caso, il rispetto delle norme igieniche \u00e8 una misura protettiva particolarmente importante in questa situazione.<\/p>\n<p>Per i pazienti trattati con steroidi, \u00e8 opportuna anche una considerazione individuale della situazione. Gli steroidi per via inalatoria sono importanti per controllare i sintomi dell&#8217;asma; l&#8217;eventuale aumento del rischio dipende dalla dose. Per un asmatico con una dose giornaliera di 2,5&nbsp;mg di Spiricort (prednisone), non ritiene che il rischio sia aumentato. Con un dosaggio pi\u00f9 elevato, l&#8217;immunosoppressione si inverte circa 2-3 settimane dopo l&#8217;interruzione della terapia. Non c&#8217;\u00e8 un aumento del rischio nei pazienti dermatologici trattati topicamente\/localmente con preparati contenenti steroidi.<\/p>\n<h2 id=\"\">&nbsp;<\/h2>\n<table border=\"1\" cellpadding=\"5\" cellspacing=\"1\" style=\"width:500px\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p><strong>Test degli anticorpi SARS-Cov2<\/strong><\/p>\n<p>  La Scuola Svizzera di Sanit\u00e0 Pubblica sta lanciando uno studio per scoprire quante persone in Svizzera sono immuni.<\/p>\n<p><em>(red) <\/em>Il progetto di ricerca sostenuto dall&#8217;UFSP si basa sul concetto del Prof. Dr. med. Milo Puhan, capo dell&#8217;Istituto di Epidemiologia dell&#8217;Universit\u00e0 di Zurigo. Le persone sono immuni alla reinfezione dopo la COVID-19? E se s\u00ec, quanto dura l&#8217;immunit\u00e0? A tal fine, circa 25.000 persone della popolazione e di specifici gruppi professionali saranno sottoposte a test ed esami in modo scaglionato entro ottobre 2020. I risultati possono essere presi in considerazione per ulteriori azioni nella gestione dell&#8217;epidemia di coronavirus. Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili all&#8217;indirizzo:<br \/>\n\t\t\t<strong>&gt;  www.corona-immunitas.ch<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2 id=\"-2\">&nbsp;<\/h2>\n<h2 id=\"quando-ci-sara-un-vaccino\">Quando ci sar\u00e0 un vaccino?<\/h2>\n<p>Gli sforzi sono in corso in decine di laboratori in tutto il mondo. Tuttavia, non esistono ancora vaccini a RNA\/DNA disponibili sul mercato. Le Virus-like-Particles-Strategies sono una tecnologia promettente che ha avuto successo in altre malattie virali. Il Prof. Tarr ritiene piuttosto irrealistico che un vaccino sar\u00e0 disponibile in sei mesi; \u00e8 probabile che un vaccino sar\u00e0 disponibile in circa 12-18 mesi. Tuttavia, \u00e8 difficile fare una valutazione affidabile in questo momento (stato delle informazioni: 22.4.2020). Al termine della sessione interattiva di domande e risposte, il Prof. Tarr ha affrontato una dimensione psicologica: L&#8217;esperienza dimostra che chi torna al lavoro dopo alcune settimane a casa \u00e8 pi\u00f9 insicuro di chi ha continuato a lavorare a casa. Si tratta di un valore empirico che proviene dal suo posto di lavoro in clinica. Adottare misure per lavorare con pochi timori e rischi rispetto a sopportare certe incertezze e paure pu\u00f2 essere un difficile gioco di equilibrio.<\/p>\n<p><em>Fonte: Forum per la formazione medica continua (FOMF), WebUp Expertentreff, Infettivologia &#8211; Conferenza su COVID-19, Livestream 22.&nbsp;aprile 2020, Prof. Dr. med. Philip Tarr, Specialista in Infettivologia presso l&#8217;Ospedale Cantonale di Basilea.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>HAUSARZT PRAXIS 2020; 15(5): 6 (pubblicato l&#8217;8.5.20, prima della stampa).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa bisogna considerare nel periodo successivo al &#8220;blocco&#8221;? Come si pu\u00f2 minimizzare il rischio di una seconda ondata? 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