{"id":337008,"date":"2018-11-25T01:00:00","date_gmt":"2018-11-25T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/esperti-internazionali-di-sm-hanno-fornito-un-aggiornamento-sulla-ricerca-e-la-terapia\/"},"modified":"2018-11-25T01:00:00","modified_gmt":"2018-11-25T00:00:00","slug":"esperti-internazionali-di-sm-hanno-fornito-un-aggiornamento-sulla-ricerca-e-la-terapia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/esperti-internazionali-di-sm-hanno-fornito-un-aggiornamento-sulla-ricerca-e-la-terapia\/","title":{"rendered":"Esperti internazionali di SM hanno fornito un aggiornamento sulla ricerca e la terapia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Come si possono utilizzare i Big Data nel campo della sclerosi multipla? E quali sono le ultime novit\u00e0 sulle opzioni terapeutiche esistenti? Il Congresso ECTRIMS di Berlino ha chiarito la situazione.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>La Rete Big MS Data (BMSD) rappresenta una collaborazione tra i registri nazionali della SM di Danimarca, Italia e Svezia, oltre a MSBase e OFSEP (Francia). Utilizzando una coorte di 11.871 pazienti di questa rete, \u00e8 stato valutato quando iniziare la terapia modificante la malattia (DMT) per prevenire l&#8217;accumulo di disabilit\u00e0 a lungo termine [1]. Iniziare la DMT entro sei mesi dall&#8217;esordio della malattia si \u00e8 rivelato ottimale a questo proposito.<\/p>\n<p>Anche He et al. hanno utilizzato i dati del registro MSBase e di due registri locali per un&#8217;analisi simile [2]. Hanno scoperto che c&#8217;era un minore accumulo di disabilit\u00e0 nei pazienti trattati con una terapia ad alta potenza (rituximab, ocrelizumab, mitoxantrone, alemtuzumab, natalizumab) subito dopo la diagnosi.<\/p>\n<h2 id=\"dati-a-5-anni-su-ocrelizumab\">Dati a 5 anni su ocrelizumab<\/h2>\n<p>A Berlino sono stati presentati molti dati sulle opzioni terapeutiche gi\u00e0 approvate, compresi i dati a 5 anni su ocrelizumab nei pazienti con SM recidivante-remittente (studi OPERA I e II) [3,4]. Hanno dimostrato che c&#8217;\u00e8 stata una rapida riduzione del tasso di recidiva annuale (ARR) nei pazienti che sono passati dall&#8217;interferone \u03b2-1a a ocrelizumab (&#8220;switcher&#8221;) dopo la fase di estensione in doppio cieco in aperto (OLE) di due anni [3]. Sia in questi &#8220;switcher&#8221; che nei pazienti che avevano gi\u00e0 ricevuto ocrelizumab nella fase in doppio cieco (&#8220;OCR-OCR&#8221;), la riduzione dell&#8217;ARR ottenuta \u00e8 stata mantenuta fino al quinto anno. Rispetto ai &#8220;commutatori&#8221;, i pazienti &#8220;OCR-OCR&#8221; hanno anche ottenuto una riduzione significativa e sostenuta della progressione della disabilit\u00e0 fino al quinto anno.<\/p>\n<p>Dopo il cambio di terapia, gli switcher hanno registrato anche una forte riduzione dell&#8217;attivit\u00e0 della malattia (Gd+ T1 e lesioni T2 nuove\/esaltanti), valutata dalla risonanza magnetica fino all&#8217;anno 5 [4]. Nel gruppo &#8220;OCR-OCR&#8221;, la soppressione quasi completa delle lesioni Gd+-T1 ottenuta nella fase in doppio cieco \u00e8 stata mantenuta anche durante l&#8217;OLE. Anche il basso numero di lesioni T2 nuove\/ingrandenti \u00e8 rimasto stabile. Infine, i pazienti inizialmente randomizzati a ocrelizumab hanno mostrato una minore perdita di materia cerebrale dopo cinque anni di terapia rispetto agli &#8220;switcher&#8221; (volume cerebrale totale e materia grigia bianca e corticale).<\/p>\n<h2 id=\"interferone-%ce%b2-1a-vs-fingolimod-nella-sm-pediatrica\">Interferone \u03b2-1a vs. fingolimod nella SM pediatrica<\/h2>\n<p>All&#8217;ECTRIMS di quest&#8217;anno, il tema della SM pediatrica era anche all&#8217;ordine del giorno in diversi punti. Per esempio, in una sessione scientifica, Brenda Banwell, MD, Philadelphia, ha presentato i dati dello studio di fase III PARADIGMS, il primo studio attivo-controllato completato, specificamente progettato per i pazienti pediatrici con SM [5]. I pazienti di et\u00e0 compresa tra i 10 e i 17 anni hanno ricevuto 0,5&nbsp;mg di fingolimod al giorno per due anni (oppure 0,25&nbsp;mg\/d nei pazienti \u226440&nbsp;kg di peso corporeo) o 30&nbsp;\u03bcg di interferone (IFN) \u03b2-1a i.m. una volta alla settimana. Infine, c&#8217;\u00e8 stata una riduzione significativa dell&#8217;82% dell&#8217;ARR con fingolimod rispetto all&#8217;IFN \u03b2-1a. Anche l&#8217;attivit\u00e0 della malattia rilevabile con la risonanza magnetica e il volume delle lesioni infiammatorie acute sono stati significativamente ridotti da fingolimod rispetto all&#8217;IFN \u03b2-1a. Il tasso di atrofia cerebrale \u00e8 stato ridotto significativamente del 40% con fingolimod. Il profilo di sicurezza di fingolimod nei pazienti pediatrici era coerente con quello degli adulti [6]. Il tasso complessivo di eventi avversi \u00e8 stato pi\u00f9 alto con l&#8217;IFN \u03b2-1a che con il fingolimod (95,3% contro 88,8%). Eventi avversi gravi si sono verificati nel 16,8% dei pazienti in trattamento con fingolimod e nel 6,5% dei pazienti in trattamento con IFN \u03b2-1a.<\/p>\n<h2 id=\"analisi-primaria-dello-studio-di-fase-ii-con-evobrutinib\">Analisi primaria dello studio di fase II con evobrutinib<\/h2>\n<p>Xavier Montalban, MD, Barcellona, ha presentato l&#8217;analisi primaria dello studio di fase II con l&#8217;inibitore BTK evobrutinib nella sessione Late Breaking News [7]. La BTK svolge un ruolo centrale in vari processi del sistema immunitario adattativo e innato, rilevanti nella patogenesi della SM. Nello studio controllato con placebo, sono state analizzate diverse dosi di evobrutinib (25&nbsp;mg QD, 75&nbsp;mg QD, 75&nbsp;mg BID) per un periodo di 24 settimane. Come dimostrato, 75&nbsp;mg QD e 75 BID hanno determinato una riduzione significativa delle lesioni Gd+ T1 rispetto al placebo. Inoltre, si \u00e8 registrata una tendenza alla riduzione dell&#8217;ARR. Nel complesso, il trattamento \u00e8 stato ben tollerato. Sono stati osservati aumenti di vari parametri di laboratorio (ALT, AST, lipasi), soprattutto nel gruppo con 75&nbsp;mg evobrutinib BID. Tuttavia, questi erano reversibili e asintomatici. Nessuna delle tre dosi ha provocato infezioni gravi o linfopenia. Per la prima volta, \u00e8 stata dimostrata una riduzione dell&#8217;attivit\u00e0 della malattia in uno studio randomizzato su un inibitore BTK. Lo studio attuale proseguir\u00e0 per altre 24 settimane.<\/p>\n<p><em>Fonte: Congresso ECTRIMS, 10-12 ottobre 2018, Berlino (D)<\/em><\/p>\n<p>\nLetteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Iaffaldano P, et al: Il momento ottimale per iniziare il trattamento nei pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente: risultati del Big Multiple Sclerosis Data Network. Ectrims 2018; Abstract 204.<\/li>\n<li>He A, et al: L&#8217;inizio precoce di terapie ad alta efficacia migliora gli esiti della disabilit\u00e0 nell&#8217;arco di 10 anni. Ectrims 2018, Abstract P919.<\/li>\n<li>Hauser SL, et al: Riduzione a lungo termine del tasso di ricaduta e progressione confermata della disabilit\u00e0 dopo 5 anni di trattamento con ocrelizumab nei pazienti con sclerosi multipla recidivante. Ectrims 2018; Abstract P590.<\/li>\n<li>Arnold DL, et al: Riduzione a lungo termine dell&#8217;attivit\u00e0 di malattia e dell&#8217;atrofia della risonanza magnetica cerebrale dopo 5 anni di trattamento con Ocrelizumab nei pazienti con sclerosi multipla recidivante. Ectrims 2018; Abstract P588.<\/li>\n<li>Chitnis T, et al: Prova di fingolimod rispetto all&#8217;interferone beta-1a nella sclerosi multipla pediatrica. N Engl J Med 2018; 379: 1017-1027.<\/li>\n<li>Arnold D, et al: Effetti di Fingolimod sugli esiti della risonanza magnetica nei pazienti con sclerosi multipla ad esordio pediatrico: risultati dello studio di fase 3 PARADIGMS. AAN 2018; Abstract S51.005<\/li>\n<li>Montalban X, et al.: Analisi primaria di una ricerca randomizzata,<\/li>\n<li>studio di fase 2, controllato con placebo, dell&#8217;inibitore della tirosin-chinasi di Bruton evobrutinib (M2951) nei pazienti con sclerosi multipla recidivante. Ectrims 2018; Abstract 322.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\nUlteriori letture:<\/p>\n<ul>\n<li>Torke S, et al: L&#8217;inibizione della tirosin-chinasi di Bruton previene selettivamente l&#8217;attivazione dell&#8217;antigene da parte delle cellule B e migliora l&#8217;encefalomielite autoimmune sperimentale mediata dalle cellule B. Ectrims 2018; Abstract P575.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>InFo NEUROLOGIA &amp; PSICHIATRIA 2018; 16(6): 58-59.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si possono utilizzare i Big Data nel campo della sclerosi multipla? E quali sono le ultime novit\u00e0 sulle opzioni terapeutiche esistenti? 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