{"id":337160,"date":"2018-10-25T02:00:00","date_gmt":"2018-10-25T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/quando-e-come-si-effettua-la-terapia-chirurgica-per-la-pavk\/"},"modified":"2018-10-25T02:00:00","modified_gmt":"2018-10-25T00:00:00","slug":"quando-e-come-si-effettua-la-terapia-chirurgica-per-la-pavk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/quando-e-come-si-effettua-la-terapia-chirurgica-per-la-pavk\/","title":{"rendered":"Quando e come si effettua la terapia chirurgica per la PAVK?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le tecniche chirurgiche utilizzate per trattare la malattia arteriosa periferica (PAVD) sono la tromboendarterectomia e l&#8217;innesto di bypass. Quale procedura si utilizza quando, come si svolge l&#8217;operazione e cosa bisogna tenere in considerazione?<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>La malattia arteriosa periferica (PAVD) \u00e8 una malattia sistemica che porta al rimodellamento strutturale e funzionale dei vasi arteriosi [1]. Ci\u00f2 comporta una riduzione del flusso sanguigno, che pu\u00f2 essere asintomatica per lungo tempo o manifestarsi con sintomi come claudicazione intermittente, dolore ischemico a riposo o cancrena. La correlazione fisiopatologica della PAVD \u00e8 l&#8217;aterosclerosi, un&#8217;infiammazione cronica della parete del vaso in cui si deposita una placca composta da lipidi, cellule muscolari lisce e macrofagi a livello subendoteliale. Nel prosieguo, questa placca pu\u00f2 portare alla stenosi del lume vascolare o indurre la formazione di trombi locali attraverso la rottura [2].<\/p>\n<p>Trattandosi di una malattia sistemica, la PAVD \u00e8 spesso associata alla malattia coronarica (CAD) e alla malattia occlusiva cerebrovascolare (CVD). Un indice caviglia-bracciale (ABI) ridotto \u00e8 associato a un aumento della mortalit\u00e0 cardiovascolare [3]. La prevalenza della PAVD \u00e8 riferita al 7-15% [4,5]. L&#8217;abuso di nicotina, il diabete mellito, l&#8217;ipertensione arteriosa e l&#8217;ipercolesterolemia sono i fattori di rischio pi\u00f9 rilevanti [6].<\/p>\n<p>La classificazione secondo Fontaine si \u00e8 dimostrata utile per la pratica clinica quotidiana. In base ai sintomi e alle misurazioni dell&#8217;ABI e dell&#8217;oscillografia, viene fatta una distinzione tra quattro fasi. Gli stadi I (asintomatico, stato dopo una rivascolarizzazione interventistica o chirurgica) e II (claudicazione intermittente) sono situazioni non critiche. Nello stadio III (dolore a riposo) e IV (cancrena), invece, c&#8217;\u00e8 un disturbo critico della perfusione che pu\u00f2 portare alla perdita dell&#8217;arto se non viene trattato.<\/p>\n<h2 id=\"diagnostica\">Diagnostica<\/h2>\n<p>Nell&#8217;anamnesi, vengono chiesti la distanza di deambulazione senza dolore ed eventuali fattori di rischio e concomitanti. Inoltre, vengono chiesti il tipo, la localizzazione e l&#8217;ora del dolore (dolore notturno da riposo?). L&#8217;esame clinico comprende lo stato del polso ipsi e controlaterale, la funzione sensomotoria, il colore della pelle e le lesioni (acrali). L&#8217;ABI, la misurazione della pressione di occlusione e l&#8217;oscillografia possono essere utilizzate da un lato per confermare il sospetto diagnostico e dall&#8217;altro per classificare un disturbo della perfusione non critico e critico. Infine, la sonografia duplex consente di localizzare con precisione la stenosi e di valutarla in termini di estensione e grado. L&#8217;angiografia complementare viene utilizzata per confermare i risultati del duplex e per valutare i vasi di ingresso e di uscita in vista di una riparazione con catetere o chirurgica.<\/p>\n<h2 id=\"riabilitazione-endovascolare-o-chirurgica\">Riabilitazione endovascolare o chirurgica?<\/h2>\n<p>Nella fase non critica, la terapia consiste nel modificare il profilo di rischio (cessazione della nicotina, controllo del diabete), nella terapia farmacologica nel senso di &#8220;miglior trattamento medico&#8221; (inibizione dell&#8217;aggregazione piastrinica e stabilizzazione della placca) e nell&#8217;allenamento alla camminata sotto supervisione. La decisione di un trattamento chirurgico o endovascolare dipende dai sintomi, dalla posizione anatomica, dall&#8217;estensione della lesione e dalle condizioni generali del paziente. Nei pazienti asintomatici o con sintomi di claudicazione solo lievi, non si deve eseguire alcun intervento invasivo. L&#8217;intervento percutaneo o chirurgico \u00e8 indicato per:<\/p>\n<ul>\n<li>Sintomi di claudicazione con riduzione significativa della qualit\u00e0 di vita,<\/li>\n<li>ischemia critica con imminente perdita dell&#8217;arto,<\/li>\n<li>Precedente rivascolarizzazione chirurgica e nuova stenosi e\/o occlusione nell&#8217;area operata e nei vasi di afflusso e deflusso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-10934\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb1_cv5_s23.png\" style=\"height:686px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"1258\" srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb1_cv5_s23.png 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb1_cv5_s23-800x915.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb1_cv5_s23-120x137.png 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb1_cv5_s23-90x103.png 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb1_cv5_s23-320x366.png 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb1_cv5_s23-560x640.png 560w\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La decisione terapeutica deve essere presa in una discussione interdisciplinare tra le discipline curanti di angiologia, radiologia interventistica e chirurgia vascolare. La base del processo decisionale \u00e8 la classificazione TASC [7]. Come &#8220;regola generale&#8221;, le lesioni di tipo A e B dovrebbero essere riparate principalmente per via endovascolare e le lesioni di tipo C e D principalmente per via chirurgica <strong>(Fig.&nbsp;1) <\/strong>. Ulteriori criteri sono l&#8217;et\u00e0 e le comorbidit\u00e0 del paziente e la presenza di una vena di buona qualit\u00e0 per il bypass. La <strong>Tabella&nbsp;1<\/strong> riassume la procedura raccomandata dalle linee guida ESC.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10935 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tab1_cv5_s23.png\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/431;height:235px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"431\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tab1_cv5_s23.png 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tab1_cv5_s23-800x313.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tab1_cv5_s23-120x47.png 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tab1_cv5_s23-90x35.png 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tab1_cv5_s23-320x125.png 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tab1_cv5_s23-560x219.png 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle stenosi sintomatiche isolate della biforcazione femorale, che spesso si presentano come sintomi di claudicazione, la terapia endovascolare \u00e8 di scarso valore, poich\u00e9 l&#8217;esito \u00e8 significativamente migliore dopo la riparazione chirurgica. In presenza di un&#8217;ulteriore malattia occlusiva iliaca, viene eseguita una procedura ibrida per riparare apertamente la biforcazione femorale e la ricanalizzazione endovascolare retrograda dell&#8217;asse iliaco.<\/p>\n<p>La tromboendarterectomia e l&#8217;innesto di bypass, o una combinazione di entrambi, sono le procedure chirurgiche utilizzate per trattare la PAVD.<\/p>\n<h2 id=\"tromboendarterectomia-tea\">Tromboendarterectomia (TEA)<\/h2>\n<p>La localizzazione tipica \u00e8 la biforcazione femorale. Sia l&#8217;arteria femorale comune (AFC) che i rami della profunda femoris (APF) e dell&#8217;arteria femorale superficiale (AFS) sono frequentemente interessati. Dopo un approccio leggermente curvo e longitudinale, si prepara l&#8217;asse vascolare con la mobilizzazione del pacchetto linfonodale in direzione mediale. L&#8217;AFC viene aperto longitudinalmente e l&#8217;incisione viene fatta passare nell&#8217;AFP, se necessario. Nell&#8217;endarterectomia che segue, la placca aterosclerotica viene asportata in modo che rimanga solo l&#8217;avventizia come parete del vaso. Un gradino intimo-mediale che si sviluppa distalmente viene fissato con una sutura per evitare la dissezione dopo il rilascio del flusso sanguigno. La chiusura dell&#8217;arteriotomia longitudinale avviene con l&#8217;inserimento di un patch per evitare la stenosi mediante una sutura diretta. Se \u00e8 necessaria una TEA di entrambi gli sbocchi APF e AFS, si pu\u00f2 eseguire una trasposizione della forcella femorale&nbsp; se l&#8217;anatomia \u00e8 favorevole. Nella stessa seduta, le stenosi emodinamicamente rilevanti dei vasi di entrata e di uscita vengono riparate per via retrograda (asse iliaco) o per via anterograda (asse femoropopliteo) attraverso l&#8217;approccio inguinale, utilizzando PTA o stent.<\/p>\n<h2 id=\"funzionamento-del-bypass\">Funzionamento del bypass<\/h2>\n<p>L&#8217;intervento di bypass \u00e8, con poche eccezioni, riservato ai pazienti con PAVD di stadio III e IV ed \u00e8 il trattamento di scelta per le occlusioni di lunga durata, femoropoplitee e infrageniche. I passaggi seguenti fanno parte dell&#8217;esecuzione di un&#8217;operazione di bypass:<\/p>\n<p><strong>Imaging preoperatorio: <\/strong>l&#8217;angiografia (convenzionale, TC o RM) deve essere disponibile per valutare i vasi di ingresso e di uscita e per pianificare l&#8217;anastomosi prossimale e distale. La posizione pi\u00f9 comune dell&#8217;anastomosi prossimale del bypass femoropopliteo \u00e8 l&#8217;AFC. Se l&#8217;anastomosi \u00e8 distale al tronco tibiofibulare, si utilizza la migliore connessione &#8216;plantare&#8217;. Ci\u00f2 significa utilizzare l&#8217;imaging preoperatorio per decidere quale arteria della gamba inferiore si estende al piede senza stenosi o occlusioni rilevanti. Di conseguenza, viene eseguito un approccio mediale o laterale alla parte inferiore della gamba.<\/p>\n<p><strong>Pianificazione del materiale del bypass: <\/strong>il condotto di scelta \u00e8 la vena grande safena autologa omolaterale (VSM). Se il calibro \u00e8 troppo basso o \u00e8 gi\u00e0 stato utilizzato per un&#8217;altra procedura, si possono utilizzare in alternativa la VSM controlaterale, la vena safena (VSP) o le vene del braccio. Se necessario, diversi segmenti venosi possono essere combinati per formare un bypass composito. In caso di bypass femoropopliteo con connessione sovragenica al segmento P1, si raccomanda l&#8217;uso di una protesi in assenza di VSM [10]. Se la protesi \u00e8 l&#8217;unico materiale di bypass possibile e la connessione \u00e8 infragenica, un breve segmento di vena deve essere interposto come patch o cuffia nell&#8217;area dell&#8217;anastomosi distale per migliorare il tasso di apertura [11] <strong>(Fig.&nbsp;2 <\/strong>e<strong> 3).<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10936 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb2-3_cv5_s24.png\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/347;height:189px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"347\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb2-3_cv5_s24.png 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb2-3_cv5_s24-800x252.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb2-3_cv5_s24-120x38.png 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb2-3_cv5_s24-90x28.png 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb2-3_cv5_s24-320x101.png 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb2-3_cv5_s24-560x177.png 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Prelievo della vena:<\/strong> prima dell&#8217;intervento, il decorso della vena viene marcato ecograficamente. Se la VSM \u00e8 omolaterale, l&#8217;incisione per il prelievo venoso viene utilizzata anche per accedere al segmento popliteo sopra o infragenico per l&#8217;anastomosi.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Invertito&#8221; vs. &#8220;Non invertito&#8221;: <\/strong>Se si decide di utilizzare la vena &#8220;invertita&#8221;, il segmento rimosso viene ruotato e l&#8217;apertura della valvola avviene ora nella direzione del flusso arterioso. Il vantaggio \u00e8 che non \u00e8 necessario resecare le valvole venose. Lo svantaggio, tuttavia, \u00e8 che l&#8217;estremit\u00e0 della vena distale pi\u00f9 stretta viene anastomizzata all&#8217;arteria di grosso calibro prossimale e viceversa.<\/p>\n<p>Se si sceglie un bypass &#8220;non invertito&#8221;, le valvole vengono valvulotomizzate dopo il prelievo della vena. Questo pu\u00f2 essere fatto angioscopicamente per valutare contemporaneamente la vena a livello endoluminale (accumulo di trombi, sclerosi della parete).<\/p>\n<p>Esiste una situazione particolare con il bypass in situ. Qui la VSM viene lasciata nella sua duplicazione fasciale e i rami laterali marcati preoperatoriamente vengono legati attraverso piccole incisioni. Le estremit\u00e0 prossimali e distali della vena sono sufficientemente mobilizzate per il collegamento arterioso. Anche in questo caso, \u00e8 necessaria una valvulotomia.<\/p>\n<p>In letteratura non c&#8217;\u00e8 una chiara preferenza per nessuna delle tecniche descritte. Nel nostro ospedale, il bypass viene solitamente eseguito con una tecnica &#8220;non invertita&#8221; dopo una precedente valvulotomia controllata angioscopicamente lungo l&#8217;asse del vaso.<\/p>\n<p><strong>Percorso di bypass: <\/strong>si distingue tra percorso di bypass anatomico (ortotopico) ed extra-anatomico. Il bypass femoropopliteo deve, se possibile, essere posizionato ortotopicamente nel percorso dell&#8217;asse del vaso nativo. \u00c8 importante evitare di torcere o attorcigliare la vena diretta distalmente. I bypass extra-anatomici spesso corrono sottocutanei e lontani dall&#8217;asse del vaso vero e proprio. Ne sono un esempio il bypass axillofemorale o il bypass crossover per i processi di occlusione aortoiliaca. Di solito si tratta di pazienti con un rischio perioperatorio elevato, una situazione infettiva non sanata nel corso dell&#8217;asse vascolare o molteplici interventi precedenti.<\/p>\n<p><strong>Anastomosi:<\/strong> in genere, le anastomosi prossimali e distali vengono create in una configurazione end-to-side (E\/S). Qui, l&#8217;estremit\u00e0 della vena viene cucita nell&#8217;arteria che \u00e8 stata arteriotomizzata longitudinalmente. Il vantaggio \u00e8 che la perfusione ante e retrograda dei collaterali prossimali e distali viene mantenuta.<\/p>\n<p><strong>Controllo del bypass: <\/strong>il controllo intraoperatorio del bypass viene effettuato da un lato con il dispositivo Doppler e dall&#8217;altro angiograficamente per valutare le anastomosi, nonch\u00e9 il decorso del bypass e la situazione di deflusso nella parte inferiore della gamba. L&#8217;angiografia non \u00e8 standard in tutte le cliniche <strong>(Fig. 4)<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10937 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb4_cv5_s24.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/988;height:539px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"988\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb4_cv5_s24.jpg 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb4_cv5_s24-800x719.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb4_cv5_s24-120x108.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb4_cv5_s24-90x81.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb4_cv5_s24-320x287.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/abb4_cv5_s24-560x503.jpg 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gestione<\/strong> post-operatoria<strong>:<\/strong> il controllo post-operatorio del bypass viene eseguito con una sonografia duplex dopo tre, sei e dodici mesi, annualmente se la funzione del bypass \u00e8 buona. Per quanto riguarda l&#8217;inibizione piastrinica e l&#8217;anticoagulazione orale dopo il bypass, esistono diversi approcci terapeutici. Lo studio olandese BOA ha dimostrato che non vi era alcuna differenza significativa tra <sup>Aspirina\u00ae<\/sup> e <sup>Marcoumar\u00ae<\/sup> nel tasso di bypass infrarenale. Tuttavia, in un&#8217;analisi di sottogruppo, i pazienti con un condotto venoso hanno mostrato un tasso di apertura migliore con l&#8217;anticoagulazione orale, mentre i pazienti con bypass protesici hanno avuto un esito migliore con la terapia antiaggregante [12].<\/p>\n<p>Nella nostra clinica, i pazienti con un collegamento di bypass distale fino al tronco tibiofibulare incluso, di solito ricevono l&#8217;<sup>Aspirina\u00ae<\/sup>, a meno che non ci sia gi\u00e0 un&#8217;anticoagulazione orale dovuta a un&#8217;altra indicazione. Quando viene creato un bypass venoso con una connessione crurale o pedale distale, i pazienti vengono anticoagulati per via orale. Tutti i pazienti con bypass protesici ricevono <sup>Aspirina\u00ae<\/sup> o <sup>Plavix\u00ae<\/sup>, se necessario, in aggiunta all&#8217;anticoagulazione preesistente.<\/p>\n<h2 id=\"messaggi-da-portare-a-casa\">Messaggi da portare a casa<\/h2>\n<ul>\n<li>La PAVD \u00e8 spesso associata a CHD e CVI. Una diminuzione dell&#8217;ABI \u00e8 associata a un aumento della mortalit\u00e0 cardiovascolare.<\/li>\n<li>Mentre gli stadi I e II rappresentano una situazione di circolazione non critica, gli stadi III e IV possono portare alla perdita dell&#8217;arto se non trattati.<\/li>\n<li>L&#8217;esecuzione di una terapia endovascolare o chirurgica primaria dipende dalla posizione e dall&#8217;estensione della lesione, dalle condizioni generali, dal rischio perioperatorio, dall&#8217;aspettativa di vita del paziente e dalla presenza di una vena di buona qualit\u00e0 (dispositivo di bypass).<\/li>\n<li>Le tecniche chirurgiche per trattare la PAVD includono la tromboendarterectomia (TEA) e l&#8217;innesto di bypass nei casi di occlusione a lungo segmento e di perfusione critica. Se necessario, le due procedure vengono combinate. Se necessario, la rivascolarizzazione con catetere dei vasi di ingresso e di uscita viene eseguita nella stessa seduta.<\/li>\n<li>I pazienti con bypass venoso crurale o pedale devono ricevere un&#8217;anticoagulazione orale nel post-operatorio, mentre i pazienti con bypass protesici devono ricevere una terapia antiaggregante singola o doppia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Donnelly R, Powell J: Epidemiologia e gestione dei fattori di rischio della malattia arteriosa periferica. In: Chirurgia vascolare ed endovascolare, 5a edizione. Edimburgo: Saunders Elsevier, 2014: 1-15.<\/li>\n<li>Owens C: Aterosclerosi. In: Chirurgia vascolare di Rutherford, Volume 1, 8a edizione. Philadelphia: Saunders Elsevier 2014: 66-77.<\/li>\n<li>McKenna M, Wolfson S, Kuller L: Il rapporto tra la pressione arteriosa alla caviglia e al braccio come predittore indipendente di mortalit\u00e0. Aterosclerosi 1991; 87: 119-128.<\/li>\n<li>Fowkes F, et al: Edinburgh Artery Study: Prevalenza della malattia arteriosa periferica asintomatica e sintomatica nella popolazione generale. Int J Epidemiol 1991; 20: 384-392.<\/li>\n<li>Newman AB, et al: Indice caviglia-braccio come marcatore di aterosclerosi nel Cardiovascular Health Study. Gruppo di ricerca collaborativa Cardiovascular Heart Study (CHS). Circolazione 1993; 88: 837-845.<\/li>\n<li>Bhatt DL, et al: Prevalenza internazionale, riconoscimento e trattamento dei fattori di rischio cardiovascolare nei pazienti ambulatoriali con aterotrombosi. JAMA 2006; 295: 180-189.<\/li>\n<li>Norgren L, et al: Consenso intersocietario per la gestione della malattia arteriosa periferica (TASC II). J Vasc Surg 2007; 45: 5-67.<\/li>\n<li>Aboyans V, et al: Linee guida ECS 2017 sulla diagnosi e il trattamento delle malattie arteriose periferiche, in collaborazione con la Societ\u00e0 europea di chirurgia vascolare (ESVS). European Heart Journal 2018; 39: 763-816.<\/li>\n<li>Adam AJ, et al: Bypass rispetto all&#8217;angioplastica nell&#8217;ischemia grave della gamba (BASIL): studio multicentrico, randomizzato e controllato. Lancet 2005; 366: 1925-1934.<\/li>\n<li>Klinkert P, et al: Vena safena contro PTFE per il bypass femoro-popliteo sopra il ginocchio. Una revisione della letteratura. Eur J Vasc Endovasc Surg 2004; 27: 357-362.<\/li>\n<li>Griffiths GD, et al: Studio clinico randomizzato della cuffia di interposizione venosa anastomotica distale nell&#8217;innesto di bypass infrainguinale in politetrafluoroetilene. Br J Surg 2004; 91: 560-562.<\/li>\n<li>Studio BOA olandese: Efficacia degli anticoagulanti orali rispetto all&#8217;aspirina dopo un intervento di bypass infrainguinale (The Dutch Bypass Oral Anticoagulants or Aspirin Study): uno studio randomizzato. Lancet 2000; 355: 346-351.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>CARDIOVASC 2018; 17(5): 22-25<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tecniche chirurgiche utilizzate per trattare la malattia arteriosa periferica (PAVD) sono la tromboendarterectomia e l&#8217;innesto di bypass. 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