{"id":337660,"date":"2018-07-29T02:00:00","date_gmt":"2018-07-29T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/valutazione-dellidoneita-allo-sport-parte-2\/"},"modified":"2018-07-29T02:00:00","modified_gmt":"2018-07-29T00:00:00","slug":"valutazione-dellidoneita-allo-sport-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/valutazione-dellidoneita-allo-sport-parte-2\/","title":{"rendered":"Valutazione dell&#8217;idoneit\u00e0 allo sport, parte 2"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le lesioni cerebrali traumatiche (TBI) sono spesso banalizzate nello sport [1]. Possono verificarsi conseguenze a breve e a lungo termine, ad esempio disturbi motori che possono portare a ulteriori lesioni, perdita di prestazioni, vertigini, nausea, disturbi della concentrazione. Si possono solo fare ipotesi sulle ragioni di questa banalizzazione. Certamente, l&#8217;attitudine degli atleti altamente motivati a voler tornare attivi rapidamente, la mancanza di verificabilit\u00e0 di qualsiasi danno e la mancanza di personale medico qualificato sul posto ne fanno parte.  <\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>Come nel caso del <u><br \/>\n  <a href=\"https:\/\/www.medizinonline.com\/artikel\/einschaetzung-der-sporttauglichkeit-teil-1\">prima parte di questa serie di articoli<\/a><br \/>\n<\/u> Come affermato nella prima parte della serie di articoli, la misura pi\u00f9 importante \u00e8 riconoscere una lesione cerebrale traumatica lieve nello sport sul luogo dell&#8217;incidente. L&#8217;osservazione dell&#8217;incidente e la determinazione dei sintomi iniziali sono la base per una corretta determinazione dell&#8217;ulteriore corso d&#8217;azione. A questo punto, occorre sottolineare che la commozione cerebrale non comporta necessariamente una perdita di coscienza, amnesia e vomito, come si crede ancora erroneamente. Ma questi segni possono ovviamente essere presenti. I segni acuti di un SHT lieve, che si verificano da pochi secondi a pochi minuti dopo l&#8217;applicazione della forza, sono mal di testa (che si verifica in quasi il 95% dei casi), vertigini (75% dei casi), disorientamento, eloquio confuso, nausea, problemi di equilibrio, disturbi visivi, affaticamento, sensibilit\u00e0 alla luce, sensibilit\u00e0 al suono e altro. Questi sintomi somatici possono essere accompagnati anche da disturbi cognitivi come confusione, rallentamento dei tempi di reazione, difficolt\u00e0 di concentrazione (segnalati nel 68% dei casi) e da segni emotivi come labilit\u00e0 dell&#8217;umore, irritabilit\u00e0, aggressivit\u00e0. Nella medicina convenzionale degli incidenti, il &#8220;Glasgow Coma Score&#8221; \u00e8 ancora utilizzato per i traumi cranio-cerebrali <strong>(Tab.&nbsp;1)<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-10549\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/tab1_hp7_s.png\" style=\"height:393px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"721\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se sono presenti una o pi\u00f9 di queste caratteristiche cliniche con una sequenza di trauma corrispondente, \u00e8 probabile una commotio cerebri e devono essere avviate le misure mediche adeguate. Il primo si chiama &#8220;stop sport&#8221;, in altre parole, l&#8217;attivit\u00e0 sportiva deve essere interrotta immediatamente per organizzare gli ulteriori chiarimenti in pace. In inglese si chiama &#8220;When in doubt &#8211; take him out&#8221;. Per effettuare sistematicamente questi importanti chiarimenti iniziali sul luogo dell&#8217;incidente, esistono strumenti pratici che sono stati sviluppati dalle principali associazioni sportive, ad esempio la cosiddetta &#8220;Concussion Recognition Tool Pocket Card&#8221; della DFB<strong> (Fig.&nbsp;1)<\/strong> [3], una versione in lingua tedesca del &#8220;Concussion Recognition Tool 5 (CRT5)&#8221;. [4].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10550 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/abb1-hp7_s4.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/1554;height:848px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"1554\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\"><\/p>\n<p>Dal momento in cui l&#8217;atleta viene tolto dalla competizione, deve essere assistito e monitorato, cio\u00e8 non lasciato solo &#8211; se possibile in una stanza tranquilla e buia. A questo punto, \u00e8 consentita una piccola interiezione: l&#8217;azione di forze biomeccaniche dannose direttamente sulla testa o anche indirettamente su altre parti del corpo con trasmissione alla testa pu\u00f2 in certi casi innescare pi\u00f9 di un SHT, ed \u00e8 consigliabile riposizionare l&#8217;atleta infortunato o rimuovere il casco con la dovuta cautela: le lesioni alla colonna vertebrale cervicale sono lesioni combinate molto possibili! Appena possibile, deve essere effettuata una valutazione medica per determinare se sono indicati il ricovero in ospedale (sempre dopo la perdita di coscienza) e ulteriori indagini tecniche (radiografia, TAC, risonanza magnetica, ecc.). Per questa fase \u00e8 stato sviluppato anche un utile strumento, il cosiddetto documento SCAT-3 [5,6]. Questo documento esiste anche per i bambini.<\/p>\n<p>Diversi gruppi di ricerca sono alla ricerca di un marcatore biologico, preferibilmente rilevabile nel sangue. Recentemente, la FDA americana ha approvato tale sostanza (Banyan Ubiquitin C-terminal Hydrolase-L1TM (UCH-L1) [7] e Banyan Glial Fibrillary Acidic ProteinTM [GFAP]). [8], e una ricerca attiva viene condotta a Oslo presso l&#8217;Oslo Sports Trauma Research Center (proteina Tau e catena leggera del neurofilamento nel siero). Possiamo anche aspettarci molto dalla risonanza magnetica funzionale in futuro.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il trattamento della commozione cerebrale legata allo sport, \u00e8 necessario chiarire che attualmente non si conosce una terapia specifica. L&#8217;obiettivo \u00e8 ristabilire la funzione tra le cellule nervose del cervello che \u00e8 stata disturbata dal trauma e far ripartire la rete sottile. A questo scopo, il riposo, cio\u00e8 una rigorosa riduzione degli stimoli esterni di ogni tipo (luce, rumore, attivit\u00e0 intellettuali) sembra avere l&#8217;effetto migliore. Anche se non ci sono ancora prove assolute su quanto tempo debba durare questo riposo, 24-48 ore sembrano appropriate. Solo quando questa fase acuta \u00e8 terminata e i sintomi sono completamente scomparsi, si pu\u00f2 parlare di ripresa delle attivit\u00e0 fisiche e mentali. In un buon 85% dei casi, la situazione dovrebbe normalizzarsi dopo una settimana, e in oltre il 95% dei casi la funzionalit\u00e0 \u00e8 completa dopo un mese. Tuttavia, anche dopo un anno, si possono riscontrare cambiamenti nella risonanza magnetica funzionale.<\/p>\n<p>Ma questo non significa che la via del ritorno allo sport sia aperta. Esiste un concetto di ritorno allo sport basato su sei fasi (= giorni). Per ciascuna delle attivit\u00e0 consentite, l&#8217;atleta deve essere assolutamente libero da sintomi prima di accedere alla fase successiva. Al contrario, se si verificano problemi durante l&#8217;esercizio, il programma deve essere riavviato al livello precedente o ripetuto finch\u00e9 non si verificano pi\u00f9 disturbi. Le sei fasi sono:<br \/>\nRiposo mentale e fisico fino alla scomparsa dei sintomi<\/p>\n<ul>\n<li>Sforzi fisici leggeri come camminare, fare cyclette<\/li>\n<li>Carichi specifici per lo sport come la corsa, il pattinaggio<\/li>\n<li>Addestramento senza contatto fisico<\/li>\n<li>Allenamento con contatto corporeo<\/li>\n<li>Attivit\u00e0 simile alla competizione<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il programma di ritorno allo sport richiede molta pazienza, responsabilit\u00e0 personale e disciplina da parte di tutti i soggetti coinvolti, per proteggere il cervello da ulteriori danni. Bisogna sottolineare ancora una volta che l&#8217;ingresso nelle attivit\u00e0 agonistiche troppo presto, quando i sintomi sono ancora presenti, rappresenta un rischio reale per l&#8217;atleta.<br \/>\nDescritta in questo modo, l&#8217;intera questione sembra procedere in modo abbastanza lineare, e spesso \u00e8 cos\u00ec nello sport. Tuttavia, \u00e8 importante essere consapevoli che esistono anche decorsi meno favorevoli delle commozioni cerebrali lievi, che devono essere affrontati seriamente. Per questi corsi, vale la pena di affrontare i problemi in modo multidisciplinare con test neuropsicologici, vestibolari e oftalmologici, preferibilmente in centri specializzati (ad esempio, lo Swiss Concussion Center di Zurigo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Cusimano MD, et al: Valutazione degli eventi di collisione cranica durante il Torneo di Coppa del Mondo FIFA 2014. Jama 2017; 317(24): 2548-2549.<\/li>\n<li>Teasdale G, Jennett B: Valutazione del coma e della perdita di coscienza. Una scala pratica. Lancet 1974, 2: 81-84.<\/li>\n<li>Strumento di riconoscimento della commozione cerebrale 5 Pocket Card (CRT5) www.dfb.de\/fileadmin\/_dfbdam\/130132-LSHT_taschenkarte.pdf<\/li>\n<li>Strumento di riconoscimento della commozione cerebrale 5: CRT5) http:\/\/bjsm.bmj.com\/content\/bjsports\/early\/2017\/04\/26\/bjsports-2017-097508CRT5.full.pdf<\/li>\n<li>SCAT 3: http:\/\/bjsm.bmj.com\/content\/bjsports\/47\/5\/259.full.pdf)<\/li>\n<li>Strumenti in lingua tedesca: www.schuetzdeinenkopf.de\/LSHT_handouts\/LSHT_publikationsliste\/LSHT_flyer_mediziner\/<\/li>\n<li>Diaz-Arrastia R, Wang KK, et al: Biomarcatori acuti di lesioni cerebrali traumatiche: relazione tra i livelli plasmatici dell&#8217;ubiquitina C-terminale idrolasi-L1 e della proteina acida fibrillare gliale.&nbsp;Journal of neurotrauma 2014;&nbsp;31(1): 19-25.<\/li>\n<li>Papa L, Lewis L, et al: Livelli elevati di prodotti di degradazione della proteina acida fibrillare sierica nelle lesioni cerebrali traumatiche lievi e moderate sono associati a lesioni intracraniche e all&#8217;intervento neurochirurgico.&nbsp;Annals of emergency medicine 2012;&nbsp;59(6): 471-483.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>PRATICA GP 2018; 13(7): 3-4<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le lesioni cerebrali traumatiche (TBI) sono spesso banalizzate nello sport [1]. 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