{"id":339496,"date":"2017-08-20T02:00:00","date_gmt":"2017-08-20T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/parkinson-levodopa-e-cosaltro\/"},"modified":"2017-08-20T02:00:00","modified_gmt":"2017-08-20T00:00:00","slug":"parkinson-levodopa-e-cosaltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/parkinson-levodopa-e-cosaltro\/","title":{"rendered":"Parkinson &#8211; Levodopa e cos&#8217;altro?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Per decenni, le basi del trattamento della sindrome di Parkinson idiopatica sono rimaste inalterate. Tuttavia, la ricerca su questo quadro clinico non si \u00e8 affatto arrestata. Vale la pena dare un&#8217;occhiata pi\u00f9 da vicino alle attuali opzioni diagnostiche e terapeutiche.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>Dopo il morbo di Alzheimer, il Parkinson \u00e8 la seconda malattia neurodegenerativa pi\u00f9 diffusa. La prevalenza della sindrome di Parkinson idiopatica nell&#8217;Europa centrale \u00e8 di 160-180\/100.000 abitanti, e aumenta con l&#8217;et\u00e0 (713\/100.000 per gli over 65). L&#8217;et\u00e0 media di insorgenza \u00e8 di 61 anni, ma esiste anche il Parkinson giovanile (sotto i 21 anni) e la classificazione in Parkinson &#8220;a esordio giovane&#8221;, &#8220;a esordio tardivo&#8221; e &#8220;a esordio molto tardivo&#8221; (&lt;40&nbsp;anni, &gt;40&nbsp;anni, &gt;75&nbsp;J.). La maggior parte di tutte le malattie, ossia fino all&#8217;80%, sono idiopatiche, seguite da forme secondarie, che possono essere vascolari, legate a farmaci (neurolettici) o tossiche (metalli pesanti), per esempio. Le sindromi di Parkinson atipiche nel corso dell&#8217;atrofia multisistemica, della malattia dei corpi di Lewy o della paralisi sopranucleare progressiva sono molto pi\u00f9 rare &#8211; fortunatamente, perch\u00e9 in questo caso non esiste praticamente alcuna terapia efficace, poich\u00e9 la risposta alla L-DOPA \u00e8 scarsa e il tempo di sopravvivenza \u00e8 significativamente pi\u00f9 breve.<\/p>\n<h2 id=\"diagnosi-della-sindrome-di-parkinson-idiopatica\">Diagnosi della sindrome di Parkinson idiopatica<\/h2>\n<p>Nella fase prodromica, oltre ai sintomi motori possono comparire anche sintomi non motori (Tab.&nbsp;1). Queste precedono la diagnosi fino a dieci anni, ma di solito da tre a sei anni. Un fattore importante \u00e8 la depressione, che \u00e8 presente in un buon quinto delle persone colpite in questo periodo e in quasi la met\u00e0 delle persone colpite in generale (prevalenza: 40%). Caratteristico \u00e8 anche il cosiddetto &#8220;disturbo comportamentale del sonno REM&#8221;, cio\u00e8 la recitazione notturna dei sogni (in almeno il 30-60% dei casi). Il disturbo pu\u00f2 manifestarsi prima della comparsa dei sintomi motori extrapiramidali; dopo dodici anni, circa un terzo dei soggetti sviluppa la sindrome di Parkinson. I sintomi autonomici\/vegetativi sono pi\u00f9 noti nelle fasi successive della malattia, ma a volte precedono la malattia.<\/p>\n<p>Il sintomo pi\u00f9 importante nella fase clinica che porta alla diagnosi \u00e8 l&#8217;acinesia (impoverimento del movimento con rallentamento e riduzione dell&#8217;ampiezza del movimento). In precedenza, la diagnosi consisteva in questo e in uno dei tre sintomi: rigore (aumento della tensione muscolare, indipendente dalla velocit\u00e0 di movimento passivo), tremore (tremore a riposo, asimmetrico, soprattutto delle mani, raramente della testa o del mento) e instabilit\u00e0 posturale (disturbo dei riflessi di regolazione dell&#8217;equilibrio, instabilit\u00e0 posturale). Oggi \u00e8 integrato da un test olfattivo standardizzato e dall&#8217;inclusione di sintomi non motori, nonch\u00e9 da procedure di imaging come la scansione DAT del cervello e la MIBG-SPECT del cuore, se necessario. I fattori diagnostici di supporto includono una buona risposta alla L-DOPA e l&#8217;insorgenza dell&#8217;arto superiore.<\/p>\n<p>I criteri di esclusione assoluta della sindrome di Parkinson idiopatica comprendono:<\/p>\n<ul>\n<li>Sintomi cerebellari<\/li>\n<li>Paralisi sopranucleare dello sguardo<\/li>\n<li>Solo sintomi agli arti inferiori &gt;3 anni<\/li>\n<li>Nessuna risposta alla L-DOPA<\/li>\n<li>Chiari sintomi corticali sensoriali (aprassia, afasia, ecc.).<\/li>\n<li>Scansione DAT normale.<\/li>\n<\/ul>\n<h2 id=\"terapia-la-rivoluzione-e-in-arrivo-da-tempo\">Terapia &#8211; la rivoluzione \u00e8 in arrivo da tempo<\/h2>\n<p>Non esiste ancora un farmaco che rallenti la progressione della malattia. Dopo 50 anni, la L-DOPA \u00e8 ancora il farmaco pi\u00f9 efficace per il trattamento dei sintomi motori. Tuttavia, dopo cinque-dieci anni al massimo, in tutti i pazienti si verifica la cosiddetta &#8220;fase della luna di miele&#8221;, con un&#8217;ottima efficacia e pochi effetti collaterali, fluttuazioni motorie, perdita di effetto e discinesie. Pertanto, il suo uso \u00e8 indicato principalmente per i pazienti anziani di et\u00e0 superiore ai 70 anni. I pazienti pi\u00f9 giovani &#8211; e questo significa tutti quelli affetti da patologie di et\u00e0 inferiore ai 70 anni &#8211; possono inizialmente trarre ancora beneficio dagli agonisti della dopamina come il pramipexolo, il ropinirolo o la rotigotina come monoterapia. Se la L-DOPA dovesse comunque essere necessaria in questo caso, viene somministrata all&#8217;inizio solo nella bassa dose di 4&nbsp;mg\/kgKG o 5&nbsp;mg\/kgKG (a seconda del sesso). La terapia con L-DOPA pu\u00f2 portare a una carenza di vitamina B12 e quindi a polineuropatie.<\/p>\n<p>In genere, gli effetti collaterali e la perdita di efficacia della terapia a lungo termine vengono affrontati con la riduzione della dose e l&#8217;aggiunta di inibitori della COMT, come entacapone o tolcapone, agonisti della dopamina e amantadina. Quest&#8217;ultimo \u00e8 sul mercato da molto tempo. Se \u00e8 impossibile assumere cibo in ospedale, la formulazione come infusione \u00e8 pratica. L&#8217;amantadina \u00e8 ora disponibile in una forma a rilascio prolungato con una buona efficacia contro la discinesia &#8211; ma non ancora in Svizzera. Altre novit\u00e0 includono IPX066 (USA: <sup>RytaryTM<\/sup>), una formulazione a rilascio prolungato di levodopa-carbidopa, o anche safinamide <sup>(Xadago\u00ae<\/sup>, dalla fine del 2015), un inibitore MAO-B con modulazione simultanea del rilascio di glutammato. Tuttavia, una vera rivoluzione nel trattamento della malattia di Parkinson non \u00e8 ancora in vista.<\/p>\n<h2 id=\"escalation\">Escalation<\/h2>\n<p>Ai pazienti di et\u00e0 inferiore a circa 65-70 anni, senza demenza o grave malattia mentale\/somatica, ma con sintomi che rispondono (ancora) alla L-DOPA, pu\u00f2 essere offerta la stimolazione cerebrale profonda. Il loro effetto si manifesta anche con fluttuazioni motorie e discinesie che non possono essere trattate con farmaci, tremore grave e camptocormia (flessione in avanti del tronco). La stimolazione della Nc. subtalamico e il globus pallidus internus \u00e8 qui equivalente. Si tratta di una procedura chirurgica (reversibile) con i relativi rischi.<\/p>\n<p>Molto nuova e quasi da definire &#8220;hype&#8221; \u00e8 la neurochirurgia funzionale a ultrasuoni (guidata dalla risonanza magnetica). In definitiva, paragonabile alla talamotomia o alla pallidotomia, si basa sulla distruzione del tessuto cerebrale (effetti collaterali potenziali simili, irreversibili), ma senza incisione e con un rischio ridotto o inesistente di infezione\/emorragia. Questa tecnologia a ultrasuoni focalizzati non porta a una &#8220;cura&#8221; pi\u00f9 di altri metodi terapeutici.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra opzione per l&#8217;escalation \u00e8 il levodopagel intrajejunale tramite pompa. Questo prolunga il tempo di permanenza e riduce la discinesia, ma richiede un centro specializzato nelle vicinanze, il che non \u00e8 ideale per la popolazione rurale. Pu\u00f2 essere utilizzata anche l&#8217;apomorfina sottocutanea (agonista della dopamina), sia come iniezione sottocutanea (penna) per ridurre la durata della disattivazione, sia come infusione continua sottocutanea (pompa) per migliorare le discinesie e il tempo di disattivazione.<\/p>\n<h2 id=\"approcci-non-farmacologici-dalla-fisioterapia-alla-terapia-occupazionale\">Approcci non farmacologici &#8211; dalla fisioterapia alla terapia occupazionale<\/h2>\n<p>Grazie alla fisioterapia si ottengono miglioramenti significativi nella velocit\u00e0 di deambulazione, nei blocchi dell&#8217;andatura, nell&#8217;equilibrio, nell&#8217;ampiezza\/iniziazione dei movimenti, nella mobilit\u00e0 e nell&#8217;indipendenza. Non ha alcuna influenza sulla frequenza delle cadute e sulla qualit\u00e0 della vita. Nelle fasi iniziali, possono essere utili lo sport, il nordic walking, il Tai Chi o l'&#8221;exergaming&#8221; (allenamento attraverso i giochi elettronici); nelle fasi intermedie, entrano in gioco l&#8217;allenamento di spinta, l&#8217;allenamento antigelo e l&#8217;allenamento ritmico; nelle fasi avanzate, infine, si tratta di mantenere le funzioni residue, l&#8217;allenamento al trasferimento e la fornitura di ausili.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;eloquio, la terapia logopedica migliora il volume della voce, la gamma, l&#8217;intelligibilit\u00e0 e la disfagia.<\/p>\n<p>La terapia occupazionale, come sempre, \u00e8 progettata per migliorare le attivit\u00e0 della vita quotidiana (ADL).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Fonte: Aggiornamento in medicina interna, 20-24 giugno 2017, Zurigo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per decenni, le basi del trattamento della sindrome di Parkinson idiopatica sono rimaste inalterate. 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