{"id":340307,"date":"2017-02-16T02:00:00","date_gmt":"2017-02-16T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/braincheck-e-braincoach-nello-studio-medico-di-famiglia\/"},"modified":"2017-02-16T02:00:00","modified_gmt":"2017-02-16T01:00:00","slug":"braincheck-e-braincoach-nello-studio-medico-di-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/braincheck-e-braincoach-nello-studio-medico-di-famiglia\/","title":{"rendered":"BrainCheck e BrainCoach nello studio medico di famiglia"},"content":{"rendered":"<p><strong>La diagnosi precoce dei disturbi cerebrali consente il trattamento causale della patologia sottostante in circa il 10% dei casi e, nel caso di malattie neurodegenerative irreversibili, di ritardare il deterioramento avviando interventi farmacologici e non farmacologici appropriati. BrainCheck offre ai medici di base uno strumento di ricerca dei casi molto efficiente e facile da usare, i cui risultati permettono di decidere se \u00e8 necessario un ulteriore chiarimento o se \u00e8 possibile aspettare (vigile attesa). La riserva cognitiva \u00e8 un possibile fattore protettivo contro lo sviluppo della demenza e dovrebbe consentire una compensazione pi\u00f9 lunga attraverso una maggiore connettivit\u00e0 cerebrale. Un miglioramento della riserva cognitiva pu\u00f2 essere perseguito anche in una fase successiva della vita, attraverso un&#8217;attivit\u00e0 mentale regolare. Ponendo semplici domande, l&#8217;algoritmo di intervista al paziente pu\u00f2 essere utilizzato per decidere rapidamente se e quando \u00e8 indicato l&#8217;uso di BrainCheck, BrainCoach o una combinazione di entrambi gli strumenti.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>Lo sviluppo demografico, con il numero in costante crescita di persone anziane, sta portando ad un aumento della prevalenza di malattie associate all&#8217;et\u00e0, come la demenza. Secondo le stime [1], quasi 200.000 persone vivranno con la demenza in Svizzera gi\u00e0 nel 2030, il che rappresenta una grande sfida economica, medica e sociale. La salute in et\u00e0 avanzata sta quindi assumendo un&#8217;importanza sempre maggiore ed \u00e8 necessario avviare adeguate misure di diagnosi precoce e di prevenzione per quanto riguarda la questione del &#8220;declino cognitivo&#8221;. L&#8217;importanza di identificare i disturbi cerebrali il pi\u00f9 precocemente possibile \u00e8 rafforzata dal fatto che circa il 10% delle cause sottostanti sono trattabili e quindi almeno parzialmente reversibili [2]. Inoltre, nel caso delle malattie neurodegenerative, l&#8217;inizio precoce della terapia farmacologica e non farmacologica pu\u00f2 prolungare la conservazione della qualit\u00e0 della vita [3].<\/p>\n<h2 id=\"braincheck-elevata-sensibilita-e-specificita\">BrainCheck: elevata sensibilit\u00e0 e specificit\u00e0<\/h2>\n<p>Per facilitare la diagnosi precoce dei sintomi cognitivi nelle persone anziane, \u00e8 stato sviluppato lo strumento di ricerca dei casi &#8220;BrainCheck &#8220;* sotto la guida della Clinica della Memoria di Basilea e in collaborazione con altre 5 cliniche della memoria in Svizzera [4]. Questo pu\u00f2 essere utilizzato nello studio medico di base quando (a) dal paziente; oppure (b) i cambiamenti nelle prestazioni cerebrali vengono segnalati a un parente, o se (c) i sospetti a questo proposito provengono dal medico di famiglia stesso. Con l&#8217;aiuto di tre domande per il paziente e del test dell&#8217;orologio, nonch\u00e9 di un brevissimo questionario per i parenti &#8211; che possono facilmente compilare nella sala d&#8217;attesa &#8211; si pu\u00f2 decidere in circa 3 minuti, con un&#8217;affidabilit\u00e0 di quasi il 90%, se \u00e8 indicato un ulteriore chiarimento delle prestazioni cerebrali (da parte del medico di famiglia o in una clinica della memoria) o una &#8220;vigile attesa&#8221;.  <strong>(Fig.&nbsp;1).<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-8276\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb1_b.jpg\" style=\"height:479px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"879\" srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb1_b.jpg 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb1_b-800x639.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb1_b-120x96.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb1_b-90x72.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb1_b-320x256.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb1_b-560x447.jpg 560w\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il BrainCheck, come strumento di ricerca dei casi, \u00e8 molto rapido e facile da eseguire e ha un&#8217;elevata sensibilit\u00e0 e specificit\u00e0. Inoltre, lo strumento \u00e8 disponibile gratuitamente in tedesco, inglese, francese, italiano e spagnolo sul sito www.memoryclinic.ch e sul sito www.braincheck.ch. \u00c8 disponibile anche un&#8217;applicazione per iPhone e iPad.<\/p>\n<h2 id=\"fattori-di-rischio-potenzialmente-influenzabili\">Fattori di rischio potenzialmente influenzabili<\/h2>\n<p>Oltre alla diagnosi precoce dei disturbi cerebrali, un altro obiettivo della ricerca attuale \u00e8 la prevenzione del declino cognitivo. sul ritardo del deterioramento nel caso di disturbi cognitivi gi\u00e0 esistenti, solo soggettivi o molto lievi e oggettivi. La malattia di Alzheimer, la causa pi\u00f9 comune e quindi pi\u00f9 importante di demenza, viene utilizzata come modello in queste considerazioni. Nella malattia di Alzheimer, si assiste a un continuo deterioramento da prestazioni inizialmente normali a prestazioni solo soggettive, poi a disturbi cognitivi lievi fino alla demenza<strong> (Fig.&nbsp;2). <\/strong>Negli ultimi anni, oltre ai fattori di rischio non modificabili come l&#8217;et\u00e0 o la predisposizione genetica, sono stati discussi anche i fattori di rischio potenzialmente influenzabili [5].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8277 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb2_b.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 1067px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1067\/854;height:480px; width:600px\" width=\"1067\" height=\"854\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb2_b.jpg 1067w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb2_b-800x640.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb2_b-120x96.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb2_b-90x72.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb2_b-320x256.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb2_b-560x448.jpg 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1067px) 100vw, 1067px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un importante fattore protettivo contro il declino cognitivo \u00e8, tra l&#8217;altro, l&#8217;attivit\u00e0 mentale, che viene discussa anche sotto il concetto di &#8220;riserva cognitiva&#8221; [6]. Gli studi hanno dimostrato che le persone con un alto livello di istruzione o con una stimolazione cognitiva regolare sono in grado di compensare pi\u00f9 a lungo i processi neuropatologici in caso di insorgenza di demenza, aumentando la connettivit\u00e0 cerebrale <strong>(Fig.&nbsp;3)<\/strong> [7]. Il tipo di attivit\u00e0 intellettuale non \u00e8 determinante: l&#8217;importante \u00e8 che si faccia qualcosa che dia piacere. E vale il principio: &#8220;Pi\u00f9 sono, meglio \u00e8&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8278 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb3_7.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 1065px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1065\/858;height:483px; width:600px\" width=\"1065\" height=\"858\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb3_7.jpg 1065w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb3_7-800x645.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb3_7-120x97.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb3_7-90x73.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb3_7-320x258.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb3_7-560x451.jpg 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1065px) 100vw, 1065px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 id=\"braincoach-usalo-o-perdilo\">BrainCoach: Usalo o perdilo!<\/h2>\n<p>Per aiutare le persone anziane, meno attive o quelle che sono &#8220;cognitivamente annoiate&#8221; a causa del pensionamento, ad esempio, ad aumentare la loro agilit\u00e0 mentale e quindi anche la loro riserva cognitiva, \u00e8 stato sviluppato il programma &#8220;BrainCoach* &#8211; Use it or lose it&#8221; con l&#8217;aiuto di un gruppo svizzero di esperti della Memory Clinic Basel, che sar\u00e0 implementato principalmente negli studi medici di base [8]. Utilizzando la tecnica del &#8220;Colloquio Motivazionale&#8221;, si vuole aumentare la motivazione intrinseca delle persone anziane a impegnarsi in attivit\u00e0 cognitive. Il programma \u00e8 rivolto agli anziani sani e alle persone con declino cognitivo soggettivo (cio\u00e8 [noch] non oggettivabile) &#8211; ma mai ai pazienti con demenza.<\/p>\n<p>In una prima fase, l&#8217;importanza soggettiva di aumentare la propria attivit\u00e0 mentale deve essere determinata in una conversazione. Al paziente viene poi chiesto di pensare ad attivit\u00e0 che gli piace fare attualmente o che ha fatto in passato. Se necessario, il medico di famiglia pu\u00f2 facilitare questo processo di ricerca presentando delle schede fotografiche di un &#8220;buffet cognitivo&#8221; ( <strong>Fig.&nbsp;4)<\/strong>. Dopo aver elaborato in dettaglio un piano di turnover concreto, viene fissato un appuntamento di follow-up per valutare i progressi, in base alle esigenze individuali del paziente<strong> (Fig.&nbsp;4)<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8279 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb4_8.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/1152;height:628px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"1152\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb4_8.jpg 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb4_8-800x838.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb4_8-120x126.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb4_8-90x94.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb4_8-320x335.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb4_8-560x586.jpg 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attualmente, il programma BrainCoach viene testato in uno studio pilota\/fattibilit\u00e0 a Basilea e Ginevra, in collaborazione con i medici di base e i loro assistenti di studio medico. I risultati di Basilea di 5 medici di base che insieme hanno consigliato 12 pazienti (5 donne, 7 uomini; et\u00e0 [Median] = 70) con BrainCoach hanno dimostrato che, grazie ai documenti preparati e alla tecnica suggerita, \u00e8 stato possibile ottenere un aumento della motivazione dei pazienti per l&#8217;attivit\u00e0 mentale. Se i risultati dello studio pilota a Ginevra sono altrettanto positivi, non c&#8217;\u00e8 nulla che ostacoli la diffusione.<\/p>\n<h2 id=\"algoritmo-per-il-colloquio-con-il-paziente\">Algoritmo per il colloquio con il paziente<\/h2>\n<p>Per quali pazienti sono applicabili i moduli BrainCheck, BrainCoach o entrambi, si pu\u00f2 valutare con un algoritmo per l&#8217;intervista al paziente.  <strong>(Fig.5). <\/strong>Le domande campione sull&#8217;attivit\u00e0 cognitiva e sul declino cognitivo soggettivo (SCD, [9]) possono essere valutate dall&#8217;assistente di studio medico in una conversazione informale, ad esempio durante il prelievo del sangue. Pu\u00f2 quindi inoltrare il risultato e le fasi successive indicate (affermazione sull&#8217;attivit\u00e0 cognitiva; BrainCheck; BrainCoach) al medico di base curante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8280 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb5_3.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 1100px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1100\/805;height:439px; width:600px\" width=\"1100\" height=\"805\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb5_3.jpg 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb5_3-800x585.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb5_3-120x88.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb5_3-90x66.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb5_3-320x234.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abb5_3-560x410.jpg 560w\" data-sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>* Entrambi i progetti sono stati e vengono portati avanti sotto la direzione della Clinica della Memoria di Basilea e con il grato sostegno di una sovvenzione non vincolata di Viforpharma.<\/p>\n<p>\nLetteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Alzheimer&#8217;s Disease International. Rapporto Mondiale Alzheimer 2016. Migliorare l&#8217;assistenza sanitaria per le persone affette da demenza. Alzheimer&#8217;s Disease International (ADI), Londra. Settembre 2016 (www.alz.co.uk\/research\/world-report-2016).<\/li>\n<li>Clarfield AM: La diminuzione della prevalenza delle demenze reversibili: una meta-analisi aggiornata. Arch Intern Med 2003;163(18): 2219-29.<\/li>\n<li>Monsch AU, et al.: Gruppo di esperti svizzeri. Consenso 2012 sulla diagnosi e la terapia dei pazienti affetti da demenza in Svizzera. Praxis 2012;101(19):1239-49.<\/li>\n<li>Ehrensperger MM, et al.: BrainCheck &#8211; uno strumento molto breve per rilevare il declino cognitivo incipiente: individuazione ottimizzata dei casi combinando i dati del paziente e dell&#8217;informatore. Alzheimers Res Ther 2014;6(9):69. doi: 10.1186\/s13195-014-0069-y.<\/li>\n<li>Alzheimer&#8217;s Disease International. Rapporto Mondiale Alzheimer 2014. Demenza e riduzione del rischio &#8211; Un&#8217;analisi dei fattori protettivi e modificabili. Londra: Alzheimer&#8217;s Disease International; ottobre 2014 (www.alz.co.uk\/research\/WorldAlzheimerReport2014.pdf).<\/li>\n<li>Stern Y: Riserva cognitiva nell&#8217;invecchiamento e nella malattia di Alzheimer. Lancet Neurol 2012;11(11):1006-12. doi: 10.1016\/S1474-4422(12)70191-6.<\/li>\n<li>Stern Y: Riserva cognitiva. Neuropsicologia 2009;47(10): 2015-28. doi: 10.1016\/j. neuropsicologia. 2009.03.004<\/li>\n<li>Mistridis P, et al.: Usalo o perdilo! L&#8217;attivit\u00e0 cognitiva come fattore protettivo per il declino cognitivo e la demenza negli anziani. Swiss Medical Weekly. (in stampa).<\/li>\n<li>Molinuevo JL, et al: Gruppo di lavoro Subjective Cognitive Decline Initiative (SCD-I). Implementazione dei criteri di declino cognitivo soggettivo negli studi di ricerca. Alzheimers Dement 2016 Nov 5. pii: S1552-5260(16)33019-9. doi: 10.1016\/j.jalz.2016.09.012. [Epub ahead of print].<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>PRATICA GP 2017; 12(2): 8-12<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La diagnosi precoce dei disturbi cerebrali consente il trattamento causale della patologia sottostante in circa il 10% dei casi e, nel caso di malattie neurodegenerative irreversibili, di ritardare il deterioramento&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":63846,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"pmpro_default_level":"","cat_1_feature_home_top":false,"cat_2_editor_pick":false,"csco_eyebrow_text":"Disturbi cerebrali","footnotes":""},"category":[11519,11355,11371,11473,11550],"tags":[39617,39621,12131,39624],"powerkit_post_featured":[],"class_list":["post-340307","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-formazione-continua","category-geriatria-it","category-neurologia-it","category-prevenzione-e-assistenza-sanitaria","category-rx-it","tag-braincheck-it","tag-braincoach-it","tag-demenza","tag-disturbi-cerebrali","pmpro-has-access"],"acf":[],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-20 21:13:57","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"wpml_current_locale":"it_IT","wpml_translations":{"pt_PT":{"locale":"pt_PT","id":340315,"slug":"braincheck-e-braincoach-no-consultorio-do-gp","post_title":"BrainCheck e BrainCoach no consult\u00f3rio do GP","href":"https:\/\/medizinonline.com\/pt-pt\/braincheck-e-braincoach-no-consultorio-do-gp\/"},"es_ES":{"locale":"es_ES","id":340319,"slug":"braincheck-y-braincoach-en-la-consulta-del-medico-de-cabecera","post_title":"BrainCheck y BrainCoach en la consulta del m\u00e9dico de cabecera","href":"https:\/\/medizinonline.com\/es\/braincheck-y-braincoach-en-la-consulta-del-medico-de-cabecera\/"}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/340307","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=340307"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/340307\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=340307"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category?post=340307"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=340307"},{"taxonomy":"powerkit_post_featured","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/powerkit_post_featured?post=340307"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}