{"id":340347,"date":"2017-01-27T01:00:00","date_gmt":"2017-01-27T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/il-metodo-di-screening-deve-essere-semplice\/"},"modified":"2017-01-27T01:00:00","modified_gmt":"2017-01-27T00:00:00","slug":"il-metodo-di-screening-deve-essere-semplice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/il-metodo-di-screening-deve-essere-semplice\/","title":{"rendered":"Il metodo di screening deve essere semplice"},"content":{"rendered":"<p><strong>Per diagnosticare il diabete, esistono diversi metodi con determinati vantaggi e svantaggi. Dato che oggi un adulto su due con diabete non \u00e8 ancora diagnosticato, lo screening \u00e8 fortemente raccomandato per le persone di 40 anni e oltre. Un criterio per il metodo di screening nella pratica \u00e8 la facilit\u00e0 d&#8217;uso. In una delle sue presentazioni al Diabetes Update di Zurigo, il Prof. Roger Lehmann ha confrontato i diversi metodi e ha mostrato quali dichiarazioni sono possibili con essi. L&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> \u00e8 stata approvata di recente anche per la diagnostica.  <\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p><sub>HbA1c<\/sub> si riferisce all&#8217;emoglobina glicosilata, per cui la proporzione di <sub>HbA1c<\/sub> nell&#8217;emoglobina totale fornisce informazioni sul livello medio di zucchero nel sangue nelle ultime dodici settimane. Con una vita media degli eritrociti (e quindi della loro emoglobina) di circa 100 giorni, il valore normale di <sub>HbA1c<\/sub> \u00e8 inferiore al 5,5% dell&#8217;emoglobina totale. &#8220;La misurazione dell&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> \u00e8 estremamente significativa, non solo per monitorare il decorso della malattia, ma anche per diagnosticare il diabete&#8221;, ha detto il Prof. Roger Lehmann, Medico Senior presso il Dipartimento di Endocrinologia, Diabetologia e Nutrizione Clinica dell&#8217;Ospedale Universitario di Zurigo e uno dei relatori principali di Diabetes Update. Inoltre, i criteri di diagnosi della glicemia sono pi\u00f9 semplici per l&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> che per il glucosio plasmatico [1].<\/p>\n<h2 id=\"vantaggi-della-misurazione-dellhba1c\">Vantaggi della misurazione dell<sub>&#8216;HbA1c<\/sub><\/h2>\n<p>Con l&#8217;HbA<sub>1c<\/sub>  lo sviluppo del diabete entro cinque anni pu\u00f2 essere previsto come segue: con un&#8217;HbA<sub>1c<\/sub>  del 5,5-6%, le probabilit\u00e0 di diagnosi di diabete sono del 9-25%, l&#8217;HbA<sub>1c<\/sub>  6,0-6,5%, le probabilit\u00e0 sono del 25-50%, cio\u00e8 sono 20 volte pi\u00f9 alte rispetto a quelle di un&nbsp;  HbA<sub>1c<\/sub>  del 5,0% [2]. In uno studio, \u00e8 stata analizzata la relazione tra la comparsa di retinopatia e il valore di <sub>HbA1c<\/sub>[3]: Il risultato mostra un aumento significativo rispetto a un valore del 6,5%, dove il 6,5% corrisponde al valore soglia per la diagnosi di diabete. Questo risultato dimostra anche che migliore \u00e8 il controllo della glicemia, minore \u00e8 il rischio di malattie secondarie per i pazienti diabetici.<\/p>\n<p>Il Prof. Lehmann ha anche spiegato quanto sia elevata l&#8217;influenza del controllo glicemico degli ultimi tre mesi sull&#8217;<sub>HbA1c<\/sub>: Nel primo mese \u00e8 del 50%, nel secondo del 25% e nel terzo e quarto mese anche del 25%. &#8220;In questo modo, \u00e8 possibile registrare un miglioramento del controllo della glicemia anche dopo un solo mese, ad esempio, nel caso di un cambiamento di terapia&#8221;. Il Prof. Lehmann vede un importante vantaggio dell&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> nella migliore mappatura della glicemia cronica. Rispetto al glucosio plasmatico a digiuno e all&#8217;OGGT, gli altri vantaggi sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Si tratta di un metodo di misurazione standardizzato.<\/li>\n<li>La variabilit\u00e0 biologica (2%) \u00e8 inferiore a quella del glucosio plasmatico a digiuno (12-15%).<\/li>\n<li>Migliore correlazione e previsione delle complicanze secondarie.<\/li>\n<li>\u00c8 preanaliticamente pi\u00f9 stabile e indipendente dall&#8217;ora del giorno o dallo stress.<\/li>\n<li>\u00c8 il parametro principale per la regolazione della terapia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Occorre tuttavia notare alcune limitazioni; l&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> non \u00e8 adatta per la diagnosi nelle seguenti condizioni:<\/p>\n<ul>\n<li>Emoglobinopatie (HbS, HbC, HbF, HbE),<\/li>\n<li>Aumento del turnover eritrocitario (anemia emolitica, trasfusione di sangue, emolisi subclinica nell&#8217;HIV).<\/li>\n<li>grave insufficienza epatica e renale<\/li>\n<li>Diabete gestazionale o diabete associato a fibrosi cistica<\/li>\n<li>L&#8217;interferenza con la carenza di ferro comporta un&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> falsamente elevata, l&#8217;assunzione di dosi elevate<\/li>\n<li>La vitamina C ed E forniscono un valore falsamente basso; nei pazienti di et\u00e0 superiore ai 70 anni, l&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> \u00e8 generalmente superiore di circa lo 0,4%.<\/li>\n<\/ul>\n<h2 id=\"conversione-da-semplificare\">Conversione da semplificare<\/h2>\n<p>La conversione dell&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> in glucosio plasmatico medio non \u00e8 lineare e ci sono due standard: DDCT, che si esprime in percentuale, e il pi\u00f9 recente IFCC, che si misura in mmol\/mol. Per ottenere il glucosio plasmatico medio dall&#8217;<sub>HbA1c<\/sub>, calcolare come segue: Un&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> del 6% corrisponde a una glicemia di 7 mmol\/l. Aggiungere 1,6&nbsp;mM per cento di <sub>HbA1c<\/sub> [4]. Ci\u00f2 significa che un&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> del 7,0% corrisponde a una glicemia media di 8,6 mM. Il Prof. Lehmann sottolinea che in futuro queste conversioni saranno semplificate in modo da essere pi\u00f9 comprensibili per medici e pazienti. Il Prof. Lehmann si riferisce qui allo schema del metodo di misurazione standardizzato a livello internazionale [5], si veda<strong> la figura&nbsp;1<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-8210\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/abb1_hp1_s39.png\" style=\"height:543px; width:800px\" width=\"1100\" height=\"746\" srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/abb1_hp1_s39.png 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/abb1_hp1_s39-800x543.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/abb1_hp1_s39-120x81.png 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/abb1_hp1_s39-90x61.png 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/abb1_hp1_s39-320x217.png 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/abb1_hp1_s39-560x380.png 560w\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un confronto tra i test per prevedere l&#8217;incidenza cumulativa del diabete nell&#8217;arco di cinque-sei anni mostra che le previsioni che utilizzano l&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> sono simili a quelle che utilizzano il glucosio plasmatico a digiuno o l&#8217;OGTT con 75 g di glucosio [6]. Lo studio Whitehall II ha esaminato la progressione del diabete [7], in 6538 persone senza diabete di et\u00e0 compresa tra 35 e 55 anni. Nel corso del processo, sono stati rilevati 505 casi di diabete. Le misurazioni del glucosio e dell&#8217;insulina hanno mostrato i seguenti risultati: L&#8217;NPG aumenta due anni prima della diagnosi di diabete, il glucosio postprandiale sei anni prima. Per quanto riguarda la secrezione di insulina, lo studio ha mostrato che aumenta quattro anni prima della diagnosi e diminuisce due anni prima della diagnosi, mentre la sensibilit\u00e0 all&#8217;insulina diminuisce maggiormente cinque anni prima della diagnosi.<\/p>\n<p><em>Fonte: Forum per la formazione medica continua, Aggiornamento sul diabete, presentazione &#8220;Diagnosi del diabete mellito&#8221;, 24 novembre 2016.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Diabetes Care 2011; 34: 11-61<\/li>\n<li>Diabetes Care 2009; 32, online il 5 giugno<\/li>\n<li>Diabetes Care 2010; 33: 1655-73<\/li>\n<li>Diabetes Care 2008; 31: 1473-78<\/li>\n<li>Kerner W: Definizione, classificazione e diagnosi, Diabetologia 2010; 5: 109-112.<\/li>\n<li>Dichiarazione di posizione dell&#8217;ADA: Diabetes Care 2003, Suppl. 1, 26: 562-69<\/li>\n<li>Tabacco AG, et al.: Lancet 2009; 373: 2215-21<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>PRATICA GP 2017; 12(1): 38-39<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per diagnosticare il diabete, esistono diversi metodi con determinati vantaggi e svantaggi. 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