{"id":341003,"date":"2016-09-02T02:00:00","date_gmt":"2016-09-02T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/notizie-sullimmunoterapia-per-le-allergie\/"},"modified":"2016-09-02T02:00:00","modified_gmt":"2016-09-02T00:00:00","slug":"notizie-sullimmunoterapia-per-le-allergie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/notizie-sullimmunoterapia-per-le-allergie\/","title":{"rendered":"Notizie sull&#8217;immunoterapia per le allergie"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Congresso EAACI di quest&#8217;anno si \u00e8 svolto a Vienna. Tra le altre cose, ci sono state novit\u00e0 sull&#8217;immunoterapia per le allergie alimentari e inalatorie. Immunoterapia orale, in cui la proteina alimentare in questione viene somministrata come polvere o come farmaco. somministrato come capsula, pu\u00f2 essere usato in modo sicuro ed efficace per un periodo di tempo pi\u00f9 lungo, secondo la conclusione di uno studio di fase IIb in corso, chiamato ARC002. L&#8217;immunoterapia sublinguale, invece, sembra non solo aiutare contro la rinocongiuntivite allergica indotta dal polline delle graminacee, ma anche ridurre il rischio di asma.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>L&#8217;immunoterapia si basa sulla somministrazione, sotto controllo clinico, di proteine allergeniche in dosi crescenti, con l&#8217;obiettivo di una successiva desensibilizzazione o addirittura tolleranza della proteina. L&#8217;induzione di cellule T e B regolatorie \u00e8 postulata come il principale meccanismo d&#8217;azione. Inoltre, si formano anche anticorpi IgG &#8220;bloccanti&#8221; specifici per l&#8217;allergene. Sebbene le immunoterapie orali (OIT) per l&#8217;allergia alle arachidi siano state testate in diversi studi e abbiano avuto un certo successo, ci sono ancora molte domande senza risposta sulla durata ottimale della terapia e sul livello della dose di mantenimento o sulla sicurezza a lungo termine di tale approccio. In precedenti studi di fase II, AR101 &#8211; una sostanza farmaceutica standardizzata derivata dalle arachidi per l&#8217;immunoterapia orale &#8211; ha dimostrato di ridurre il rischio di reazioni allergiche gravi in un&#8217;esposizione alle arachidi in doppio cieco, controllata con placebo (la cosiddetta &#8220;sfida alimentare&#8221; o test alimentare). Al congresso, \u00e8 stato presentato un aggiornamento sul profilo di sicurezza dopo uno o due anni di immunoterapia orale con AR101.<\/p>\n<p>Si trattava di un follow-up non cieco chiamato ARC002, in cui i partecipanti precedenti al placebo erano passati ad AR101 (titolato fino a 300 mg\/d). Questi pazienti in crossover sono stati sottoposti a una sfida alimentare controllata con placebo, con un nuovo doppio controllo dopo due settimane. Quelli (erano 20) che hanno tollerato un totale di 443 mg di proteine di arachidi sono passati a tre mesi di terapia di mantenimento con 300 mg\/d di AR101. Qui si sono uniti ai 20 pazienti che avevano gi\u00e0 ricevuto AR101 fin dall&#8217;inizio e avevano iniziato direttamente la fase di mantenimento. Dopo i tre mesi, tutti i 40 partecipanti sono stati sottoposti nuovamente a un test alimentare, i cui risultati sono stati pubblicati nel febbraio 2016 [1]: A quel punto, il 100%, il 90% e il 60% hanno tollerato una dose cumulativa di 443, 1043 e 2043 mg di proteine di arachidi, rispettivamente. Due persone hanno avuto bisogno di dosi uniche di adrenalina durante la Food Challenge. Per informazione: 1043 mg di proteine di arachidi equivalgono all&#8217;incirca a quattro arachidi. Il 90% dei partecipanti ha potuto essere desensibilizzato a questa quantit\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo questo nuovo test alimentare, i pazienti o i loro genitori o familiari potevano decidere se continuare a titolare fino a una dose di 2000 mg\/d o rimanere a 300 mg\/d. Gli autori hanno presentato i primi risultati sulla sicurezza del farmaco durante questa fase di mantenimento prolungata all&#8217;EAACI 2016.<\/p>\n<h2 id=\"la-sicurezza-e-migliore-nel-gruppo-a-bassa-dose-di-mantenimento\">La sicurezza \u00e8 migliore nel gruppo a bassa dose di mantenimento<\/h2>\n<p>In totale, un ulteriore up-titration a 2000 mg\/d \u00e8 stato considerato ragionevole e possibile nel 72,5%, cio\u00e8 29 persone; nel 27,5%, cio\u00e8 11, la dose di 300 mg\/d \u00e8 stata mantenuta nel follow-up esteso. Tre persone hanno dovuto interrompere lo studio dopo un up-titration riuscito. Nel complesso si \u00e8 verificata un&#8217;anafilassi associata al trattamento, ma non grave, che ha richiesto l&#8217;uso di adrenalina. Per altri tre partecipanti, non \u00e8 stato possibile raggiungere la dose target, hanno dovuto scendere a 300 mg\/d, ma sono riusciti a rimanere nello studio. Non ci sono stati abbandoni o eventi avversi gravi nel gruppo a bassa dose di mantenimento.<\/p>\n<p>Durante la fase in cui tutti i partecipanti hanno ricevuto 300 mg\/d (cio\u00e8 sia i crossover che i pazienti gi\u00e0 trattati con AR101 all&#8217;inizio), si \u00e8 verificato un effetto collaterale associato al trattamento in media ogni 80 giorni. Con una successiva titolazione elevata, il tasso \u00e8 rimasto relativamente stabile (una reazione avversa ogni 102 giorni), mentre con un dosaggio basso \u00e8 diminuito notevolmente nel tempo (una reazione avversa ogni 625 giorni). Non ci sono stati effetti collaterali gravi associati al trattamento in nessuno dei due gruppi.<\/p>\n<p>Conclusione degli autori: AR101 sembra essere adatto alla terapia di mantenimento, soprattutto alla dose pi\u00f9 bassa, in quanto la tollerabilit\u00e0 \u00e8 buona e addirittura migliora nel corso del tempo. La maggior parte degli effetti collaterali \u00e8 costituita da problemi gastrointestinali lievi, in genere controllabili, che si verificano nelle prime fasi del processo di somministrazione. \u00c8 in corso un corrispondente studio di fase III, chiamato PALISADE, che mira a chiarire definitivamente il profilo beneficio-rischio della dose di mantenimento pi\u00f9 bassa. Studi precedenti [2\u20134] indicano che si pu\u00f2 ottenere un alto grado di desensibilizzazione con la somministrazione giornaliera di 300 mg di proteine di arachidi. In alcuni casi, i pazienti di questi studi hanno tollerato fino a 5000 mg dopo almeno un anno di terapia di mantenimento. \u00c8 quindi possibile che l&#8217;effetto di AR101 possa addirittura aumentare nel tempo.<\/p>\n<p>Le analisi dei biomarcatori della fase di mantenimento prolungata, anch&#8217;esse presentate al congresso, indicano che AR101 riduce i livelli di IgE specifiche per le arachidi, ma aumenta i corrispondenti livelli di IgG4, che sono considerati protettivi nelle allergie.<\/p>\n<h2 id=\"notizie-sulla-prevenzione-dellasma-con-la-slit\">Notizie sulla prevenzione dell&#8217;asma con la SLIT<\/h2>\n<p>L&#8217;immunoterapia sublinguale (SLIT) con <sup>Grazax\u00ae<\/sup> \u00e8 approvata come terapia modificante la malattia per la rinite e la congiuntivite indotte dal polline delle graminacee nei pazienti adulti con prick test positivo e\/o test IgE specifico positivo al Phleum pratense (erba di fleolo). Pu\u00f2 essere somministrato anche ai bambini a partire dai cinque anni di et\u00e0, ma solo dopo un&#8217;attenta indicazione. Una compressa di <sup>Grazax\u00ae<\/sup> contiene 75.000 SQ-T (unit\u00e0 di attivit\u00e0 biologica). Poich\u00e9 la sostanza \u00e8 considerata un modificatore della malattia, \u00e8 stato avviato il cosiddetto studio GAP <sup>(Grazax\u00ae<\/sup> Asthma Prevention) per verificare se la somministrazione giornaliera raccomandata per tre anni possa anche ridurre significativamente il rischio di progressione (ad esempio dell&#8217;asma) rispetto al placebo. Il periodo di follow-up ha coperto altri due anni.<\/p>\n<p>Lo studio randomizzato in doppio cieco ha coinvolto 812 bambini di undici Paesi europei di et\u00e0 compresa tra i cinque e i dodici anni con rinocongiuntivite allergica legata al polline delle graminacee. Non potevano mostrare alcun segno di asma (nemmeno nella loro anamnesi). Durante le due stagioni precedenti di polline di erba, dovevano aver ricevuto un trattamento sintomatico.<\/p>\n<p>I risultati principali dello studio presentato al congresso hanno mostrato che la compressa SLIT ha ridotto la probabilit\u00e0 di sintomi di asma (come respiro affannoso, oppressione toracica, respiro corto o tosse per pi\u00f9 di dieci giorni) o l&#8217;uso di farmaci per l&#8217;asma di un significativo 34% dopo un periodo complessivo di cinque anni rispetto al placebo (OR 0,66; p&lt;0,05). Questo beneficio rispetto al placebo \u00e8 stato significativo a partire dal secondo anno ed \u00e8 stato sostenuto per tutto il periodo, con riduzioni del rischio relativo del 36-50%. Si \u00e8 manifestato durante l&#8217;anno nel follow-up di due anni.<\/p>\n<p>Nell&#8217;arco di cinque anni &#8211; come previsto e in linea con gli studi precedenti &#8211;&nbsp; ha anche ridotto i sintomi della rinocongiuntivite indotta dal polline delle graminacee fino a un terzo (p&lt;0,005 per tutti i cinque anni). Il farmaco corrispondente doveva essere assunto molto meno spesso. Gli autori hanno sottolineato che l&#8217;effetto positivo \u00e8 rimasto per i restanti due anni dopo i tre anni di terapia, il che conferma ancora una volta chiaramente il beneficio dell&#8217;immunoterapia nella rinocongiuntivite allergica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 in cui i gruppi non differivano era il tempo di diagnosi dell&#8217;asma (definito come danno reversibile alla funzione polmonare). Il verum non \u00e8 risultato superiore al placebo in questo senso &#8211; cosa piuttosto notevole, dato che questo era l&#8217;endpoint primario dello studio.<\/p>\n<p><em>Fonte: Congresso EAACI, 11-15 giugno 2016, Vienna<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Bird JA, et al: L&#8217;efficacia di AR101, un farmaco derivato dalle arachidi per l&#8217;immunoterapia orale (OIT), \u00e8 mantenuta e la tollerabilit\u00e0 \u00e8 aumentata con la terapia di mantenimento a basso dosaggio. J Allergy Clin Immunol 2016; 137(2): AB408.<\/li>\n<li>Jones SM, et al: Efficacia clinica e regolazione immunitaria con l&#8217;immunoterapia orale con arachidi. J Allergy Clin Immunol 2009 Aug; 124(2): 292-300, 300.e1-97.<\/li>\n<li>Cronin J, et al: L&#8217;immunoterapia orale di mantenimento a basse dosi di arachidi pu\u00f2 produrre una non responsivit\u00e0 sostenuta. J Allergy Clin Immunol 2014; 133(2): AB103.<\/li>\n<li>Vickery BP, et al: Alto tasso di non responsivit\u00e0 sostenuta con l&#8217;immunoterapia orale con arachidi a intervento precoce. J Allergy Clin Immunol 2015; 135(2): AB155.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>PRATICA DERMATOLOGICA 2016; 26(4): 42-43<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Congresso EAACI di quest&#8217;anno si \u00e8 svolto a Vienna. Tra le altre cose, ci sono state novit\u00e0 sull&#8217;immunoterapia per le allergie alimentari e inalatorie. 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