{"id":342273,"date":"2015-12-24T01:00:00","date_gmt":"2015-12-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/la-riduzione-della-mortalita-si-manifesta-prima-rispetto-ai-test-basati-sul-guaiaco\/"},"modified":"2015-12-24T01:00:00","modified_gmt":"2015-12-24T00:00:00","slug":"la-riduzione-della-mortalita-si-manifesta-prima-rispetto-ai-test-basati-sul-guaiaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/la-riduzione-della-mortalita-si-manifesta-prima-rispetto-ai-test-basati-sul-guaiaco\/","title":{"rendered":"La riduzione della mortalit\u00e0 si manifesta prima rispetto ai test basati sul guaiaco"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00c8 noto che i programmi di screening che utilizzano il test del sangue occulto fecale basato sul guaiaco (gFOBT) per la diagnosi precoce del cancro del colon-retto portano a una riduzione della mortalit\u00e0 specifica della malattia. I metodi di test basati sulle reazioni di rilevamento immunochimico (FIT) sono considerati pi\u00f9 sensibili, ed \u00e8 per questo che uno studio italiano ha ora verificato l&#8217;effetto di tali programmi di screening sulla mortalit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>Da un lato, Zorzi et al. mortalit\u00e0 specifica della malattia nella regione Veneto, in Italia, dove dal 2002 \u00e8 stato chiesto alle persone di 50-69 anni di partecipare a un programma di screening con procedure di test immunochimici. Se il risultato del test \u00e8 positivo, i pazienti vengono indirizzati alla colonscopia. In secondo luogo, i ricercatori hanno valutato i dati sull&#8217;incidenza del cancro del colon-retto tra il 1995 e il 2007 e il tasso di resezioni chirurgiche maggiori (2001-2012).<\/p>\n<p>Inoltre, la regione \u00e8 stata divisa in due aree e sono stati confrontati i rispettivi tassi di mortalit\u00e0: In uno, lo screening \u00e8 stato introdotto precocemente, tra il 2002 e il 2004; nell&#8217;altro, gli sforzi di screening sono iniziati solo nel 2008 e nel 2009.<\/p>\n<h2 id=\"prima-meglio-e\">Prima, meglio \u00e8<\/h2>\n<p>Conclusione principale dello studio: rispetto al periodo precedente all&#8217;introduzione del programma, i tassi di mortalit\u00e0 tra il 2006 e il 2011 sono stati significativamente inferiori del 22% nelle aree in cui lo screening era stato introdotto prima rispetto alle altre aree. Prima dell&#8217;inizio del programma, le aree studiate avevano mostrato una mortalit\u00e0 comparabile. Questo non sorprende: quanto pi\u00f9 precocemente viene implementata la diagnosi precoce in una regione, tanto pi\u00f9 rapidamente si riscontrano effetti sulla mortalit\u00e0. Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 rilevante \u00e8 il fatto che il beneficio in termini di mortalit\u00e0 era gi\u00e0 evidente quattro anni dopo l&#8217;introduzione dello screening, e quindi prima rispetto ai metodi basati sul guaiaco. Dopo dieci anni, la riduzione della mortalit\u00e0 \u00e8 stata del 22%, che \u00e8 anche pi\u00f9 pronunciata rispetto ai valori noti del gFOBT (gli studi basati sulla popolazione sui programmi di screening gFOBT in diversi Paesi hanno raggiunto valori del 10-16%). Secondo gli autori, ci\u00f2 potrebbe anche essere dovuto a una migliore adesione al FIT o al fatto che un numero maggiore di persone invitate allo screening vi ha effettivamente preso parte.<\/p>\n<p>Tra il 2006 e il 2011, la mortalit\u00e0 \u00e8 diminuita del 24% (22% per gli uomini, 32% per le donne) nelle aree con introduzione precoce del test rispetto al periodo 1995-2000. Le donne hanno quindi beneficiato maggiormente del provvedimento rispetto agli uomini. Secondo gli autori, non bisogna dimenticare che anche le opzioni terapeutiche e l&#8217;efficacia si sono evolute nel corso del periodo di studio, il che potrebbe in parte avere un impatto sulla mortalit\u00e0.<\/p>\n<h2 id=\"incidenza-e-resezioni-chirurgiche\">Incidenza e resezioni chirurgiche<\/h2>\n<p>I tassi di incidenza e di resezione chirurgica hanno raggiunto un picco all&#8217;inizio dello sforzo di screening. Mentre l&#8217;incidenza \u00e8 tornata ai livelli di base tra il 2006 e il 2007 nelle prime aree sottoposte a screening, il tasso di resezioni chirurgiche dopo il 2007 \u00e8 addirittura sceso al di sotto dei valori iniziali (dieci anni dopo l&#8217;introduzione era inferiore del 30%). Secondo gli autori, questo \u00e8 anche legato al fatto che la resezione endoscopica \u00e8 stata possibile in quasi il 20% dei casi rilevati nello screening. L&#8217;aumento iniziale dell&#8217;incidenza si spiega da s\u00e9: se si effettua lo screening, si riscontrano pi\u00f9 carcinomi rispetto a quelli che non si verificano con lo screening. Il fatto che il tasso sia diminuito nuovamente in seguito &#8211; e probabilmente diminuir\u00e0 anche a lungo termine &#8211; \u00e8 dovuto al fatto che non solo i carcinomi veri e propri, ma anche le lesioni precancerose (cio\u00e8 gli adenomi avanzati) vengono individuati e rimossi con maggiore frequenza. In questo modo, nel lungo termine si verifica un numero inferiore di carcinomi. Nel presente studio, l&#8217;effetto sull&#8217;incidenza era gi\u00e0 evidente nel terzo anno dopo l&#8217;introduzione e quindi anche prima rispetto alla procedura gFOBT, dove di solito si riscontra solo dopo un lungo ritardo.<\/p>\n<p><em>Fonte: Zorzi M, et al.: Impatto sulla mortalit\u00e0 per cancro colorettale dei programmi di screening basati sul test immunochimico fecale. Gut 2015; 64: 784-790.<\/em><\/p>\n<p><em>InFo ONCOLOGIA ED EMATOLOGIA 2015; 3(11-12): 3<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 noto che i programmi di screening che utilizzano il test del sangue occulto fecale basato sul guaiaco (gFOBT) per la diagnosi precoce del cancro del colon-retto portano a una&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":54221,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"pmpro_default_level":"","cat_1_feature_home_top":false,"cat_2_editor_pick":false,"csco_eyebrow_text":"Come si comporta il test immunochimico nello screening del cancro colorettale?  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