{"id":342383,"date":"2015-12-02T01:00:00","date_gmt":"2015-12-02T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/disfunzione-cognitiva-nei-pazienti-depressi\/"},"modified":"2015-12-02T01:00:00","modified_gmt":"2015-12-02T00:00:00","slug":"disfunzione-cognitiva-nei-pazienti-depressi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/disfunzione-cognitiva-nei-pazienti-depressi\/","title":{"rendered":"Disfunzione cognitiva nei pazienti depressi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Al Congresso KHM di Lucerna, il Prof. Dr med. Gregor Hasler, Clinica Universitaria di Psichiatria di Berna, ha condotto un interessante workshop su &#8220;La cognizione nella depressione&#8221;. I disturbi della memoria, la riduzione della concentrazione e il rallentamento sono sintomi a cui sia i medici che i pazienti prestano poca attenzione nella depressione &#8211; anche se limitano in modo massiccio la qualit\u00e0 della vita e la capacit\u00e0 di lavorare.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>La compromissione cognitiva nella depressione pu\u00f2 verificarsi in quattro sottoaree della cognizione: memoria, attenzione, velocit\u00e0 di elaborazione e funzioni esecutive. I problemi tipici che i pazienti descrivono sono i disturbi della concentrazione, l&#8217;attenzione disturbata e le difficolt\u00e0 a concentrarsi, i problemi di &#8216;multitasking&#8217;, la scarsa memoria a breve termine, il rallentamento e anche la difficolt\u00e0 ad affrontare e completare i compiti. Sia la cognizione &#8220;calda&#8221; che quella &#8220;fredda&#8221; sono disturbate. La cognizione calda \u00e8 il pensiero in condizioni di forte coinvolgimento emotivo, ad esempio una discussione con il capo; la cognizione fredda \u00e8 il pensiero in condizioni di basso coinvolgimento emotivo, ad esempio guardare un film in TV o fare la lista della spesa.<\/p>\n<h2 id=\"sintomi-persistenti-con-grave-limitazione-della-qualita-di-vita\">Sintomi persistenti con grave limitazione della qualit\u00e0 di vita.<\/h2>\n<p>I sintomi cognitivi sono spesso dimenticati nella valutazione e nel trattamento della depressione, sia dai medici che dai pazienti. Nella valutazione clinica di routine della depressione, tradizionalmente vengono poste domande solo sui tre complessi di sintomi emotivi, sintomi fisici e sintomi aggiuntivi (irritabilit\u00e0, dolore, lacrimazione, ansia, paure esagerate per la salute fisica). Anche la cognizione non \u00e8 quasi un problema nei questionari e nelle scale di depressione classiche. I pazienti, a loro volta, spesso non percepiscono i disturbi della concentrazione e della memoria come parte della malattia.<\/p>\n<p>Questo disinteresse nella diagnosi \u00e8 inversamente proporzionale all&#8217;importanza che la disfunzione cognitiva ha sul funzionamento quotidiano. Dopo il sintomo &#8220;umore triste&#8221;, i disturbi della concentrazione sono il secondo sintomo pi\u00f9 importante che influisce sulla vita quotidiana dei pazienti depressi. I sintomi depressivi mostrano anche una forte fluttuazione &#8211; i pazienti riferiscono di giorni cattivi e buoni. I sintomi cognitivi, invece, sono molto persistenti, difficilmente fluttuano e spesso rimangono anche dopo che la depressione si \u00e8 attenuata. Il Prof. Hasler ha quindi chiesto di prestare maggiore attenzione a questi sintomi, poich\u00e9 hanno un forte impatto sulla qualit\u00e0 di vita e sulla terapia <strong>(tab.&nbsp;1)<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-6154\" alt=\"\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/tab1_a.jpg\" style=\"height:277px; width:400px\" width=\"828\" height=\"574\"><\/p>\n<h2 id=\"aumento-del-dispendio-energetico-durante-il-pensiero\">\nAumento del dispendio energetico durante il pensiero<\/h2>\n<p>Una valutazione neuropsicologica non \u00e8 sempre utile, perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 importante non \u00e8 la prestazione cognitiva attuale del paziente, ma il cambiamento rispetto al passato. Se un accademico che ricopre una posizione manageriale improvvisamente non \u00e8 in grado di far fronte alle esigenze del suo lavoro, pu\u00f2 comunque ottenere risultati normali nei test neuropsicologici. Inoltre, i pazienti depressi di solito riescono a svolgere normalmente brevi compiti, ma per farlo devono spendere pi\u00f9 energia rispetto alle persone sane, il che porta a una grave stanchezza.<\/p>\n<p>In pratica, pu\u00f2 essere utile valutare la funzione cognitiva ponendo domande semplici: Ha pi\u00f9 difficolt\u00e0 a decidere quando fa shopping? Trova pi\u00f9 difficile concentrarsi quando lavora? \u00c8 meno capace di affrontare i compiti e di portarli a termine (motivazione)?<\/p>\n<p>Un problema importante \u00e8 anche il ruminare emotivo. Ruminazione, in cui i pazienti continuano a tornare a pensieri negativi ed egocentrici. Questi pazienti possono non avere problemi a concentrarsi sui pensieri negativi, ma mancano di concentrazione in altri compiti cognitivi. Inoltre, c&#8217;\u00e8 la tendenza a riflettere gli eventi passati in modo negativo non specifico (&#8220;Non ho mai amato mio marito&#8221;, &#8220;Non sono mai stata felice in questo lavoro&#8221;).<\/p>\n<h2 id=\"osservare-le-diagnosi-differenziali\">Osservare le diagnosi differenziali<\/h2>\n<p>Durante la valutazione, \u00e8 importante prestare attenzione alle diagnosi differenziali di disfunzione cognitiva <strong>(Tab.&nbsp;2).<\/strong> Si dovrebbe cercare di valutare se i disturbi cognitivi vissuti soggettivamente dal paziente corrispondono ai deficit osservati. Inoltre, bisogna considerare se i deficit sono limitati o diffusi, sottili o grossolani. Se si sospetta un effetto collaterale o un abuso di farmaci, la dose deve essere ridotta o &#8211; se possibile &#8211; il farmaco deve essere sostituito. La diagnostica comprende anche uno stato neurologico e un laboratorio di base (stato del ferro, parametri tiroidei, ecc.).<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6155 lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/tab2_b.jpg\" style=\"--smush-placeholder-width: 828px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 828\/575;height:278px; width:400px\" width=\"828\" height=\"575\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\"><\/p>\n<h2 id=\"il-lavoro-come-mezzo-di-riabilitazione\">Il lavoro come mezzo di riabilitazione<\/h2>\n<p>In passato, quando si trattava di pazienti che avevano difficolt\u00e0 sul lavoro, la regola era &#8220;prima la formazione, poi il posto&#8221;: prima la terapia e la riabilitazione del paziente, poi la ricerca di un nuovo lavoro. Ora questo \u00e8 stato abbandonato, poich\u00e9 \u00e8 stato accettato che le misure riabilitative possono essere parallele al lavoro normale e che il lavoro stesso pu\u00f2 servire come mezzo di riabilitazione: &#8220;Prima il posto, poi la formazione&#8221;. Negli Stati Uniti, tale approccio \u00e8 addirittura richiesto dalla legge. Poich\u00e9 i premi dell&#8217;assicurazione sanitaria sono pagati dai datori di lavoro, questi ultimi sono pi\u00f9 interessati a garantire che i dipendenti non si ammalino o si ammalino. tornare al lavoro rapidamente. In Svizzera, la situazione \u00e8 diversa e, poich\u00e9 le aziende hanno poco interesse a che i dipendenti malati tornino al lavoro il prima possibile, il principio &#8220;prima il posto, poi il treno&#8221; non ha ancora preso piede.<\/p>\n<p>Una possibilit\u00e0 per la riabilitazione professionale dei pazienti depressi \u00e8 la ri-mediazione funzionale: in vari moduli completati parallelamente al lavoro professionale, il paziente esercita abilit\u00e0 come la comunicazione, la pianificazione, il controllo dell&#8217;attenzione e la risoluzione dei problemi. Questo \u00e8 un buon modo per migliorare la capacit\u00e0 di apprendimento, ad esempio, ma non per rallentarla. Il training cognitivo pu\u00f2 essere pericoloso per i depressi, perch\u00e9 se il paziente fallisce i compiti, si sente un fallito. Le terapie di esercizio e l&#8217;uso di psicofarmaci, che migliorano anche le capacit\u00e0 cognitive, hanno pi\u00f9 senso. Donepezil e gli inibitori della colinesterasi, che mostrano un certo effetto nella demenza, purtroppo non funzionano nei pazienti depressi.<\/p>\n<p><em>Fonte: Congresso KHM, 25-26 giugno 2015, Lucerna<\/em><\/p>\n<p>\n<em>PRATICA GP 2015; 10(9): 43-44<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Congresso KHM di Lucerna, il Prof. Dr med. Gregor Hasler, Clinica Universitaria di Psichiatria di Berna, ha condotto un interessante workshop su &#8220;La cognizione nella depressione&#8221;. 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