{"id":342777,"date":"2015-09-08T02:00:00","date_gmt":"2015-09-08T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/dermatite-atopica-e-fotoprotezione-il-paziente-sempre-piu-al-centro-dellattenzione\/"},"modified":"2015-09-08T02:00:00","modified_gmt":"2015-09-08T00:00:00","slug":"dermatite-atopica-e-fotoprotezione-il-paziente-sempre-piu-al-centro-dellattenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/dermatite-atopica-e-fotoprotezione-il-paziente-sempre-piu-al-centro-dellattenzione\/","title":{"rendered":"Dermatite atopica e fotoprotezione &#8211; il paziente sempre pi\u00f9 al centro dell&#8217;attenzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Oltre 800 dermatologi di tutto il mondo hanno partecipato al Forum di Dermatologia Pierre Fabre a Parigi. In questa sede \u00e8 stata discussa un&#8217;ampia gamma di argomenti attuali in dermatologia. Sei sessioni plenarie hanno riguardato gli emangiomi infantili, la dermatite atopica, la fotoprotezione, l&#8217;acne, i capelli e il cuoio capelluto e la dermatologia estetica. In altri workshop, i partecipanti al congresso hanno potuto scegliere, ad esempio, tra oncodermatologia, idroterapia o galenica. In tutti gli argomenti, \u00e8 emerso chiaramente che, soprattutto in dermatologia, un paziente ben informato e istruito pu\u00f2 dare un contributo decisivo al successo di una terapia.  <\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>Per il Prof. Carlo Gelmetty, MD, Italia, la scoperta della filaggrina come fattore predisponente della dermatite atopica ha cambiato radicalmente la comprensione della malattia. Con la scoperta che questa proteina svolge un ruolo centrale nella funzione protettiva della pelle, l&#8217;attenzione nel trattamento della DA si \u00e8 rivolta agli emollienti. La riduzione della fillagrina, presente in quasi tutti i casi di dermatite atopica, determina un difetto della barriera cutanea e una perdita di acqua transepidermica significativamente pi\u00f9 elevata [1]. Il risultato \u00e8 una pelle secca e una tendenza all&#8217;eczema. I motivi sono genetici e infiammatori o genetici e infiammatori.<\/p>\n<h2 id=\"trattamento-precoce-e-pazienti-istruiti\">Trattamento precoce e pazienti istruiti<\/h2>\n<p>Diversi studi hanno dimostrato che il trattamento precoce con emollienti pu\u00f2 prevenire l&#8217;AD [2\u20134]. La riduzione del rischio relativo nel gruppo di neonati trattati quotidianamente con emollienti \u00e8 stata di circa il 50% [3]. Inoltre, \u00e8 stato dimostrato un effetto di risparmio di steroidi nei bambini piccoli con AD [5]. Gli steroidi topici forti sono stati utilizzati quasi il 42% in meno nel gruppo trattato con emollienti, ma gli steroidi di media potenza sono stati utilizzati in modo simile nei due gruppi di studio. Secondo il Prof. Gelmetty, gli emollienti possono ridurre la necessit\u00e0 di un trattamento attivo, prevenire l&#8217;eczema e ripristinare la barriera cutanea. Durante l&#8217;applicazione stessa, la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 assicurarsi di utilizzare una quantit\u00e0 sufficiente di crema.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il trattamento abbia successo, \u00e8 essenziale che i pazienti abbiano una comprensione adeguata della loro malattia e anche del trattamento stesso. Questo \u00e8 stato il tema della conferenza del Prof. Jean-Fran\u00e7ois Stalder, MD, dalla Francia. Quest&#8217;ultimo vede una chiara necessit\u00e0 di una migliore formazione terapeutica per i pazienti. Questo \u00e8 particolarmente essenziale nel trattamento dermatologico dei neonati e dei bambini piccoli. I medici curanti si confrontano ripetutamente con le domande e i pregiudizi dei pazienti che devono essere risolti: gli esempi vanno dall&#8217;ignoranza sulle presunte correlazioni osservate dei diversi sintomi: &#8220;Quando l&#8217;eczema diminuisce, ricompare l&#8217;asma&#8221;; ai pregiudizi nei confronti delle terapie: &#8220;Il cortisone non guarisce! Quando lo interrompo, tutto diventa molto peggio di prima&#8221;. Per il Prof. Stalder, questi esempi dimostrano che ci si dovrebbe muovere verso una medicina incentrata sul paziente, che va contro il concetto tradizionale incentrato sul medico. Il successo del trattamento spesso non si verifica a causa della scarsa aderenza, in quanto il trattamento richiede molto tempo ed \u00e8 complicato, e a volte \u00e8 anche impedito da preoccupazioni legate alla terapia.<\/p>\n<p>Un elemento chiave sembra essere la paura dei corticosteroidi, che colpisce oltre l&#8217;80% dei pazienti con MA. Per questo motivo, il 95% utilizza dosi troppo basse e il 36% riferisce di non utilizzare affatto la terapia [6]. Poich\u00e9 queste preoccupazioni spesso non emergono durante le consultazioni classiche, il Prof. Stalder ha presentato TopiCoP (&#8220;un punteggio di valutazione della cortocophobia&#8221;) [7]. Con l&#8217;aiuto di queste dodici domande di facile comprensione, diventa pi\u00f9 facile per i medici valutare in che misura le preoccupazioni dei pazienti o dei loro genitori possono influenzare la terapia. Questo \u00e8 particolarmente vero nel caso di malattie croniche, dove \u00e8 necessario uno stretto supporto al paziente da parte del dermatologo.<\/p>\n<p>Il fatto che l&#8217;AD abbia un impatto negativo sulla qualit\u00e0 di vita delle persone colpite \u00e8 stato chiarito da Antonio Torello, MD, Spagna [8]. Invece di parlare solo di pelle secca, il relatore suggerisce di affrontare anche le malattie cutanee subcliniche. Queste lesioni eczematose spesso richiedono un trattamento antinfiammatorio e alcuni emollienti non sono affatto tollerati. La chiave per un trattamento di successo \u00e8 quindi &#8220;applicare l&#8217;emolliente giusto al momento giusto e nel posto giusto!<\/p>\n<h2 id=\"la-protezione-solare-e-ancora-sottovalutata\">La protezione solare \u00e8 ancora sottovalutata<\/h2>\n<p>I meccanismi dei raggi UVA e UVB che causano scottature e pigmentazione della pelle sono ormai ben studiati, secondo il Prof. Harvey Lui, MD, Canada. \u00c8 noto anche che l&#8217;uso quotidiano della protezione solare protegge la pelle dal cancro della pelle. Tuttavia, come per molti prodotti ad applicazione topica, il problema \u00e8 che spesso non vengono applicati correttamente o in quantit\u00e0 troppo ridotte. Anche in questo caso, le paure irrazionali e le idee sbagliate ne sono la causa &#8211; l&#8217;educazione del paziente e la prevenzione sono quindi un pilastro importante. &#8220;Attualmente non esistono alternative reali alle creme solari. \u00c8 anche importante che in futuro ci si concentri non solo sui raggi ultravioletti, ma anche sugli infrarossi e sulla luce visibile.<\/p>\n<p>Mentre i dermatologi possono essere consapevoli di questo fatto, in quanto si confrontano ogni giorno con un numero crescente di casi di cancro della pelle, la popolazione generale sembra condividere questa preoccupazione solo in misura limitata. Per migliorare la consapevolezza dell&#8217;importanza della protezione solare in futuro, il Prof. Dr. med. Eggert Stockfleth, Germania, in qualit\u00e0 di Presidente della European Skin Cancer Foundation, ha avviato un progetto pilota negli asili. Dopo la formazione del personale, dei bambini e diverse visite di controllo, gli asili possono ricevere il &#8220;SunPass&#8221; &#8211; un marchio di qualit\u00e0 che mostra anche al mondo esterno che la protezione solare \u00e8 presa sul serio [9].<\/p>\n<p>Da un lato, la protezione solare deve essere efficace contro gli effetti nocivi, ma dall&#8217;altro \u00e8 anche importante non impedire l&#8217;equilibrio dell&#8217;assunzione di vitamina D dal sole. Questo \u00e8 stato il tema del Prof. Anthony Young, MD, Regno Unito. I cosiddetti &#8220;studi sulle vacanze&#8221; studiano in condizioni reali come la protezione solare influisca sui livelli di vitamina D nel sangue e nelle urine [10]. Il Prof. Young ha riassunto le conclusioni degli studi come segue: Anche basse dosi di radiazioni UV danneggiano la pelle e possono provocare danni acuti e cronici a lungo termine. La quantit\u00e0 di protezione solare applicata \u00e8 fondamentale per ottenere una protezione adeguata, si consigliano 2&nbsp;<sup>mg\/cm2<\/sup>. Con questa applicazione, \u00e8 possibile ottenere una buona e sufficiente produzione di vitamina D, senza soffrire di scottature solari.<\/p>\n<p><em>Fonte: Forum di Dermatologia Pierre Fabre, 23-25 aprile 2015, Parigi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Flohr C, et al: BJD 2010: 1333-1336.<\/li>\n<li>Simpson E, et al: JAAD 2010; 63(4): 587-593.<\/li>\n<li>Simpson E, et al: JACI 2014; 134(4): 818-823.<\/li>\n<li>Horimukai K, et al: JACI 2014; 134(4); 824-830.<\/li>\n<li>Grimalt R, et al: Dermatologia 2007; 214, 61-67.<\/li>\n<li>Aubert-Wastiaux H, et al: BrJD 2011; 165: 808-814.<\/li>\n<li>Moret L, et al: PLoS ONE 2013; 8(10): e76493.<\/li>\n<li>Langenbruch A, et al: JEADV 2014; 28(6): 719-726.<\/li>\n<li>St\u00f6ver LA, et al: Br J Dermatol 2012; 167(Suppl s2): v-vi.<\/li>\n<li>Petersen B, et al: JID 2014 Nov; 134(11): 2806-2813.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre 800 dermatologi di tutto il mondo hanno partecipato al Forum di Dermatologia Pierre Fabre a Parigi. 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