{"id":344721,"date":"2014-09-12T16:39:53","date_gmt":"2014-09-12T14:39:53","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/la-terapia-del-mieloma-ha-fatto-grandi-progressi-negli-ultimi-anni\/"},"modified":"2014-09-12T16:39:53","modified_gmt":"2014-09-12T14:39:53","slug":"la-terapia-del-mieloma-ha-fatto-grandi-progressi-negli-ultimi-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/la-terapia-del-mieloma-ha-fatto-grandi-progressi-negli-ultimi-anni\/","title":{"rendered":"&#8220;La terapia del mieloma ha fatto grandi progressi negli ultimi anni&#8221;."},"content":{"rendered":"<p><strong>In un&#8217;intervista a InFo ONKOLOGIE &amp; H\u00c4MATOLOGIE, il Prof. Christoph Renner, MD, Onkozentrum Hirslanden, Zurigo, parla degli ultimi progressi terapeutici nel campo del mieloma multiplo. Nel farlo, risponde a domande come &#8220;Chi beneficia della nuova approvazione della pomalidomide in Svizzera e quanto \u00e8 tollerabile la sostanza?&#8221; o &#8220;Quali sviluppi ci sono nella terapia di prima linea e di mantenimento?&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p><strong>Prof. Renner, quasi nessun&#8217;altra malattia maligna ha fatto progressi cos\u00ec grandi negli ultimi anni come il mieloma multiplo. Domanda in termini generali: quali esiti sono particolarmente migliorati dai &#8220;nuovi&#8221; farmaci (talidomide, lenalidomide, bortezomib, pomalidomide)?<br \/>\n<em>Prof. Renner:<\/em><\/strong>  Se si considera il periodo degli ultimi 20-25 anni, dal mio punto di vista \u00e8 soprattutto la qualit\u00e0 di vita del paziente che \u00e8 stata notevolmente migliorata. In passato, non c&#8217;erano praticamente farmaci disponibili e la malattia veniva trattata solo in fase avanzata. Lo si pu\u00f2 ancora vedere nei sistemi di classificazione precedenti: L\u00ec si utilizzavano la gravit\u00e0 della malattia e i parametri dell&#8217;emocromo, che oggi in realt\u00e0 non sarebbero pi\u00f9 accettati, perch\u00e9 le persone sono gi\u00e0 troppo malridotte. Al pi\u00f9 tardi in caso di ricadute, spesso non si avevano pi\u00f9 opzioni.<\/p>\n<p>Con le nuove sostanze di oggi, di solito \u00e8 possibile evitare danni gravi e mantenere la qualit\u00e0 di vita a un livello molto buono. La tolleranza \u00e8 generalmente buona. Le nuove sostanze non provocano gli effetti collaterali della chemioterapia classica. Per esempio, si pu\u00f2 evitare la perdita di capelli e quindi un pesante stigma per il paziente. E alla fine &#8211; come dimostrano anche i dati del registro e dello studio &#8211; si vive pi\u00f9 a lungo con questa malattia. Quindi, in sintesi, con i nuovi farmaci di oggi, si ha una migliore qualit\u00e0 di vita per un periodo di tempo pi\u00f9 lungo. Tuttavia, non va dimenticato che a un certo punto questi nuovi farmaci, di solito&nbsp;, non &#8220;funzionano&#8221; pi\u00f9, cio\u00e8 il beneficio non viene pi\u00f9 dato dopo un certo periodo di utilizzo. Il mieloma multiplo rimane quindi, con poche eccezioni, una malattia incurabile. Tuttavia, poich\u00e9 pu\u00f2 essere tenuta sotto controllo per molto tempo, alcuni parlano gi\u00e0 di una malattia &#8220;cronica&#8221; che deve essere trattata pi\u00f9 volte a determinati intervalli e quindi tenuta sotto controllo.<\/p>\n<p><strong>La lenalidomide \u00e8 in fase di studio in studi di fase III sia per le forme di mieloma multiplo di nuova diagnosi che per la terapia di mantenimento. Quali sono i risultati pi\u00f9 importanti degli studi e quale rilevanza pratica hanno?<\/strong><br \/>\nFinora, la lenalidomide \u00e8 stata approvata per le ricadute. Ma ora c&#8217;\u00e8 uno studio (FIRST) presentato l&#8217;anno scorso al Congresso Americano di Ematologia, che ha confrontato lenalidmoid nella terapia di prima linea per i pazienti non idonei al trapianto con una delle possibili chemioterapie di prima linea. Il problema degli studi, ovviamente, \u00e8 che le linee guida possono cambiare durante il periodo in cui vengono condotti e fino al momento della pubblicazione. Quindi, una critica allo studio era il braccio di confronto un po&#8217; datato. Tuttavia, la lenalidomide ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione per tutto il tempo, anche quando \u00e8 stata continuata. Il vantaggio sarebbe quello di ottenere una terapia di prima linea senza chemioterapia. Inoltre, ovviamente, anche i costi sarebbero significativamente pi\u00f9 alti rispetto al passato.<\/p>\n<p>Nella terapia di mantenimento, oltre allo studio positivo del gruppo di studio americano, c&#8217;\u00e8 stato anche uno studio francese che ha dimostrato che il tempo di recidiva della malattia poteva essere ritardato in modo molto significativo con la lenalidomide, ma che i pazienti non vivevano comunque pi\u00f9 a lungo. Quando c&#8217;\u00e8 stata una ricaduta, i pazienti hanno risposto meno bene alla terapia. Quindi, in sintesi, la differenza nella sopravvivenza globale non \u00e8 significativa. Ecco perch\u00e9 le autorit\u00e0 regolatorie qui stanno ancora aspettando di includere la lenalidomide nella terapia di mantenimento.<\/p>\n<p><strong>La pomalidomide \u00e8 approvata negli Stati Uniti e nell&#8217;Unione Europea (e recentemente anche in Svizzera) per il mieloma multiplo recidivato\/refrattario. \u00c8 indicato nelle combinazioni. Cosa c&#8217;\u00e8 da dire sui risultati della ricerca in questo settore?<\/strong><\/p>\n<p>La pomalidomide \u00e8 stata approvata per questa indicazione in Svizzera dal giugno 2014 ed \u00e8 stata assicurata obbligatoriamente dal 1\u00b0 agosto. Oggi ci sono due nuove sostanze che hanno un&#8217;ottima risposta, una \u00e8 il bortezomib e l&#8217;altra \u00e8 la lenalidomide. Questi funzionano per un certo periodo di tempo con una buona tollerabilit\u00e0, ma a un certo punto devono essere interrotti a causa di nuovi effetti collaterali o della mancanza di effetti. Questo richiede molto pi\u00f9 tempo per i pazienti pi\u00f9 giovani con trapianto che per i pazienti pi\u00f9 anziani, dove un cambiamento pu\u00f2 diventare necessario dopo una media di due anni e mezzo o tre anni. Finora, non hanno avuto molte opzioni nella terza e quarta linea. Quindi c&#8217;era un bisogno urgente di sostanze che potessero aiutare gi\u00e0 allora. Questa lacuna \u00e8 ora colmata dalla pomalidomide, che \u00e8 indicata in combinazione con il desametasone per il trattamento del mieloma multiplo recidivato e refrattario nei pazienti che hanno ricevuto almeno due terapie precedenti (tra cui lenalidomide e bortezomib) e che hanno mostrato una progressione all&#8217;ultima terapia. Questo raddoppia la sopravvivenza libera da progressione rispetto alla situazione precedente.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 ben tollerata la combinazione di pomalidomide e desametasone a basso dosaggio?<\/strong><br \/>\n\u00c8 molto ben tollerato. La stanchezza e la debolezza sono talvolta un problema, la polineuropatia preesistente pu\u00f2 peggiorare, alcuni soffrono di costipazione o diarrea, ma di solito si tratta di una sostanza ben tollerata.<\/p>\n<p><strong>Quali progressi concreti porter\u00e0 la nuova approvazione di questa combinazione (pomalidomide\/desametasone) in Svizzera?<\/strong><br \/>\nSi tratta sicuramente di uno sviluppo importante, perch\u00e9 nella pratica quotidiana ci sono questi pazienti che hanno ancora bisogno di un&#8217;alternativa dopo il bortezomib e la lenalidomide. Si inizia con il bortezomib, poi magari si manifesta una polineuropatia o una mancanza di risposta e si passa al lenalidmoide. Allora si deve presumere che a un certo punto non ci sar\u00e0 pi\u00f9 una risposta alla lenalidomide. Fino ad ora, questi erano proprio i pazienti in cui bisognava guardare con attenzione alle alternative rimaste. Quindi si \u00e8 gi\u00e0 felici se si ha ancora un&#8217;opzione terapeutica in questa popolazione&nbsp;.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l&#8217;attuale standard di cura per i pazienti anziani?<\/strong><br \/>\nIn primo luogo, ovviamente, c&#8217;\u00e8 la questione di come definire &#8220;anziani&#8221; e &#8220;giovani&#8221;. I francesi hanno legato questo aspetto al calendario: anziano significa 65 anni o pi\u00f9. Si tratta di una semplificazione che certamente non \u00e8 all&#8217;altezza. Oggi abbiamo ancora 70, a volte anche 74 anni che sono in forma e, secondo i dati degli studi, beneficiano di un trapianto ridotto. Questo viene ancora fatto per ottenere il cosiddetto consolidamento (solidificazione della risposta) dopo una buona risposta ai nuovi farmaci e anche, a volte, un intervallo senza terapia. In questo modo, la terapia efficace pu\u00f2 essere posticipata. Alcuni pensavano che i nuovi farmaci avrebbero reso superfluo il trapianto, cosa che per ora non sembra. Oggi le sostanze efficaci vengono combinate, seguite dal trapianto.<\/p>\n<p><strong>Quali altri nuovi sviluppi ci sono nel campo della ricerca sul mieloma multiplo?<\/strong><br \/>\nCi sono molti nuovi farmaci in arrivo nel prossimo futuro. I farmaci con modalit\u00e0 d&#8217;azione completamente nuove rendono il campo della ricerca sul mieloma molto interessante. \u00c8 gratificante che qui si stia svolgendo una ricerca cos\u00ec intensa. Ad esempio, gli anticorpi CD-38 rappresentano interessanti possibilit\u00e0 future, grazie alla situazione positiva degli studi (fase II-III).<\/p>\n<p><em><strong>Intervista: Andreas Grossmann<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>InFo Oncologia &amp; Ematologia 2014; 2(7): 22-24<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un&#8217;intervista a InFo ONKOLOGIE &amp; H\u00c4MATOLOGIE, il Prof. Christoph Renner, MD, Onkozentrum Hirslanden, Zurigo, parla degli ultimi progressi terapeutici nel campo del mieloma multiplo. 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