{"id":345547,"date":"2014-04-16T00:00:00","date_gmt":"2014-04-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/la-componente-psicologica-della-malattia-e-spesso-sottovalutata\/"},"modified":"2014-04-16T00:00:00","modified_gmt":"2014-04-15T22:00:00","slug":"la-componente-psicologica-della-malattia-e-spesso-sottovalutata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/la-componente-psicologica-della-malattia-e-spesso-sottovalutata\/","title":{"rendered":"&#8220;La componente psicologica della malattia \u00e8 spesso sottovalutata&#8221;."},"content":{"rendered":"<p><strong>In un&#8217;intervista con DERMATOLOGIE PRAXIS, il Prof. Dr. med. Peter Elsner, Direttore della Clinica per le Malattie della Pelle presso l&#8217;Ospedale Universitario di Jena, fornisce informazioni sull&#8217;epidemiologia della dermatite allergica da contatto in Europa. Parla anche dei possibili fattori scatenanti e delle modalit\u00e0 di terapia, che a volte devono tenere conto anche del grande carico psicologico della malattia.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p><strong>Prof. Elsner, cosa si pu\u00f2 dire sulla prevalenza e sull&#8217;incidenza della dermatite allergica da contatto in Europa?<\/strong><br \/>\n<em><br \/>\n  <strong>Prof. Elsner:<\/strong><br \/>\n<\/em> Gli studi basati sulla popolazione mostrano che la prevalenza dell&#8217;allergia da contatto ad almeno un allergene in Europa \u00e8 di circa il 20% della popolazione. Gli allergeni pi\u00f9 comuni che sono risultati positivi sono stati il nichel, il thimerosal e la miscela di profumi. In uno studio olandese, \u00e8 stata determinata un&#8217;incidenza di 7,9 per 1000 anni-persona a livello nazionale per l&#8217;eczema da contatto non ulteriormente definito. Le incidenze riportate da specifici settori professionali sono significativamente pi\u00f9 alte.<\/p>\n<p><strong>Ci sono dei fattori scatenanti che sono particolarmente osservabili in alcune professioni?<\/strong><br \/>\nEsistono allergeni specifici per ogni professione. Per esempio, le allergie ai colori per capelli sono comuni tra i parrucchieri, le allergie ai cromati tra i lavoratori dell&#8217;edilizia, che ora vengono sostituite dalle allergie alle resine epossidiche, e le allergie agli emulsionanti e ai conservanti nei lubrificanti di raffreddamento tra i lavoratori del settore metallurgico.<\/p>\n<p><strong>Come consiglia e tratta i pazienti che improvvisamente sviluppano una dermatite da contatto a vita per motivi professionali?<\/strong><br \/>\nLa dermatite allergica da contatto dovuta a influenze professionali spesso si sviluppa prima sulla base di una dermatite da contatto irritante. Se \u00e8 possibile diagnosticare e trattare questi pazienti in una fase precoce, ma soprattutto stabilire misure preventive come una buona protezione della pelle sul posto di lavoro, spesso si pu\u00f2 evitare la sensibilizzazione e lo sviluppo della dermatite allergica da contatto che pu\u00f2 seguire. Il referto del dermatologo e la procedura dermatologica dell&#8217;assicurazione obbligatoria contro gli infortuni offrono numerose opzioni preventive, come il trattamento curativo dermatologico, ma anche la formazione sulla protezione della pelle e le procedure curative in regime di ricovero.<\/p>\n<p><strong>La dermatite da contatto pu\u00f2 essere suddivisa in una fase di sensibilizzazione e in una fase di innesco. Quali processi biologici avvengono nel corpo durante le due fasi?<\/strong><br \/>\nLe piccole molecole altamente reattive sono solitamente responsabili dell&#8217;induzione della dermatite allergica da contatto. Queste molecole si legano a molecole pi\u00f9 grandi fisiologicamente presenti nella pelle e formano complessi proteina-aptene che possono essere presentati come complessi peptide-aptene dalle cellule che presentano l&#8217;antigene attraverso il complesso maggiore di istocompatibilit\u00e0 II (MHC II). Le cellule di Langerhans innescate migrano verso i linfonodi regionali dove, durante la fase di sensibilizzazione, le cellule T helper CD4+ specifiche riconoscono il complesso peptide-hapten presentato tramite MHC II, vengono attivate e formano una popolazione specifica di cellule di memoria. Le cellule T della memoria lasciano i linfonodi e una frazione raggiunge la pelle dove, durante la fase effettrice della dermatite allergica da contatto, queste cellule reagiscono con un&#8217;intensit\u00e0 molto maggiore al contatto ripetuto con la sostanza sensibilizzante. Le citochine come l&#8217;interferone-\u03b1 (IFN-\u03b1), l&#8217;interleuchina-2 (IL-2) e l&#8217;IL-17 delle cellule T, l&#8217;IL-1, l&#8217;IL-6, il fattore di necrosi tumorale-\u03b1 \u03b1(TNF-\u03b1), il fattore di stimolazione delle colonie di granulociti-macrofagi (GM-CSF), l&#8217;IL-8, la proteina-9 inducibile dall&#8217;interferone (IP-9) e l&#8217;IP-10 svolgono un ruolo. Questo cocktail di citochine \u00e8 molto chemiotattico e induce efficacemente una forte infiammazione locale.<\/p>\n<p><strong>Come si differenzia la clinica a seconda del livello di consapevolezza e della frequenza dei contatti?<\/strong><br \/>\nLe manifestazioni cliniche della dermatite allergica da contatto sono papule, papulovescicole, seguite da erosione, crosticine e desquamazione. La progressione cronica porta alla lichenificazione. La manifestazione dei sintomi e il decorso temporale (&#8220;periodo di incubazione&#8221;, intervallo specifico dopo l&#8217;esposizione della pelle all&#8217;agente nocivo) sono determinati dai processi immunologici del tipo di reazione cellulo-mediata. Pi\u00f9 forte \u00e8 la sensibilizzazione e pi\u00f9 intenso \u00e8 il contatto della pelle con l&#8217;allergene, pi\u00f9 forte \u00e8 la reazione clinica. Nelle allergie gravi alle tinte per capelli, ad esempio, si manifestano un eritema e un edema pronunciati nella zona del viso.<\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 imminente la cronicizzazione?<\/strong><br \/>\nLa cronicizzazione dell&#8217;eczema da contatto irritante e allergico \u00e8 sempre imminente se i sintomi cutanei non possono guarire, ma sono mantenuti dal contatto continuo con sostanze irritanti e\/o allergeni. In questo caso, potrebbe essere necessario un ricovero ospedaliero e\/o un congedo di malattia pi\u00f9 lungo per evitare gli allergeni, la terapia e la rigenerazione della barriera epidermica, come ad esempio l&#8217;offerta della &#8220;Procedura di prevenzione individuale terziaria&#8221; dell&#8217;assicurazione obbligatoria contro gli infortuni.<\/p>\n<p><strong>Oltre ad evitare l&#8217;allergene, quali terapie farmacologiche mostrano una buona efficacia nella forma acuta in studi clinicamente controllati? Ci sono stati progressi decisivi in questo senso negli ultimi anni?<\/strong><br \/>\nNella dermatite allergica da contatto, l&#8217;identificazione dell&#8217;allergene responsabile e la sua evitazione sono il punto di forza della terapia. Ci\u00f2 richiede una chiarificazione allergologica esperta e dispendiosa in termini di tempo attraverso il test epicutaneo, che purtroppo sta diventando sempre pi\u00f9 limitato nella pratica a causa delle crescenti limitazioni normative e della remunerazione inadeguata. Senza evitare in modo coerente l&#8217;allergene, non sar\u00e0 possibile rimanere in una professione con allergeni professionali a lungo termine. Nella dermatite allergica da contatto acuta, il trattamento topico con glucocorticosteroidi o, nelle forme molto pronunciate, la terapia sistemica a breve termine con glucocorticosteroidi \u00e8 il trattamento primario.<\/p>\n<p><strong>Quali alternative ci sono se non \u00e8 possibile evitare gli allergeni da contatto perch\u00e9 non possono essere evocati dai test epicutanei?<\/strong><br \/>\nL&#8217;esperienza dimostra che gli allergeni rilevanti possono essere identificati in una percentuale molto alta da un allergologo esperto, utilizzando il test epicutaneo. In caso di risultati negativi del test e di recidive nel senso di eczema allergico da contatto, la procedura del test deve essere rivista criticamente. Anche l&#8217;anamnesi medica deve essere ripresa in dettaglio &#8211; \u00e8 possibile che siano state trascurate importanti sostanze con cui il paziente ha a che fare.<\/p>\n<p><strong>La pelle \u00e8 un organo visibile che \u00e8 centrale nei nostri contatti interpersonali con gli altri. In che misura la componente psicologica dovrebbe essere inclusa nella terapia della dermatite allergica da contatto?<\/strong><br \/>\nNumerosi studi, anche dal registro CARPE del DDG sull&#8217;eczema cronico grave delle mani, dimostrano che i dermatologi sottovalutano facilmente la compromissione della qualit\u00e0 di vita causata dall&#8217;eczema cronico nei loro pazienti. Una percentuale significativa dei nostri pazienti affetti da eczema \u00e8 a rischio di depressione, anche perch\u00e9 l&#8217;eczema cronico pu\u00f2 portare alla perdita del lavoro e delle interazioni sociali. Noi dermatologi dovremmo essere sensibilizzati a questo aspetto e includere questi aspetti nelle nostre decisioni terapeutiche. Se necessario, \u00e8 consigliabile anche un accompagnamento psicosomatico della terapia dermatologica.<\/p>\n<p><em><strong>Intervista: Andreas Grossmann<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>PRATICA DERMATOLOGICA 2014; 24(2): 28-29<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un&#8217;intervista con DERMATOLOGIE PRAXIS, il Prof. Dr. med. 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