{"id":345715,"date":"2014-03-24T00:00:00","date_gmt":"2014-03-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/rischio-significativamente-aumentato-di-embolia-polmonare-grave\/"},"modified":"2014-03-24T00:00:00","modified_gmt":"2014-03-23T23:00:00","slug":"rischio-significativamente-aumentato-di-embolia-polmonare-grave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/rischio-significativamente-aumentato-di-embolia-polmonare-grave\/","title":{"rendered":"Rischio significativamente aumentato di embolia polmonare grave."},"content":{"rendered":"<p><strong>Al 24\u00b0 Corso di Educazione Medica Continua in Oncologia Clinica al St. Gallen riguardava il rischio di trombosi venosa e di embolia polmonare nei pazienti con tumori maligni. Non solo \u00e8 aumentata di per s\u00e9 in questa popolazione, ma le persone colpite soffrono anche di recidive pi\u00f9 frequentemente dopo un evento del genere. Il rischio di disturbi della coagulazione del sangue \u00e8 determinato dai seguenti fattori: tumore, terapia tumorale, altri fattori non specifici. Un buon aiuto per orientarsi rapidamente \u00e8 il punteggio di rischio Khorana.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p><em>(rosso)  <\/em>I pazienti affetti da tumore soffrono di embolie polmonari fatali tre volte pi\u00f9 spesso dei pazienti senza tumori. Fino al 15% di tutti i pazienti oncologici soffre di tromboembolismo venoso (TEV), una delle cause pi\u00f9 frequenti di morte nei pazienti affetti da tumore. Spesso \u00e8 la prima indicazione di un tumore. Questo \u00e8 stato sottolineato dal Dr. med. Thomas Lehmann, primario del Centro di Medicina di Laboratorio di San Gallo. Il tema \u00e8 quindi altamente esplosivo e attuale.<\/p>\n<p>La TEV come sindrome paraneoplastica \u00e8 meno comune, ma \u00e8 meglio focalizzata. Il termine sindrome di Trousseau indica, in senso stretto, la comparsa di trombosi ed embolie polmonari come evento indicatore di una malattia tumorale precedentemente non rilevata. L&#8217;esperto sottolinea che una ricerca limitata del tumore (radiografia del torace, sonografia, emocromo e valori sierici di routine) \u00e8 indicata nella trombosi idiopatica.<\/p>\n<h2 id=\"i-pazienti-affetti-da-tumore-sono-una-popolazione-ad-alto-rischio\">I pazienti affetti da tumore sono una popolazione ad alto rischio<\/h2>\n<p>Il rischio di TEV non aumenta solo a causa di un patomeccanismo sottostante. L&#8217;aumento dell&#8217;attivazione del coagulo \u00e8 possibile a causa di diversi fattori: tumore, terapia tumorale, terapia di supporto e altri fattori non specifici. Inoltre, occorre tenere in considerazione l&#8217;et\u00e0, le comorbidit\u00e0, le infezioni, il sesso, l&#8217;etnia, l&#8217;obesit\u00e0, la storia di TEV, le malattie polmonari e renali. Le societ\u00e0 professionali o le loro linee guida raccomandano di classificare i pazienti affetti da tumore come pazienti ad alto rischio di TEV. Ma come si pu\u00f2 determinare il rischio? Il Khorana Risk Score, che il Dr. Lehmann ha presentato al DESO di San Gallo, pu\u00f2 essere d&#8217;aiuto in questo caso <strong>(Tab. 1)<\/strong>. Secondo il dottor Lehmann, il rischio di tromboembolismo venoso \u00e8 basso solo se si raggiungono i punti zero. Uno o due punti, invece, indicano un rischio medio di TEV, mentre tre punti o pi\u00f9 indicano un rischio elevato.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-3463\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Tab1_s26_OH3.jpg-78f852_1768.jpg\" width=\"856\" height=\"751\" srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Tab1_s26_OH3.jpg-78f852_1768.jpg 856w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Tab1_s26_OH3.jpg-78f852_1768-800x702.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Tab1_s26_OH3.jpg-78f852_1768-120x105.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Tab1_s26_OH3.jpg-78f852_1768-90x79.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Tab1_s26_OH3.jpg-78f852_1768-320x281.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Tab1_s26_OH3.jpg-78f852_1768-560x491.jpg 560w\" sizes=\"(max-width: 856px) 100vw, 856px\" \/><\/p>\n<h2 id=\"profilassi\">Profilassi?<\/h2>\n<p>La profilassi della trombosi farmacologica \u00e8 stabilita per la chirurgia viscerale e le procedure ginecologiche. Il TEV associato al tumore viene trattato con eparina a basso peso molecolare come profilassi a lungo termine. Se la neoplasia \u00e8 attiva e il rischio di emorragia \u00e8 basso, la profilassi deve essere continuata fino a sei mesi o pi\u00f9. L&#8217;anticoagulazione orale, invece, non ha alcun ruolo.<\/p>\n<h2 id=\"altri-eventi\">Altri eventi<\/h2>\n<p>Nel 7% dei casi, i tumori solidi provocano una coagulazione intravascolare disseminata (CID), caratterizzata soprattutto da una riduzione dell&#8217;attivit\u00e0 del sistema fibrinolitico. La forza trainante sono le citochine: IL-6, TNF-\u03b1 e interleuchine dell&#8217;attivazione della coagulazione. Il consumo dei fattori di coagulazione \u00e8 graduale, raramente fulminante nei pazienti con tumore. Trombocitopenia&nbsp; \u00e8 il segno pi\u00f9 noto della CID.<br \/>\nSe il tumore viene messo in remissione, la CID scompare allo stesso tempo. Come terapia di supporto, si pu\u00f2 prendere in considerazione l&#8217;anticoagulazione di routine e, in casi individuali, la trasfusione di piastrine o la sostituzione dei fattori.<br \/>\nLa microangiopatia trombotica (TAM) ha un&#8217;incidenza di&nbsp; 2-8% nella popolazione sottoposta a chemioterapia ad alte dosi. L&#8217;adesione delle piastrine alle cellule endoteliali si verifica spesso da due a nove mesi dopo la fine della chemioterapia, seguita da trombocitopenia.<\/p>\n<p><em>Fonte: 24\u00b0 Corso di Educazione Medica Continua in Oncologia Clinica, 20-22 febbraio 2014, San Gallo.<\/em><\/p>\n<p><em>InFo Oncologia &amp; Ematologia 2014; 2(3): 25-26<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al 24\u00b0 Corso di Educazione Medica Continua in Oncologia Clinica al St. Gallen riguardava il rischio di trombosi venosa e di embolia polmonare nei pazienti con tumori maligni. 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