{"id":346114,"date":"2013-12-06T00:00:00","date_gmt":"2013-12-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/quali-sono-le-forme-rare-di-diabete\/"},"modified":"2013-12-06T00:00:00","modified_gmt":"2013-12-05T23:00:00","slug":"quali-sono-le-forme-rare-di-diabete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/quali-sono-le-forme-rare-di-diabete\/","title":{"rendered":"Quali sono le forme rare di diabete?"},"content":{"rendered":"<p><strong>I criteri di classificazione della malattia diffusa del diabete sono cambiati pi\u00f9 volte nel corso degli anni. Dal 2000, \u00e8 stata fatta una distinzione tra le forme di tipo 1 immuno-mediate e le forme di tipo 2, che sono causate dall&#8217;insulino-resistenza, dalla ridotta secrezione di insulina o dall&#8217;infiammazione cronica. Ai Medidays di quest&#8217;anno, il Prof. Dr. med. Roger Lehmann, Zurigo, si \u00e8 concentrato sul tipo intermedio LADA e sui sottotipi MODY.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em>(ag) <\/em>Il Prof. Dr. med. Roger Lehmann, medico senior dell&#8217;Ospedale Universitario di Zurigo, ha aperto la sua conferenza con dati epidemiologici: &#8220;Il diabete mellito \u00e8 un problema mondiale: 371 milioni ne soffrivano nel 2012, nel 2030 saranno 552 milioni. Il numero di pazienti con diabete \u00e8 in aumento in tutti i Paesi, ma ben l&#8217;80% di essi vive in Paesi a basso e medio reddito. La met\u00e0 dei casi \u00e8 anche sottodiagnosticata, il che significa che queste persone non sanno nemmeno di avere il diabete&#8221;. La diagnosi corretta diventa molto importante da questo punto di vista. Dovrebbe essere eseguita secondo i seguenti passaggi:<\/p>\n<ol>\n<li>Il paziente presenta i sintomi del diabete o \u00e8 ad alto rischio di svilupparlo.<\/li>\n<li>L&#8217;<sub>HbA1c<\/sub> deve essere misurata con un metodo standardizzato a livello internazionale.<\/li>\n<li>Se il valore \u00e8 \u22656,5%, la diagnosi \u00e8 di diabete mellito, che deve essere trattato secondo le linee guida.<\/li>\n<li>Se il valore \u00e8 &lt;5,7%, si pu\u00f2 escludere il diabete.<\/li>\n<li>Se il valore \u00e8 compreso tra 5,7% e 6,4%, \u00e8 necessario misurare anche il glucosio a digiuno (NPG) o eseguire un test di tolleranza al glucosio orale (OGTT).<\/li>\n<li>Se NPG \u22657,0 e\/o 2h OGTT \u226511,1 la diagnosi \u00e8 di diabete mellito, se NPG &lt;5,6 e\/o 2h OGTT &lt;7,8 questo pu\u00f2 essere escluso.<\/li>\n<li>I casi difficili sono quelli con valori compresi tra NPG 5,6 e 6,9 e\/o OGTT di 2 ore tra 7,8 e 11,0. In questo caso, \u00e8 necessaria l&#8217;educazione al rischio di diabete e la consulenza sugli interventi per lo stile di vita. I fattori di rischio pi\u00f9 importanti devono essere trattati e una nuova valutazione del sito deve essere effettuata nell&#8217;anno successivo [1].<\/li>\n<\/ol>\n<p>&#8220;Quando si misura l&#8217;<sub>HbA1c<\/sub>, \u00e8 importante sapere che il contributo di una glicemia precedente all&#8217;HbA1c attuale \u00e8 del 50% nel primo mese, del 25% nel secondo e anche del 25% nel terzo e quarto. Ci\u00f2 significa che l&#8217;ultimo mese determina la met\u00e0 dell&#8217;HbA1c attuale&#8221;, ha spiegato il Prof. Lehmann. &#8220;La conversione in glicemia media si effettua con un semplice calcolo: HbA1c = (glucosio + 2,6)\/1,6 o glucosio = (HbA1c \u00d7 1,6) &#8211; 2,6&#8221;.<\/p>\n<p>Gli studi sulla progressione del diabete mostrano anche che il glucosio a digiuno aumenta due anni prima della diagnosi di diabete, mentre il glucosio postprandiale aumenta sei anni prima della diagnosi di diabete [2]. Il glucosio postprandiale \u00e8 quindi chiaramente pi\u00f9 sensibile del glucosio a digiuno.<\/p>\n<h2 id=\"lada-come-tipo-intermedio\">LADA come tipo intermedio<\/h2>\n<p>Negli anni &#8217;70, il diabete veniva ancora classificato in base all&#8217;et\u00e0: Diabete giovanile e dell&#8217;adulto. Questa classificazione si \u00e8 presto rivelata imprecisa. A questa \u00e8 seguita la classificazione in diabete mellito insulino-dipendente (IDDM) e insulino-indipendente (NIDDM), che \u00e8 stata sostituita nel 2000 dalla classificazione in base al tipo di patogenesi: Il diabete di tipo 1 \u00e8 una malattia immuno-mediata, mentre il tipo 2 \u00e8 una forma causata dalla resistenza all&#8217;insulina, dalla ridotta secrezione di insulina o dall&#8217;infiammazione cronica.  <strong>(Tab. 1).  <\/strong>Il diabete autoimmune latente in et\u00e0 adulta (diabete LADA) \u00e8 considerato un tipo intermedio. Si presenta clinicamente come il diabete di tipo 2, ma spesso \u00e8 leggermente pi\u00f9 magro e presenta un&#8217;HbA1c pi\u00f9 alta alla diagnosi. Viene diagnosticata misurando gli anticorpi GAD (come nel diabete di tipo 1). La dipendenza da insulina \u00e8 pi\u00f9 rapida rispetto al tipo 2 e le sulfoniluree tendono ad essere sfavorevoli nella terapia. L&#8217;insulina viene utilizzata come farmaco di prima scelta. Spesso questa forma resta inosservata e viene trattata come il diabete di tipo 2.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2760\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tab1_s36_HP11.jpg-19cc0f_1274.jpg\" width=\"1100\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tab1_s36_HP11.jpg-19cc0f_1274.jpg 1100w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tab1_s36_HP11.jpg-19cc0f_1274-800x218.jpg 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tab1_s36_HP11.jpg-19cc0f_1274-120x33.jpg 120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tab1_s36_HP11.jpg-19cc0f_1274-90x25.jpg 90w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tab1_s36_HP11.jpg-19cc0f_1274-320x87.jpg 320w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tab1_s36_HP11.jpg-19cc0f_1274-560x153.jpg 560w\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/p>\n<h2 id=\"modi\">MODI<\/h2>\n<p>Il diabete giovanile ad insorgenza matura (MODY), con i suoi numerosi sottotipi, appartiene ai tipi specifici di diabete. &#8220;Una regola empirica molto semplice per la pratica \u00e8: se il paziente ha meno di 25 anni e un genitore ha il diabete, si tratta di un MODY&#8221;, spiega il Prof. Lehmann. Si tratta di un disturbo eterogeneo causato da una mutazione eterozigote, monogenica, in almeno undici geni diversi. Il diabete inizia presto nella vita, di solito nell&#8217;infanzia, nell&#8217;adolescenza o da giovani adulti, ma in ogni caso prima dei 25 anni. L&#8217;ereditariet\u00e0 \u00e8 autosomica dominante. Ad eccezione del MODY 2, ognuno di essi \u00e8 un difetto primario della secrezione di insulina. Il 3-5% di tutti i cosiddetti &#8220;diabetici di tipo 2&#8221; ne \u00e8 affetto. Frequenti e quindi importanti per il medico di famiglia sono soprattutto i sottotipi MODY 1, 2 e 3. L&#8217;80% dei casi sono MODY 2 o 3, solo il 5% MODY 1.<\/p>\n<p>&#8220;Il MODY 2 \u00e8 spesso trascurato. Si verifica nell&#8217;infanzia o gi\u00e0 durante la gravidanza. Si tratta di un glucosio a digiuno elevato, le complicazioni sono rare. Il MODY 3, invece, \u00e8 pi\u00f9 comune in et\u00e0 postpuberale e risponde particolarmente bene alle sulfoniluree e, successivamente, all&#8217;insulina. Si tratta di un diabete che pu\u00f2 essere accompagnato da complicazioni microvascolari e glucosuria&#8221;, afferma il Prof. Lehmann.<\/p>\n<h2 id=\"diabete-gestazionale\">Diabete gestazionale<\/h2>\n<p>Questa forma di diabete \u00e8 definita dall&#8217;intolleranza al glucosio, che viene scoperta per la prima volta durante la gravidanza. La definizione \u00e8 indipendente dal fatto che la terapia sia con insulina o dieta, o che la condizione persista dopo la gravidanza. Non esclude la possibilit\u00e0 di un&#8217;intolleranza al glucosio o di un diabete preesistente. A causa dell&#8217;aumento delle donne in et\u00e0 fertile con diabete di tipo 2, ha senso sottoporre a screening le donne che presentano fattori di rischio per il diabete al primo controllo della gravidanza, utilizzando i criteri diagnostici comuni. Le donne che hanno il diabete sono chiamate &#8220;diabete in gravidanza&#8221; e non &#8220;diabete gestazionale&#8221;.<\/p>\n<h4 id=\"per-prendere-in-considerazione\">Per prendere in considerazione<\/h4>\n<p>1. negli adulti e nel diabete di tipo 2 atipico, deve essere considerato anche il diabete di tipo 1 (misurazione degli anticorpi, acetone).<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Terapia con insulina<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>2. se c&#8217;\u00e8 un&#8217;anamnesi familiare di anomalie o di iperglicemia particolarmente lieve, si deve prendere in considerazione il MODY o il diabete mitocondriale.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Terapia attraverso le sulfoniluree (MODY 1 e 3)<\/strong><\/li>\n<li><strong>Terapia con insulina nel diabete mitocondriale<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Fonte: &#8220;Diabetes Update&#8221;, Seminario a Medidays, 2-6 settembre 2013, Zurigo<\/em><\/p>\n<p>Letteratura:<\/p>\n<ol>\n<li>Kerner W, Br\u00fcckel J: Definizione, classificazione e diagnosi. Diabetologia 2010; 5: 109-112.<\/li>\n<li>Tab\u00e1k AG, et al.: Traiettorie di glicemia, sensibilit\u00e0 all&#8217;insulina e secrezione di insulina prima della diagnosi di diabete di tipo 2: un&#8217;analisi dello studio Whitehall II. Lancet 2009 Jun 27; 373(9682): 2215-21. doi: 10.1016\/S0140-6736(09)60619-X. Epub 2009 Jun 8.<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>PRATICA GP 2013; 8(11): 35-37<\/em><br \/>\n<em>SPECIALE CONGRESSO 2014; 6(1): 26-29<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I criteri di classificazione della malattia diffusa del diabete sono cambiati pi\u00f9 volte nel corso degli anni. Dal 2000, \u00e8 stata fatta una distinzione tra le forme di tipo 1&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":39306,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"pmpro_default_level":"","cat_1_feature_home_top":false,"cat_2_editor_pick":false,"csco_eyebrow_text":"Diabete mellito","footnotes":""},"category":[11337,11392,11522,11550],"tags":[56292,56302,26905,12379,19576,21505,56298,40535,39696,56266,15174,37172,56283,11671,56307,26908,15035,56271,56277,12252,17090,25820],"powerkit_post_featured":[],"class_list":["post-346114","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-contenuto-del-partner","category-endocrinologia-e-diabetologia","category-rapporti-del-congresso","category-rx-it","tag-diabete-ad-insorgenza-matura-della-giovane-eta","tag-diabete-autoimmune","tag-diabete-gestazionale","tag-diabete-mellito","tag-dieta","tag-direttiva","tag-gen-it","tag-glicemia-it","tag-glucosio","tag-glucosio-a-digiuno","tag-gravidanza","tag-hba1c-it","tag-infiammazione-cronica","tag-insulina-it","tag-lada-it","tag-modi","tag-mutazione","tag-npg-it","tag-ogtt-it","tag-resistenza","tag-rischio","tag-sottodiagnosi","pmpro-has-access"],"acf":[],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-21 07:16:04","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"wpml_current_locale":"it_IT","wpml_translations":{"pt_PT":{"locale":"pt_PT","id":346122,"slug":"quais-sao-as-raras-formas-de-diabetes","post_title":"Quais s\u00e3o as raras formas de diabetes?","href":"https:\/\/medizinonline.com\/pt-pt\/quais-sao-as-raras-formas-de-diabetes\/"},"es_ES":{"locale":"es_ES","id":346129,"slug":"cuales-son-las-formas-raras-de-diabetes","post_title":"\u00bfCu\u00e1les son las formas raras de diabetes?","href":"https:\/\/medizinonline.com\/es\/cuales-son-las-formas-raras-de-diabetes\/"}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/346114","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=346114"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/346114\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=346114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category?post=346114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=346114"},{"taxonomy":"powerkit_post_featured","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/powerkit_post_featured?post=346114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}