{"id":347409,"date":"2013-09-18T00:00:00","date_gmt":"2013-09-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/il-15-20-percento-delle-lesioni-puo-progredire-verso-il-carcinoma\/"},"modified":"2013-09-18T00:00:00","modified_gmt":"2013-09-17T22:00:00","slug":"il-15-20-percento-delle-lesioni-puo-progredire-verso-il-carcinoma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/il-15-20-percento-delle-lesioni-puo-progredire-verso-il-carcinoma\/","title":{"rendered":"&#8220;Il 15-20 percento delle lesioni pu\u00f2 progredire verso il carcinoma&#8221;."},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Prof. Dr. med. Stephan Lautenschlager, primario di dermatologia presso lo Stadtspital Triemli, fornisce informazioni in un&#8217;intervista sull&#8217;epidemiologia, i metodi di diagnosi e la terapia della cheratosi attinica. Inoltre, approfondisce la pericolosit\u00e0 di questa malattia e il rischio di sviluppare uno spinalioma maligno.<\/strong><\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p><strong>Prof. Lautenschlager, la cheratosi attinica non \u00e8 ancora considerata un cancro della pelle, quanto \u00e8 pericolosa la malattia?<\/strong><\/p>\n<p><em><br \/>\n  <strong>Prof. Lautenschlager:<\/strong><br \/>\n<\/em> Oggi si presume che le cheratosi attiniche facciano parte di un continuum di malattie iniziate dall&#8217;esposizione ai raggi UV. La causa principale \u00e8 il danno luminoso indotto dai raggi UV, seguito dalla formazione di cheratosi attiniche, che a loro volta possono trasformarsi in carcinoma a cellule squamose. A causa dei cambiamenti citologici che sono limitati all&#8217;epitelio, le cheratosi attiniche sono classificate come carcinomi in situ secondo la dottrina attuale.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la prevalenza della cheratosi attinica e quali sono i gruppi di popolazione pi\u00f9 colpiti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 noto che le persone con la carnagione chiara tendono a sviluppare cheratosi attiniche nelle aree ad alta esposizione ai raggi UV. Ad esempio, si trovano in circa il 50% degli adulti in Australia e in circa il 10-25% alle nostre latitudini. Sembra che ci siano prevalenze ancora pi\u00f9 elevate nelle persone di et\u00e0 superiore ai 70 anni. In passato, gli uomini venivano colpiti pi\u00f9 spesso delle donne a causa dell&#8217;esposizione professionale. Tuttavia, questo rapporto si \u00e8 livellato negli ultimi 10-20 anni, a causa dell&#8217;aumento dell&#8217;esposizione ai raggi UV nelle attivit\u00e0 ricreative.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il rischio di sviluppare un carcinoma maligno (spinalioma) se ha gi\u00e0 una cheratosi attinica? I dati della ricerca sembrano variare molto qui&#8230;.<\/strong><\/p>\n<p>Le cheratosi attiniche possono rimanere stabili per anni, scomparire spontaneamente o trasformarsi in carcinomi spinocellulari. Purtroppo, non \u00e8 possibile prevedere n\u00e9 il momento della trasformazione in carcinoma invasivo, n\u00e9 le forme predisposte ad esso. Si presume che entro dieci anni, il 15-20% delle lesioni si trasformi in carcinoma.<\/p>\n<p><strong>Quali metodi dovrebbero utilizzare i medici per diagnosticare la cheratosi attinica?<\/strong><\/p>\n<p>Fondamentalmente, la diagnosi deve essere fatta clinicamente, per cui possono esistere diverse forme, che poi si presentano anche istologicamente in modi diversi, ad esempio cheratosi ipertrofiche lichenoidi, bowenoidi, pigmentate e atrofiche o simili al cornu cutaneum. Soprattutto nel caso di cheratosi ispessite &#8211; cosiddette infiltrate &#8211; la biopsia deve escludere un&#8217;invasione avvenuta e quindi un carcinoma spinocellulare. Nelle mani di un esperto, pu\u00f2 essere utile un&#8217;ulteriore valutazione con il microscopio a luce riflessa.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 possibile una chiara distinzione diagnostica tra cheratosi attinica e spinalioma?<\/strong><\/p>\n<p>Solo un ispessimento indica un possibile carcinoma spinocellulare.<br \/>\nIn caso di dubbio, si dovrebbe quindi sempre effettuare una valutazione istologica. Inoltre, va notato che istologicamente nell&#8217;epidermide una cheratosi attinica non pu\u00f2 essere distinta da un carcinoma spinocellulare e quindi deve essere biopsiata anche sufficientemente in profondit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quali altre malattie devono essere oggetto di particolare attenzione nella diagnosi differenziale?<\/strong><\/p>\n<p>Se, raramente, \u00e8 necessario differenziare una singola alterazione, si devono distinguere le cheratosi seborroiche piatte e leggermente pigmentate o, al massimo, le alterazioni di origine virale, il carcinoma basocellulare superficiale o la malattia di Bowen. Meno frequentemente, devono essere differenziate le alterazioni puramente infiammatorie, come il lupus eritematoso discoide.<\/p>\n<p><strong>Esiste la possibilit\u00e0 di una regressione spontanea. Le misure terapeutiche devono essere raccomandate?<\/strong><\/p>\n<p>Da un lato, spesso sono presenti cheratosi attiniche multiple, che indicano una cosiddetta carcinosi di campo. Questo moltiplica il rischio di trasformazione in un carcinoma spinocellulare. D&#8217;altra parte, le lesioni progressive non possono essere distinte da quelle regressive, motivo per cui gli esperti sono concordi nel trattare le cheratosi attiniche. Tuttavia, non c&#8217;\u00e8 ancora un consenso su quale misura terapeutica ottenga il miglior risultato in quale situazione.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le opzioni di terapia farmacologica? Quale le sembra pi\u00f9 efficace?<\/strong><\/p>\n<p>Esistono numerose opzioni di trattamento. La decisione deve essere presa in base al numero, alla localizzazione, al tipo di pelle e ad altre caratteristiche individuali del paziente. Oltre alla situazione di vita, si devono prendere in considerazione anche le comorbidit\u00e0, la compliance e le preferenze del paziente. Infine, ma non meno importante, anche l&#8217;esperienza e la familiarit\u00e0 del personale medico curante giocano un ruolo decisivo.<br \/>\nUn trattamento comune ed efficace per le forme pi\u00f9 isolate \u00e8 la crioterapia. Se l&#8217;obiettivo \u00e8 quello di trattare la carcinosi di campo, per trattare le alterazioni incipienti non ancora visibili, si deve privilegiare la terapia fotodinamica e il trattamento locale con imiquimod, fluorouracile topico o, nelle fasi iniziali, al massimo diclofenac. Una nuova promettente terapia topica con ingenolo mebutate gel \u00e8 stata recentemente approvata in Svizzera. Dato che la terapia \u00e8 necessaria solo per un breve periodo di tempo, si pu\u00f2 presumere che la compliance del paziente sia notevolmente migliorata. Per i casi pi\u00f9 estesi, soprattutto quando \u00e8 interessato l&#8217;intero cuoio capelluto nei pazienti anziani, deve essere presa in considerazione anche la possibilit\u00e0 di un trattamento con raggi X, che di solito porta a un lungo periodo di remissione, ma che di solito richiede sei cicli di trattamento.<\/p>\n<p><strong>Quali consigli dovrebbero dare i medici ai loro pazienti in caso di cheratosi attinica?<\/strong><\/p>\n<p>Oltre all&#8217;educazione sui segnali di allarme di una trasformazione incipiente in carcinoma spinocellulare, i pazienti devono essere istruiti con precisione sulle misure di protezione solare. Oltre alla protezione solare tessile, l&#8217;applicazione regolare di creme solari con un fattore di protezione solare da alto a molto alto \u00e8 della massima priorit\u00e0. Naturalmente, anche i solarium dovrebbero essere evitati.<\/p>\n<p><em><strong>Intervista: Andreas Grossmann<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Prof. Dr. med. Stephan Lautenschlager, primario di dermatologia presso lo Stadtspital Triemli, fornisce informazioni in un&#8217;intervista sull&#8217;epidemiologia, i metodi di diagnosi e la terapia della cheratosi attinica. Inoltre, approfondisce&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":33989,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"pmpro_default_level":"","cat_1_feature_home_top":false,"cat_2_editor_pick":false,"csco_eyebrow_text":"Intervista sulla cheratosi attinica","footnotes":""},"category":[11351,11525,11376,11550],"tags":[57283,38862,13609,14176,45917,62346,17090,23948,11800],"powerkit_post_featured":[],"class_list":["post-347409","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-dermatologia-e-venereologia","category-interviste","category-oncologia-it","category-rx-it","tag-carcinoma-it","tag-carcinoma-spinocellulare","tag-cheratosi-attinica","tag-dermatologia-it","tag-esposizione-ai-raggi-uv-it","tag-laison-it","tag-rischio","tag-spinalioma-it","tag-terapia","pmpro-has-access"],"acf":[],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-04-30 02:55:45","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"wpml_current_locale":"it_IT","wpml_translations":{"pt_PT":{"locale":"pt_PT","id":347372,"slug":"15-20-por-cento-das-lesoes-podem-progredir-para-o-carcinoma","post_title":"\"15-20 por cento das les\u00f5es podem progredir para o carcinoma\".","href":"https:\/\/medizinonline.com\/pt-pt\/15-20-por-cento-das-lesoes-podem-progredir-para-o-carcinoma\/"},"es_ES":{"locale":"es_ES","id":347377,"slug":"entre-el-15-y-el-20-de-las-lesiones-pueden-evolucionar-a-carcinoma","post_title":"\"Entre el 15% y el 20% de las lesiones pueden evolucionar a carcinoma\".","href":"https:\/\/medizinonline.com\/es\/entre-el-15-y-el-20-de-las-lesiones-pueden-evolucionar-a-carcinoma\/"}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/347409","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=347409"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/347409\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33989"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=347409"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category?post=347409"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=347409"},{"taxonomy":"powerkit_post_featured","embeddable":true,"href":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/powerkit_post_featured?post=347409"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}