{"id":352610,"date":"2023-02-28T00:59:00","date_gmt":"2023-02-27T23:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/la-cooperazione-interdisciplinare-in-senso-lato\/"},"modified":"2023-03-22T10:18:59","modified_gmt":"2023-03-22T09:18:59","slug":"la-cooperazione-interdisciplinare-in-senso-lato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/la-cooperazione-interdisciplinare-in-senso-lato\/","title":{"rendered":"La cooperazione interdisciplinare in senso lato"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Si stima che l&#8217;uno o il due percento degli adulti in Germania abbia un aneurisma vascolare nel cervello. Se questo aneurisma scoppia, si tratta di un&#8217;emergenza pericolosa per la vita. Qui \u00e8 necessario un lavoro di squadra interdisciplinare. Un&#8217;attenzione particolare \u00e8 stata riservata al workshop di quest&#8217;anno. Inoltre, \u00e8 stata esplorata la questione di quali parti di questo trattamento debbano essere eseguite in unit\u00e0 di cura neurointensiva adeguatamente attrezzate e formate.<\/strong><\/p>\n\n<!--more-->\n\n<p>I cambiamenti demografici e i fattori ambientali in particolare stanno gi\u00e0 avendo un&#8217;influenza prevedibile sul numero di pazienti che necessitano di cure neurointensive, affermano il Dr. Julian Zimmermann e il Dr. Felix Lehmann, segretari del congresso ANIM 2023, ed \u00e8 per questo che questo \u00e8 stato anche uno dei temi principali del congresso. \u00c8 una sfida speciale ottimizzare le strutture dell&#8217;assistenza medica intensiva per i pazienti neurologici e neurochirurgici in modo rapido e sostenibile. Il Presidente del Congresso, Prof. Dr. med. Hartmut Vatter, ha aggiunto: &#8220;Naturalmente, la massiccia pressione sui letti nel contesto della pandemia COVID \u00e8 stata la forza trainante e lo spunto di riflessione. Nonostante la pressione sui posti letto, rimane la domanda su quanto sia specifica la medicina neurointensiva all&#8217;interno della medicina intensiva e quali parti di essa debbano essere lasciate strutturalmente o in che misura possano essere coperte anche dalla medicina interna o dalla medicina intensiva puramente anestesiologica&#8221;. Due aspetti sono rilevanti in questo caso: da un lato, i quadri clinici stessi e, dall&#8217;altro, il loro decorso temporale. Nella prima fase di un&#8217;emorragia subaracnoidea, di un ictus o di una lesione cerebrale traumatica, l&#8217;attenzione si concentra certamente sulle competenze neurochirurgiche-neurologiche in termini di trattamento dell&#8217;edema cerebrale, del disturbo della perfusione cerebrale e di alcuni altri problemi cerebrali. Avere i pazienti in cura in un&#8217;unit\u00e0 di terapia intensiva generale in questa fase iniziale \u00e8 piuttosto critico.<\/p>\n\n<p>Il punto centrale del cambiamento demografico \u00e8 soprattutto l&#8217;invecchiamento della popolazione. Di conseguenza, si pu\u00f2 prevedere che un numero sempre maggiore di pazienti con ictus richieda un trattamento adeguato. Inoltre, le sfide della terapia intensiva sono notevolmente maggiori per i pazienti anziani con lesioni cerebrali traumatiche e per tutte le altre patologie. Si tratta di mescolare un&#8217;assistenza di alta qualit\u00e0 a livello nazionale per condizioni relativamente comuni, come l&#8217;ictus o la lesione cerebrale traumatica, e un trattamento altamente specializzato per le emorragie subaracnoidee aneurismatiche o le malformazioni vascolari, che, semplicemente a causa del volume, possono essere eseguite solo in pochi centri che hanno competenze sufficienti con il loro numero di casi. Questo problema deve essere affrontato dalle reti neurovascolari e dai centri neurovascolari di eccellenza, che interagiscono tra loro per fornire un&#8217;assistenza spaziale di alto livello.<\/p>\n\n<h3 id=\"ognuno-nel-suo-campo\" class=\"wp-block-heading\">Ognuno nel suo campo<\/h3>\n\n<p>Il motivo per cui l&#8217;interdisciplinarit\u00e0 svolge un ruolo importante in particolare nella medicina neurointensiva pu\u00f2 essere spiegato dalla competenza necessaria. Vatter \u00e8 certo che, soprattutto in una medicina moderna, l&#8217;idea che ci possa essere un &#8220;esperto di tutti i mestieri&#8221; \u00e8 superata. Per questo \u00e8 molto importante che ognuno faccia ci\u00f2 che sa fare meglio e in cui la sua formazione \u00e8 specializzata. La terapia neurointensiva \u00e8 certamente un&#8217;intersezione in questo caso. Qui \u00e8 importante che le competenze anestesiologiche, di medicina interna, neurologiche e neurochirurgiche siano raggruppate. Tutto questo deve ovviamente essere supportato da una diagnostica per immagini ottimale e dalle possibilit\u00e0 di interventi neuroradiologici. Tuttavia, non bisogna trascurare il fatto che un&#8217;unit\u00e0 di terapia neurointensiva funziona bene solo se, analogamente alla collaborazione tra neurologi, neurochirurghi, internisti e anestesisti, anche il personale infermieristico, i fisioterapisti e, soprattutto, i logopedisti lavorano bene insieme. In particolare, la sfida sta nel fatto che le singole discipline e anche i settori infermieristico e terapeutico interagiscono e si scambiano l&#8217;un l&#8217;altro e non solo coesistono, ha sottolineato l&#8217;esperto.<\/p>\n\n<p><em>Congresso: Conferenza di lavoro sulla Medicina NeuroIntensiva (ANIM)<\/em><br\/><\/p>\n\n<p><em>InFo NEUROLOGIE &amp; PSYCHIATRIE 2023; 21(1): 29<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si stima che l&#8217;uno o il due percento degli adulti in Germania abbia un aneurisma vascolare nel cervello. 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