{"id":385579,"date":"2024-09-12T00:01:00","date_gmt":"2024-09-11T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/?p=385579"},"modified":"2024-09-11T13:32:05","modified_gmt":"2024-09-11T11:32:05","slug":"idoneita-alla-guida-con-osas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/idoneita-alla-guida-con-osas\/","title":{"rendered":"Idoneit\u00e0 alla guida con OSAS"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il pi\u00f9 grande nemico dell&#8217;idoneit\u00e0 alla guida &#8211; dal punto di vista della medicina del sonno &#8211; \u00e8 la sonnolenza.\nLa causa pi\u00f9 comune \u00e8 la sindrome di apnea ostruttiva del sonno (OSAS).\n&#8220;Sonnolenza: rischio maggiore dell&#8217;alcol nel traffico&#8221; &#8211; &#8220;Sonnolenza: rischio maggiore dell&#8217;alcol nel causare incidenti stradali&#8221;.\nQuesta affermazione viene analizzata nell&#8217;articolo ECM.   <\/strong><\/p>\n\n<!--more-->\n\n<p><\/p>\n\n<div class=\"cnvs-block-alert cnvs-block-alert-1669013560583\" >\n\t<div class=\"cnvs-block-alert-inner\">\n\t\t\n\n<p>Pu\u00f2 sostenere il test ECM nella nostra piattaforma di apprendimento dopo aver esaminato i materiali consigliati. 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e &#8220;stanchezza&#8221; sono spesso ed erroneamente usati in modo intercambiabile, ma hanno significati diversi.\nLa sonnolenza \u00e8 definita come l&#8217;incapacit\u00e0 di rimanere svegli in condizioni di basso stimolo, soprattutto nei momenti di calo delle prestazioni del ritmo circadiano. <\/p>\n\n<p>La stanchezza, invece, si riferisce a uno stato di esaurimento con necessit\u00e0 di riposo e recupero.\nSpesso \u00e8 accompagnata da sintomi di depressione e difficolt\u00e0 a trovare il sonno e quindi il riposo [3].\nLa stanchezza, insieme alla difficolt\u00e0 di addormentarsi e di rimanere addormentati, pu\u00f2 quindi essere anche un segno di depressione.\nPoich\u00e9 i termini &#8220;stanchezza&#8221; e &#8220;sonnolenza&#8221; sono spesso utilizzati in modo intercambiabile, anche nelle indagini statistiche e nei documenti scientifici, non \u00e8 possibile distinguere chiaramente tra gli incidenti legati alla stanchezza e quelli legati alla sonnolenza, ma \u00e8 probabile che la stragrande maggioranza degli incidenti siano eventi legati alla sonnolenza, ossia all&#8217;addormentamento involontario al volante.\nAl fine di utilizzare una dizione standardizzata, il termine sonnolenza viene utilizzato nel seguito.    <\/p>\n\n<h3 id=\"sonnolenza-e-rischio-di-incidenti\" class=\"wp-block-heading\">Sonnolenza e rischio di incidenti<\/h3>\n\n<p>Gli incidenti causati dalla sonnolenza hanno caratteristiche specifiche.\nDi solito si verificano nella tarda serata e nelle prime ore del mattino.\nUn ulteriore accumulo pu\u00f2 essere osservato nel primo pomeriggio.\nEntrambi i periodi coincidono con i minimi circadiani e fisiologici delle prestazioni.\nDi norma, il conducente \u00e8 solo, cio\u00e8 non \u00e8 presente alcun passeggero che possa avvertirlo di un pericolo imminente.\nGli incidenti sono di solito quelli con conseguenze gravi.\nInoltre, spesso non ci sono prove di un tentativo di evitare l&#8217;incidente, come ad esempio segni di sbandamento. <strong>La Figura 1<\/strong> mostra le caratteristiche degli incidenti legati alla sonnolenza [4].      <\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb1_PA3_s9.png\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"921\" height=\"594\" src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb1_PA3_s9.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-385269\" style=\"width:400px\" srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb1_PA3_s9.png 921w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb1_PA3_s9-800x516.png 800w\" sizes=\"(max-width: 921px) 100vw, 921px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p>Gi\u00e0 nel 1969, la Corte Federale di Giustizia ha deciso in un principio guida: &#8220;Secondo lo stato attuale della scienza medica, l&#8217;esperienza dimostra che un conducente percepisce sempre o almeno pu\u00f2 percepire chiari segni di stanchezza (stanchezza eccessiva) prima di addormentarsi (appisolarsi) al volante del suo veicolo durante la guida. Fa eccezione il caso (raro) in cui il conducente soffra di narcolessia&#8221; [5].\nIl fatto che questo principio guida, in particolare il passaggio &#8220;&#8230; percepisce sempre chiari segni di stanchezza (stanchezza eccessiva)&#8221; non sia affatto corretto, \u00e8 dimostrato dalle dichiarazioni di pazienti con incidenti causati da sonnolenza, che spesso affermano che l&#8217;evento di microsonno si \u00e8 verificato senza prodromi.   <\/p>\n\n<p>Tuttavia, ci sono dei segnali di sonnolenza al volante.\nQuesti includono sbadigli frequenti, battito di ciglia, sfregamento degli occhi, palpebre pesanti e bruciore agli occhi.\nLe contromisure pi\u00f9 comuni includono alzare il volume della radio e abbassare i finestrini dell&#8217;auto per prendere aria fresca.\nAltre strategie di coping includono parlare al telefono o persino aumentare la velocit\u00e0 di guida per ottenere una certa &#8220;spinta&#8221;, ma queste non sono efficaci dal punto di vista della medicina del sonno\/traffico.   <\/p>\n\n<p>In un sondaggio condotto negli Stati Uniti dal National Safety Council nel 2005, il 60% degli intervistati ha segnalato sonnolenza alla guida di un veicolo.\nIl 17% si era gi\u00e0 addormentato al volante.\nSulla base dei dati, si deve ritenere che il 10-30% degli incidenti negli Stati Uniti sia dovuto alla sonnolenza al volante [6].  <\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/tab1_PA3_s7.png\"><img decoding=\"async\" width=\"965\" height=\"2560\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/tab1_PA3_s7.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-385272 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 965px; 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&lt;Gli autori hanno poi confrontato la frequenza degli incidenti a diversi livelli di gravit\u00e0 dell&#8217;OSAS, misurata dall&#8217;AHI (AHI 10\/h, AHI \u226510\/h, AHI 30\/h, AHI \u226530\/h) con e senza la presenza di sonnolenza.\nI risultati hanno dimostrato che non era la gravit\u00e0 dell&#8217;OSAS misurata dall&#8217;AHI, ma piuttosto la presenza di sonnolenza a essere decisiva per causare (quasi) incidenti. [11] L <strong>a Figura 4 <\/strong>mostra il rischio di incidente in sottogruppi, classificati in base alla gravit\u00e0 dell&#8217;OSAS e all&#8217;assenza o alla presenza di sonnolenza al volante.       <\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb4_PA3_s10.png\"><img decoding=\"async\" width=\"1294\" height=\"1685\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb4_PA3_s10.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-385274 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 1294px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1294\/1685;width:400px\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb4_PA3_s10.png 1294w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb4_PA3_s10-800x1042.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb4_PA3_s10-1160x1511.png 1160w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb4_PA3_s10-1120x1458.png 1120w\" data-sizes=\"(max-width: 1294px) 100vw, 1294px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p>I seguenti commenti sulla sonnolenza diurna con la frequenza di incidenti consecutivi tra i conducenti di camion\/autobus e i conducenti di auto si riferiscono esclusivamente all&#8217;OSAS.<\/p>\n\n<h3 id=\"sonnolenza-diurna-osas-e-propensione-agli-incidenti-negli-autisti-di-camion-ieri-e-oggi\" class=\"wp-block-heading\">Sonnolenza diurna, OSAS e propensione agli incidenti negli autisti di camion &#8211; ieri e oggi<\/h3>\n\n<p>Inizialmente, l&#8217;attenzione della ricerca sul sonno medico in caso di incidente si \u00e8 concentrata sui conducenti di camion e autobus.\nQuesto \u00e8 facile da capire, dato che spesso sono coinvolti in trasporti pesanti, trasportano merci pericolose o addirittura persone coinvolte in incidenti di alto profilo.\nInoltre, la fisionomia di molti camionisti li predispone all&#8217;OSAS.  <\/p>\n\n[12-32]La <strong>Tabella 1 <\/strong>mostra la frequenza della sonnolenza o dell&#8217;OSAS alla guida di un veicolo tra gli autisti professionisti di camion e autobus.  <\/p>\n\n<p>I seguenti risultati possono essere riassunti dagli studi:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>[33]Rispetto alla popolazione normale, in cui si ipotizza una frequenza di OSAS del 13% negli uomini e del 6% nelle donne (AHI \u226515\/h + sonnolenza diurna, 30-70 anni di et\u00e0), questa \u00e8 aumentata negli autisti professionisti.<\/li>\n\n\n\n<li>Nonostante le numerose campagne, poco o nulla \u00e8 cambiato nella frequenza dell&#8217;OSAS o della sonnolenza durante la guida tra gli autisti professionisti nel periodo di 20 anni mostrato.  <\/li>\n\n\n\n<li>Esiste una stretta connessione tra la sonnolenza diurna e i (quasi) incidenti.  <\/li>\n\n\n\n<li>I tempi di viaggio eccessivamente lunghi, le pause di sonno e di riposo troppo brevi non sono rari e, comprensibilmente, aumentano la sonnolenza.<\/li>\n<\/ul>\n\n<p>Lo studio di Girotto et al.\nha analizzato le condizioni di lavoro che aumentano il rischio relativo (OR) di sonnolenza al volante.  Questi includono:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>una distanza dall&#8217;ultima spedizione superiore a 1000 km -&gt; OR 1,54 (1,07-2,23),<\/li>\n\n\n\n<li>un contratto di lavoro con retribuzione legata ai risultati -&gt; OR 2,65 (1,86-2,23),<\/li>\n\n\n\n<li>[24]l&#8217;uso di droghe psicoattive illegali -&gt; OR 1,99 (1,14-3,47) .<\/li>\n<\/ul>\n\n<p>In un settore caratterizzato da un&#8217;elevata pressione competitiva (ad esempio, viaggi in autobus verso altri Paesi a prezzi di dumping o spesso un solo autista per mezzo di trasporto (il che significa una perdita finanziaria per l&#8217;operatore se l&#8217;autista si rompe e non pu\u00f2 essere sostituito) e da una retribuzione moderata, i primi due punti in particolare giocano un ruolo chiave nella visione degli autori per la guida in condizioni che di fatto la vietano.<\/p>\n\n<p>L&#8217;importanza dei farmaci psicoattivi come fattore che promuove la sonnolenza e la conseguente frequenza degli incidenti, da un lato, e come &#8220;strategia di coping&#8221; per affrontare la sonnolenza, dall&#8217;altro, non deve essere sottovalutata.<\/p>\n\n<p>Nello studio di Catarino et al.\n [18]l&#8217;uso di antidepressivi ha aumentato il rischio relativo di causare un incidente di un fattore 3,30 (1,15-9,44), p&lt;0,03 **. [15] Osservando lo studio di Souza et al., le strategie di coping per affrontare la sonnolenza al volante includono il caff\u00e8 (95,6% dei conducenti, legittimo, ma: nessun effetto a lungo termine) e l&#8217;alcol (50,9% dei conducenti, vietato, che favorisce la sonnolenza e la tendenza ad addormentarsi), nonch\u00e9 l&#8217;uso di anfetamine (11,1% dei conducenti, illegale).   <\/p>\n\n<p class=\"has-small-font-size\">** <em>Nota degli autori: <\/em>il Portogallo aveva il pi\u00f9 alto tasso di mortalit\u00e0 per incidenti stradali al momento dello studio del 2014.<\/p>\n\n<p>Anche gli autisti di autobus con sonnolenza al volante o OSAS e le persone che trasportano sono a rischio.\nGli studi sui conducenti di autobus hanno anche mostrato una maggiore prevalenza di OSAS e un aumento del tasso di incidenti rispetto alla popolazione generale.\n [13,16,26]Gli studi corrispondenti includevano sia autisti di autobus urbani che autisti di autobus a lunga percorrenza.\n [34]I modelli di incidente predominanti negli incidenti legati alla sonnolenza sono stati l&#8217;abbandono della corsia e i tamponamenti.   <\/p>\n\n<p>I pisolini e le pause possono ridurre significativamente il rischio relativo di causare un incidente o un (quasi) incidente.\nIn uno studio su 949 conducenti, di cui il 34,9% aveva causato incidenti e il 9,2% aveva causato (quasi) incidenti, il rischio relativo di un incidente stradale \u00e8 stato ridotto a 0,59 (0,44-0,79) facendo dei &#8220;pisolini&#8221; e a 0,59 (0,45-0,89) facendo delle pause.\n [35]Il rischio relativo di causare un (quasi) incidente \u00e8 stato ridotto a 0,52 (0,32-0,85) facendo dei &#8220;sonnellini&#8221; e a 0,49 (95% CI 0,29-0,82) facendo delle pause.  <\/p>\n\n<h3 id=\"sonnolenza-diurna-e-propensione-agli-incidenti-negli-automobilisti-ieri-e-oggi\" class=\"wp-block-heading\">Sonnolenza diurna e propensione agli incidenti negli automobilisti &#8211; ieri e oggi<\/h3>\n\n<p>Non bisogna tenere conto solo degli incidenti spettacolari che coinvolgono i conducenti di camion o autobus e il trasporto di merci pericolose.\nAnche i conducenti di auto causano incidenti a causa della sonnolenza al volante.\nGi\u00e0 negli anni &#8217;80 e &#8217;90, Findley et al.\n [36,37]hanno dimostrato che il tasso di incidenti dei pazienti con OSAS nella situazione di guida simulata era circa 7 volte superiore a quello delle persone sane, e che questi risultati si correlavano bene con gli incidenti effettivamente causati.   <\/p>\n\n[38]Nel 1994, uno studio dell&#8217;associazione HUK ha dimostrato che nel 1991, la sonnolenza al volante \u00e8 stata la causa del 24% degli incidenti mortali sulle autostrade bavaresi.  <\/p>\n\n<p>Le statistiche sugli incidenti stradali causati da stanchezza\/sonnolenza al volante in Germania nel periodo dal 1991 al 2021 mostrano un calo continuo della frequenza degli incidenti dal 1991 con 2869 incidenti al 2009 con 1614 incidenti.\n [39]Dal 2010, la frequenza degli incidenti dovuti alla stanchezza \u00e8 aumentata di nuovo fino al 2018 con un numero di 2124 incidenti, dal 2018 al 2021 gli incidenti sono di nuovo in calo <strong>(Fig. 5)<\/strong>. La <strong>Tabella 2<\/strong> mostra un elenco di studi sulla frequenza degli incidenti e sul rischio di incidenti dovuti a sonnolenza o OSAS nei conducenti di auto.   <\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb5_PA3_s13.png\"><img decoding=\"async\" width=\"1790\" height=\"1309\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb5_PA3_s13.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-385275 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 1790px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1790\/1309;width:400px\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb5_PA3_s13.png 1790w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb5_PA3_s13-800x585.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb5_PA3_s13-1160x848.png 1160w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb5_PA3_s13-1536x1123.png 1536w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb5_PA3_s13-1120x819.png 1120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb5_PA3_s13-1600x1170.png 1600w\" data-sizes=\"(max-width: 1790px) 100vw, 1790px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p>Lo studio pilota prospettico di Purtle et. al. Lo studio ha esaminato 80 pazienti con trauma a seguito di un incidente stradale.\n [54]I risultati hanno mostrato che c&#8217;era un rischio elevato di OSAS nel 26% dei pazienti traumatizzati nel collettivo studiato.\nIn una meta-analisi del 2022, che includeva 49 studi sul tema &#8220;OSAS e frequenza di incidenti&#8221;, \u00e8 stato riscontrato un rischio relativo significativamente maggiore di causare un incidente in tutti i collettivi rispetto ai controlli, sia nel collettivo generale (OR 2,36; 1,92-2,91; p&lt;0,001) che nella differenziazione tra conducenti professionisti (OR 2,8; 1,82-4,31) vs. conducenti di auto (OR 2,32; 1,84-2,34).\nInoltre, circa il 25% degli incidenti gravi con autocarri \u00e8 stato attribuito alla sonnolenza al volante.\n [58]La maggior parte di questi incidenti si verifica di notte.      <\/p>\n\n<h3 id=\"lo-studio-sugli-autobus-dellue\" class=\"wp-block-heading\">Lo studio sugli autobus dell&#8217;UE<\/h3>\n\n<p>Lo studio pi\u00f9 completo e, per quanto riguarda la revisione dell&#8217;Ordinanza sulla patente di guida, il pi\u00f9 importante sugli automobilisti sul tema della &#8220;guida sonnolenta&#8221; e su altri fattori di rischio per gli incidenti automobilistici \u00e8 il cosiddetto &#8220;EU Bus Study&#8221; del 2015.\nPartendo dal Portogallo, l&#8217;autobus ha viaggiato in tutti i Paesi dell&#8217;UE.\nA bordo dell&#8217;autobus c&#8217;erano medici del sonno qualificati, supportati da specialisti del sonno locali nelle rispettive capitali.\nOltre agli eventi informativi e alla consulenza in loco, \u00e8 stato fornito anche un questionario.\nAlla domanda sulla frequenza di addormentamento al volante, le risposte variavano tra il 6,2% (Croazia) e il 34,7% (Paesi Bassi).\nIn Germania, la percentuale di coloro che si sono addormentati al volante era nel terzo medio, con il 17,1%.\nLa frequenza degli incidenti causati dalla sonnolenza al volante \u00e8 stata riportata tra lo 0% (Turchia, Paesi Bassi) e il 2,7% (Estonia); in Germania, l&#8217;1,2% degli incidenti \u00e8 stato causato dall&#8217;addormentamento al volante.\nI fattori di rischio per gli incidenti legati alla sonnolenza tra gli automobilisti erano il sesso maschile (OR 1,79; 1,61-2,00), il numero di chilometri percorsi [10.000-19.999 km: OR 1,36; 1,16-1,58; \u226520.000 km: OR 2,02; 1,74-2,35].\nAltri fattori di rischio erano la gravit\u00e0 dell&#8217;OSAS (misurata dall&#8217;AHI) e un punteggio Epworth elevato ESS \u226510 (42% degli automobilisti).\n [59,60]L <strong>e figure 6A-D<\/strong> mostrano i fattori di rischio menzionati e il rischio di incidente associato.         <\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb6_PA3_s14.png\"><img decoding=\"async\" width=\"2186\" height=\"1465\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb6_PA3_s14.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-385276 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 2186px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 2186\/1465;width:400px\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb6_PA3_s14.png 2186w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb6_PA3_s14-800x536.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb6_PA3_s14-1160x777.png 1160w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb6_PA3_s14-1536x1029.png 1536w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb6_PA3_s14-1120x751.png 1120w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb6_PA3_s14-1600x1072.png 1600w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb6_PA3_s14-1920x1287.png 1920w\" data-sizes=\"(max-width: 2186px) 100vw, 2186px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p>Il fatto che quasi il 90% dei conducenti non abbia reagito adeguatamente (ad esempio, pausa, aria fresca, caff\u00e8, pisolino) alla sonnolenza che ha notato (35% pronunciata, 49,1% moderata) \u00e8 incomprensibile <strong>(Fig. 7). <\/strong>In termini di tipo di veicolo, il 90% degli incidenti ha coinvolto autovetture e il 56% si \u00e8 verificato in autostrada. <strong>La Tabella 3<\/strong> mostra i motivi che hanno causato gli incidenti legati alla sonnolenza.\n [59,60]I motivi principali sono stati la scarsa qualit\u00e0 del sonno la notte precedente l&#8217;incidente e, in generale, la scarsa qualit\u00e0 del sonno. <\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb7_PA3_s15.png\"><img decoding=\"async\" width=\"912\" height=\"773\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb7_PA3_s15.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-385277 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 912px; 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che l&#8217;OSAS \u00e8 uno dei maggiori fattori di rischio per causare un incidente e che questo<\/em><\/p>\n\n<p><em>&#8230; non pu\u00f2 pi\u00f9 essere ignorata in vista del rilascio uniforme delle patenti di guida nell&#8217;UE (articolo 1, paragrafo 2).<\/em><\/p>\n\n<p>La direttiva definisce anche una classificazione di gravit\u00e0 dell&#8217;OSAS:  <\/p>\n\n<p>&gt;<br\/>&gt; &#8211; OSAS moderatamente grave: AHI 15-29\/h &#8211; OSAS grave: AHI \u226530\/h<\/p>\n\n<p>in ogni caso in relazione all&#8217;eccessiva &#8220;sonnolenza diurna&#8221; (Articolo 11, paragrafo 2).\nVa notato che il medico sonnologo avrebbe preferito il termine &#8220;sonnolenza diurna&#8221; (vedere le spiegazioni precedenti per la definizione) invece del termine &#8220;sonnolenza diurna&#8221;. <\/p>\n\n<p>La direttiva si sofferma poi sul trattamento dei conducenti sospettati di avere l&#8217;OSAS.\nL&#8217;articolo 11, paragrafo 3, prevede quanto segue: <\/p>\n\n<p>I candidati o i conducenti con sospetta OSAS moderata o grave devono<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>ottenere un certificato medico (da un&#8217;autorit\u00e0 medica riconosciuta) e presentarlo prima del rilascio o del rinnovo della patente di guida.\nIn caso contrario, potrebbe essere necessario sconsigliare la guida fino a quando non sar\u00e0 stata effettuata una diagnosi (Articolo 11, paragrafo 3).   <\/li>\n\n\n\n<li>La direttiva invita inoltre gli Stati membri a redigere le leggi e i regolamenti derivanti dall&#8217;articolo 1, paragrafo 2, entro il 31 dicembre 2016.  <\/li>\n<\/ul>\n\n[62]In Germania, l&#8217;implementazione tempestiva \u00e8 stata effettuata dall&#8217;Istituto Federale di Ricerca Autostradale (BaSt &#8211; Linee guida per la valutazione dell&#8217;idoneit\u00e0 alla guida) in stretta consultazione con gli esperti di medicina del sonno.\nI contenuti delle linee guida BaSt per la valutazione dell&#8217;idoneit\u00e0 alla guida in relazione alla &#8220;sonnolenza diurna misurabile&#8221; o OSAS sono riassunti di seguito. <\/p>\n\n<p>Le linee guida per la valutazione sono state elaborate sulla base dei seguenti principi:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Chi soffre di OSAS moderata o grave non \u00e8 in grado di soddisfare i requisiti per la guida di un veicolo a motore in nessuno dei due gruppi.<\/li>\n\n\n\n<li>I candidati o i conducenti sospettati di avere un&#8217;OSAS moderata o grave devono sottoporsi a un esame da parte della disciplina specialistica pertinente, utilizzando una qualifica di medicina del sonno o di somnologia, prima del rilascio o del rinnovo della patente di guida.\nLa procedura pratica specifica \u00e8 scaglionata: <\/li>\n<\/ul>\n\n<h5 id=\"fase-1-anamnesi-medica\" class=\"wp-block-heading\">Fase 1: anamnesi medica<\/h5>\n\n<p>I seguenti fattori devono essere presi in considerazione:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Attenzione disturbata, soprattutto in situazioni monotone (leggere, guardare la televisione, stare seduti in silenzio),<\/li>\n\n\n\n<li>Addormentamento o microsonno in situazioni monotone,<\/li>\n\n\n\n<li>Addormentamento involontario o compulsivo, anche in situazioni socialmente impegnative,<\/li>\n\n\n\n<li>questionari standardizzati.<\/li>\n<\/ul>\n\n<h5 id=\"fase-2-metodo-di-misurazione-della-sonnolenza-veglia-diurna-e-della-vigilanza\" class=\"wp-block-heading\">Fase 2: Metodo di misurazione della sonnolenza\/veglia diurna e della vigilanza<\/h5>\n\n[63,64]Si tratta di testare i componenti dell&#8217;attenzione richiesti quando si guida un veicolo a motore.\nQuesti includono <\/p>\n\n<p>a) semplice allerta = la capacit\u00e0 di reagire rapidamente a un semplice stimolo di avvertimento<\/p>\n\n<p>b) Vigilanza = mantenimento a lungo termine (almeno 30 minuti) dell&#8217;attenzione in condizioni ambientali monotone, ad esempio un lungo viaggio in autostrada, di notte, senza passeggeri,<\/p>\n\n<p>c) attenzione sostenuta = mantenimento dell&#8217;attenzione a lungo termine (almeno 30 minuti) in condizioni ambientali non monotone, ad esempio viaggi pi\u00f9 lunghi in ambienti affollati, traffico condiviso, passeggeri, osservazione di segnali stradali\/semaforo, pedoni.<\/p>\n\n<p>d) Attenzione divisa = elaborazione seriale e parallela delle informazioni; reazione a stimoli rilevanti provenienti da fonti di stimolo diverse, ad esempio passeggeri, conversazioni, traffico, semafori (vedere sotto per gli strumenti di test adatti all&#8217;attenzione).<\/p>\n\n<h5 id=\"fase-3-esame-di-guida\" class=\"wp-block-heading\">Fase 3: esame di guida<\/h5>\n\n<p>Monotonia, almeno 30 minuti, presenza di un valutatore.<\/p>\n\n<p>Per effettuare gli esami di cui alle lettere da a) a c) sono disponibili sia procedure di esame neurofisiologico (ad esempio, MSLT, test multiplo di latenza del sonno, MWT, pupillografia) che neuropsicologico con strumenti di prova e simulatori di guida corrispondenti (vedere le spiegazioni seguenti).<\/p>\n\n[62]La <strong>Tabella 4<\/strong> mostra le aree caratteristiche e il profilo dei requisiti per i metodi di esame della sonnolenza diurna per gli esami medici del lavoro e del traffico.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/tab4_PA3_s14.png\"><img decoding=\"async\" width=\"2208\" height=\"1819\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/tab4_PA3_s14.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-385280 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 2208px; 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(= livello di vigilanza stabile per un periodo di tempo pi\u00f9 lungo, non influenzabile coscientemente) e una componente &#8220;fasica&#8221; (= capacit\u00e0 di aumentare il livello di attivit\u00e0 tonica per una reazione a uno stimolo di avvertimento).  <\/p>\n\n<p>Durante l&#8217;MSLT, il paziente si sdraia a letto in una stanza buia e gli viene chiesto di addormentarsi.\nAllo stesso tempo, vengono registrati un elettroencefalogramma (EEG), un elettrooculogramma (EOG) e un elettromiogramma (EMG).\nLa procedura consiste in quattro o cinque sessioni, ciascuna della durata di 20 minuti a intervalli di due ore.\n [65,66]L&#8217;MSLT misura la latenza media di insorgenza del sonno (ESL) e la comparsa precoce delle cosiddette &#8220;SOREMP&#8221; (fasi REM di insorgenza del sonno) nei primi 15 minuti dopo l&#8217;addormentamento.   <\/p>\n\n<p>Nel test di veglia multipla, la stanza deve essere completamente oscurata e avere una singola fonte di luce debole, definita con precisione, dietro la testa del soggetto.\nLa temperatura della stanza deve essere adatta al benessere del soggetto.\nLa persona sottoposta al test deve sedersi appoggiata al letto con la testa sostenuta da un cuscino.\nAll&#8217;inizio della misurazione, al soggetto viene chiesto di rimanere seduto, di tenere gli occhi aperti e di guardare in avanti, di rimanere sveglio il pi\u00f9 a lungo possibile e di non tenersi sveglio con azioni come cantare, pizzicare o alzarsi.\nIn questo test viene registrata anche l&#8217;architettura del sonno utilizzando EEG, EOG ed EMG.\nIl test viene eseguito in quattro sessioni secondo il protocollo di 40 minuti a intervalli di due ore.\nL&#8217;inizio del sonno \u00e8 il primo periodo in cui vengono rilevati pi\u00f9 di 15 secondi di sonno.\nSe non si verifica alcun sonno, la sessione termina dopo 40 minuti, altrimenti dopo un &#8220;sonno definito&#8221;, definito come tre epoche consecutive nella fase del sonno N1 o un&#8217;epoca in un&#8217;altra fase del sonno.\n [65,67]La latenza di insorgenza del sonno \u00e8 definita come il tempo che intercorre fino all&#8217;insorgenza del sonno o 40 minuti se il sonno non si verifica.\nI risultati di questi test sono direttamente correlati al numero di incidenti.           <\/p>\n\n<p>In uno studio su 618 partecipanti della popolazione generale, i partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi in base alla loro latenza di insorgenza del sonno nell&#8217;MSLT, come segue: sonnolenza eccessiva (tempo di insorgenza del sonno 0,0-\u22645 min, n=69), sonnolenza moderata (tempo di insorgenza del sonno 5,0-\u226410,0 min, n=204) e latenza di insorgenza del sonno sveglio\/attento (&gt;20,0 min., n=345). \u00c8 stato determinato il numero di incidenti negli ultimi 10 anni. C&#8217;era una chiara relazione tra la latenza di insorgenza del sonno e il tasso di incidenti. Questo era del 59,4% per i soggetti con sonnolenza eccessiva, del 52,9% per quelli con sonnolenza moderata e del 47,3% per quelli svegli o vigili. I soggetti con sonnolenza eccessiva avevano quindi un tasso di incidenti significativamente pi\u00f9 alto rispetto a quelli con latenza di insorgenza del sonno normale. Lo stesso si pu\u00f2 dimostrare per la percentuale di incidenti con lesioni gravi. Questa era significativamente pi\u00f9 alta con l&#8217;eccessiva sonnolenza diurna rispetto alla normale latenza di insorgenza del sonno (4,3% contro 0,6%, p=0,002) <strong>(Fig. 8).<\/strong> [68].<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb8_PA3_s17.png\"><img decoding=\"async\" width=\"1325\" height=\"770\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb8_PA3_s17.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-385281 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 1325px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1325\/770;width:400px\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb8_PA3_s17.png 1325w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb8_PA3_s17-800x465.png 800w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb8_PA3_s17-1160x674.png 1160w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb8_PA3_s17-1120x651.png 1120w\" data-sizes=\"(max-width: 1325px) 100vw, 1325px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p>Lo stesso vale per l&#8217;MWT, in cui si chiede al paziente\/soggetto di rimanere sveglio il pi\u00f9 a lungo possibile.\nIn uno studio su 19 pazienti con ipersonnia di origine centrale (9 narcolessia, 9 ipersonnia idiopatica, 17 OSAS) e 19 soggetti sani, i pazienti con latenze di sonno MWT patologiche (0-19 min.) hanno avuto un numero significativamente maggiore di deviazioni di corsia (classico segno di sonnolenza al volante) nella simulazione di guida rispetto ai pazienti con latenze di sonno tra 20 e 33 min.\no 34-40 min.\n&lt;[69]o dei soggetti di controllo (p 0,001)<strong> (Fig. 9) <\/strong>.   <\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb9_PA3_s17.png\"><img decoding=\"async\" width=\"1288\" height=\"970\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb9_PA3_s17.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-385282 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 1288px; 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Il test di vigilanza VIGIL<em> (Mackworth Clock)<\/em> \u00e8 adatto per testare la vigilanza (<strong> Fig. 12 <\/strong><em> )<\/em><strong>. <\/strong> &gt;L&#8217;attenzione sostenuta \u00e8 il mantenimento a lungo termine (almeno 30 minuti) dell&#8217;attenzione in condizioni ambientali non monotone.<strong> La Figura 13<\/strong> mostra un test per misurare l&#8217;attenzione sostenuta<strong>. L<\/strong> &#8216;attenzione divisa \u00e8 l&#8217;elaborazione seriale e parallela delle informazioni.\nIn queste procedure di test, la persona sottoposta al test deve reagire a stimoli rilevanti provenienti da fonti di stimolo diverse (visive, acustiche) (ad esempio, pulsanti e pedali) <strong>(Fig. 14). <\/strong>    <\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb12-14_PA3_s18.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"916\" height=\"2142\" data-src=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb12-14_PA3_s18.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-385285 lazyload\" style=\"--smush-placeholder-width: 916px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 916\/2142;width:400px\" data-srcset=\"https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb12-14_PA3_s18.jpg 916w, https:\/\/medizinonline.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/abb12-14_PA3_s18-800x1871.jpg 800w\" data-sizes=\"(max-width: 916px) 100vw, 916px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<p>Raccomandazioni dell&#8217;Assicurazione Sociale Infortuni tedesca (DGUV): Attivit\u00e0 di guida, controllo e monitoraggio (ex G 25).<\/p>\n\n[71]La DGUV raccomanda la seguente procedura passo-passo come test di idoneit\u00e0 per i dipendenti che svolgono attivit\u00e0 di guida, controllo e monitoraggio:<\/p>\n\n<h5 id=\"fase-1-anamnesi-medica-2\" class=\"wp-block-heading\">Fase 1: anamnesi medica<\/h5>\n\n[Dauer-]Oltre all&#8217;anamnesi medica generale (farmaci, diabete mellito, disturbi cardiovascolari, disturbi dell&#8217;equilibrio, disturbi neurologici e mentali), la presenza di disturbi respiratori legati al sonno (SBAS) viene gi\u00e0 indagata nella fase 1.\n &gt;Il sospetto della presenza di SBAS \u00e8 confermato se il paziente ha un IMC di 30<sup>kg\/m2<\/sup>, una malattia cardiovascolare esistente o una BPCO.\nSe sono presenti questi fattori, la probabilit\u00e0 di SBAS \u00e8 alta.  <\/p>\n\n<h5 id=\"fase-2-anamnesi-estesa\" class=\"wp-block-heading\">Fase 2: anamnesi estesa<\/h5>\n\n[10]L&#8217;intervistato risponde alle domande della<em> Epworth Sleepiness Scale<\/em> sulla probabilit\u00e0 di addormentarsi nelle situazioni menzionate.\nInoltre, viene raccolta l&#8217;anamnesi personale, che comprende le seguenti domande: <\/p>\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Russa frequentemente (quasi ogni notte o pi\u00f9 di 3 volte a settimana) o il suo partner lo segnala?<\/li>\n\n\n\n<li>Ha delle interruzioni della respirazione o il suo partner le segnala?<\/li>\n\n\n\n<li>Soffre di sonnolenza durante il giorno (le si chiudono gli occhi, si addormenta involontariamente?).<\/li>\n\n\n\n<li>Si \u00e8 mai addormentato al lavoro?\nSi \u00e8 mai addormentato al volante? <\/li>\n<\/ol>\n\n<p>Secondo le raccomandazioni della DGUV, i risultati della fase 2 vengono interpretati come segue:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>&gt; ESS <sup> \u226511&amp;<\/sup> &#8211; urgente V.a. sonnolenza diurna patologica<\/li>\n\n\n\n<li>Domanda 3 o 4 con s\u00ec -&gt; Sonnolenza diurna V.a.<\/li>\n\n\n\n<li>Domanda 1 e 2 con s\u00ec -&gt; apnea notturna V.a.<\/li>\n\n\n\n<li>Se le risposte alle domande 3 e 4 sono &#8220;s\u00ec&#8221;, secondo la DGUV esiste la <sup> sonnolenza<\/sup> diurna V.a.<sup>.<\/sup><\/li>\n<\/ul>\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><br\/>N<em> ota degli autori: <\/em>un punteggio ESS \u226510 indica gi\u00e0 una sonnolenza patologica manifesta. $ <em>Nota degli autori:<\/em> Se alle domande 3 e 4 si risponde con &#8220;s\u00ec&#8221;, si tratta di sonnolenza diurna manifesta e patologica.<\/p>\n\n<h5 id=\"fase-3-esami-clinici\" class=\"wp-block-heading\">Fase 3: esami clinici<\/h5>\n\n<p>&gt; In caso di disturbi del sonno legati alla respirazione con sonnolenza diurna identificata nell&#8217;anamnesi &#8211; ulteriore chiarimento medico del sonno.\n&gt; In caso di <sup>sonnolenza diurna\u00a7<\/sup> senza disturbi del sonno legati alla respirazione &#8211; immediata ulteriore diagnosi specialistica. <\/p>\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>\u00a7 Il termine &#8220;disturbi del sonno legati alla respirazione&#8221; \u00e8 fuorviante<sup>.<\/sup> \nDovrebbe essere sostituita dall&#8217;espressione &#8220;disturbi respiratori legati al sonno&#8221;. <\/em><\/p>\n\n<h5 id=\"fase-4-esame-di-follow-up\" class=\"wp-block-heading\">Fase 4: esame di follow-up<\/h5>\n\n<p>La procedura qui \u00e8 la stessa del livello 1.<\/p>\n\n<h3 id=\"prospettiva\" class=\"wp-block-heading\">Prospettiva<\/h3>\n\n<p>Sebbene l&#8217;importanza della sonnolenza diurna in termini di causa di incidenti, alcuni dei quali catastrofici e con un numero significativo di vittime, sia nota da molto tempo, le misure adottate finora per prevenire gli incidenti, come descritto sopra, spesso non sembrano avere alcun effetto di vasta portata o a lungo termine.\nMolte campagne hanno cercato di sensibilizzare la popolazione su questo tema, ma i &#8220;dati concreti&#8221; sul tema &#8220;sonnolenza\/OSAS e rischio di incidenti&#8221; mostrano, al contrario, nessun cambiamento o addirittura un aumento degli incidenti legati alla sonnolenza negli ultimi dieci anni. <\/p>\n\n<p>Quindi, cosa possiamo fare per rendere la conoscenza di questo pericolo il pi\u00f9 accessibile possibile a un gruppo pi\u00f9 ampio?\nTre fattori sono decisivi in questo caso.\nQuesti sono: Prevenzione, educazione e sensibilizzazione.  <\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda la prevenzione, sarebbe auspicabile che ogni nuovo candidato alla patente di guida o persona che richiede il rinnovo venga interrogato sulla sonnolenza alla guida di un veicolo.\nIn questo caso, l&#8217;anamnesi personale pu\u00f2 essere integrata da questionari standardizzati.\n [10,30] Per semplicit\u00e0, tale intervista e\/o la compilazione di un questionario standardizzato (ad esempio, Epworth Sleepiness Score o STOP-Bang) potrebbe avvenire, ad esempio, al momento della richiesta di patente o di rinnovo presso l&#8217;autorit\u00e0 stradale.  <\/p>\n\n<p>Se sulla base dell&#8217;interrogatorio vi sono indicazioni di sonnolenza, il medico di famiglia, ad esempio, dovrebbe organizzare un esame cosiddetto di &#8220;monitoraggio non di laboratorio&#8221; per verificare se l&#8217;OSAS pu\u00f2 essere la causa e determinare l&#8217;ulteriore procedura (ad esempio, un esame di laboratorio del sonno).\nAl momento del rinnovo della patente di guida, il richiedente dovrebbe essere interrogato nuovamente sulla sonnolenza e, se necessario, dovrebbe essere eseguita la procedura descritta. <\/p>\n\n<p>Il secondo fattore chiave che pu\u00f2 aiutare a prevenire gli incidenti causati dalla sonnolenza alla guida \u00e8 l&#8217;educazione.\nLe scuole guida, ad esempio, potrebbero implementare un modulo intitolato &#8220;Sonnolenza al volante &#8211; cosa fare?&#8221; nella parte teorica del programma di formazione. <\/p>\n\n<p>In definitiva, per\u00f2, anche la polizia e i periti devono essere pi\u00f9 consapevoli della sonnolenza come causa degli incidenti.\nLe situazioni in cui la sonnolenza dovrebbe essere considerata come causa quando si registrano gli incidenti sono i tamponamenti, gli incidenti che comportano il superamento della corsia, gli incidenti in condizioni ambientali monotone, gli incidenti notturni, gli incidenti senza passeggero e gli incidenti in cui non sono evidenti reazioni di evitamento (come le corsie di frenata o le manovre evasive) [4].\nLa polizia, che registra l&#8217;incidente, \u00e8 la principale responsabile di questo aspetto.\nAnche in questo caso, un modulo su &#8220;sonnolenza e incidenti&#8221;, idealmente presentato da un medico del sonno o del traffico, potrebbe essere integrato nel programma di formazione.   <\/p>\n\n<p><strong>Messaggi da portare a casa<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La sonnolenza alla guida \u00e8 la causa principale degli incidenti.\nQuesto vale sia per gli autisti professionisti che per gli automobilisti.   <\/li>\n\n\n\n<li>La sindrome da apnea ostruttiva del sonno \u00e8 la causa pi\u00f9 comune di sonnolenza al volante.\nNonostante le numerose campagne sul tema della &#8220;guida sonnolenta&#8221;, le statistiche mostrano un nuovo aumento degli incidenti causati dalla sonnolenza dal 2014, almeno in Germania, dopo un calo temporaneo.   <\/li>\n\n\n\n<li>La campagna bus dell&#8217;UE ha avuto l&#8217;influenza pi\u00f9 significativa sulla direttiva UE in materia di rilascio o rinnovo della patente di guida per i candidati con sonnolenza o sindrome da apnea ostruttiva del sonno.\nLe istruzioni della direttiva europea sono state implementate in tutti i Paesi dell&#8217;UE entro la fine del 2016. <\/li>\n<\/ul>\n\n<p><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-background has-fixed-layout\" style=\"background-color:#8dd2fc78\"><tbody><tr><td><br\/><br\/><br\/>D<strong>ichiarazione<\/strong> Gli articoli degli autori Orth e Rasche sull&#8217;argomento sopra citato sono stati pubblicati nelle seguenti riviste: &#8211; Atemwegs- und Lungenkrankheiten, 2016 &#8211; Zeitschrift f\u00fcr Verkehrssicherheit, 2022<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<p>Letteratura:<\/p>\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Haraldsson PO, et al: Sonnolenza &#8211; un pericolo per il traffico maggiore dell&#8217;alcol. Cause, rischi e trattamento. Lakartidningen 2001; 98(25): 3018-3023.<\/li>\n\n\n\n<li>Ufficio federale di statistica, al 26 marzo 2023.<\/li>\n\n\n\n<li>Peter H, et al.\n(Eds.): Enciclopedia della Medicina del Sonno.\nSpringer, Heidelberg 2007.  <\/li>\n\n\n\n<li>Morsy NE, et al: Apnea ostruttiva del sonno: implicazioni personali, sociali, di salute pubblica e legali. Rev Environ Health 2019; 34(2): 153-169; doi: 10.1515\/reveh-2018-0068.<\/li>\n\n\n\n<li>1\u00b0 principio guida &#8211; BGH, decisione del 18 novembre 1969 &#8211; 4 StR 66\/69 2018.<\/li>\n\n\n\n<li>Wise MS: Misure oggettive di sonnolenza e veglia: applicazione al mondo reale?\nJ Clin Neurophysiol 2006; 23(1): 39-49; doi: 10.1097\/01.wnp.0000190416.62482.42. <\/li>\n\n\n\n<li>Connor J, et al: Sonnolenza del conducente e rischio di lesioni gravi per gli occupanti dell&#8217;auto: studio caso-controllo basato sulla popolazione. BMJ 2002; 324(7346): 1125; doi: 10.1136\/bmj.324.7346.1125.<\/li>\n\n\n\n<li>Karimi M, et al: La vigilanza ridotta e l&#8217;aumento del tasso di incidenti negli operatori del trasporto pubblico sono associati a disturbi del sonno. Accid Anal Prev 2013; 51: 208-214; doi: 10.1016\/j.aap.2012.11.014.<\/li>\n\n\n\n<li>Sabil A, et al: Fattori di rischio per la sonnolenza al volante e gli incidenti automobilistici legati al sonno tra i pazienti con apnea ostruttiva del sonno: dati della coorte del sonno francese Pays de la Loire. Nat Sci Sleep 2021; 13: 1737-1746; doi: 10.2147\/NSS.S328774.<\/li>\n\n\n\n<li>Johns MW: Un nuovo metodo per misurare la sonnolenza diurna: la scala della sonnolenza di Epworth. Sleep 1991; 14(6): 540-545; doi: 10.1093\/sleep\/14.6.540.<\/li>\n\n\n\n<li>Philip P, et al: La sonnolenza auto-riferita e non l&#8217;indice di ipopnea da apnea \u00e8 il miglior predittore degli incidenti legati alla sonnolenza nell&#8217;apnea ostruttiva del sonno. Sci Rep 2020; 10(1): 16267; doi: 10.1038\/s41598-020-72430-8.<\/li>\n\n\n\n<li>Howard ME, et al: Sonnolenza, respirazione disturbata dal sonno e fattori di rischio di incidenti nei conducenti di veicoli commerciali. Am J Respir Crit Care Med 2004; 170(9): 1014-1021; doi: 10.1164\/rccm.200312-1782OC.<\/li>\n\n\n\n<li>Carter N, et al: Debito di sonno, sonnolenza e incidenti tra i maschi della popolazione generale e gli autisti professionisti maschi. Accid Anal Prev 2003; 35(4): 613-617; doi: 10.1016\/s0001-4575(02)00033-7.<\/li>\n\n\n\n<li>P\u00e9rez-Chada D, et al: Abitudini di sonno e rischio di incidenti tra i camionisti: uno studio trasversale in Argentina. Sleep 2005; 28(9): 1103-1108; doi: 10.1093\/sleep\/28.9.1103.<\/li>\n\n\n\n<li>Souza JC, et al: Abitudini di sonno, sonnolenza e incidenti tra i camionisti. Arquivos de Neuro-Psiquiatria 2005; 63: 925-930; doi: 10.1590\/s0004-282&#215;2005000600004.<\/li>\n\n\n\n<li>Vennelle M, et al: Sonnolenza e incidenti correlati al sonno nei conducenti di autobus commerciali. Sleep and Breathing 2010; 14(1): 39-42; doi: 10.1007\/s11325-009-0277-z.<\/li>\n\n\n\n<li>Akkoyunlu ME, et al: Indagine sulla prevalenza della sindrome di apnea ostruttiva del sonno tra gli autisti di lunga distanza di Zonguldak, Turchia.<br\/>Multidisciplinary Respiratory Medicine 2013, 8(1): 10; doi: 10.1186\/2049-6958-8-10.<\/li>\n\n\n\n<li>Catarino R, et al: Sonnolenza e respirazione disturbata dal sonno nei camionisti. Analisi del rischio di incidenti stradali. Sleep and Breathing 2014; 18: 59-68; doi: 10.1007\/s11325-013-0848-x.<\/li>\n\n\n\n<li>19 Netzer NC, et al: Utilizzo del Questionario di Berlino per identificare i pazienti a rischio di sindrome da apnea del sonno. Ann Intern Med 1999; 131(7): 485-491; doi: 10.7326\/0003-4819-131-7-199910050-00002.<\/li>\n\n\n\n<li>\u00d6zer C, et al: Sonnolenza diurna e abitudini del sonno come fattori di rischio di incidenti stradali in un gruppo di autisti del trasporto pubblico turco. International Journal of Clinical and Experimental Medicine 2014; 7(1): 268-273.<\/li>\n\n\n\n<li>Stevenson MR, et al: Il ruolo della sonnolenza, dei disturbi del sonno e dell&#8217;ambiente di lavoro sugli incidenti automobilistici pesanti in 2 Stati australiani. American Journal of Epiemiology 2014; 179(5): 594-601; doi: 10.1093\/aje\/kwt305.<\/li>\n\n\n\n<li>Ebrahimi MH, et al: Abitudini di sonno e rischio di incidenti stradali per i conducenti professionali iraniani. International Journal of Occupational and Medical Environmental Health 2015; 28(2): 305-312; doi: 10.13075\/ijomeh.1896.00360.<\/li>\n\n\n\n<li>Liu Y, et al: Prevalenza della sindrome da apnea ostruttiva del sonno ipopnea negli autisti professionisti e relazione con gli incidenti stradali.<br\/>Zhonghua Yi Xue Za Zhi 2016; 96(48): 3902-3905; doi: 10.3760\/cma.j.issn.0376-2491.2016.48.011.<\/li>\n\n\n\n<li>24 Girotto E, et al: Condizioni di lavoro e sonnolenza durante la guida tra gli autisti di camion. Traffic Injury Prevention 2019; 20(5): 504-509; doi: 10.1080\/15389588.2019.1609670.<\/li>\n\n\n\n<li>25 Alahmari MD, et al: Guida assonnata e rischio di apnea ostruttiva del sonno tra i camionisti in Arabia Saudita. Traffic Injury Prevention 2019; 20(5): 498-503; doi: 10.1080\/15389588.2019.1608975.<\/li>\n\n\n\n<li>Celikhisar H, et al: Associazione della presenza e della gravit\u00e0 della sindrome di apnea ostruttiva del sonno con il rischio di incidenti nei conducenti di autobus urbani. The Journal of the Pakistan Medical Association 2020; 70(12(A): 2184-2189; doi: 10.47391\/JPMA.435.<\/li>\n\n\n\n<li>Adami A, et al: Scarsa performance dei questionari di screening per l&#8217;apnea ostruttiva del sonno nei conducenti commerciali maschi. Sleep Breath 2022; 26(2): 541-547; doi: 10.1007\/s11325-021-02414-z.<\/li>\n\n\n\n<li>Pocobelli G, et al: Apnea ostruttiva del sonno e rischio di incidente automobilistico. Sleep Med 2021; 85: 196-203; doi: 10.1016\/j.sleep.2021.07.019.<\/li>\n\n\n\n<li>Sebastian SK, et al: Uso clinico dei questionari STOP-BANG e ESS nella valutazione dei fattori di rischio legati all&#8217;apnea ostruttiva del sonno per gli incidenti automobilistici tra i conducenti di mezzi pubblici a Delhi, India. Sleep Breath 2021; 25(3): 1461-1466; doi: 10.1007\/s11325-020-02277-w.<\/li>\n\n\n\n<li>Chung F, et al: Questionario STOP-Bang: un approccio pratico per lo screening dell&#8217;apnea ostruttiva del sonno. Chest 2016; 149(3): 631-638; doi: 10.1378\/chest.15-0903.<\/li>\n\n\n\n<li>Felix M, et al: Rischio di apnea ostruttiva del sonno e incidenti stradali tra gli autisti di autobus maschi in Ecuador: esiste una relazione significativa? Ann Med Surg (Lond) 2022; 74: 103296; doi: 10.1016\/j.amsu.2022.103296.<\/li>\n\n\n\n<li>Argel M, et al: Screening dell&#8217;apnea ostruttiva del sonno nei camionisti. Cien Saude Colet 2023; 8(6): 1863-1872; doi: 10.1590\/1413-81232023286.16022022.<\/li>\n\n\n\n<li>Peppard PE, et al: Aumento della prevalenza della respirazione disturbata dal sonno negli adulti. American Journal of Epidemiology 2013; 177(9): 1006-1014; doi: 10.1093\/aje\/kws342.<\/li>\n\n\n\n<li>Phillips RO, et al: Incidenti stradali causati da conducenti assonnati: aggiornamento di un sondaggio norvegese. Analisi e prevenzione degli incidenti 2013; 50: 138-146; doi: 10.1016\/j.aap.2012.04.003.<\/li>\n\n\n\n<li>Garbarino S, et al: L&#8217;apnea del sonno, il debito di sonno e la sonnolenza diurna sono associati in modo indipendente agli incidenti stradali. Uno studio trasversale sui conducenti di camion. PLOs One 2016; 11(11): e0166262; doi: 10.1371\/journal.pone.0166262.<\/li>\n\n\n\n<li>Findley LJ, et al: Prestazioni del simulatore di guida in pazienti con apnea del sonno. Am Rev Respir Dis 1989; 140: 529-530; doi: 10.1164\/ajrccm\/140.2.529.<\/li>\n\n\n\n<li><br\/>Findley LJ, et al: Gravit\u00e0 dell&#8217;apnea notturna e incidenti automobilistici. N Engl J Med 1989; 320(13): 868-869; doi: 10.1056\/nejm198903303201314.<\/li>\n\n\n\n<li>Langwieder K: Struttura degli incidenti con vittime sulle autostrade nello Stato Libero di Baviera nel 1991: un contributo all&#8217;analisi degli incidenti.\nHUK-Verband 1994. <\/li>\n\n\n\n<li>Statista 2023.<\/li>\n\n\n\n<li>Barb\u00e9 F, et al.\ncon la collaborazione tecnica di MARIA de LLUC: (1998): Incidenti automobilistici in pazienti con sindrome di apnea del sonno.\nUno studio epidemiologico e meccanicistico.\nAm J Respir Criti Care Med 1998; 158: 18-22; doi: 10.1164\/ajrccm.158.1.9709135.   <\/li>\n\n\n\n<li>Young T, et al: Respirazione disturbata dal sonno e incidenti automobilistici in un campione di adulti occupati basato sulla popolazione. Sleep 1997; 20(8): 608-613; doi: 10.1093\/sleep\/20.8.608.<\/li>\n\n\n\n<li>Ter\u00e1n-Santos J, et al: L&#8217;associazione tra l&#8217;apnea del sonno e il rischio di incidenti stradali.<br\/>Gruppo cooperativo Burgos-Santander. N Engl J Med 1999; 340(11): 847-851; doi: 10.1056\/NEJM199903183401104.<\/li>\n\n\n\n<li>Lloberes P, et al: La sonnolenza auto-riferita durante la guida come fattore di rischio per gli incidenti stradali nei pazienti con sindrome di apnea ostruttiva del sonno e nei russatori non apnoici. Respiratory Medicine 2000; 94(10): 971-976; doi: 10.1053\/rmed.2000.0869.<\/li>\n\n\n\n<li>Masa JF, et al: I conducenti abitualmente addormentati hanno un&#8217;alta frequenza di incidenti automobilistici associati a disturbi respiratori durante il sonno. Am J Respir Crit Care Med 2000; 162(4 Pt 1): 1407-1412; doi: 10.1164\/ajrccm.162.4.9907019.<\/li>\n\n\n\n<li>Horstmann S, et al: Incidenti legati al sonno in pazienti con apnea notturna. Sonno 2000; 23(3): 383-389.<\/li>\n\n\n\n<li>Komada Y, et al: Rischio elevato di incidenti automobilistici per i conducenti maschi con sindrome di apnea ostruttiva del sonno nell&#8217;area metropolitana di Tokyo. Tohoku J Exp Med 2009; 219(1): 11-16; doi: 10.1620\/tjem.219.11.<\/li>\n\n\n\n<li>Philip P, et al: Disturbi del sonno e rischio di incidenti in un ampio gruppo di conducenti regolari registrati in autostrada. Sleep Medicine 2010; 11(10): 973-979; doi: 10.1016\/j.sleep.2010.07.010.<\/li>\n\n\n\n<li>Ward KL, et al: L&#8217;eccessiva sonnolenza diurna aumenta il rischio di incidente automobilistico nell&#8217;apnea ostruttiva del sonno. Journal of Clinical Sleep Medicine 2013; 9(10): 1013-1021; doi: 10.5664\/jcsm.3072.<\/li>\n\n\n\n<li>Basoglu OK, et al: Rischio elevato di incidenti automobilistici legati alla sonnolenza nei pazienti con sindrome di apnea ostruttiva del sonno: uno studio caso-controllo. Traffic Injury Prevention 2014; 15(5): 470-476; doi: 10.1080\/15389588.2013.830213.<\/li>\n\n\n\n<li>Arita A, et al: Fattori di rischio per gli incidenti automobilistici causati dall&#8217;addormentamento durante la guida nella sindrome di apnea ostruttiva del sonno. Sleep and Breathing 2015; 19: 1229-1234; doi: 10.1007\/s11325-015-1145-7.<\/li>\n\n\n\n<li>Karimi M, et al: Il rischio di incidenti automobilistici correlato all&#8217;apnea notturna \u00e8 ridotto dalla pressione positiva continua delle vie aeree: dati del Registro degli incidenti stradali svedese.<br\/>Sleep 2015; 38(3): 341-349; doi: 10.5665\/sleep.4486.<\/li>\n\n\n\n<li>Lichtblau M, et al: Rischio di incidenti legati alla sonnolenza in Svizzera: risultati di un questionario online sul rischio di apnea notturna e di campagne di sensibilizzazione. Frontiers in Medicine (Losanna) 2017; 4; doi: 10.3389\/fmed.2017.00034.<\/li>\n\n\n\n<li>Matsui K, et al: Il sonno insufficiente, piuttosto che l&#8217;indice di apnea-ipopnea, pu\u00f2 essere associato ai problemi di guida legati alla sonnolenza dei pazienti giapponesi con sindrome di apnea ostruttiva del sonno che risiedono in aree metropolitane. Sleep Medicine 2017; 33: 19-22; doi: 10.1016\/j.sleep.2016.07.022.<\/li>\n\n\n\n<li>Purtle MW, et al: Guidare con apnea ostruttiva del sonno (OSA) non diagnosticata: alta prevalenza del rischio di OSA nei conducenti che hanno subito un incidente automobilistico. Traffic Inj Prev 2020; 21(1): 38-41; doi: 10.1080\/15389588.2019.1709175.<\/li>\n\n\n\n<li>Cheng AC, et al: Effetto dell&#8217;apnea ostruttiva del sonno sul rischio di lesioni &#8211; uno studio di coorte basato sulla popolazione nazionale. Int J Environ Res Public Health 2021; 18(24): 13416; doi: 10.3390\/ijerph182413416.<\/li>\n\n\n\n<li>Fanfulla F, et al: Determinanti della sonnolenza al volante e degli incidenti mancati nei pazienti con apnea ostruttiva del sonno. Front Neurosci 2021; 15: 656203; doi: 10.3389\/fnins.2021.656203.<\/li>\n\n\n\n<li>Udholm N, et al: Apnea ostruttiva del sonno e incidenti stradali: uno studio di coorte nazionale danese. Sleep Med 2022; 96: 64-66; doi: 10.1016\/j.sleep.2022.04.003.<\/li>\n\n\n\n<li>Luzzi V, et al: Correlazioni tra la sindrome di apnea ostruttiva del sonno e la sonnolenza diurna con il rischio di incidenti automobilistici nella popolazione lavorativa adulta: una revisione sistematica e una meta-analisi con un approccio basato sul genere. J Clin Med 2022; 11(14): 3971; doi: 10.3390\/jcm11143971.<\/li>\n\n\n\n<li>Goncalves M, et al: Sonnolenza al volante in Europa: un&#8217;indagine su 19 Paesi. Journal of Sleep Research 2015; 24(3): 242-253; doi: 10.1111\/jsr.12267.<\/li>\n\n\n\n<li>Goncalves M, et al: Sonnolenza al volante in Europa: un&#8217;indagine su 19 Paesi. J Sleep Res 2015; doi: 10.1111\/jsr.12267.<\/li>\n\n\n\n<li>61 DIRETTIVA 2014\/85\/UE DELLA COMMISSIONE del 1\u00b0 luglio 2014 che modifica la direttiva 2006\/126\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la patente di guida.<\/li>\n\n\n\n<li>Istituto Federale di Ricerca Autostradale (BaSt) Linee guida di valutazione dell&#8217;idoneit\u00e0 alla guida.\nRapporti dell&#8217;Istituto Federale di Ricerca Autostradale (stato: 1 giugno 2022). <\/li>\n\n\n\n<li>Posner M, Rafal R: Teorie cognitive dell&#8217;attenzione e riabilitazione dei deficit attentivi. In: Meier, M.\/Benton, A.\/Diller, L. (eds.): Riabilitazione neuropsicologica, Churchil Livingstone, Edimburgo 1987, 182-201.<\/li>\n\n\n\n<li>Wee\u00df HG, et al: Vigilanza, propensione all&#8217;addormentamento, attenzione sostenuta, fatica, sonnolenza &#8211; La misurazione dei processi legati alla fatica nell&#8217;ipersonnia &#8211; Basi teoriche. Somnologia 1998; 2(1): 32-41.<\/li>\n\n\n\n<li>Carskadon MA, et al: Linee guida per il test di latenza multipla del sonno (MSLT): una misura standard della sonnolenza. Sleep 1986; 9(4): 519-524; doi: 10.1093\/sleep\/9.4.519.  <\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Multipler_Schlaflatenz%0Atest\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><br\/>Wikipedia<\/a><a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Multipler_Schlaflatenz%0Atest\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">(https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Multipler_Schlaflatenz test<\/a>); ultimo accesso: 23\/07\/2024.  <\/li>\n\n\n\n<li>Littner MR, et al: Comitato per gli Standard di Pratica dell&#8217;Accademia Americana di Medicina del Sonno. Parametri pratici per l&#8217;uso clinico del test di latenza multipla del sonno e del test di mantenimento della veglia. Sleep 2005; 28(1): 113-121; doi: 10.1093\/sleep\/28.1.113.<\/li>\n\n\n\n<li>Drake C, et al: Il rischio a 10 anni di incidenti automobilistici verificati in relazione alla sonnolenza fisiologica. Sleep 2010; 33(6): 745-752; doi: 10.1093\/sleep\/33.6.745.<\/li>\n\n\n\n<li>Philip P, et al: punteggi del test di mantenimento della veglia e prestazioni di guida in pazienti con disturbi del sonno e controlli. Int J Psychophysiol 2013; 89(2): 195-202.<\/li>\n\n\n\n<li>Philip P et al: Test di mantenimento della veglia: come prevede il rischio di incidenti nei pazienti con disturbi del sonno?\nMedicina del sonno 2021; 77: 249-255; doi: 10.1016\/j.sleep. <\/li>\n\n\n\n<li>Raccomandazioni del DGUV per le visite e gli esami di salute sul lavoro.\nGentner 2022. <\/li>\n<\/ol>\n\n<p><\/p>\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>InFo PNEUMOLOGIA &amp; ALLERGOLOGIA 2024; 6(3): 6-21<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pi\u00f9 grande nemico dell&#8217;idoneit\u00e0 alla guida &#8211; dal punto di vista della medicina del sonno &#8211; \u00e8 la sonnolenza. 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