{"id":388492,"date":"2024-11-19T00:01:00","date_gmt":"2024-11-18T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/medizinonline.com\/?p=388492"},"modified":"2024-10-21T09:51:48","modified_gmt":"2024-10-21T07:51:48","slug":"cura-di-base-con-ingredienti-idrofili-e-lipofili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medizinonline.com\/it\/cura-di-base-con-ingredienti-idrofili-e-lipofili\/","title":{"rendered":"Cura di base con ingredienti idrofili e lipofili"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In molti Paesi, la xerosi cutis \u00e8 il problema dermatologico pi\u00f9 comune nella popolazione geriatrica. Soprattutto quando la xerosi cutis \u00e8 associata a prurito, ci\u00f2 comporta una notevole riduzione della qualit\u00e0 di vita. I cambiamenti strutturali e funzionali della pelle senescente richiedono una cura profilattica e, se necessario, terapeutica della pelle con barriera protettiva.    <\/strong><\/p>\n\n<!--more-->\n\n[1,2]La comparsa della xerosi cutis \u00e8 elencata come diagnosi separata nell&#8217;ICD-10 (codifica L85.3) ed \u00e8 associata al processo di invecchiamento intrinseco. L&#8217;incidenza aumenta in modo correlato all&#8217;et\u00e0, anche se le informazioni rilevanti nella letteratura specializzata variano a seconda dello studio e della popolazione esaminata [2]:   <\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>In uno studio condotto in Germania tra il 2019 e il 2021 su 314 residenti in case di cura di 17 strutture, la prevalenza della xerosi cutis \u00e8 stata del 95,9%, con un&#8217;et\u00e0 media di 85,4 anni (SD 7,1) [3].  <\/li>\n\n\n\n<li>In uno studio condotto nel 2015\/2016 su 1662 residenti in case di cura (et\u00e0 media: 81 anni) e 1486 pazienti ospedalizzati (et\u00e0 media: 70,2 anni), la prevalenza era rispettivamente del 41,2% e del 55,2% [4].  <\/li>\n\n\n\n<li>E in uno studio multicentrico di pazienti di et\u00e0 superiore ai 65 anni in assistenza primaria (n=756), la xerosi cutis \u00e8 stata documentata nel 55,6% [5]. Tra i pazienti senza altre malattie della pelle in questo studio, la qualit\u00e0 della vita (questionario SF-12**) era pi\u00f9 compromessa nei pazienti anziani che in quelli pi\u00f9 giovani.   <\/li>\n<\/ul>\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>** Versione breve del questionario SF-36 (The 36-Item Short Form Health Survey)  [15]<\/em><\/p>\n\n<p>Il &#8220;Punteggio complessivo della pelle secca&#8221; (ODS) \u00e8 ampiamente utilizzato per valutare la gravit\u00e0 della secchezza cutanea [6].  <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-background has-fixed-layout\" style=\"background-color:#8dd2fc61\"><tbody><tr><td>\u00c8 importante applicare le cure di base almeno due volte al giorno e osservare determinate misure comportamentali. [10] Bisogna evitare docce o bagni troppo lunghi o troppo caldi. I detergenti sintetici sono preferibili ai saponi e l&#8217;aria nella stanza non deve essere troppo secca. <br\/> [10] Si raccomanda anche un&#8217;assunzione sufficiente di liquidi, in quanto la sensazione di sete \u00e8 generalmente ridotta in et\u00e0 avanzata e le terapie farmacologiche (ad esempio, i diuretici) possono portare ad un&#8217;ulteriore perdita di liquidi.    <\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<h3 id=\"secchezza-cutanea-e-prurito-associati-alleta\" class=\"wp-block-heading\">Secchezza cutanea e prurito associati all&#8217;et\u00e0  <\/h3>\n\n[7,8]La xerosi negli anziani \u00e8 multifattoriale: i cambiamenti intrinseci nella cheratinizzazione e nel contenuto lipidico, l&#8217;uso di diuretici e altri farmaci, le malattie sistemiche e il riscaldamento\/condizionamento dell&#8217;aria possono contribuire. La xerosi cutis \u00e8 associata a una ridotta idratazione dello strato corneo, a un aumento del valore del pH e a una ridotta elasticit\u00e0 [2].   <\/p>\n\n<p>Il prurito associato alla pelle secca pu\u00f2 avere un impatto particolarmente negativo sulla qualit\u00e0 della vita [9]. [2,10] Il grattamento pu\u00f2 portare a ferite dolorose e le escoriazioni da grattamento sono un punto di ingresso per gli agenti infettivi. [10] La prevalenza del prurito associato all&#8217;et\u00e0 riportata in letteratura varia notevolmente. [11,12] I disturbi funzionali renali ed epatici sono considerati fattori di aumento e l&#8217;uso di diuretici pu\u00f2 ridurre la disponibilit\u00e0 di una fase idrica biocompatibile nello strato corneo.     <\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-background has-fixed-layout\" style=\"background-color:#8dd2fc61\"><tbody><tr><td>[16]Nella pelle pi\u00f9 vecchia, il tasso di rinnovamento dei cheratinociti rallenta e il loro numero pu\u00f2 diminuire di conseguenza e a causa dell&#8217;aumento dell&#8217;apoptosi. Poich\u00e9 lo strato corneo formato dai cheratinociti \u00e8 un elemento essenziale della funzione di barriera cutanea, il suo indebolimento non solo porta a una ridotta funzione protettiva, ma anche a una maggiore perdita di acqua [8]. [16] Questo effetto \u00e8 intensificato anche dalla diminuzione del numero e della funzione delle ghiandole sebacee, per cui si deve prevedere un indebolimento dello strato lipidico, un altro elemento chiave della barriera e dello strato impermeabile. Questi fattori portano alla disidratazione della pelle e quindi a una maggiore suscettibilit\u00e0 e a un forte prurito [8]. Con la graduale degenerazione dell&#8217;innervazione della pelle e la riduzione del numero di ghiandole sudoripare, l&#8217;equilibrio termico e la tolleranza al freddo si deteriorano. [17] La pelle secca aumenta ulteriormente la suscettibilit\u00e0 e il successivo grattamento dovuto all&#8217;eczema e al prurito pu\u00f2 portare alla formazione di lesioni secondarie, ossia escoriazioni ed erosioni.       <\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<h3 id=\"compensare-i-deficit-funzionali-della-barriera-fisico-chimica\" class=\"wp-block-heading\">Compensare i deficit funzionali della barriera fisico-chimica<\/h3>\n\n[10]I lipidi che formano la membrana (ceramidi o fosfolipidi), l&#8217;acqua e le molecole igroscopiche sono i sostituti decisivi per la formazione delle strutture di membrana nella matrice intercorneocitaria. [13] E per una reidratazione efficace, la scelta di un valore di pH acido (\u22645,5), un&#8217;elevata capacit\u00e0 tampone e umettanti inerti ed efficaci (ad esempio glicerolo o urea) sono fattori importanti. [14] Le particolarit\u00e0 della pelle invecchiata hanno alcune implicazioni per l&#8217;applicazione di preparati topici: bisogna ricordare che l&#8217;assorbimento dei principi attivi \u00e8 ridotto a causa dell&#8217;atrofia dello strato corneo (funzione di serbatoio), ma allo stesso tempo il tasso di permeazione epiteliale pu\u00f2 essere aumentato rispetto alla pelle adulta. [14] Inoltre, si pu\u00f2 ipotizzare un cambiamento delle condizioni di diffusione causato dalla riduzione della microcircolazione nel tessuto coriale. Si raccomanda pertanto di applicare prodotti di base per la cura della pelle pi\u00f9 volte al giorno e di osservare alcune misure di accompagnamento <strong>(box).<\/strong>    <\/p>\n\n<p>Letteratura:  <\/p>\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>ICD-10-GM: Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie, Modifica Tedesca, <a href=\"http:\/\/www.bfarm.de\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.bfarm.de,<\/a>(ultimo accesso 08.10.2024)  <\/li>\n\n\n\n<li>Amin E, et al: Health Science Reports 2024; Volume7, Issue3; Marzo 2024, e1985.<\/li>\n\n\n\n<li>V\u00f6lzer B, et al: Int J Nurs Stud 2023 maggio; 141: 104472.<\/li>\n\n\n\n<li>Lechner A, et al: Nurs Open 2019; 6(1): 189-196.<\/li>\n\n\n\n<li>Paul C, et al: Dermatologia 2011; 223(3): 260-265.<\/li>\n\n\n\n<li>Byrne AJ: Int J Cosmet Sci 2010; 32(6): 410-421.<\/li>\n\n\n\n<li>White-Chu EF, Reddy M: Clin Dermatol 2011; 29: 37-42.<\/li>\n\n\n\n<li>G\u00f6r\u00f6g A, et al: Sviluppi nelle Scienze della Salute 2022; Volume 4 (Numero 4): 77-80.<\/li>\n\n\n\n<li>Kim S, et al: J Dermatol Treat 2022; 33(1): 300-305.<\/li>\n\n\n\n<li>Therstappen K, Eichner A, Wohlrab J: Dermatologia (Heidelberg) 2023; 74(10):773-781.  <\/li>\n\n\n\n<li>Reszke R, et al: Int J Dermatol 2015; 54:e332-338.<\/li>\n\n\n\n<li>Wohlrab J, Hilpert K, Wohlrab A: Dermatologist 2014; 65: 911-920.<\/li>\n\n\n\n<li>Lichterfeld-Kottner A, et al: Int J Nurs Stud 2020; 103: 103509.<\/li>\n\n\n\n<li>Proksch E: Dermatologo 2014; 65: 192-196.  <\/li>\n\n\n\n<li>Ware J, Jr, Kosinski M, Keller SD: Med Care (1996) 34(3): 220-233.<\/li>\n\n\n\n<li>Choi EH: Clin Dermatol 2019; 37: 336-345.<\/li>\n\n\n\n<li>Chang AL, et al: J Am Med Dir Assoc 2013; 14: 724-730.<\/li>\n<\/ol>\n\n<p><\/p>\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><em><br\/>PRATICA GP 2024; 19(10): 48 PRATICA DERMATOLOGICA 2024<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In molti Paesi, la xerosi cutis \u00e8 il problema dermatologico pi\u00f9 comune nella popolazione geriatrica. 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