L’esofagite eosinofila (EoE) è ancora trattata in modo inadeguato rispetto alla sua associazione con altre malattie infiammatorie di tipo 2 (T2). I ricercatori italiani hanno cercato di colmare questa lacuna. La loro conclusione: nei pazienti con EoE, non è più sufficiente affidarsi all’anamnesi o a un contributo specialistico isolato. Una valutazione strutturata e multidisciplinare migliora l’accuratezza diagnostica, identifica gli obiettivi terapeutici e consente un piano di trattamento più personalizzato.
Autoren
- Jens Dehn
Publikation
- GASTROENTEROLOGIE PRAXIS
Related Topics
You May Also Like
- Dapagliflozin per T2D e insufficienza cardiaca
Grasso epicardico ridotto nei pazienti con diabete di tipo 2 e HF
- Un nodo dell'invecchiamento biologico
Disfunzione mitocondriale e metabolismo energetico
- Alfabetizzazione sanitaria
Promuovere l’alfabetizzazione sanitaria: dal livello astratto a quello concreto
- Terapia farmacologica
Sintomi di ansia nei disturbi alimentari
- Caso di studio
Sindrome di Wiedemann-Steiner in una bambina di 2 anni
- Dolore cronico alla schiena
Assistenza nell’ospedale virtuale – il progetto Back@home
- Artrite psoriasica
La remissione a lungo termine è possibile anche senza DMARD.
- Rilevanza clinica, benefici e limiti