L’esofagite eosinofila (EoE) è ancora trattata in modo inadeguato rispetto alla sua associazione con altre malattie infiammatorie di tipo 2 (T2). I ricercatori italiani hanno cercato di colmare questa lacuna. La loro conclusione: nei pazienti con EoE, non è più sufficiente affidarsi all’anamnesi o a un contributo specialistico isolato. Una valutazione strutturata e multidisciplinare migliora l’accuratezza diagnostica, identifica gli obiettivi terapeutici e consente un piano di trattamento più personalizzato.
Autoren
- Jens Dehn
Publikation
- GASTROENTEROLOGIE PRAXIS
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