Nei pazienti affetti da ASCVD, le moderne tecniche di imaging quali la CCTA e la risonanza magnetica cardiaca costituiscono spesso una solida base per le successive decisioni terapeutiche. La procedura invasiva del cateterismo cardiaco viene attualmente impiegata soprattutto nei casi in cui sussista il rischio di infarto miocardico o se questo sia già sospettato. Tuttavia, negli ultimi anni, per i pazienti ad alto rischio con presenza accertata di placche vulnerabili, le strategie interventistiche volte alla prevenzione degli eventi coronarici sono diventate oggetto di crescente interesse. Nell’ambito di uno studio randomizzato è stato esaminato l’effetto di una PCI preventiva nei pazienti ad alto rischio, quali i diabetici di tipo 2.
Autoren
- Mirjam Peter, M.Sc.
Publikation
- HAUSARZT PRAXIS
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