Il cuore umano non batte semplicemente al ritmo di un suono simile a un metronomo, ma produce una “musica cardiaca” complessa e multistrato che trova la sua espressione in milioni di microvariazioni. Al centro di questa melodia ci sono i circuiti di controllo fine delle cellule pacemaker sinoatriali (SAN), i cui “sistemi di orologio” accoppiati – orologi ionici di membrana e orologi intracellulari di calcio – sono continuamente modulati dal sistema nervoso autonomo. La loro interazione crea una sinfonia del ritmo cardiaco che riflette l’equilibrio fisiologico e si adatta alle mutevoli esigenze in tempo reale. Con l’avanzare dell’età, si verificano sottili disturbi in questo sistema: le sottigliezze ritmiche si perdono, la sinfonia diventa irrequieta e infine dissonante, con conseguenti anomalie del ritmo subcliniche e una maggiore predisposizione alla sindrome del seno malato o alla fibrillazione atriale.
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