In medicina, la “longevità” non è più un marketing anti-invecchiamento, ma una questione molto specifica di prevenzione di precisione: quali interventi farmacologici prevengono (o ritardano) gli endpoint cardiometabolici, renali, oncologici e funzionali – e quindi plausibilmente anche l'”invecchiamento biologico”? Il punto cruciale per i medici è che solo una parte della discussione sulla longevità si basa su endpoint clinici concreti (mortalità, MACE, ricovero per HF, progressione della CKD), mentre gran parte di essa deriva da modelli animali, marcatori surrogati o piccoli studi sull’uomo. Quella che segue è una classificazione strettamente basata sull’evidenza e orientata alla pratica – comprese quelle sostanze che sono state spettacolari nel modello murino o che sono utilizzate off-label in alcune parti della scena.
Autoren
- Tanja Schliebe
Publikation
- Longevity-Special
You May Also Like
- Dal sintomo alla diagnosi
Cisti renali complicate
- Fibrillazione atriale
Anticoagulazione dopo l’ablazione con catetere: per quanto tempo?
- Trattamento delle ferite e copertura dei difetti dermici
Matrice di pelle di pesce per il trattamento di ulcere complesse
- Benessere della professione medica nell'assistenza primaria
Risultati di un’indagine nazionale in Svizzera
- Asma grave e CRSwNP
Collaborazione multidisciplinare tra pneumologia, allergologia e otorinolaringoiatria.
- Mielofibrosi
Nuove scoperte sul ruolo dell’infiammazione nella patogenesi
- Incretino-mimetici per l'obesità e il prediabete
Liraglutide, semaglutide e tirzepatide: una base di prove considerevole
- Trattamento delle ferite infette e delle ferite a rischio di infezione