In medicina, la “longevità” non è più un marketing anti-invecchiamento, ma una questione molto specifica di prevenzione di precisione: quali interventi farmacologici prevengono (o ritardano) gli endpoint cardiometabolici, renali, oncologici e funzionali – e quindi plausibilmente anche l'”invecchiamento biologico”? Il punto cruciale per i medici è che solo una parte della discussione sulla longevità si basa su endpoint clinici concreti (mortalità, MACE, ricovero per HF, progressione della CKD), mentre gran parte di essa deriva da modelli animali, marcatori surrogati o piccoli studi sull’uomo. Quella che segue è una classificazione strettamente basata sull’evidenza e orientata alla pratica – comprese quelle sostanze che sono state spettacolari nel modello murino o che sono utilizzate off-label in alcune parti della scena.
Autoren
- Tanja Schliebe
Publikation
- Longevity-Special
You May Also Like
- Dermatite seborroica negli adulti e negli adolescenti
Stato attuale delle conoscenze e nuovi approcci terapeutici
- Chirurgia plastica e microchirurgia ricostruttiva per la DFS
La conservazione funzionale dell’arto tra controllo delle infezioni, medicina vascolare e resurfacing
- Ortobiologici per l'osteoartrite del ginocchio
PRP e iniezioni di acido ialuronico come elementi costitutivi di un concetto multimodale
- Sarcomi dei tessuti molli dell'arto inferiore
Diagnostica, sottotipi e opzioni di trattamento
- Dipendenza psicologica da assistenti AI, smartphone e video brevi
Algoritmi, avatar e mente libera
- Psiconcologia
La comunicazione come chiave per l’aderenza alla terapia
- Il cervello e la motivazione a mangiare
Perché è così difficile dimagrire?
- L’omaveloxolone nell’atassia di Friedreich