Con l’invecchiamento, cambiano la composizione e la funzione del microbioma intestinale, l’integrità della barriera intestinale e la regolazione immunitaria sistemica. Questi cambiamenti sono strettamente legati al concetto di “inflammaging” – un’attivazione infiammatoria cronica di basso grado che influisce su diversi segni distintivi dell’invecchiamento, tra cui la disfunzione mitocondriale, la senescenza cellulare e la neuroinfiammazione. A livello dell’asse intestino-cervello, si stanno accumulando dati che indicano che i meccanismi associati ai microbiomi possono modulare l’umore, l’elaborazione dello stress, la funzione cognitiva e il rischio di malattie neurodegenerative attraverso vie di segnalazione immunitaria, neuroendocrina e neuronale.
Publikation
- Longevity-Special
You May Also Like
- L'obesità nello studio medico di base
Puntate su obiettivi realistici ed evitate di attribuire le colpe.
- Evidenza, fisiopatologia e gestione alla luce dei dati attuali.
Insufficienza cardiaca con frazione di eiezione migliorata (HFimpEF)
- Artrite reumatoide precoce
Il C1M ha un potenziale come biomarcatore
- Osteoporosi
La terapia stratificata per il rischio con agenti osteoanabolizzanti migliora i risultati.
- "Atlante della sanità svizzera"
Nuovo indicatore: farmaci per la regolazione del peso
- L'intelligenza artificiale in neurologia
Controllo invece di una marea di dati: l’AI rende utilizzabili i big data e i wearable
- Medicina della longevità 2025
Dall’anti-età alla prevenzione di precisione
- Trattamento della pancreatite: dati di studio attuali